AMBIENTE
Legge salva-mare, la raccolta di plastiche con i pescherecci a Terracina ha funzionato
TERRACINA – Il Progetto Fishing For Litter Terracina rientra tra i quattro progetti sperimentali realizzati con il contributo di Legambiente, risultati determinanti per l’approvazione del ddl Salva Mare: “Hanno dimostrato in questi mesi che il fishing for litter è realizzabile, con il contributo volenteroso dei pescatori che hanno raccolto tonnellate di rifiuti in mare”. Così è stato a Terracina dall’estate scorsa quando tre pescherecci, il Piramide, il Carlo Padre e il Tequila hanno accettato di collaborare alla pulizia del mare nell’ambito di protocollo che coinvolge una serie di enti in una filiera virtuosa.
6 TONNELLATE DI RIFIUTI RACCOLTI – In questi mesi 9 mesi di sperimentazione – spiegano da Legambiente Pisco Montano – sono state raccolte centinaia di sacchi di rifiuti e oltre 6 tonnellate di rifiuti di diversa tipologia (pezzi di plastica di diversa grandezza, cassette e pezzi di polistirolo, bottiglie di plastica, bottiglie di vetro, buste di plastica, fili e corde di nylon, contenitori in metallo, reste per la mitilicoltura, lattine bevande, bidoni, fusti, taniche, reti, corde e cavi di vario materiale – tessuto, plastica, acciaio) di cui l’80% è plastica. Inoltre sono state effettuate attività importanti come la Pulizia dei Fondali del 13 Ottobre scorso nella zona conosciuta come del “Quadro”, zona vitale per il ripopolamento ittico e quindi per l’economia della pesca locale.
La zona di mare da monitorare con il progetto è l’intera costa pontina, dal Lido di Latina alla foce del Garigliano, e le Isole Ponziane per un’area di circa 5000 kmq nei quali ” analizzare la tipologia dei rifiuti marini, mappare la densità dei rifiuti nell’area di mare monitorata, formare e sensibilizzare gli operatori della pesca, creare la filiera per lo sbarco, il recupero, il trattamento ed il riciclo del Marine Litter, avviare i processi di sostituzione dei materiali utilizzati, in particolare degli imballaggi (es. sostituzione delle cassette per il pesce di Polistirolo con Polypla materiale di origine vegetale completamente compostabile) in collaborazione con l’Associazione Chimica Verde Bionet, ricostituire l’ecosistema marino con la Tutela e Conservazione dei Sic Marini (ben 8 SIC Marini presenti nell’area monitorata con Habitat e Specie protette importanti).
GLI ATTORI – A Terracina, il progetto sperimentale di Legambiente, all’interno del Protocollo Regione Lazio Fondali Puliti firmato dalla Regione Lazio con Arpa Lazio e Corepla lo scorso 3 luglio, finalizzato alla raccolta e riciclo delle plastiche in mare, con la verifica e la misurazione delle quantità e delle tipologie dei rifiuti recuperati dalle imbarcazioni nell’ottica di migliorare la riciclabilità dei rifiuti, è partito il 27 Maggio scorso (in occasione della campagna Spiagge e Fondali Puliti 2018), patrocinato dalla Rete Territoriale Plastic Free Beaches Terracina, dal Comune di Terracina, la Capitaneria di Porto- Guardia Costiera, con il coinvolgimento di 3 Pescherecci (Piramide, Carlo Padre, Tequila), il gestore dei rifiuti la De Vizia transfer SpA Urbaser S.A, la ditta appaltatrice dei rifiuti portuali DJ Bertelli, Confcommercio Lazio Sud, l’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, le Cooperative dei Pescatori di Terracina con il supporto e la collaborazione dell’Associazione Chimica verde Bionet.
