CRONACA
Accesso impedito al contatore, il giudice obbliga l’utente a consegnare le chiavi
LATINA – Il Tribunale di Latina ha condannato un utente del servizio idrico di Aprilia per aver impedito ai tecnici di Acqualatina di leggere il contatore. E ha deciso anche che pagherà una penale per ogni giorno di ritardo nella consegna delle chiavi per l’accesso al locale dove si trova l’apparecchio. E’ l’ultima sentenza favorevole ad Acqualatina di una piccola montagna di contenziosi.
Nel mese di luglio scorso è stata la Corte D’Appello di Roma a dare ragione al gestore su tutta la linea quando si presentino casi di grave e perdurante morosità, stabilendo che è legittimo chiudere i rubinetti.
Ma la sentenza che piace di più ad Acqualatina è la 1206/2015 , ben 18 pagine con cui il Tribunale di Latina “confuta, punto per punto, tutte le contestazioni mosse, negli anni, dal Comitato per l’Acqua Pubblica e dai suoi sostenitori.. soffermandosi anche sulla pretesa inesistenza e invalidità della convenzione di Gestione, sulle false affermazioni riguardanti la tariffa ed altri punti, da sempre “cavalli di battaglia” del Comitato”, si legge in una nota della SPA dell’acqua.
“Auspichiamo – afferma l’Amministratore Delegato di Acqualatina, Ing. Raimondo Luigi Besson – che tali pronunciamenti possano metter fine, definitivamente, alle annose e sterili questioni che animano da sempre una parte residuale delle utenze del nostro territorio”, e aggiunge che la società continuerà a combattere il grave problema della morosità e a tutelare gli utenti onesti, impegnandosi quotidianamente per offrire, a tutto il territorio, un servizio sempre migliore”.
Lo speriamo, augurandoci che la Spa pensi anche a tutelare gli utenti onesti dai pesanti aumenti delle tariffe, visto che parliamo di acqua e cioè di un bene essenziale e di tutti.
CRONACA
Zalà attirato in trappola da un conoscente, poi gli spari in Viale XXIV Maggio a Latina
LATINA – Sarebbero almeno tre le persone coinvolte nell’omicidio del 27enne Ibrahim Dibba, detto Zalà, ucciso a Latina la sera di mercoledì. Gli agenti della squadra mobile, guidati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, hanno ascoltato nelle scorse ore la compagna del giovane gambiano: i due insieme aspettavano un figlio. La ragazza era con lui, sulle scalette del villaggio Trieste, la sera dell’omicidio e ha riferito che un suo vecchio conoscente, una persona che Zalà che non vedeva da tempo, lo ha attirato in viale XXIV Maggio ed è qui che sono spuntati gli assassini uno dei quali dalla Kia Picanto nera presa a noleggio ha sparato contro il ragazzo causandone la morte avvenuta poco dopo all’ospedale di Latina dove era arrivato in condizioni disperate dopo essere stato rianimato sul posto dagli operatori del 118. Sembrano ormai arrivate ad un punto decisivo e all’identificazione dei partecipanti all’agguato le indagini che si svolgono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.
E riprende corpo l’ipotesi, in un primo tempo smentita, che anche gli spari di Via Pionieri della Bonifica uditi la sera prima da testimoni che hanno chiamato il 112, fossero in realtà legati alla stessa vicenda. La vittima che – secondo quanto riferito dalla sua compagna – aveva svolto un lavoro per esponenti del clan Di Silvio, pretendeva di essere pagato. Una motivazione che appare insufficiente per un delitto tanto eclatante, con il quale probabilmente chi ha agito voleva dare una lezione al giovane gambiano e anche un messaggio più generale a tutto l’ambiente.
