CULTURA
Un’associazione per non dimenticare Pietro Ingrao
LENOLA – Si costituirà a Lenola l’Associazione Pietro Ingrao, intitolata allo statista nato nella città pontina e scomparso a settembre all’età di 100 anni. Lo annuncia con una lettera l’amico Marrigo Rosato, spiegando che l’obiettivo è quello di sviluppare e costruire nel tempo “iniziative legate alla sua figura” per promuoverne “lo studio e l’approfondimento”.
“Parlo – spiega Rosato – di un’ Associazione “aperta” alla quale saranno libere di aderire persone singole ma anche Enti ed Istituzioni, Organismi di rappresentanza culturali e collettivi, e coloro i quali se la sentiranno di condividere questo percorso e questa impostazione. L’unico comune denominatore dovrà essere quello di contribuire a valorizzare il pensiero e la figura di Pietro Ingrao”.
Il messaggio è rivolto in primo luogo alle Amministrazioni dei Comuni con cui uno dei padri fondatori della Repubblica “aveva costruito nel corso degli anni legami di tipo affettivo, politico e culturali: Formia, Fondi, Gaeta, Roccagorga, Sezze, Cori”.
La prima riunione sarà convocata nelle prossime settimane per presentare lo statuto, l’atto costitutivo e le modalità di adesione. Parteciperà alla riunione la Sen. Maria Luisa Boccia, Presidente del CRS.
LA LETTERA – Cari amici, care amiche,
compagne e compagni,
la scomparsa di Pietro Ingrao ha creato in tutti noi un profondo vuoto di cui ancora non riusciamo a capacitarci.
Certo, data la sua età avanzata eravamo tutti consapevoli che Pietro prima o poi ci avrebbe lasciato. Tuttavia speravamo, ed auspicavamo che ciò accadesse il più tardi possibile.
Ma la sua, incolmabile, assenza costituisce una grave perdita per la cultura, per la politica e le Istituzioni del nostro paese.
Credo però che stia a noi, oggi, cioè a tutti coloro che a vario modo hanno avuto con lui rapporti politici o culturali, o che ne hanno condiviso il pensiero e le sue battaglie, renderci protagonisti di una nuova fase nella quale dovremo contribuire a mantenere vivo il suo ricordo ed il suo pensiero.
Di più.
Penso che su di noi pesi – quasi come una sorta di incombenza improcrastinabile – la responsabilità di non far disperdere l’enorme patrimonio di idee, di proposte e di valori che Pietro Ingrao ha sviluppato nella sua lunga vita divenendo uno dei protagonisti della sinistra, e più in generale della politica, ed uno degli artefici della costruzione della Repubblica Italiana.
Dentro la parabola del PCI, che si intreccia con le vicende dure e drammatiche del Novecento in Italia e nel Mondo, Pietro Ingrao è stato un punto di riferimento – uno dei più amati e prestigiosi dirigenti di quel partito – avendo sviluppato un pensiero comunista avanzato, direi di “frontiera”, in cui essere “ingraiani” significava condividere innanzitutto un modo di vedere il mondo dalla parte degli ultimi e degli sfruttati.
Definirsi “ingraiani” significava dire appartenere ad una corrente di pensiero – piuttosto che ad una corrente organizzata – che aveva un’altra visione della società e del mondo; che proponeva un nuovo modello di sviluppo e, in esso, un rapporto diverso tra l’uomo e il vivente non umano.
La elaborazione politica di Pietro Ingrao era così avanzata e moderna – e per ciò stessa ancora attuale – che ho usato la metafora di una sorgente da cui sgorga continuamente acqua fresca che ristora al momento del bisogno.
Ecco perché è con immenso piacere che vi porto a conoscenza che sarà costituita a Lenola – cioè nel paese natio di Pietro Ingrao ed a pochi mesi dalla sua scomparsa – una Associazione a lui dedicata: una Associazione che non si limiti a portare solo il suo nome, ma che sviluppi e costruisca nel tempo iniziative legate alla sua figura e che quindi ne promuova lo studio e l’approfondimento.
Parlo quindi di una Associazione “aperta”, alla quale saranno liberi di aderire persone singole ma anche Enti ed Istituzioni, Organismi di rappresentanza culturali e collettivi, e coloro i quali se la sentiranno di condividere questo percorso e questa impostazione.
