CRONACA
Alba Pontina, smantellata la mafia di Latina firmata Di Silvio. Tutti i nomi
LATINA – Venticinque persone, tutte appartenenti al clan Di Silvio, sono state arrestate questa notte in una operazione delle Squadre Mobili di Latina e Roma e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato per associazione di tipo mafioso. Le misure cautelare sono state emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, nei confronti di 25 persone, a cui si contestano oltre 40 capi di imputazione, tra cui associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, violenza privata, favoreggiamento, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e reati elettorali, tutti aggravati dalle modalità mafiose.
Eseguite, come è possibile vedere anche nel video girato dalla stessa Polizia, numerosissime perquisizioni con l’impiego di unità cinofile e sofisticate strumentazioni per l´individuazione di armi e stupefacenti nei terreni vicini alle abitazioni del clan.
Per la prima volta sul territorio pontino viene riconosciuta l´esistenza di una associazione mafiosa autoctona, non legata a gruppi criminali siciliani, calabresi o campani. Grazie anche alle dichiarazioni del primo collaboratore di Giustizia del territorio, la Polizia ha potuto ricostruire l´organigramma e le tantissime attività illecite di un agguerrito gruppo criminale, che esercitava violenza anche dove non ce n’era bisogno e che a capo aveva Armando Di Silvio, detto Lallà.
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IL RUOLO DELLE DONNE – Tra gli arrestati ci sono 7 donne, una delle quali ai vertici del clan, che ha una struttura solidissima a, come si dice tecnicamente, geometria variabile, creata non solo sui legami familiari, ma alimentata con l´innesto di criminali già affermati, e affiliati, in passato, a gruppi rivali.
GLI AFFARI – Estorsioni, un vasto traffico di stupefacenti le due attività principali e in particolare, le richieste di denaro, molto spesso mascherate con operazioni di recupero crediti, venivano rivolte con modalità particolarmente violente e vessatorie a imprenditori e commercianti ma anche a professionisti, costretti a versare cospicue somme di denaro in modo seriale. La categoria più vessata è stata certamente quella degli Avvocati, tanto che, alla fine del 2016 i responsabili dell´Ordine degli Avvocati hanno inviato una lettera a tutti gli iscritti, esortandoli a denunciare, collaborando con le Forze di Polizia.
Per estorcere denaro bastava pronunciare il nome dei Di Silvio per amplificare il potere di intimidazione. Il denaro serviva per il sostentamento dei carcerati e delle loro famiglie, richiamando alla memoria quella era stata definita la Guerra criminale di Latina, nel 2010 avvenuta quando le famiglie rom si imposero sui altri gruppi criminali. Particolarmente significativa del pesante clima di intimidazione imposto dai Di Silvio alla città, l’episodio estorsivo commesso dalle donne del clan, Sabina De Rosa e Sara Genoveffa Di Silvio, moglie e figlia di Armando Di Silvio, ai danni della titolare di un negozio di casalinghi, peraltro incinta, da cui pretendevano di appropriarsi della merce a proprio piacimento, corrispondendo un prezzo del tutto arbitrario, e molto inferiore a quello effettivo.
CAMPAGNA ELETTORALE – Il modus operandi del clan ha mostrato forti analogie con le mafie tradizionali anche in relazione alla capacità di gestione delle campagne elettorali di diversi candidati alle consultazioni amministrative del 2016 nei comuni di Latina e Terracina, intervenendo anche direttamente. Alcuni uomini del clan, infatti, tra cui un sorvegliato speciale, hanno gestito la propaganda elettorale in favore di alcuni candidati, provvedendo, dietro compenso, alla affissione dei manifesti elettorali, e potendo così imporre la prevalenza di quelli dei candidati sponsorizzati, grazie alla propria caratura criminale. Le indagini hanno fatto emergere anche molti casi di compravendita di voti in occasione dello stesso periodo elettorale, in cui esponenti del clan hanno costretto, dietro minaccia, numerosi tossicodipendenti ad esprimere la propria preferenza in favore di alcuni candidati alle elezioni comunali di Latina, ricevendo in cambio un compenso in denaro, circa 30 euro. È emerso uno spaccato preoccupante di spartizione criminale delle attività elettorali, attraverso la quale i Di Silvio riuscivano a monopolizzare la propaganda di molti candidati, spesso imponendo i propri servizi altre volte vendendo i consensi degli elettori residenti nelle zone della città ricadenti sotto il loro controllo.
