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“Palla al piede” – Undici storie di calcio e libertà

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LATINA – “Palla al piede” – Undici storie di calcio e libertà, edito da Ultra un marchio di Lit Edizioni, è un viaggio inaspettato lungo un secolo di storia. Gli autori Daniele Ognibene e Alberto Antonio Dandolo, originari di Velletri ma da tempo impegnati sul territorio pontino in attività socio culturali, hanno dato vita ad un lavoro di ricerca che mette insieme sport e impegno politico, attraverso gli eventi storici più rilevanti degli ultimi cent’anni.

Il punto di partenza è la formazione della squadra dei loro sogni, composta da 11 campioni di vita ancor prima che di calcio. In questo libro sorprendente, i protagonisti raccontano come lo sport e la loro storia di uomini abbiano interagito con quella del loro Paese nei suoi momenti più drammatici e decisivi.

Un portiere (José Ángel Iribar), tre difensori (Gerd Weber, Diego Lugano ed Ernso Laurence), quattro centrocampisti (Ángel Cappa, Bruno Scher, Martin Uher e John Moriarty) e tre attaccanti (Carlos Caszely, Zair Belounis e Walter Jr Casagrande): una formazione votata all’attacco, perché contro i despoti non ci si può solo difendere, bisogna anche saper andare in contropiede.

Insieme a loro vedremo da vicino i soprusi delle dittature sudamericane, la violenza del franchismo, il controllo asfissiante della Stasi nella DDR, la buia follia del fascismo e del nazismo e la ferocia inumana contro gli aborigeni, ascolteremo le emozioni, i ricordi, le risate e i pianti di chi avrebbe potuto scegliere di volgere lo sguardo altrove e invece ha deciso di metterci la faccia, il corpo, le idee, rischiando tutto pur di non piegarsi. In nome della libertà.

Ospiti negli studi di Radio Immagine, Daniele Ognibene e Alberto Antonio Dandolo ci hanno raccontato come è nato il progetto e gli incontri con i campioni protagonisti del loro libro.

 

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Il Premio Letterario Sportivo Invictus va a Emanuele Atturo per “Il mito dei bomber di provincia”

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Cisterna di Latina ha decretato oggi il vincitore del Premio Letterario Sportivo Invictus che, giunto alla 7^ edizione,  è diventato ormai un punto di riferimento per autori e case editrici che investono tempo e risorse per promuovere la cultura sportiva nel nostro paese. In pochi anni, infatti, il Premio si è affermato come uno dei principali riconoscimenti italiani dedicato alla letteratura sportiva, tanto da essere stato selezionato due anni fa, insieme al Premio Strega e a Lucca Comics, per rappresentare i premi letterari italiani alla Fiera Internazionale del Libro di Francoforte.

Il Premio è organizzato dalla casa editrice Lab DFG, con il contributo del Ministro per lo Sport e i Giovani e della Regione Lazio, il sostegno in qualità di main partner del Gruppo FS Ferrovie dello Stato italiane, e gode della media partnership di Rai Radio 1 Sport.

A Palazzo Caetani, durante la serata finale condotta dal giornalista RAI Sport e volto della Nazionale Alessandro Antinelli, è andato in scena un vero e proprio spettacolo sportivo prima dell’assegnazione dei premi ai cinque finalisti, decretati dalla giuria presieduta da quest’anno dal più grande atleta e dirigente paralimpico della storia, Luca Pancalli.

L’ex Presidente del CIP, ha raccolto il testimone di Davide Tizzano, bicampione olimpico di canottaggio e dirigente sportivo, scomparso nel dicembre 2025, alla cui memoria è stato dedicato uno dei momenti più significativi della serata con l’istituzione del Premio Speciale “Davide Tizzano – L’ottimismo della volontà”, assegnato a Giovanni Malagò, che lo ha ritirato dalle mani della famiglia Tizzano:

Un altro momento emozionante è stato quello della consegna dei premi speciali, a trenta anni dalle loro imprese olimpiche e paralimpiche di Atlanta, a due leggende dello sport azzurro: Valentina Vezzali e Paola Fantato. Infine, un riconoscimento speciale è stato assegnato anche al Cisterna Volley, rappresentato dai dirigenti, dall’intera squadra e dallo staff tecnico.

IL VINCITORE

La giuria del Premio, composta da giornalisti sportivi, atleti olimpici e dal gruppo dei grandi lettori, ha raggiunto un verdetto unanime. È “Il mito dei bomber di provincia” di Emanuele Atturo (ed. Einaudi), a trionfare nella 7^  edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus. Questa la motivazione: “Per aver celebrato con straordinaria sensibilità e arguzia letteraria il calcio romantico della provincia italiana. Un’opera che è anche una pagina di costume del nostro Paese, le cui radici affondano in quegli anni che hanno rappresentato l’età dell’oro del calcio italiano, ricordandoci il valore poetico e identitario dello sport più amato dagli italiani”.