Una Associazione libera da ogni condizionamento dove l’unico comune denominatore dovrà essere quello di contribuire a valorizzare il pensiero e la figura di Pietro Ingrao.
Ovviamente questo nuovo cammino non potrà non essere sviluppato e realizzato con il coinvolgimento delle Istituzioni, essendo stato Ingrao anche una autorevole figura Istituzionale, e penso in primo luogo alle Amministrazioni Comunali di quelle realtà del nostro territorio, ma non solo, con cui Pietro Ingrao aveva costruito nel corso degli anni legami di tipo affettivo, politico e culturali: Formia, Fondi, Gaeta, Roccagorga, Sezze, Cori.
Non vi nascondo il timore con il quale mi sono approcciato a questa decisione, della quale ho voluto informare anche la famiglia di Pietro, essendo noti i profondi legami affettivi che mi legavano a lui.
Ma oggi dico innanzitutto a me stesso che non è più – o meglio: non è solo – il momento del ricordo e del rimpianto per la perdita di una grande persona e di un grande amico con il quale ho condiviso tantissimi momenti e tantissime battaglie ed iniziative.
No, oggi è venuto il momento di reagire e di costruire un qualcosa che abbia l’obiettivo di mantenere vivo il pensiero di Pietro Ingrao essendo convinto che sia espressione di una elaborazione moderna e che può dare risposte ai tanti drammi che affliggono la società.
So che tanti nutrono verso Pietro Ingrao una grande stima per come lui ha concepito la politica, per come ha sostenuto le sue idee prima nel PCI e poi come Presidente della Camera ed infine come semplice militante della sinistra italiana , in difesa dei diritti dei meno abbienti e per la crescita civile, sociale e culturale dell’Italia.
Per altri, che comunisti non furono mai, forse vi è un sentimento di pura simpatia per il modo semplice, umano e coinvolgente con cui parlava alle persone, dando a tutti – dal contadino al lavoratore, dal pensionato come alla persona più umile – la dignità che meritavano in primo luogo come esseri umani.
O forse hanno riconosciuto ad Ingrao una correttezza Istituzionale ed una onestà intellettuale tale da meritarsi un vasto rispetto anche da parte di chi non condivideva le sue posizioni e le sue idee.
Tutto questo è un grande patrimonio per la democrazia del nostro paese che vive nel solco e nel profondo dell’Italia moderna.
E’ un patrimonio di idee, innanzitutto, è un bene cosiddetto “immateriale” di cui dobbiamo avere molta cura. Esso, per noi, è come un oggetto prezioso, delicato, che dobbiamo preservare affinché non si disperda o non si frantumi.
Ed allora se anche voi pensate che sia giusto che questo immenso serbatoio di valori e di idee non debba essere disperso e vorrai condividere questa iniziativa di contribuire alla nascita della ASSOCIAZIONE PIETRO INGRAO, vi aspetto a Lenola
Alla riunione che convocheremo nelle prossime settimane nel corso della quale presenteremo lo STATUTO, L’ATTO COSTITUTIVO e LE MODALITA’ DI ADESIONE ALLA ASSOCIAZIONE.
Parteciperà alla riunione la Sen. Maria Luisa Boccia, Presidente del CRS.
Un abbraccio affettuoso, auguri di Felice 2016 a voi ed alle vostre famiglie, ed arrivederci a Lenola.
Lenola, 7 gennaio 2016 Marrigo Rosato
CULTURA
Pontinia, la nuova stagione del Teatro Fellini: spettacoli, formazione e iniziative per tutta la comunità
Una stagione pensata non soltanto per portare spettacoli sul palcoscenico, ma per trasformare il Teatro Fellini in un luogo di cultura e partecipazione da vivere durante tutto l’anno. È questo l’obiettivo della programmazione 2026/2027 presentata a Pontinia dal sindaco Eligio Tombolillo, dall’assessore alla Cultura Maria Rita D’Alessio, dal direttore artistico Pierluigi Polisena e dal presidente dell’Associazione Culturale La Macchia e direttore tecnico Gianluca Panecaldo.
