CULTURA
Ulysses film festival, un successo
GAETA – Si è concluso con successo l’Ulysses Film Festival, la tre giorni che ha portato nel Golfo di Gaeta, protagonisti e registi del nuovo cinema italiano e della fiction e non solo. Il Festival edizione “comprensoriale” del Formia Film Festival è stato ideato e organizzato dall’Alfiere production di Daniele Urciuolo, ha visto come partner attivo la Confcommercio Lazio Sud. Una collaborazione, fortemente voluta dal Presidente Confcommercio Lazio e Lazio Sud Giovanni Acampora e sostenuta dai Presidenti delle Confcommercio Territoriali del Golfo – Giovanni Orlandi per Formia, Lucia Vagnati per Gaeta, Antonio Lungo per Minturno Scauri e Scherzerino La Rocca per Itri – nell’ottica della valorizzazione del territorio, attraverso il cine turismo.
Gli ospiti dell’Ulysses Film Festival, in primis la madrina Elena Cucci, la giuria e lo staff sono stati coinvolti, nelle giornate dal 23 al 25 maggio, in un vero e proprio “viaggio” di conoscenza e scoperta delle risorse e bellezze del Golfo di Gaeta, tra cui non da ultime le eccellenze enogastronomiche locali. Grazie all’impegno di Presidenti e Vice Presidenti delle Confcommercio Lazio Sud di Formia, Gaeta e Minturno Scauri e alla disponibilità delle imprese aderenti all’Associazione sono state organizzate tre degustazioni per accogliere i prestigiosi ospiti e fargli assaporare i sapori e le tradizioni del territorio.
La prima tappa è stata a Formia, il 23 maggio, presso il nuovo ristorante di tendenza Grid a Piazza della Vittoria dove sono stati accolti dal “padrone di casa” Vittorio Piscitelli Vice Presidente di Confcommercio Formia e dal Presidente Giovanni Orlandi.
Gli ospiti hanno potuto degustare, oltre ad alcune specialità di Grid, prodotti caseari di nicchia offerti da “Recco” e da “La Ghiottona” con il pane tradizionale del Panificio Di Rocco, tielle e prodotti da forno salati della “Tielleria 3.0” di Alberto De Meo, delle Pasticcerie Vezza e Troiano e per finire le creazioni di alta pasticceria di Augusto Vezza e Alfonso Troiano. Il tutto innaffiato dalla Falanghina di Telaro, offerta dall’azienda MECS.
Seconda tappa, nella location storica dei locali dell’IPAB – SS. ANNUNZIATA a Gaeta, dove la Presidente Confcommercio Gaeta Lucia Vagnati e la Vice Presidente Paola Guglietta hanno organizzato un buffet di eccellenze gaetane. Dalle olive e l’olio offerti dall’azienda Cosmo Di Russo, alle mozzarelle di bufala dei Fratelli Natale, alla pasta al forno del Lido Oriente e alla frittata di pasta della Tana di Cagliostro, alle tipiche polpette di alici della Cantina di Ciccillo, alle tielle della storica Pizzeria del Porto di Carlo Avallone e alle fragole locali, offerte dalla Frutteria di Antonio Micco. Immancabile un prodotto itrano di eccellenza, noto in tutta Italia ed Europa: la salciccia secca al coriandolo del Maestro Scherzerino La Rocca Presidente di Confcommercio Lazio Sud Itri. Il tutto annaffiato dai vini doc del Casale del Giglio.
In linea con l’approccio di attenzione all’ambiente di Confcommercio Lazio Sud la Zantour Viaggi di Paola Guglietta insieme a Francesco Conte, membro del Direttivo di Confcommercio Gaeta, hanno offerto materiale plastic free per la degustazione.
Ultima tappa del “viaggio degustativo”, il 25 maggio è stata sul Lungomare di Minturno Scauri presso lo storico Lido del Pino, dove Eliano Catanzano – Presidente del Sindacato dei balneari per il Golfo di Gaeta – e la sua famiglia hanno predisposto per gli ospiti un buffet di Finger food, delle nostre specialità: dalle tielle alla parmigiana di melanzane, dalle frittate di verdure e di pesce, allo sformato di patate. Il tutto con la splendida vista del mare e del Monte d’oro del Parco Regionale. A fare da padroni di casa per Confcommercio Lazio Sud Minturno Scauri il Presidente Antonio Lungo e il Vice Presidente Massimo Cantone.
