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Sud Pontino, il gioco d’azzardo “mangia” in media 3.766 di reddito pro capite. Incidenza top a Ponza e Campodimele

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GAETA – La pratica di azzardo è costantemente in crescita a Santi Cosma e Damiano, Castelforte, Minturno, Spigno Saturnia, Formia, Ponza, Ventotene, Gaeta, Itri, Campodimele, Sperlonga, Fondi, Monte San Biagio e Lenola, e rappresenta ancora una notevole problematica di disagio economico e sociale. I dati, resi noti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli relativi all’anno 2023, sono stati diffusi dalla Caritas.

La media della giocata pro capite nel 2023 è stata di 3.766 euro, di cui 1.270 euro la componente fisica e 2.496 euro quella telematica; una cifra esorbitante se confrontata con la media nazionale di 2.503 euro. L’aumento rispetto al 2022 è stato del 4%, con la componente telematica che continua ad essere praticamente il doppio rispetto a quella fisica. L’uso del canale telematico è un vero nodo problematico poiché le scommesse on line sono fuori controllo dagli orari e regolamenti degli esercizi commerciali e attirano sempre più le giovani generazioni abituate all’uso continuo di smartphone, tablet e personal computer. L’incidenza media nel 2023 della giocata pro-capite sul reddito 2021 è stata del 22,2%, in aumento rispetto a quella del 2022 e praticamente doppia rispetto a quella dell’Italia equivalente a 12,1%”, si legge in una nota .

Formia si conferma il Comune con la giocata pro-capite più alta con 5.992 € all’anno, seguita da Campodimele con 4.874 €, Ponza con 3.856 €, Fondi con 3.687 €, Sperlonga con 3.650 €, Minturno con 3.325 €, Castelforte con 3.156 €, Spigno Saturnia con 3.065 €,  Santi Cosma e Damiano con 2.992 €, Gaeta con 2.947 €, Monte San Biagio con 2.127 €, Ventotene con 1.892 €, Lenola con 1.792 €, Itri con 1.783 € .

Nel 2023 è avvenuto un ulteriore innalzamento della giocata pro capite, rispetto al 2022, per con il record di Campodimele del 51%. Gaeta, Minturno e Formia hanno registrato un aumento più contenuto, mentre Itri, Fondi, Ponza e soprattutto Sperlonga, Santi Cosma e Damiano e Ventotene hanno ridotto la giocata pro capite.

Da rilevare che Campodimele e Ponza, nonostante il proprio reddito pro-capite sia tra i più bassi dei Comuni della Diocesi, si attestano nella prime posizioni, insieme a Formia, nella classifica dell’incidenza della giocata pro capite sul reddito. A questo si aggiunge il caso di Campodimele che rivela una giocata pro-capite telematica di 4.427 €.

Infine, le puntate sono così distribuite: per il canale fisico il 44% alle Slot machine, il 20% alle lotterie, il 16% al lotto, l’11% a scommesse a base sportiva, il 4% a scommesse virtuali, il 3% al superenalotto e il resto a marginali forme di scommesse

“Per arginare questa “devastazione sociale”  – ricordano dalla Caritas diocesana di Gaeta  – prosegue l’impegno attraverso il Tavolo di contrasto all’azzardo e di cittadinanza, con la partecipazione della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali, di Libera Presidio Sud Pontino, della Cooperativa Sociale Osiride, l’Associazione Gocce di Fraternità Aps sede di Gaeta, l’Associazione Vittorio Bachelet, il Circolo Intercomunale Legambiente “Luigi Di Biasio”, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sezione di Formia, l’Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau sezione Latina, il Circolo Legambiente Verde Azzurro Sud Pontino e la Lega SPI CGIL Sud Pontino. Varie iniziative sono state realizzate come i convegni, le Tende del Buon Gioco nelle piazze, la sensibilizzazione tra gli studenti delle scuole superiori, il pressing sulle amministrazioni comunali, la pubblicazione di articoli, la mappatura delle giocate fisiche e telematiche, l’apertura di un centro di ascolto e di orientamento, l’avvio del coinvolgimento ad enti ed associazioni a livello provinciale.

A giugno 2024 la Caritas di Gaeta, in collaborazione con il Tavolo di contrasto all’azzardo e di cittadinanza, ha proposto il progetto “Non è un gioco” (all’interno di Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) a tutti gli istituti scolastici situati dentro i confini della Diocesi, con l’obiettivo di rendere i ragazzi della fascia di età 16-19 anni consapevoli delle conseguenze legate alla pratica dell’azzardo attraverso la conoscenza di dati e contesti.

Lo scopo di questo vasto impegno è quello di rendere consapevoli i cittadini, le associazioni e le istituzioni a percepire la pratica dell’azzardo non come un gioco, ma come un’attività rischiosa che può generare una dipendenza patologica, che conduce spesso ad essere esposti all’usura e alla manipolazione di organizzazioni criminali.

