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CRONACA

Accesso impedito al contatore, il giudice obbliga l’utente a consegnare le chiavi

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L'Ad di Acqualatina Raimondo Besson

L’Ad di Acqualatina Raimondo Besson

LATINA – Il Tribunale di Latina ha condannato un utente del servizio idrico di Aprilia per aver impedito ai tecnici di Acqualatina di leggere il contatore. E ha deciso anche che pagherà una penale per ogni giorno di ritardo nella consegna delle chiavi per l’accesso al locale dove si trova l’apparecchio. E’ l’ultima sentenza favorevole ad Acqualatina di una piccola montagna di contenziosi.

Nel mese di luglio scorso è stata la Corte D’Appello di Roma a dare ragione al gestore su tutta la linea quando si presentino casi di grave e perdurante morosità, stabilendo che è legittimo chiudere i rubinetti.

Ma la sentenza che piace di più ad Acqualatina è la 1206/2015 , ben 18 pagine con cui il Tribunale di Latina “confuta, punto per punto, tutte le contestazioni mosse, negli anni, dal Comitato per l’Acqua Pubblica e dai suoi sostenitori.. soffermandosi anche sulla pretesa inesistenza e invalidità della convenzione di Gestione, sulle false affermazioni riguardanti la tariffa ed altri punti, da sempre “cavalli di battaglia” del Comitato”, si legge in una nota della SPA dell’acqua.

“Auspichiamo – afferma l’Amministratore Delegato di Acqualatina, Ing. Raimondo Luigi Besson – che tali pronunciamenti possano metter fine, definitivamente, alle annose e sterili questioni che animano da sempre una parte residuale delle utenze del nostro territorio”, e aggiunge che la società continuerà a combattere il grave problema della morosità e a tutelare gli utenti onesti, impegnandosi quotidianamente per offrire, a tutto il territorio, un servizio sempre migliore”.

Lo speriamo, augurandoci che la Spa pensi anche a tutelare gli utenti onesti dai pesanti aumenti delle tariffe, visto che parliamo di acqua e cioè di un bene essenziale e di tutti.

 

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CRONACA

Sabaudia, la Ferrari prende fuoco dopo un fuoristrada: illeso il conducente, auto distrutta

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SABAUDIA – Una Ferrari Portofino è andata completamente distrutta nella notte dopo essere uscita di strada all’altezza della rotatoria di Sabaudia. Secondo una prima ricostruzione, il conducente ha perso il controllo della sportiva in maniera autonoma, finendo fuori strada e ribaltandosi nello sterrato laterale. Il tempo di abbandonare l’abitacolo da solo e la vettura ha preso fuoco. Miracolosamente illeso un 50enne. Sul posto Vigili del Fuoco, 118 e carabinieri.

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CRONACA

Trasporto pubblico, restano validi gli abbonamenti metrebus sulle linee ex Cotral oggi gestite dai nuovi operatori delle Unità di Rete

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Buone notizie per i pendolari del Lazio: con una nota la Regione Lazio ufficializza che resteranno validi fino al 31 dicembre 2026 tutti gli abbonamenti Metrebus Lazio, ordinari e agevolati, sulle tratte prima gestite da Cotral e oggi passate alle nuove Unità di Rete (UdR). In pratica, il provvedimento consente ai titolari di un abbonamento di continuare a utilizzare i propri titoli di viaggio senza interruzioni e alle medesime condizioni economiche, sulle tratte (storicamente gestite da Cotral) oggi affidate ai nuovi operatori delle Unità di Rete.

STUDENTI – Restano invece esclusi dalla misura gli abbonamenti Metrebus Lazio Studenti: i servizi scolastici gestiti da Cotral proseguiranno infatti regolarmente per l’intero anno, senza subire il passaggio alle UdR previsto per le altre linee.

OVER 70 – A questa misura si affianca un ulteriore intervento dedicato alla mobilità dei cittadini residenti nel Lazio con più di settant’anni. La Regione ha previsto la libera circolazione gratuita per gli ultrasettantenni sulle linee regionali di trasporto pubblico su gomma, in analogia con quanto già attivo da tempo sui servizi Cotral.

«Con questi provvedimenti favoriamo da un lato la fase di transizione verso le nuove Unità di Rete, garantendo la continuità degli abbonamenti Metrebus e dall’altro adeguiamo per tutto il Tpl regionale la gratuità per gli ultrasettantenni che viaggiano su gomma», dichiara l’assessore ai Trasporti della Regione Lazio, Fabrizio Ghera.

 

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CRONACA

Zalà attirato in trappola da un conoscente, poi gli spari in Viale XXIV Maggio a Latina

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LATINA – Sarebbero almeno tre le persone coinvolte nell’omicidio del 27enne Ibrahim Dibba, detto Zalà, ucciso a Latina la sera di mercoledì. Gli agenti della squadra mobile, guidati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, hanno ascoltato nelle scorse ore la compagna del giovane gambiano: i due insieme aspettavano un figlio. La ragazza era con lui, sulle scalette del villaggio Trieste, la sera dell’omicidio e ha riferito che un suo vecchio conoscente, una persona che Zalà  che non vedeva da tempo, lo ha attirato in viale XXIV Maggio ed è qui che sono spuntati gli assassini uno dei quali dalla Kia Picanto nera presa a noleggio ha sparato contro il ragazzo causandone la morte avvenuta poco dopo all’ospedale di Latina dove era arrivato in condizioni disperate dopo essere stato rianimato sul posto dagli operatori del 118. Sembrano ormai arrivate ad un punto decisivo e all’identificazione dei partecipanti all’agguato le indagini che si svolgono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.

E riprende corpo l’ipotesi, in un primo tempo smentita, che anche gli spari di Via Pionieri della Bonifica uditi la sera prima da testimoni che hanno chiamato il 112, fossero in realtà legati alla stessa vicenda. La vittima che  – secondo quanto riferito dalla sua compagna – aveva svolto un lavoro per esponenti del clan Di Silvio, pretendeva di essere pagato. Una motivazione che appare insufficiente per un delitto tanto eclatante, con il quale probabilmente chi ha agito voleva dare una lezione al giovane gambiano e anche un messaggio più generale a tutto l’ambiente.

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