Confcommercio Lazio Sud è stata presente sia con il Presidente Acampora che con i dirigenti delle Confcommercio del Golfo a tutte le serate del Festival che si sono svolte in ognuna delle città coinvolte e nell’ambito delle quali sono stati premiati con una targa la madrina Elena Cucci, l’attrice Giuliana De Sio e l’attore e cantante californiano Ronn Moss. Anche la scelta delle location per le serate del Festival hanno permesso di mostrare le opportunità offerte dal territorio per eventi ed iniziative di spicco. Il Teatro Remigio Paone a Formia, il Teatro Ariston a Gaeta, il Castello Baronale di Minturno e il Museo del Brigantaggio a Itri hanno offerto spazi di qualità per serate/evento che hanno visto una grande affluenza di pubblico.
“Quest’anno il Festival, per la cui originalità e qualità va ringraziato il bravo e coraggioso Daniele Urciuolo, ha permesso non solo di presentare produzioni artistiche di ottimo livello ma di presentare al meglio il nostro territorio. Gli ospiti hanno potuto conoscere a fondo, anche se in pochi giorni, lo spirito del nostro territorio: i nostri beni culturali ed archeologici – il Cisternone, la Montagna Spaccata e la Cappelletta d’Oro, il Complesso Archeologico di Minturno e il Castello Baronale il buon cibo e il calore della nostra accoglienza” ha dichiarato il Presidente Acampora.
“Sono soddisfatto per prima cosa come cittadino del Golfo e soprattutto, come Presidente di Confcommercio Lazio Sud, per l’ottimo lavoro svolto dai Presidenti delle Confcommercio Territoriali del Golfo – gli amici Orlandi, Vagnati e Lungo – che hanno lavorato come squadra, andando al di là del concetto di comprensorio. Ma un grande grazie va alle nostre imprese che, nonostante il difficile momento, si sono messe a disposizione del Festival e dei suoi protagonisti per mostrare quante potenzialità siamo in grado di esprimere come territori. E’ importante che tutti, in primis le Amministrazioni Comunali, colgano, supportandole, il valore di iniziative come il Festival di Daniele Urciuolo. È fondamentale per il nostro territorio ma anche non da ultimo per dare spazio ed opportunità ai nostri giovani che così possono lavorare con competenza qui dove sono nati” ha concluso il Presidente Acampora.
CULTURA
La poetessa Antonella Rizzo vince il Premio nazionale Minturnae
La poetessa di Aprilia Antonella Rizzo vince il Premio nazionale Minturnae “Ornella Valerio” di Minturno con la silloge “Interno barocco. Poetica del disincanto” (Edizioni Croce). Promosso dal Comune di Minturno in collaborazione al Liceo Scientifico al Liceo Scientifico “Leon Battista Alberti”, a Caramanica Editore e al Centro Studi Minturnae – Università del Golfo Formia-Gaeta-Minturno, con i suoi 50 anni, è uno dei premi più longevi prestigiosi dedicati, oltre che alla poesia, alla storia e al mondo classico.
Il premio ad Antonella Rizzo è stato assegnato dalla giuria presieduta da Rino Capito e composta da Arnaldo Colasanti e Luigi Gulia. “una poesia che disinganna”, come recita il sottotitolo della stessa raccolta, sollevando da convincimenti errati e delusioni obbligatorie.
La premiazione dei vincitori si terrà sabato 10 ottobre, alle 17, presso l’Aula Magna “Maurizio Bisegna” dello stesso Liceo Scientifico.
BIO – Antonella Rizzo è nata a Roma nel 1967. È poetessa, scrittrice, giornalista, performer, attiva nel campo dell’intercultura e della letteratura di genere. Ha pubblicato: “Il sonno di Salomè”, “Confessioni di una giovane eretica”, “Cleopatra. Divina Donna d’Inferno”. “ Iratae pièce teatrale” con Maria Carla Trapani, “ Plethora”, “A dimora le rose” e “A tutti quelli che non sanno che esiste il vortice”. È stata tradotta in albanese, arabo, inglese, polacco, romeno. I suoi testi sono presenti in molte antologie di poesia contemporanea. È organizzatrice di eventi culturali di carattere nazionale e internazionale, cortometraggi, pièce teatrali, in collaborazione con artisti visivi e musicisti. Ha conseguito Premi nazionali e internazionali ed è giurata in diversi concorsi letterari. È ideatrice e responsabile del Premio letterario “Antica Pyrgos”.
