POLITICA
ECOMUSEI
La proposta di Forte e Gancola
LATINA – Importante passo avanti verso la creazione di un sistema organizzato di ecomusei. I consiglieri regionali pontini Enrico Forte (PD) e Rosa Giancola (Per il Lazio) hanno infatti presentato, supportati dall’associazione “Ecomuseo dell’Agro Pontino nuova Mater Matuta onlus”, una proposta di legge per l’istituzione degli Ecomusei del Lazio.
L’idea prende come riferimento la Convenzione Europea del paesaggio sottoscritta a Firenze il 20 ottobre 2000 da tutti i Capi di Stato e di Governo dei paesi dell’Unione Europea, adottata successivamente dal Consiglio d’Europa e infine ratificata dal Parlamento italiano nel 2006. Il Lazio però, diversamente da altre regioni d’Italia, non ha ancora recepito e tramutato in legge tale convenzione sebbene esistano già sul territorio associazioni ecomuseali create in modo spontaneo e volontario che potrebbero esservi inserite.
Allo stato attuale sul territorio del Lazio esistono già quattro realtà ecomuseali ormai consolidate e riconosciute: l’Ecomuseo del Litorale di Ostia costituito nel 1981, l’Ecomuseo dell’Agro Pontino nato nel 2004, l’Ecomuseo del Lazio Virgiliano nell’area di Ardea/Pomezia del 2008 e l’Ecomuseo della Teverina, ultimo nato nel 2009. Essi sono tutti inseriti in una Rete Internazionale denominata Local World – Mondi Locali che scambia buone pratiche di confronto progettuale e di esperienza.
Sottolineano Enrico Forte e Rosa Giancola –
<L’ecomuseo – sottolineano Enrico Forte e Rosa Giancola – è quel luogo fisico, ma anche spazio mentale, luogo d’incontro della comunità in continuo divenire, uno spazio aperto e mutevole di condivisione e discussione, pronto ad accogliere il nuovo ed il diverso ridiscutendo il passato; un rapporto dialettico che valorizza le diversità per riconoscerne la ricchezza e farne sintesi. Possiamo dire che l’ecomuseo ha una duplice connotazione: da una parte quella di recuperare, testimoniare, analizzare le relazioni tra ambiente naturale e quello antropizzato, strutturare attività demo-etno-antropologiche per comprendere il modo in cui l’insediamento tradizionale ha caratterizzato la formazione e l’evoluzione di un determinato ambito paesaggistico; dall’altra parte, adotta una prospettiva orientata ad un futuro sviluppo eco-compatibile del territorio di appartenenza, divenendo così promotore di nuove risorse che possano rivitalizzare l’economia locale: prodotti locali a chilometro 0, enogastronomia tipica, mercati rionali delle filiere corte, design, servizi educativi e di supporto logistico, turismo locale e dell’accoglienza, artigianato. Per questa ragione – aggiungono – anche il Lazio deve poter usufruire di questo strumento culturale così come la nostra provincia che potrebbe beneficiarne per il rilancio del turismo, del patrimonio storico-archeologico e dell’enogastronomia>.
Nella proposta di legge presentata dai due consiglieri pontini il Paesaggio del Lazio è suddiviso in aree che corrispondono a quelle dei dieci Consorzi di Bonifica Regionali, a cui corrisponderanno altrettanti ecomusei, per rendere più snella la gestione. Il paesaggio del Lazio sarà inteso comunque come un insieme organico di percorsi tematici multidisciplinari, monumenti, opere infrastrutturali, abitazioni, saperi, sapori, stili e tradizioni. La legge prevede anche la possibilità di ampliare il numero degli ecomusei definendo in modo preciso quali saranno le caratteristiche degli stessi, le prerogative, la missione, l’azione sul territorio. L’azione ecomuseale sarà strettamente legata alla vigilanza di un comitato scientifico che si occuperà di tutelare il comportamento delle associazioni ecomuseo sul territorio e farà da garante delle iniziative territoriali.
