AMBIENTE
Lago di Sabaudia al setaccio con telecamere termiche e sub
SABAUDIA – Dopo i dati negativi sulla qualità delle acque diffusi dalla Goletta dei Laghi di Legambiente che ha messo sotto la lente il bacino costiero di Sabaudia (oltre che Fogliano) il Comune ha attivato controlli capillari e ha chiesto ad Arpa Lazio di effettuare le analisi nel bacino chiedendo la collaborazione di Acqualatina.
“Sono in corso accertamenti sulle acque fognarie e sulla rete delle acque bianche effettuando sorvoli a pochi centimetri da terra con telecamere termiche che rilevano la presenza di eventuali scarichi anomali e verranno svolti con l’ausilio di un mezzo subacqueo le ispezioni per individuare l’eventuale presenza di tubi di scarichi non rilevabili dall’esterno”, dicono dall’Ente dove il neo assessore all’Ambiente Tiziano Lauri (entrato al posto del dimissionario Ennio Zaottini) si è trovato subito tra le mani una bella gatta da pelare, fra l’altro in vista dei Mondiali di Canottaggio che proprio la città delle dune si prepara ad ospitare.
“L’Amministrazione – si legge in una nota dell’ente – ha attivato immediatamente richiesta ufficiale ad Arpa Lazio per effettuare verifiche sulle criticità nei punti del Lago di Paola segnalati da Legambiente e dato indicazione ai responsabili di settore e al Comandante della Polizia Locale di procedere agli accertamenti necessari. Il Comune sta monitorando la qualità delle acque di tutto il bacino per aver conto di una esatta entità del fenomeno e contestualmente verifica le eventuali segnalazioni. In tal modo l’Ente dà seguito ad un cammino intrapreso da diverso tempo attraverso indirizzo precisi ai settori competenti e un protocollo d’intesa in itinere con il gestore Acqualatina grazie al quale è stato avviato un monitoraggio dello specchio d’acqua. In particolare”.
Sulla vicenda interviene anche la sindaca Gervasi: “In attesa dei risultati delle analisi dei prelievi richiesti ad Arpa andremo avanti con la nostra azione di controllo e intervento immediato al fine di fornire risposte adeguate alla situazione che ci è stata segnalata. L’Amministrazione si adopera in modo periodico anche con richiesta di analisi da parte di Arpa Lazio proprio per il controllo e la verifica delle acque non solo quando accadono fenomeni particolari ma per un monitoraggio continuo. La nostra attività resta protesta al riscontro di eventuali anomalie e ad interventi di bonifica al fine di salvaguardare il territorio tutto ed anche il Lago di Paola quale risorsa e preservarne la bellezza naturalistica”.
AMBIENTE
A Sabaudia il decimo nido di Caretta caretta nel Lazio
SABAUDIA – Nei giorni in cui Sabaudia perde la bandiera blu 2026, la buona notizia arriva dal mare. Una tartaruga marina Caretta caretta, inconsapevole delle roventi polemiche seguite alla decisione della Fee, ha infatti deciso di deporre le uova sulla famosa spiaggia di Sabaudia portando così a 10 i nidi scoperti dall’inizio della stagione sulle coste del Lazio.
“Siamo alla doppia cifra – dicono da Tartalazio raccontando in un post che “Ieri mattina uno dei volontari in pattugliamento sulla spiaggia di Sabaudia ha trovato le tracce lasciate stanotte da una tartaruga marina in deposizione. Gli esperti hanno raggiunto l’area e hanno trovato il nido, a conferma che le uova erano state effettivamente deposte”.
Il nido è stato giudicato in buona posizione e dunque è stato lasciato dove era e “recintato provvisoriamente, in attesa di una protezione maggiore che verrà realizzata nei prossimi giorni a cura del Parco Nazionale del Circeo. La schiusa è prevista per le prime settimane di settembre”.