Le parole di Atturo dopo la vittoria:

Così gli altri premi: premio Grandi Lettori  “La colpa è di chi muore” di Marco Bellinazzo (ed. Fandango Libri); premio Enel “Il destino di un bomber” di Andrea Carnevale e Giuseppe Sansonna (ed. 66thand2nd); premio Terna “Ghedo” di Kristian Ghedina e Lorenzo Fabiano (ed. Minerva); premio Blu Banca “Ago. Una vita da campione” di Giacomo Agostini con Raffaele Sala (ed. Rizzoli).

 LE DICHIARAZIONI

«Anche quest’anno Invictus conferma la sua missione: raccontare lo sport attraverso la letteratura, restituendogli quella profondità fatta di sacrificio, resilienza e riscatto che va oltre il campo e la classifica» – le parole di Giovanni Di Giorgi, ideatore e organizzatore del premio: 

«E’ con grande orgoglio – hanno sottolineato il sindaco di Cisterna Valentino Mantini e l’assessore alla Cultura Maria Innamorato – che abbiamo accolto anche quest’anno il Premio Invictus, giunto ormai alla sua settima edizione a dimostrazione che il legame tra questa iniziativa targata Lab DFG e la città di Cisterna è ormai consolidato nel tempo e ci ha consentito e ci consente, di promuovere lo sport e i valori che esso racchiude». 

«Lo sport è più che mai cultura, sociale, educazione, e diventa un patrimonio di valori che vogliamo trasferire alle nuove generazioni. Il Premio Letterario Sportivo Invictus è ormai un punto di riferimento a livello nazionale» il commento dell’assessore regionale allo Sport Elena Palazzo:

 

ALBO D’ORO PREMIO INVICTUS

2020 ‘La via perfetta’ di Daniele Nardi, con Alessandra Carati (Einaudi)

2021 ex-aequo ‘La cena degli dei di Marino Bartoletti’ (Gallucci) e ‘Le Canaglie’, di Angelo Carotenuto (Sellerio)

2022 ‘Il diamante è per sempre’, di Mario Salvini (Terre di Mezzo)

2023 ‘Pantani per sempre’, di Davide De Zan (Libreria Pienogiorno)

2024 ‘La forma dei sogni’, Andrej Longo (Sellerio)

2025 ‘Provaci ancora, mister Cascione’ di Marco Marsullo (Feltrinelli)

2026 ‘Il mito dei bomber di provincia’ di Emanuele Atturo (ed. Einaudi)

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CRONACA

Latina, incendio a ridosso dell’Icot: fiamme vicino al parcheggio

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Pauroso incendio di vegetazione nella zona dell’Icot, a Latina. Le fiamme sarebbero partite da un canale alle spalle dell’ospedale e, attraversando il vivaio abbandonato, sono arrivate fino alla Pontina, raggiungendo il parcheggio dell’Icot e i campi vicini a una concessionaria di automobili. Una grande colonna di fumo nero è visibile anche a distanza. Imponente l’intervento dei Vigili del Fuoco, con più di sette automezzi, due autobotti e diverse squadre impegnate nelle operazioni di spegnimento e contenimento. Sul posto anche i volontari della Protezione Civile.

Contemporaneamente un secondo incendio ha interessato il lato opposto della carreggiata, nei campi vicino al ristorante Il Vulcano. Le fiamme hanno raggiunto anche la strada che dalla rotonda dell’Icot porta verso il centro Morbella. La complanare della Pontina è stata chiusa al traffico e la polizia locale sta gestendo la viabilità. La presenza di più focolai alimenta l’ipotesi di un’origine dolosa, ma saranno gli accertamenti a stabilire le cause degli incendi.

 

 

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CRONACA

Cimitero di Latina, piovono calcinacci (e escrementi di piccione): transennate alcune aree

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LATINA – Sono state transennate dai vigili del fuoco dopo la caduta di calcinacci, alcune aree del cimitero di Latina. E’ accaduto dopo la segnalazione di un cittadino che nei giorni scorsi ha trovato sul suo cammino pezzi di intonaco e ha deciso di presentare un esposto formale.

Una situazione che è da tempo sotto gli occhi di tutti: condizioni di complessivo degrado della parte nuova della struttura che è anche in via di ampliamento. Le scale a chiocciola, perenne barriera architettonica, sono ormai chiuse ovunque; sono evidenti infiltrazioni diffuse con acqua che cade sul pavimento rendendo scivoloso il percorso e creando rischi per i frequentatori; i ferri, sotto gli intonaci caduti, appaiono arrugginiti, e in questi giorni ci sono escrementi di piccione sulle panche della chiesetta interna.

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