<Siamo convinti – concludono Forte e Giancola – che l’ecomuseo sia uno strumento innovativo capace di trattenere la memoria storica del territorio e della sua gente e al tempo stesso valorizzare alcune vocazioni del territorio della provincia pontina e dell’intera regione>.
POLITICA
Lascia il coordinatore di Noi Moderati a Sabaudia: “Non riusciamo a essere incisivi”
LATINA – Il coordinatore comunale di Noi Moderati a Sabaudia, Mimmo D’Amico, ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico, rimettendo il mandato al coordinatore provinciale, avv. Alessandro Paletta. “Una decisione personale, maturata nel tempo, che riguarda esclusivamente il ruolo di coordinamento locale e che, come lo stesso D’Amico sottolinea nella sua lettera di dimissioni, non rappresenta un giudizio sull’operato dei vertici provinciali e regionali del partito”, si legge in una nota del partito.
“Prendiamo atto con profondo dispiacere, anche per i rapporti personali che si erano venuti a creare, della decisione di Mimmo D’Amico di dimettersi dal suo ruolo di coordinatore comunale di Sabaudia, dichiara il coordinatore provinciale di Noi Moderati, Alessandro Paletta. A Mimmo, cui riservo la mia massima stima politica e personale, va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto e per il contributo dato in questi anni al percorso di Noi Moderati a Sabaudia. Ora guardiamo avanti con senso di responsabilità; affronteremo questa delicata fase attraverso un confronto interno cercando di individuare i prossimi passaggi per il coordinamento locale. Da oggi la sezione di Sabaudia sarà commissariata e me ne occuperò personalmente – aggiunge ancora l’avv. Paletta – con l’obiettivo di accompagnare questa fase di passaggio e garantire continuità all’attività politica sul territorio”.
“Ritengo che, oggi, la linea politica espressa dal coordinamento non riesca più a riscontrarsi pienamente nel sentimento degli iscritti e della nostra comunità politica – spiega D’Amico – . Di fronte a questa consapevolezza, credo che la scelta più responsabile sia quella di rimettere il mandato alla segreteria provinciale, evitando che una situazione di difficoltà possa finire per danneggiare tanto la politica amministrativa della nostra città quanto il percorso di crescita e di radicamento di Noi Moderati. Sabaudia ha bisogno di coraggio, di idee chiare e di scelte importanti. Ha bisogno di una politica capace di assumersi responsabilità e di incidere concretamente sulle questioni che riguardano il futuro della città. Devo riconoscere, con onestà intellettuale, che il coordinamento in questa fase politica non riesce ad incidere come dovrebbe. Per questo, senza alcuna esitazione e senza voler occupare spazi che oggi è giusto lasciare ad altri, ritengo che la cosa più logica e più utile sia fare un passo indietro e lasciare spazio a chi, con energie nuove e prospettive diverse, potrà sicuramente fare meglio”.
ATTUALITA'
Tiziano Ferro sostiene il “sì” al referendum per l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole
LATINA – Tiziano Ferro sostiene l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole e si schiera per il referendum che chiede l’abolizione della legge approvata di recente dalla maggioranza di governo e parlamentare che prevede il consenso informato in ambito scolastico, così come previsto dal disegno di legge Valditara approvato in via definitiva dal Senato il 4 giugno 2026. La norma in vigore ave va suscitato polemiche perché stabilisce che nelle scuole secondarie (medie e superiori), le attività extra o extracurricolari su questi temi richiedono l’autorizzazione scritta e preventiva dei genitori, mentre alla primaria e materna sono espressamente escluse le attività didattiche o progettuali aventi a oggetto la sessualità.
L’obiettivo del Referendum sostenuto da Ferro, è ripristinare l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane, superando le attuali restrizioni normative. Le motivazioni del referendum sono sul sito del Ministero dove vengono raccolte le firme. Il cantante di Latina in una storia pubblicata oggi invita a sostenere le ragioni del Sì all’abolizione.
