CRONACA
Reati alla guida, a Latina lavori di pubblica utilità per gli automobilisti ammessi alla sospensione del procedimento
LATINA – Latina è tra le otto città italiane scelte dall’Associazione Familiari e Vittime della Strada Onlus in cui sarà possibile svolgere lavori di pubblica utilità come messa alla prova dopo un reato commesso alla guida. E’ quanto stabilisce una convenzione sottoscritta lo scorso 5 novembre, nella Sala Livatino del Ministero della Giustizia, dal Sottosegretario Vittorio Ferraresi e Giacinto Picozza, presidente dell’ Associazione. Il capoluogo pontino è stato scelto per l’alto numero di reati legati alla circolazione stradale, come guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti.
Quattro i posti disponibili nel capoluogo pontino per imputati adulti eventualmente ammessi alla sospensione del procedimento con messa alla prova e che potranno svolgere – spiegano dalla Onlus – attività lavorativa gratuita nell’ambito della promozione della sicurezza stradale, di concerto con l’ Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna.
“Credo moltissimo nella ‘messa alla prova’ – ha dichiarato il Sottosegretario Ferraresi – che permette di riparare un danno con un risarcimento che quantifica un pentimento reale. È un istituto che va ampliato e rafforzato”. Gli fa eco il Presidente Picozza che ha dichiarato: “Si apre un capitolo molto importante per l’Associazione che rappresento. Grazie all’istituto della messa alla prova per adulti, gli autori di reato per violazione del codice della strada svolgeranno lavori di pubblica utilità presso la nostra Associazione. È stata scelta la città di Latina poiché risulta essere tra le province che registrano il maggior numero di reati legati alla circolazione stradale, come la guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di stupefacenti, e per incidentalità stradale si è purtroppo attestata tra le peggiori province del centro sud. Vogliamo così contribuire al recupero degli imputati, perché fermamente convinti che tale strumento sia di reale efficacia deterrente, come dimostrano i dati ufficiali sul tasso di recidiva”.
Coloro che volessero ricevere informazioni per aderire al programma di messa alla prova possono contattare la sede di Latina dell’Associazione al numero 0773.625561 oppure scrivere una mail all’indirizzo giustiziariparativa.latina@ associazionevittimedellastrada .org. Il Referente per i Progetti di messa alla prova per la sede di Latina è il Dott. Fabrizio Agostini. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito internet www. associazionevittimedellastrada .org.
CRONACA
Sabaudia, la Ferrari prende fuoco dopo un fuoristrada: illeso il conducente, auto distrutta
SABAUDIA – Una Ferrari Portofino è andata completamente distrutta nella notte dopo essere uscita di strada all’altezza della rotatoria di Sabaudia. Secondo una prima ricostruzione, il conducente ha perso il controllo della sportiva in maniera autonoma, finendo fuori strada e ribaltandosi nello sterrato laterale. Il tempo di abbandonare l’abitacolo da solo e la vettura ha preso fuoco. Miracolosamente illeso un 50enne. Sul posto Vigili del Fuoco, 118 e carabinieri.
CRONACA
Trasporto pubblico, restano validi gli abbonamenti metrebus sulle linee ex Cotral oggi gestite dai nuovi operatori delle Unità di Rete
Buone notizie per i pendolari del Lazio: con una nota la Regione Lazio ufficializza che resteranno validi fino al 31 dicembre 2026 tutti gli abbonamenti Metrebus Lazio, ordinari e agevolati, sulle tratte prima gestite da Cotral e oggi passate alle nuove Unità di Rete (UdR). In pratica, il provvedimento consente ai titolari di un abbonamento di continuare a utilizzare i propri titoli di viaggio senza interruzioni e alle medesime condizioni economiche, sulle tratte (storicamente gestite da Cotral) oggi affidate ai nuovi operatori delle Unità di Rete.
STUDENTI – Restano invece esclusi dalla misura gli abbonamenti Metrebus Lazio Studenti: i servizi scolastici gestiti da Cotral proseguiranno infatti regolarmente per l’intero anno, senza subire il passaggio alle UdR previsto per le altre linee.
OVER 70 – A questa misura si affianca un ulteriore intervento dedicato alla mobilità dei cittadini residenti nel Lazio con più di settant’anni. La Regione ha previsto la libera circolazione gratuita per gli ultrasettantenni sulle linee regionali di trasporto pubblico su gomma, in analogia con quanto già attivo da tempo sui servizi Cotral.
«Con questi provvedimenti favoriamo da un lato la fase di transizione verso le nuove Unità di Rete, garantendo la continuità degli abbonamenti Metrebus e dall’altro adeguiamo per tutto il Tpl regionale la gratuità per gli ultrasettantenni che viaggiano su gomma», dichiara l’assessore ai Trasporti della Regione Lazio, Fabrizio Ghera.
CRONACA
Zalà attirato in trappola da un conoscente, poi gli spari in Viale XXIV Maggio a Latina
LATINA – Sarebbero almeno tre le persone coinvolte nell’omicidio del 27enne Ibrahim Dibba, detto Zalà, ucciso a Latina la sera di mercoledì. Gli agenti della squadra mobile, guidati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, hanno ascoltato nelle scorse ore la compagna del giovane gambiano: i due insieme aspettavano un figlio. La ragazza era con lui, sulle scalette del villaggio Trieste, la sera dell’omicidio e ha riferito che un suo vecchio conoscente, una persona che Zalà che non vedeva da tempo, lo ha attirato in viale XXIV Maggio ed è qui che sono spuntati gli assassini uno dei quali dalla Kia Picanto nera presa a noleggio ha sparato contro il ragazzo causandone la morte avvenuta poco dopo all’ospedale di Latina dove era arrivato in condizioni disperate dopo essere stato rianimato sul posto dagli operatori del 118. Sembrano ormai arrivate ad un punto decisivo e all’identificazione dei partecipanti all’agguato le indagini che si svolgono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.
E riprende corpo l’ipotesi, in un primo tempo smentita, che anche gli spari di Via Pionieri della Bonifica uditi la sera prima da testimoni che hanno chiamato il 112, fossero in realtà legati alla stessa vicenda. La vittima che – secondo quanto riferito dalla sua compagna – aveva svolto un lavoro per esponenti del clan Di Silvio, pretendeva di essere pagato. Una motivazione che appare insufficiente per un delitto tanto eclatante, con il quale probabilmente chi ha agito voleva dare una lezione al giovane gambiano e anche un messaggio più generale a tutto l’ambiente.
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