“Siamo soddisfatti di aver contribuito con la nostra sperimentazione Fishing For Litter Terracina a questo risultato nazionale con l’approvazione del disegno di legge Costa . Vogliamo ringraziare in particolare i comandanti dei tre pescherecci (Piramide, Carlo Padre e Tequila) e il gestore dei RSU De Vizia Urbaser Transfer SpA per l’impegno e la passione che hanno messo e stanno mettendo in questo importante progetto. Condividiamo questo importante momento con la rete Plastic Free Beaches Terracina e tutta la comunità dei pescatori e dei balneari di Terracina. Grazie anche alla Regione Lazio e a Legambiente Lazio per il protocollo regionale Fondali Puliti che ci ha permesso di effettuare la sperimentazione e che ci sta supportando con le isole ecologiche portuali. Certo non abbiamo più molto tempo per fronteggiare il Marine Litter che rappresenta, dopo i cambiamenti climatici, la più grave minaccia ambientale dei nostri tempi e la più grande minaccia da sempre per i nostri mari. Ricordiamoci solo che la gran parte dell’ossigeno che respiriamo è prodotto dal fitoplancton presente nei mari, e che, inquinando il mare, non stiamo solo danneggiando settori importanti dell’economia come la pesca ed il turismo e la salute umana con le pericolosissime microplastiche, ma stiamo mettendo seriamente a rischio la possibilità di vita sul nostro pianeta”, ha detto Gabriele Subiaco, vicepresidente e Responsabile Scientifico del Circolo Legambiente di Terracina coordinatore del Progetto Fishing For Litter Terracina.
AMBIENTE
Terracina, 70 tartarughine prendono il mare: il nido di Caretta caretta si schiude dopo tre giorni
È stata una schiusa da record quella del nido di tartaruga Caretta caretta individuato il 6 luglio scorso nella zona del Residence Orsa Maggiore, a Terracina. Sono state 70, su un totale di 75 uova, le tartarughine riuscite a completare il percorso e a raggiungere il mare al termine di una schiusa iniziata la sera del 24 agosto e conclusa con l’attività di escavazione e censimento del nido il 28 agosto.
Si tratta del quinto nido individuato nel 2026 lungo la costa della provincia di Latina e rientra in una stagione particolarmente significativa per la presenza della Caretta caretta sul litorale pontino. Complessivamente, secondo i dati forniti da Legambiente Terracina, sono 11 i nidi censiti quest’anno sul territorio provinciale: tre a Sabaudia, oltre a quelli di San Felice Circeo, Gaeta, Terracina, Ventotene, Sperlonga, Formia e Latina.
La schiusa del nido di Terracina è stata seguita dai Tartawatchers di Legambiente Terracina insieme agli esperti della rete Tartalazio e del progetto Life Turtlenest. Fondamentale anche il contributo delle volontarie autorizzate dal Ministero Patrizia Pagliaroli e Annalaura Rossi, che hanno partecipato alle attività di monitoraggio e al censimento, consentendo di raccogliere e incrociare i dati scientifici relativi al nido.
La stagione di monitoraggio è stata accompagnata da numerose iniziative di sensibilizzazione, tra cui la tappa nazionale del Tarta Beach Tour del 19 luglio e gli appuntamenti dedicati alla conoscenza e alla tutela delle tartarughe marine organizzati con gli operatori del territorio. Un’attività che proseguirà domenica 6 settembre con il “Tarta Café”, in programma dalle 17 alle 19 sulla spiaggia comunale ex Proinfantia, in viale Circe.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Terracina e dalla Provincia di Latina, vedrà la partecipazione dei Tartawatchers di Legambiente, dello staff di Life Turtlenest, di Tartalazio e della Capitaneria di Porto di Terracina. L’obiettivo è creare un momento di confronto tra ricercatori, volontari, studenti, cittadini e amministratori e illustrare le attività realizzate per proteggere i nidi e accompagnare le schiuse.
