SANITA'
Covid-19, quattro morti in un giorno a Latina
LATINA – “Solo” 53 nuovi casi in provincia di Latina, ma non c’è da gioire. Il dato emerge al termine di una giornata che ha contato quattro decessi al Goretti: due pazienti residenti a Latina, uno a Itri e uno di Terracina, di 74, 81, 92 e 93 anni, tutti con patologie pregresse, per un totale di 62 morti per Covid da marzo ad oggi. Inoltre nella giornata di lunedì, il numero dei tamponi lavorati è stato circa il 40% rispetto all’ordinario (-60%), dunque i 53 non sono frutto di una diminuzione effettiva dei contagi.
I nuovi positivi al Covid sono emersi nei Comuni di Aprilia (18), Castelforte (2), Cisterna di Latina (4), Fondi (1), Gaeta (3), Latina (13), Minturno (3), Sabaudia(2), Sermoneta (1), Sezze (1) e Terracina (5).
Il numero totale dei casi a Latina e provincia ha superato oggi i quattromila (4026) e l’indice di prevalenza è ormai del 70 ogni diecimila abitanti (69,99). Aumentano i guariti ora a 955. Sono 3009 i positivi attivi e i ricoverati hanno raggiunto la cifra di 160.
Oggi, intanto, l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato ha incontrato l’Anaao Assomed, sindacato di medici e dirigenti sanitari, anticipando una nuova ordinanza che aumenterà considerevolmente il numero dei posti letto dedicati a casi di Coronavirus. Nell’incontro è stata evidenziata la necessità di potenziare la rete Covid proteggendo di più i sanitari che si stanno infettando maggiormente rispetto alla fase 1 della pandemia. D’Amato ha anche parlato di una nuova vasta campagna di test sierologici tra gli operatori sanitari. Nell’attività assistenziale, inoltre, si punterà ad inserire subito sia gli studenti specializzandi che i neo laureati in medicina. Sul tavolo, infine, l’apertura di una manifestazione di interesse rivolta anche a medici liberi professionisti, per incrementare l’attività assistenziale.
ATTUALITA'
Il pronto soccorso pediatrico del Santa Maria Goretti diventa fiabesco: umanizzato grazie ad Alessia e i suoi Angeli
LATINA – Il Pronto Soccorso pediatrico dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina si trasforma grazie all’Associazione Alessia e i suoi Angeli APS che ha finanziato un progetto di umanizzazione, inaugurando oggi uno spazio immersivo ispirato al mondo marino.
L’obiettivo è alleviare la paura per offrire ai bambini un’esperienza meno traumatica possibile quando hanno bisogno di assistenza sanitaria. “Pareti artistiche, pannelli decorativi e un’ambientazione fiabesca accompagneranno i piccoli pazienti in un acquario ricco di colori, pesci e creature marine, con l’obiettivo di rendere meno traumatico il tempo trascorso in ospedale”, spiegano dalla onlus che ha già finanziato progetti analoghi, come quello che ha rivitalizzato a misura di bambino gli spazi del Centro Vaccinazioni della Asl.
Al microfono di Antonella Melito, che ha visitato per noi la struttura, la soddisfazione del professor Riccardo Lubrano primario del reparto di Pediatria e Neonatologia

“Particolarmente significativo è stato il percorso che ha portato alla scelta del tema grafico. L’ambientazione è infatti il risultato di un contest che ha coinvolto le scuole della città di Latina e i cittadini attraverso i social network. Sono stati proprio i bambini, insieme alla comunità, a scegliere l’acquario come scenario del nuovo Pronto Soccorso Pediatrico, rendendo il progetto ancora più partecipato e condiviso”, ha spiegato il presidente dell’Associazione Alessandro Mastrogiovanni
Il progetto non finisce qui dal momento che in collaborazione con il Centro di Ricerca e Servizi per l’Innovazione Tecnologica Sostenibile della Sapienza l’esperienza diventerà interattiva grazie alla realtà aumentata: “La mascotte del percorso, un simpatico pesciolino, prenderà vita grazie a un QR Code, consentendo ai piccoli pazienti di vivere un’esperienza digitale immersiva durante l’attesa e il percorso di cura”, aggiungono dalla Onlus.