CRONACA
A Fondi bici a pedalata assistita trasformate in motorini. Controlli della Polizia Locale anche su targhe e caschi per i monopattini
FONDI – La Polizia Locale di Fondi ha avviato in questi giorni un’azione di controllo su bici a pedalata assistita e monopattini elettrici circolanti, per verificare il rispetto delle nuove norme del Codice della Strada. “Un’azione – spiegano dal Comando – nata non con finalità meramente repressive, ma con l’obiettivo prioritario di tutelare l’incolumità di tutti gli utenti della strada, prevenendo situazioni di pericolo spesso legate alla scarsa consapevolezza delle normative vigenti”.
A destare attenzione, le velocità particolarmente elevate e continuative senza l’effettivo ausilio della pedalata. I successivi accertamenti e le perizie tecniche eseguite su alcuni dei mezzi controllati hanno permesso di riscontrare la presenza di centraline occulte in grado di alterare le prestazioni originarie del veicolo. Tale alterazione tecnica – spiegano – fa sì che i mezzi perdano la qualifica di velocipedi, venendo di fatto equiparati a ciclomotori. Per tali motivi gli agenti hanno proceduto al sequestro dei veicoli non conformi e sono state elevate sanzioni ai sensi del D lgs 285/92 per un importo di circa 6000 euro. «In questi casi – spiega il comandante Leone – oltre al verbale per guida senza la prescritta patente, senza casco, senza carta di circolazione e senza targa, scatta una contestazione specifica per modifica di un velocipede a pedalata assistita il quale, potendo raggiungere una velocità superiore a 25 km/h, viene equiparato dal codice della strada ad un ciclomotore».
L’attività di controllo sui monopattini elettrici è nata da un incidente avvenuto all’esterno del perimetro urbano. Diverse le irregolarità riscontrate per guida senza casco, mancanza di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile e di targa. Tutti requisiti indispensabili per la legittima circolazione su strada.
«Utilizzare nuovi mezzi – commentano il sindaco di Fondi Vincenzo Carnevale e il comandante Vincenzo Leone – obbliga anche chi li sceglie per motivi di praticità, economicità o eco-sostenibilità ad informarsi su normative che, proprio allo scopo di elevare gli standard di sicurezza su strada, vengono continuamente aggiornate. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni anche allo scopo di favorire una maggiore consapevolezza collettiva».
CRONACA
I trecento internati di Sezze ricordati a Montecitorio, Lucidi: “Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti”
SEZZE – Il sindaco di Sezze Lidano Lucidi ha partecipato questa mattina a Montecitorio alla cerimonia “Il coraggio e la consapevolezza del rifiuto: l’esempio degli italiani tra memoria, dignità e libertà”, dedicata alla Giornata nazionale degli internati militari italiani (IMI).
L’evento rende omaggio ai militari e civili italiani deportati che scelsero di rifiutare la collaborazione con la Germania nazista e la Repubblica Sociale, pagando a prezzo di immani sofferenze e spesso della vita la propria scelta.
“Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – racconta Lucidi – ho sentito nominare la città di Sezze e i suoi 300 internati. Quei concittadini non hanno piegato la testa, hanno detto NO ai nazisti e per questo sono stati internati nei lager di Hitler. Nelle carrozze dove si trasportavano 8 cavalli vennero ammassati 60/70 militari italiani che dissero NO. Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti, fame, freddo e lavoro disumano. A loro e ai loro familiari il ringraziamento e la stima della città che mi onoro di rappresentare”.
-
NOTIZIARI3 ore faGR Latina – 19 settembre 2026 ore 8
-
NOTIZIARI20 ore faGR Latina – 18 settembre 2026 ore 15
-
NOTIZIARI1 giorno faGR Latina – 18 settembre 2026 ore 7
-
NOTIZIARI2 giorni faGR Latina – 17 settembre 2026 ore 15
-
NOTIZIARI2 giorni faGR Latina – 17 settembre 2026 ore 7
-
NOTIZIARI3 giorni faGR Latina – 16 settembre 2026 ore 18
-
NOTIZIARI3 giorni faGR Latina – 16 settembre 2026 ore 15
-
NOTIZIARI4 giorni faGR Latina – 15 settembre 2026 ore 19