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CRONACA

Zalà attirato in trappola da un conoscente, poi gli spari in Viale XXIV Maggio a Latina

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LATINA – Sarebbero almeno tre le persone coinvolte nell’omicidio del 27enne Ibrahim Dibba, detto Zalà, ucciso a Latina la sera di mercoledì. Gli agenti della squadra mobile, guidati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, hanno ascoltato nelle scorse ore la compagna del giovane gambiano: i due insieme aspettavano un figlio. La ragazza era con lui, sulle scalette del villaggio Trieste, la sera dell’omicidio e ha riferito che un suo vecchio conoscente, una persona che Zalà  che non vedeva da tempo, lo ha attirato in viale XXIV Maggio ed è qui che sono spuntati gli assassini uno dei quali dalla Kia Picanto nera presa a noleggio ha sparato contro il ragazzo causandone la morte avvenuta poco dopo all’ospedale di Latina dove era arrivato in condizioni disperate dopo essere stato rianimato sul posto dagli operatori del 118. Sembrano ormai arrivate ad un punto decisivo e all’identificazione dei partecipanti all’agguato le indagini che si svolgono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.

E riprende corpo l’ipotesi, in un primo tempo smentita, che anche gli spari di Via Pionieri della Bonifica uditi la sera prima da testimoni che hanno chiamato il 112, fossero in realtà legati alla stessa vicenda. La vittima che  – secondo quanto riferito dalla sua compagna – aveva svolto un lavoro per esponenti del clan Di Silvio, pretendeva di essere pagato. Una motivazione che appare insufficiente per un delitto tanto eclatante, con il quale probabilmente chi ha agito voleva dare una lezione al giovane gambiano e anche un messaggio più generale a tutto l’ambiente.

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A Fondi bici a pedalata assistita trasformate in motorini. Controlli della Polizia Locale anche su targhe e caschi per i monopattini

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FONDI – La Polizia Locale di Fondi ha avviato in questi giorni un’azione di controllo su bici a pedalata assistita e monopattini elettrici circolanti, per verificare il rispetto delle nuove norme del Codice della Strada. “Un’azione  – spiegano dal Comando – nata non con finalità meramente repressive, ma con l’obiettivo prioritario di tutelare l’incolumità di tutti gli utenti della strada, prevenendo situazioni di pericolo spesso legate alla scarsa consapevolezza delle normative vigenti”.

A destare attenzione, le velocità particolarmente elevate e continuative senza l’effettivo ausilio della pedalata. I successivi accertamenti e le perizie tecniche eseguite su alcuni dei mezzi controllati hanno permesso di riscontrare la presenza di centraline occulte in grado di alterare le prestazioni originarie del veicolo. Tale alterazione tecnica  – spiegano – fa sì che i mezzi perdano la qualifica di velocipedi, venendo di fatto equiparati a ciclomotori. Per tali motivi gli agenti hanno proceduto al sequestro dei veicoli non conformi e sono state elevate sanzioni ai sensi del D lgs 285/92 per un importo di circa 6000 euro. «In questi casi – spiega il comandante Leone – oltre al verbale per guida senza la prescritta patente, senza casco, senza carta di circolazione e senza targa, scatta una contestazione specifica per modifica di un velocipede a pedalata assistita il quale, potendo raggiungere una velocità superiore a 25 km/h, viene equiparato dal codice della strada ad un ciclomotore».

L’attività di controllo sui monopattini elettrici è nata da un incidente avvenuto all’esterno del perimetro urbano. Diverse le irregolarità riscontrate per guida senza casco, mancanza di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile e di targa. Tutti requisiti indispensabili per la legittima circolazione su strada.

«Utilizzare nuovi mezzi – commentano il sindaco di Fondi Vincenzo Carnevale e il comandante Vincenzo Leone – obbliga anche chi li sceglie per motivi di praticità, economicità o eco-sostenibilità ad informarsi su normative che, proprio allo scopo di elevare gli standard di sicurezza su strada, vengono continuamente aggiornate. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni anche allo scopo di favorire una maggiore consapevolezza collettiva».

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I trecento internati di Sezze ricordati a Montecitorio, Lucidi: “Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti”

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SEZZE  – Il sindaco di Sezze Lidano Lucidi ha partecipato questa  mattina a Montecitorio alla cerimonia “Il coraggio e la consapevolezza del rifiuto: l’esempio degli italiani tra memoria, dignità e libertà”, dedicata alla Giornata nazionale degli internati militari italiani (IMI).

L’evento rende omaggio ai militari e civili italiani deportati che scelsero di rifiutare la collaborazione con la Germania nazista e la Repubblica Sociale, pagando a prezzo di immani sofferenze e spesso della vita la propria scelta.

“Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella  – racconta Lucidi – ho sentito nominare la città di Sezze e i suoi 300 internati. Quei concittadini non hanno piegato la testa, hanno detto NO ai nazisti e per questo sono stati internati nei lager di Hitler. Nelle carrozze dove si trasportavano 8 cavalli vennero ammassati 60/70 militari italiani che dissero NO. Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti, fame, freddo e lavoro disumano. A loro e ai loro familiari il ringraziamento e la stima della città che mi onoro di rappresentare”.

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