Per il secondo anno consecutivo la gestione organizzativa è affidata alla Cooperativa Sociale Spazio Comune, in collaborazione con l’Associazione Culturale La Macchia. Il progetto affianca al tradizionale cartellone teatrale una serie di attività formative, appuntamenti per bambini e famiglie, eventi stagionali e collaborazioni con le associazioni del territorio.
«Il Fellini è un patrimonio della nostra città e un luogo di cultura e partecipazione», ha sottolineato il sindaco Eligio Tombolillo, evidenziando la volontà dell’Amministrazione di sostenere un progetto capace di rafforzare il rapporto tra teatro, territorio e comunità. Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Maria Rita D’Alessio, secondo cui la nuova stagione punta a coniugare qualità dell’offerta e maggiore coinvolgimento dei cittadini.
Tra le novità e le conferme più importanti c’è la Teatro Fellini Academy, con corsi di musica e recitazione rivolti sia agli adulti sia ai bambini, insieme alla nascita della Compagnia Teatrale Teatro Fellini. Il programma prevede inoltre campus, podcast dedicati alla cultura e alla vita del teatro, eventi legati alle diverse stagioni dell’anno e nuove collaborazioni con realtà associative locali.
Il cartellone teatrale prenderà ufficialmente il via il 18 ottobre con Matteo Cirillo e “Ce l’ho, ce l’ho, mi manca”, spettacolo ambientato nel mondo delle edicole italiane e dei “giornalai”, tra memoria, figurine, giornali e grandi avvenimenti che hanno accompagnato generazioni di italiani.
Tra gli appuntamenti della stagione anche “Mi hanno rimasto solo” di Michele La Ginestra, in programma il 5 dicembre, e “Er berretto coi sonarelli”, adattamento in romanesco de “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, atteso il 31 gennaio. Il 14 novembre sarà invece la volta di “Genitori vs Figli” di Antonio Pisu, mentre il 22 novembre Alessandro Blasioli porterà in scena “Sciaboletta, la fuga del Re”, dedicato alla fuga di Vittorio Emanuele III dopo l’8 settembre 1943.
A marzo spazio a “La moglie perfetta” di Giulia Trippetta, il 7, e a “Dante. L’uomo dietro il poeta” di Marco Arbau, il 20 marzo. Ad aprile, il 4, arriverà “Ma che bell’Ikea” di Gianni Clementi.
Non mancheranno gli appuntamenti dedicati alle famiglie e alle diverse fasce d’età. Dal 10 al 16 ottobre è in programma il Teen Dance Festival, mentre il 31 ottobre e il primo novembre il teatro ospiterà iniziative per Halloween. A febbraio sarà invece protagonista il Carnevale, con attività pensate per il pubblico più giovane.
La programmazione comprende anche una serie di produzioni e saggi legati alle attività formative. A dicembre è previsto lo Spettacolo di Natale prodotto dal Teatro Fellini, mentre nella parte finale della stagione aumenteranno gli appuntamenti dedicati alla formazione, con gli spettacoli della TF Academy Senior, le attività della TF Academy e i saggi di recitazione e musica di Spazio33.
«La nuova stagione nasce con l’obiettivo di rendere il Teatro Fellini sempre più parte della vita della città», ha spiegato il direttore artistico Pierluigi Polisena. Un’impostazione condivisa anche da Gianluca Panecaldo, che ha sottolineato il ruolo delle attività collaterali e delle collaborazioni con le realtà locali.
Sul palco e nella programmazione della nuova stagione ci saranno anche artisti particolarmente legati al teatro pontino, tra cui Martufello e Michele La Ginestra, quest’ultimo intervenuto alla presentazione con un videomessaggio.
Il direttore artistico Polisena:
Il programma 2026/2027 punta dunque a tenere insieme spettacolo, formazione e partecipazione, con l’ambizione di fare del Fellini non soltanto un luogo in cui assistere agli spettacoli, ma un vero presidio culturale per Pontinia, aperto a diverse generazioni e alle realtà del territorio.