“Eliminando queste norme – spiegano i promotori del referendum – l’educazione sessuale e affettiva tornerà a essere un’attività scolastica inclusiva, equiparata alle altre scelte extracurriculari approvate da genitori, docenti e studenti tramite i Piani triennali dell’Offerta Formativa con didattica adeguata all’età sarà possibile promuovere la consapevolezza del corpo e dell’affettività usando linguaggi e metodi appropriati per ogni fascia d’età, inclusa quella infantile. Si eliminerà la pratica dell’esclusione dall’aula, garantendo che tutti gli studenti possano partecipare alle attività del gruppo classe senza discriminazioni. Scuole, docenti e famiglie potranno integrare stabilmente questi temi nei percorsi formativi, liberandosi da vincoli burocratici eccessivi e garantendo una continuità pedagogica”.
ATTUALITA'
Rigenerazione dell’ex mercato annonario di Latina, pronto l’Avviso Pubblico per raccogliere le proposte
LATINA – Prosegue l’iter per la riqualificazione del vecchio Mercato Annonario di Latina in via don Morosini. Con l’approvazione (da parte della responsabile del dipartimento Lavori Pubblici, ingegnere Angelica Vagnozzi) dello schema di avviso pubblico volto a sollecitare la presentazione di proposte di Partenariato pubblico-privato in finanza di progetto, gli operatori eventualmente interessati hanno 90 giorni di tempo per presentare progetti di fattibilità tecnico-economica in concorrenza con una proposta spontanea ad iniziativa privata già pervenuta all’Ente. “La riqualificazione del Mercato Annonario – sottolinea la sindaca Matilde Celentano – rappresenta un tassello cruciale per il rilancio del nostro centro cittadino. Vogliamo restituire alla comunità un luogo moderno, sostenibile e propulsore della cultura del cibo, dell’alimentazione sana e delle eccellenze enogastronomiche del territorio”
“L’obiettivo dell’Amministrazione – prosegue – è quello di selezionare l’idea progettuale più elevata sul piano della qualità, dell’innovazione e del valore sociale affinché il cuore di Latina torni a battere con nuova energia commerciale e culturale. L’intervento sul Mercato Annonario, come previsto dal Documento unico di programmazione, e la valorizzazione dello stesso sia funzionale che strutturale ed architettonico sarà alla base della grande sfida della riqualificazione del centro storico già avviata attraverso nuove funzioni assegnate ad alcuni immobili di Fondazione, dall’ex Banca d’Italia all’ex Teti e all’ex Garage Ruspi”.
La procedura di valutazione si svolgerà in forma comparativa senza l’applicazione del diritto di prelazione per il primo proponente, “garantendo – si legge in una nota dell’Ente – un’effettiva ed equa competizione ad armi pari tra tutti i proponenti”.
“L’adozione dello schema di avviso da parte della direzione Lavori Pubblici – ha sottolineato il vicesindaco Massimiliano Carnevale, con delega ai Lavori pubblici – concretizza l’indirizzo politico-amministrativo espresso dalla Giunta. L’intervento consentirà di ristrutturare integralmente l’immobile senza alcun onere o rischio finanziario a carico del Comune, mentre la valutazione comparativa premierà le soluzioni tecnologiche a minor impatto ambientale, i migliori standard manutentivi, la tutela occupazionale e la valorizzazione delle produzioni locali”.
Tra le caratteristiche che saranno preferite nelle proposte di project financing che perverranno entro i termini stabiliti le soluzioni “che comportino il minor consumo di suolo, la massima efficienza energetica e il minimo impatto ambientale”, “la creazione di spazi per la promozione dell’artigianato locale e dell’enogastronomia della provincia di Latina e della Regione Lazio, organizzazione di eventi formativi e culturali sulla sana alimentazione”.
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