AMBIENTE
Ancora un nido di Caretta caretta a Sperlonga: intervento del Parco Riviera di Ulisse per mettere in sicurezza le uova
Le tartarughe continuano a scegliere il nostro litorale per nidificare. Nella tarda serata di domenica 12 luglio, una tartaruga marina Caretta caretta è risalita sulla Spiaggia di Levante di Sperlonga per deporre le proprie uova, regalando al territorio un evento di straordinario valore naturalistico. E’ stato cittadino che, intorno alle 22.15, ha notato l’esemplare emergere dal mare e raggiungere la spiaggia. La chiamata alla Capitaneria di Porto ha immediatamente attivato la macchina organizzativa dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, che, insieme alla rete TartaLazio, è l’unico tra i Parchi regionali del Lazio autorizzato a intervenire direttamente sulla manipolazione delle tartarughe marine e delle loro nidiate.
Gli operatori del Parco hanno raggiunto il sito dopo la segnalazione. Sebbene la tartaruga fosse già tornata in mare, l’analisi delle immagini e dei video realizzati dal cittadino, unita alla lettura delle tracce lasciate sulla sabbia, ha consentito di individuare con precisione il punto in cui erano state deposte le uova.
Una volta verificata la posizione del nido, gli esperti hanno valutato come la vicinanza alla battigia potesse rappresentare un rischio concreto per la loro sopravvivenza, esposte sia alle mareggiate che al passaggio di persone durante la stagione balneare.
Per questo motivo si è deciso di procedere al trasferimento della nidificazione. Gli operatori hanno ricreato manualmente una nuova camera di deposizione, mantenendo le stesse caratteristiche dimensionali e morfologiche di quella originaria, ma collocandola circa tredici metri più all’interno, in una posizione ritenuta più sicura per consentire il corretto sviluppo delle uova.
L’area è stata immediatamente delimitata e messa in sicurezza nel tratto di spiaggia della Grotta di Tiberio compreso tra il Lido La Casetta e il Lido Altamarea, dove rimarrà costantemente monitorata fino alla schiusa, prevista orientativamente nei primi giorni di settembre.
«Ogni nido di Caretta caretta rappresenta un patrimonio prezioso per la biodiversità del nostro territorio e una responsabilità che sentiamo profondamente» dichiara il presidente dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli. «Siamo orgogliosi che ogni estate queste straordinarie creature scelgano le nostre spiagge per dare vita a una nuova generazione. Il nostro compito è fare tutto il possibile affinché questo processo naturale possa compiersi nelle migliori condizioni. Per questo rivolgo un sincero ringraziamento ai cittadini che, con le loro segnalazioni, diventano parte attiva della tutela ambientale. Chiunque noti le tracce di una tartaruga o assista a una nidificazione deve contattare immediatamente gli enti competenti: una telefonata può fare la differenza e contribuire a proteggere uno degli spettacoli più affascinanti che la natura possa regalarci.»

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Nel Parco nazionale del Circeo sono nati tre pulli di Cavaliere d’Italia
SABAUDIA – Tre pulli di Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), sono nati nel Parco nazionale del Circeo. Ne dà notizia oggi l’Ente, postando la foto dell’uccello dalle inconfondibili zampe rosate lunghissime, con il corpo bianco brillante e le ali nere. Si tratta di una specie protetta e di un’icona per gli ecosistemi umidi, specie protetta.
“La disponibilità di habitat idonei, la qualità delle acque e la presenza di adeguate risorse trofiche influenzano in modo determinante il successo riproduttivo della specie” e dunque “la sua presenza è considerata un indicatore importante della qualità degli habitat e della funzionalità ecologica delle zone umide”, spiegano dal Parco del Circeo. “La nidificazione conferma il valore naturalistico di questi ambienti, fondamentali per la conservazione dell’avifauna acquatica e per la tutela della biodiversità lungo le rotte migratorie del Mediterraneo”.
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