Jacopo Trillò, docente di Ingegneria del Polo Pontino della Sapienza
OGGI IN PRIMA PAGINA
Assistenza domiciliare, dopo le proteste dei medici di medicina generale, la Asl annuncia task-force
LATINA – Dopo le numerose proteste da parte dei medici di famiglia alle prese con il malfunzionamento della nuova piattaforma della Asl di Latina per la presa in carico dei pazienti fragili, entrata in funzione il 1° luglio, l’azienda sanitaria spiega di aver “costituito una task force dedicata di venti operatori che stanno già affiancando il personale esistente per velocizzare la gestione delle pratiche” e che “i primi risultati sono già visibili, con un progressivo aumento delle pratiche lavorate grazie al supporto di ulteriore personale”. La Asl di Latina parla di una fase di transizione digitale e afferma di essere “in costante contatto con gli Uffici Regionali e con LazioCrea per ottimizzare la piattaforma informatica e renderla più rapida e fluida”.
Secondo Emiliano Licata, consigliere comunale di Noi Moderati a Latina e medico di medicina generale, “il confronto avviato dalla Asl di Latina (con Lazio Crea) rappresenta un primo passo importante ma occorre intervenire rapidamente e con decisione per rendere il nuovo sistema realmente efficace senza perdere di vista chi più di tutti subisce le conseguenze dei rallentamenti, ovvero i pazienti più fragili”. L’esponente politico confermando “l’aggravio burocratico che sottrae tempo all’attività clinica e suggerendo soluzioni”, suggerisce di “mettere intorno allo stesso tavolo Regione Lazio, ASL, distretti sanitari, medici di medicina generale, operatori dei CAD e soggetti erogatori dell’assistenza domiciliare. Le migliori soluzioni – aggiunge – nascono sempre dal confronto con chi ogni giorno lavora sul territorio e conosce le esigenze dei pazienti. Non stiamo parlando di un programma informatico, ma del diritto delle persone più fragili a ricevere cure domiciliari nei tempi necessari”.
Nei giorni scorsi il consigliere regionale pontino del Pd Salvatore La Penna con la collega Marta Bonafoni avevano presentato sul tema un’interrogazione al presidente del Lazio Rocca: “Abbiamo chiesto interventi urgenti sulla piattaforma SIATeSS, utilizzata per l’assistenza domiciliare. Perché chi è cronico, paziente oncologico, non autosufficiente o fragile non può aspettare i tempi della burocrazia digitale. Innovare significa semplificare la vita alle persone. Non renderla più difficile. Nessun malfunzionamento deve ricadere sui pazienti e sui medici di medicina generale”.
SANITA'
PNRR Sanità, la Asl di Latina completa tutti gli interventi per oltre 72 milioni di euro
La ASL Latina ha completato il 100% degli interventi previsti dalla Missione Salute del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, portando a termine un programma di investimenti da oltre 72,5 milioni di euro senza ricorrere ad alcuna rimodulazione dei progetti e rispettando tutte le scadenze fissate dal PNRR.
A sancire la conclusione dell’iter sono state le prese d’atto del completamento della Casa della Comunità Hub di Terracina e della Casa della Comunità Spoke di Sperlonga, con la contestuale attivazione dei relativi servizi.
Il piano ha consentito la realizzazione di quindici Case della Comunità distribuite sull’intero territorio provinciale, nei comuni di Aprilia, Borgo Sabotino, Cisterna, Formia, Gaeta, Latina Centro, Latina Scalo, Minturno, Pontinia, Sabaudia, San Felice Circeo, Santi Cosma e Damiano, Sezze, Sperlonga e Terracina.