LA CONFESSIONE – Secondo quanto dichiarato dal collaboratore, i manifesti elettorali venivano tenuti nascosti in una stalla non lontana dalla abitazione del capoclan, nel quartiere Campo Boario mentre in una intercettazione, Gianluca Di Silvio, figlio di Armando, affermava di essere stato pagato per acclamare un candidato nel corso di un comizio elettorale insieme ad altri soggetti.
Accertato anche che Armando Lallà Di Silvio poneva in essere condotte di fittizia intestazione di beni, come nel caso di un terreno in località Borgo Isonzo, acquistato alla fine del 2016 e intestato fittiziamente prima a Federico Arcieri e al momento della stipula definitiva all’indagato Daniele Coppi con l’intento di eludere le disposizioni di Legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale.
GLI ARRESTATI – Custodia cautelare in carcere perArmando “Lallà” Di Silvio 52 anni; Angela “Stella” Di Silvio 26 anni; Ferdinando Pupetto Di Silvio 29 anni; Genoveffa Sara Di Silvio 23 anni; Gianluca “Bruno” Di Silvio 22 anni; Giulia Di Silvio 23 anni; Samuele Di Silvio 28 anni; Francesca “Gioia” De Rosa 20 anni; Sabina “Purì” De Rosa 51 anni; Federico “Ico” Arcieri 21 anni; Daniele Coppi 32 anni; Agostino “Balò” Riccardo 35 anni; Mohamed Jandoubi 31 anni; Valentina Travali 31 anni; Daniele Massimiliano Alfonsi 56 e 50 anni, Hacene “Hassan” Ounissi 35 anni; Ismail El Ghayesh 21 anni; Gianfranco Mastracci 33 anni; Matteo Lombardi 33 anni e Daniele “Canarino” Sicignano 29 anni. Arresti domiciliari per Tiziano Cesari 56 anni; Gianluca D’Amico 23 anni; Antonio “Marcello” Fusco 55 anni e Francesca Zeoli 33 anni.
CRONACA
Terracina celebra la Giornata mondiale della prevenzione dell’annegamento
Max, Nina e Hiro, le unità cinofile del Gruppo Comunale della Protezione Civile di Terracina, sono stati protagonisti di una giornata dedicata alla sicurezza in mare e alla prevenzione degli incidenti da annegamento.
L’iniziativa si è svolta il 25 luglio, in occasione della Giornata Mondiale della Prevenzione dell’Annegamento, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2021 per sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle principali cause di mortalità accidentale nel mondo. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno si registrano circa 300 mila decessi per annegamento, con una particolare incidenza tra i bambini e i ragazzi nella fascia d’età compresa tra 1 e 14 anni.
Il Comune di Terracina ha aderito alla campagna “Bandiera Blu: al mare in sicurezza” attraverso il Gruppo Comunale di Protezione Civile, allestendo uno stand informativo sulla spiaggia davanti a Piazzale Aldo Moro.
Presenti il sindaco Francesco Giannetti e il dirigente del Demanio Michele Orlando, insieme ai volontari della Protezione Civile e ai conduttori delle unità cinofile: il coordinatore del gruppo Fabio Di Sauro, Nirvana e Alessandro.
Durante la giornata, Max, Nina e Hiro hanno svolto attività di sorveglianza e dimostrazioni di intervento, coinvolgendo cittadini e turisti con simulazioni pratiche di soccorso in mare e momenti dedicati alla prevenzione dei rischi.