APPUNTAMENTI
Beppe Servillo a Latina, successo al Nicolosi per l’appuntamento clue della rassegna sfrattata dalla piazzetta
LATINA – Un successo, peraltro ampiamente annunciato nonostante le difficoltà sull’uso della piazzetta del Nicolosi, il concerto di Beppe Servillo, venerdì sera 28 agosto, per la rassegna @Nicolosi. “Dopo le polemiche di questi giorni, la rassegna sfrattata dalla piazzetta e quasi costretta a proseguire lungo i marciapiedi adiacentiè stato liberatorio vedere lo spazio del Nicolosi pieno come mai prima d’ora”, scrive in un post uno degli organizzatori.
Niente palco e sedie portate da casa per ovviare al problema dell’occupazione dello spazio oggi formalmente appartenente al condominio che affaccia sulla storica piazzetta dove da cinque anni l’associazione Spazio Culturale Nicolosi organizza la rassegna culturale e musicale, e da quindici, si occupa di “curare” il quartiere fragile con eventi di teatro, doposcuola, laboratori e attività varie di volontariato che coinvolgono anche i residenti.
Lo storico Leader degli Avion Travel accompagnato alla chitarra da Cristiano Califano era informato sulle difficoltà organizzative e ha deciso di cantare comunque. Per lui applausi e tantissimo pubblico. Ha accolto l’invito ad esserci anche la sindaca Matilde Celentano.
Soddisfatto il presidente di Spazio Culturale Nicolosi, Beppe Valenza: “Questo Spazio deve appartenere alla città anche in vista del centenario”, ha detto
APPUNTAMENTI
A Sermoneta uno spettacolo per raccontare Leone Caetani. Amodio: “Restituiamo alla comunità una delle storie più intense della famiglia”
SERMONETA – Nell’ambito della rassegna “Alla Corte dei Caetani”, il Castello di Sermoneta ospita – sabato 29 e domenica 30 agosto – lo spettacolo “Tra l’uomo e Leone (L’intesa possibile)”, scritto da Roberto Agostini e prodotto dalla Fondazione Roffredo Caetani. Un testo che racconta gli ultimi mesi di vita di Leone Caetani, orientalista e politico, ripercorsi da lui stesso in esilio volontario in Canada, tra ricordi e riflessioni, poco prima della morte nel dicembre del 1935.
“Con questo spettacolo restituiamo alla comunità una delle storie più intense custodite nella memoria della famiglia Caetani: quella di un uomo che ha avuto il coraggio di scegliere se stesso, pagandone il prezzo fino in fondo. Raccontare la storia di un uomo così straordinario non è certamente semplice, ma sono convinto, e per questo lo ringrazio, che il regista Roberto Agostini sia riuscito a restituirci la complessità di questa figura, senza mai tradirne la statura storica”, – spiega il presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio.
Lo spettacolo si muove sul filo del conflitto tra le convenzioni e la libertà personale, prendendo la figura di Leone Caetani come simbolo di una scelta radicale di rottura. Erede di una delle famiglie più antiche e influenti dell’aristocrazia italiana, Leone rinuncia progressivamente ai propri privilegi, si schiera apertamente contro il regime fascista e finisce per essere emarginato: allontanato in parte dalla famiglia, escluso dalla politica e dal mondo accademico. “La narrazione – spiega l’autore e regista Roberto Agostini – assume il respiro di un racconto epico, quasi omerico, per restituire alla sua vicenda personale una dimensione universale, capace di parlare a chiunque si sia mai interrogato sul senso delle proprie scelte”.
Sul piano storico, Leone Caetani (1869-1935) fu uno dei maggiori orientalisti italiani, autore degli “Annali dell’Islam”, opera che si distinse per il rigore critico e scientifico con cui affrontò la storia delle origini dell’Islam, in controtendenza rispetto alle letture romantiche o religiose dell’epoca. Principe di Teano e Duca di Sermoneta, deputato di simpatie socialiste, nel 1921, a 51 anni, decise di vendere gran parte dei propri beni in Italia e di trasferirsi in Canada, a Vernon, insieme alla compagna Ofelia Fabiani e alla figlia Sveva, dopo la separazione dalla moglie Vittoria Colonna. Vi rimase in esilio volontario per gli ultimi quattordici anni della sua vita.
Biglietti: https://www.giardinodininfa.eu/collections/alla-corte-dei-caetani
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