Tra i temi al centro dell’incontro ci sarà anche quello dell’inquinamento luminoso. Le luci artificiali presenti lungo le aree costiere urbanizzate possono infatti interferire con l’orientamento delle tartarughine appena nate, che generalmente emergono dal nido nelle ore notturne e devono individuare la direzione del mare. Verranno quindi illustrate le linee guida di Legambiente e Life Turtlenest per ridurre l’impatto dell’illuminazione sulle spiagge.
Il “Tarta Café” sarà inoltre l’occasione per presentare il progetto “Tarta Latina”, realizzato dal Circolo Legambiente Terracina grazie a un contributo a fondo perduto della Provincia di Latina ottenuto con il massimo punteggio. Il progetto punta a costruire una rete provinciale di soggetti coinvolti nel monitoraggio e nella tutela dei nidi, con particolare attenzione alle aree costiere maggiormente interessate dalla presenza turistica.
Tra gli obiettivi ci sono la protezione dei siti di nidificazione, la riduzione dell’inquinamento luminoso e acustico, la pulizia delle spiagge e del mare dalla plastica e la sensibilizzazione di cittadini, turisti e operatori balneari sui comportamenti da adottare durante la stagione della nidificazione.
«Siamo particolarmente soddisfatti della bellissima schiusa del nido di Terracina, scoperto il 6 luglio grazie al nuovo servizio regionale di air monitoring, con ben 70 piccole carettine avviate al mare», sottolinea Anna Giannetti, presidente di Legambiente Terracina e consigliera nazionale dell’associazione, ricordando anche il riconoscimento di Terracina come Comune “Amico delle Tartarughe” e la conferma, per il terzo anno consecutivo, delle Tre Vele di Legambiente.
L’appuntamento di domenica sarà dunque un momento per celebrare il risultato ottenuto, ma soprattutto per mantenere alta l’attenzione su una specie che continua a scegliere le coste pontine per deporre le proprie uova e sulla necessità di rendere sempre più efficace la tutela dei suoi habitat.
AMBIENTE
“Una secchiata di vita”, Legambiente promuove due giornate di soccorso idrico ai giovani alberi di Parco San Marco
LATINA – Il Circolo Arcobaleno di Legambiente organizza l’iniziativa “Una secchiata di vita” per il soccorso idrico agli alberi di Parco San Marco. Oggi dalle 19:30 alle 20:30 e alla stessa ora di venerdì 4 settembre, ogni cittadino può portare con sé un innaffiatoio, un secchio o una tanica per dare acqua agli alberi in questa estate di grande siccità. “Un piccolo gesto di ognuno può fare la differenza e salvare le piante più giovani e fragili del nostro parco”, dicono gli organizzatori sottolineando come la siccità e le alte temperature registrate da oltre due mesi a questa parte, stiano mettendo in grande sofferenza gli alberi della collina dell’area verde.
Come è noto, gli alberi giovani devono essere annaffiati nei primi anni di vita perché il loro apparato radicale è ancora piccolo e superficiale e non riesce a trovare l’acqua in autonomia.
AMBIENTE
Terracina, si è schiuso il nido di tartaruga marina di Orsa Maggiore
TERRACINA – Si è schiuso un altro nido di tartaruga marina Caretta caretta, quello censito dagli esperti di Tartalazio sulla costa di Terracina, davanti al residence Orsa Maggiore. Le tartarughine appena nate, da sole, senza bisogno che i volontari realizzassero un corridoio per accompagnarle nella loro corsa verso il mare, sono riuscite a raggiungere la riva e si sono immerse. I biologi della rete, ieri pomeriggio hanno raggiunto l’area appositamente recintata a inizio stagione dove hanno trovato i gusci che sono stati messi in fila per stimare quanti esemplari siano nati. Un’attrazione per turisti e residenti che hanno scelto il lungomare tra San Felice Circeo e Terracina per le vacanze estive, ieri in tanti si sono radunati intorno agli esperti di Tartalazio impegnati nel loro lavoro, ricevendo informazioni e una piccola lezione di educazione ambientale.
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