A chiudere l’iniziativa una dimostrazione di primo soccorso curata dal consigliere comunale con delega alla Protezione Civile Daniele Carlot, istruttore di salvamento e facilitatore BLSD. Con la collaborazione di un volontario, sono state illustrate le principali manovre salvavita in caso di arresto cardiaco, dal massaggio cardiaco all’utilizzo del defibrillatore.
Una giornata che ha unito informazione, formazione e prevenzione, con l’obiettivo di rendere più consapevoli cittadini e turisti sui comportamenti corretti da adottare per vivere il mare in sicurezza.
CRONACA
Sermoneta, uomo molesto nel parcheggio del centro commerciale. Cittadini preoccupati, interviene la sindaca
Cresce la preoccupazione tra cittadini e dipendenti del Sermoneta Shopping Center per la presenza di un uomo che, secondo numerose segnalazioni, da tempo stazionerebbe nell’area del parcheggio creando situazioni di forte disagio. Secondo quanto riferito da alcuni frequentatori del centro commerciale, l’uomo chiederebbe con insistenza denaro ai passanti, rivolgerebbe minacce e insulti, soprattutto nei confronti delle donne, e in alcuni episodi si sarebbe anche spogliato in pubblico davanti a famiglie, anziani e bambini. Alcune persone riferiscono inoltre di essere state raggiunte da sputi e raccontano che l’uomo si troverebbe spesso in evidente stato di alterazione.
Sul posto sarebbero intervenuti più volte anche i Carabinieri. Secondo quanto riferito dai cittadini, le forze dell’ordine avrebbero spiegato di poter intervenire solo nei limiti consentiti dalla normativa.
Sulla vicenda è intervenuta anche la sindaca di Sermoneta, Giuseppina Giovannoli.
«Desidero rivolgermi ai cittadini in merito alle notizie riguardanti la situazione segnalata presso il parcheggio del Sermoneta Shopping Center. Comprendo pienamente la preoccupazione di cittadini e dipendenti del centro commerciale. Sin dal momento in cui ho ricevuto la prima segnalazione della vicenda, sono in costante contatto con le Forze dell’Ordine che stanno seguendo la situazione con la massima attenzione, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto delle procedure previste dalla legge».
I cittadini chiedono un intervento che possa garantire maggiore sicurezza, temendo che la situazione possa degenerare.
CRONACA
San Felice Circeo, contro il vandalismo guardie armate e non
SAN FELICE CIRCEO – Un servizio straordinario di vigilanza notturna per proteggere il patrimonio storico e culturale, l’arredo urbano e i beni pubblici di San Felice Circeo. La misura, attiva dal 24 luglio al 10 settembre, prevede l’impiego di personale di vigilanza armata e non armata durante il periodo di maggiore afflusso turistico. Gli operatori, che opereranno sotto il coordinamento della Polizia Locale, svolgeranno attività di tutela del patrimonio nel Centro Storico, con particolare attenzione alla prevenzione di danneggiamenti e atti vandalici. Il servizio comprende inoltre la sorveglianza armata notturna dell’intero territorio comunale. Lo comunica il Comune in una nota.
«Rafforziamo il presidio del territorio nelle ore notturne con un servizio dedicato alla tutela del nostro patrimonio storico e culturale, dell’arredo urbano e dei beni della comunità – dichiara il sindaco Monia Di Cosimo –. Nei mesi estivi San Felice Circeo registra un forte aumento delle presenze ed è necessario affiancare ai controlli ordinari ulteriori strumenti di prevenzione».
«Ringrazio il delegato alla Sicurezza Fabrizio Vittori per l’impegno e per il lavoro svolto nel seguire l’attivazione di questa misura – prosegue il sindaco –. È un intervento concreto, pensato per prevenire gli atti vandalici, proteggere il patrimonio pubblico e contribuire alla sicurezza e alla vivibilità del territorio».
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