CULTURA
Il vescovo Mariano Crociata presenta la Lettera Pastorale: l’umano al centro della riflessione e del cammino diocesano
LATINA – Una visione dell’uomo che non sia però astratta. Con questo criterio – in verità molto più complesso – il vescovo di Latina Mariano Crociata ha consegnato la sua Lettera Pastorale 2026/2027 dal titolo “Per la gioia che è venuto al mondo un uomo… – Essere, diventare, rimanere umani”, che fa riferimento al versetto 16,21 del Vangelo di Giovanni. L’occasione è stata l’assemblea Pastorale diocesana, tenuta ieri sera, presso la curia vescovile di Latina, e moderata dal Vicario generale don Enrico Scaccia. A presentare il nuovo orientamento pastorale è stata la professoressa Maria Forte, che ha voluto mettere in evidenza alcuni tratti particolari della Lettera. Al termine, è seguito un momento di confronto sul posto tra i gruppi formati da cui sono scaturite delle domande dei presenti cui ha risposto direttamente il vescovo Crociata.
L’intera Lettera è disponibile sul sito della Diocesi pontina (diocesi.latina.it).
«Quelli della lettera sono pensieri che vengono dal sentire della Chiesa in tutti questi anni», ha spiegato il vescovo Mariano Crociata a margine dell’assemblea. Infatti, i riferimenti diretti da cui è partita la riflessione del vescovo Crociata sono quelli del Magistero, come l’enciclica Magnifica humanitas di papa Leone XIV, oltre a recenti documenti del Dicastero per la Dottrina della Fede, della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione teologica internazionale.
Perché una lettera pastorale dovrebbe occuparsi dell’umano? Una domanda che potrebbe venire spontanea a molti e cui Crociata risponde all’inizio della Lettera: «Ci si aspetterebbe che essa si occupi di temi di genere religioso, spirituale, pastorale. Se lo facciamo è per due ragioni. La prima, secondo cui in realtà la fede cristiana e l’esperienza ecclesiale toccano, eccome!, la condizione umana, e anzi intendono comprenderla sempre meglio e darle attuazione e pienezza. La seconda, perché viene sempre più in evidenza un senso di timore, e in alcuni casi una sorta di allarme, per la deriva che sembra prendere la nostra umanità, sia nel grande mondo delle guerre e dei disastri climatici, naturali e umanitari di ogni genere, sia nel piccolo delle fatiche e dei drammi che si consumano per effetto di una serie innumerevole di cause e di circostanze».
D’altronde la fede cristiana trova un suo fondamento proprio nel mistero dell’Incarnazione, con Gesù, Figlio di Dio, che assume la natura umana. Poi, tutti i Vangeli mostrano Cristo sempre attento alla condizione umana.
Nella prima parte, monsignor Crociata inizia la sua riflessione dal tema della nascita per dire che «la nascita biologica è un inizio, ma diventare umani è un processo». Si tratta della sfida che riguarda tutti: diventare umani.
Il percorso successivo della Lettera assume una direzione che porta alla definizione delle domande fondamentali della vita, tra cui «Che cosa fare della mia vita? Chi è l’altro? Quale responsabilità verso gli altri? Quale ruolo hanno gli adulti? Che cosa significa educare? Che cosa significa costruire il bene comune?». Sono domande diverse ma hanno tutte un denominatore comune, o meglio un interrogativo implicito che è «cosa significhi vivere da esseri umani.
Proprio nella presentazione della Lettera, è stato sottolineato che nel suo documento il Vescovo non offre semplicemente una definizione dell’uomo. Non dice: «L’uomo è questo». Propone piuttosto un percorso che parte dalla nascita e attraversa: la scelta, la coscienza, la tecnologia, l’altro, l’educazione, la società, la libertà. E poi ritorna a Cristo per rileggere l’umano guardando sempre a Cristo. E infine apre uno spazio: quello della speranza.
CULTURA
Latina, al Museo Cambellotti il restauro aperto al pubblico di due sculture
Un restauro aperto al pubblico per conoscere da vicino il lavoro sulla coppia di sculture La Pace o La Vagante di Duilio Cambellotti. È il progetto organizzato dal Museo Duilio Cambellotti di Latina in occasione dei 150 anni dalla nascita dell’artista. Le due opere, realizzate tra il 1914 e il 1919, saranno restaurate direttamente all’interno del museo. Il progetto è finanziato dalla Regione Lazio con il cofinanziamento del Comune di Latina. Alle diverse fasi del restauro potranno assistere anche gli studenti del Liceo Artistico Statale “Michelangelo Buonarroti” di Latina, che avranno così la possibilità di vedere da vicino tecniche e attività legate alla conservazione delle opere d’arte.
Il restauro sarà aperto anche ai cittadini nei giorni 29 e 30 settembre, 1, 2 e 4 ottobre. Gli orari sono: martedì e giovedì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 17.30; mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13.30; domenica dalle 10 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.
L’intervento punta a conservare le due sculture e a restituirle alla piena fruizione del pubblico. L’iniziativa rientra nel progetto “Forza e visioni, 150 anni di Cambellotti”, dedicato alla figura e all’opera dell’artista.
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