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CRONACA

Arpalo, l’azione criminale pervasiva di Maietta e Cavicchi: ecco perché restano in carcere

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LATINA – “Un’azione criminale pervasiva messa in atto nel corso di molti anni” testimonia la pericolosità dell’associazione per delinquere smantellata con l’inchiesta Arpalo, la lunga e capillare inchiesta condotta dai pm Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro della Procura di Latina, che hanno guidato le indagini svolte dalla Guardia di Finanza. Il castello accusatorio per gli indagati arrestati a fine aprile, da tempo ha superato la prova del Riesame. Ecco perché.

I giudici del Tribunale delle Libertà hanno depositato le 50 pagine di motivazioni relative alla decisione di lasciare in carcere Pasquale Maietta che nel momento in cui avvenivano i fatti di reato era ai vertici del Latina Calcio, e  parlamentare di Fratelli D’Italia. Con lui, stessa sorte per la copresidente del sodalizio nerazzurro Paola Cavicchi e per il figlio di lei Fabrizio Colletti. Le motivazioni come anticipa oggi nell’articolo di apertura il quotidiano Il Messaggero si concentrano soprattutto sul reato di riciclaggio “un complesso sistema illecito ideato e messo in atto principalmente dai tre indagati”.

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, un’ associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta, al riciclaggio di danaro e al trasferimento fraudolento di valori all’estero.

1 Comment

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  1. Marco Della Bernarda

    18 Giugno 2018 at 13:33

    Ma buttate queste cazzo di chiavi

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CRONACA

Sezze, atto intimidatorio contro gli ispettori del lavoro, Massafra (Cgil): “Gravissimo”

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SEZZE – Dopo l’atto intimidatorio che si è verificato a Sezze, nella zona Archi, dove sono state pesantemente danneggiate le auto degli ispettori che avevano svolto un controllo in un’azienda. I fatti sono stati resi noti dagli stessi dipendenti dell’Ispettorato che avevano notato anche dei droni sorvolare l’area durante il loro lavoro. Un fatto simile era accaduto nei giorni precedenti.

“Esprimo la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio compiuto ai danni degli ispettori del lavoro dell’Ispettorato Territoriale di Latina, le cui auto di servizio sono state vandalizzate al termine di un’attività di controllo in un’azienda agricola di Sezze, conclusasi con l’adozione di un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Si tratta di un episodio di estrema gravità che rappresenta un attacco non solo ai funzionari dello Stato impegnati nel contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo, ma all’intero sistema di tutela dei diritti e della legalità. Colpire chi è chiamato a vigilare sul rispetto delle norme significa tentare di intimidire lo Stato e chi opera quotidianamente per garantire dignità, sicurezza e giustizia nei luoghi di lavoro”, scrive in una nota il segretario Cgil Frosinone Latina Giuseppe Massafra esprimendo  “solidarietà e vicinanza agli ispettori coinvolti e a tutto il personale impegnato quotidianamente in un lavoro tanto delicato quanto indispensabile”. Massafra chiede che “a questo vile gesto corrisponda una risposta forte e unitaria delle istituzioni e della società civile”.

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CRONACA

Latina, albero crolla improvvisamente in Via Gioberti, centrata un’auto, nessun ferito

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LATINA – Un albero si è improvvisamente spezzato venerdì pomeriggio cadendo su un’auto in sosta in via Gioberti, la strada che costeggia la palestra della scuola Vittorio Veneto-Salvemini di Latina, nel centro della città di Latina. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Un evento inatteso, visto che la pianta sembrava in ottime condizioni. Sul posto la Polizia Locale, che ne ha disposto l’abbattimento.

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CRONACA

Latina, nega tutto l’anziano arrestato per aver palpeggiato un 14enne in spiaggia. Resta ai domiciliari

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LATINA – Ha negato tutto nell’interrogatorio davanti al giudice, il 79enne accusato di violenza sessuale aggravata su minore per un episodio avvenuto giovedì mattina sulla spiaggia di Latina tra Capoportiere e Foce Del Duca dove un 14enne è stato avvicinato dall’uomo con una banale scusa e poi palpeggiato. Il pensionato, residente a Latina, è stato interrogato dal Gip del Tribunale che ha deciso di confermare la misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre la polizia prosegue gli accertamenti sullo smartphone sequestrato all’anziano. Era stata la mamma dopo le urla del figlio a chiamare la Polizia riuscendo anche a evitare che il 79enne si allontanasse.

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