Completati anche quattro Ospedali di Comunità, che entreranno a supporto delle cure intermedie nei comuni di Cori, Sezze, Gaeta e Sabaudia, oltre a sei Centrali Operative Territoriali già attive per il coordinamento dell’assistenza domiciliare. Concluso inoltre il processo di digitalizzazione dei presidi ospedalieri, mentre sono in fase di ultimazione gli interventi di adeguamento sismico dell’Ospedale Santa Maria Goretti.
La direttrice generale della Asl Latina, Sabrina Cenciarelli, ha sottolineato come il completamento del piano rappresenti il risultato di un lavoro condiviso tra Azienda sanitaria, Regione Lazio e istituzioni del territorio, con l’obiettivo di rafforzare la sanità territoriale e rendere i servizi più vicini ai cittadini.
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Raniero DE Bonis
3 Novembre 2020 at 15:45
Dite tutto meno che l’età dei decessi…
Siete voi i primi terroristi !
INFAMI
Rino Polverino
3 Novembre 2020 at 16:33
Oltre l’età , diciamo la verità di cosa sono morti , si sta facendo troppo terrore , i morti ci sono anche per altre patologie
Luna Notizie
3 Novembre 2020 at 16:35
Raniero DE Bonis Non dovrei risponderle, perché usa dei termini inaccettabili. Ma le voglio fare ugualmente una domanda: sta dicendo che se muore un anziano possiamo anche non scriverlo? Lei ha genitori? Nonni? Li ha avuti? Che cosa direbbe se qualcuno ritenesse inutile la vita di un suo caro, sia pure anziano? Qualche volta si cali nei panni degli altri, è un buon esercizio. E comunque, per sua informazione in ospedale ci sono 50enni intubati.
Roberta del Bianco
3 Novembre 2020 at 16:37
Rino Polverino anche per chi ha bisogno di operazioni urgenti
Raniero DE Bonis
3 Novembre 2020 at 16:41
Luna Notizie
Di tutto quello che dice l’unica cosa che a un senso , è che non doveva rispondere.
Continuate a terrorizzare la gente con le vostre notizie .
Rino Polverino
3 Novembre 2020 at 16:51
Roberta del Bianco hai ragione , adesso solo Covid , se si muore per altre cose scrivono che è morto per Covid ( ma perché tutto questo? )
Paolo Prearo
3 Novembre 2020 at 16:54
Rino Polverino e vero ma alla sanità li pagano per ogni morto COVID … amico mio purtroppo abbiamo sbagliato lavoro !!! Dovevamo diventare politici e assicurarsi lo stipendio insieme alla poltrona comoda anzi che prenderci malattie gastroesofageo !!!
Ferdi Tripodi
3 Novembre 2020 at 17:27
Rino Polverino età, 2/3 patologie pregresse. Per fortuna pare che la corsa al tampone stia venendo meno, almeno si abbassano anche i positivi asintomatici (non malati)
Antonio Di Lenola
3 Novembre 2020 at 17:49
Ferdi Tripodi bravo dobbiamo essere realisti di quello che ci stanno combinando
Claudia Saba Due
3 Novembre 2020 at 18:10
Rino Polverino Rino il medico a studio da me
Si è appena ammalato
E non è una passeggiata di salute
Elisabetta Compagno
3 Novembre 2020 at 18:50
Rino Polverino ma smettila
Elisabetta Compagno
3 Novembre 2020 at 18:53
Paolo Prearo ma tu sai quanto costa un paziente ? Indipendentemente dal covid. In italia un paziente viene curato , sia ricco che povero. Ma loro hanno bisogno di soldi, perciò li manda la provoncia. O pensi che fanno le cure con l’acqua??? Dovresti andare a vivere in America, poi voglio vedere come te la passi!
Elisabetta Compagno
3 Novembre 2020 at 18:54
Rino Polverino Paolo Prearo vergognatevi
Rino Polverino
3 Novembre 2020 at 18:55
Antonio Di Lenola L’ho preso anche io , ma quello che mi chiedo io sono a casa senza nessuna cura , si guarisce stando a casa ?
Rino Polverino
3 Novembre 2020 at 18:56
Elisabetta Compagno mi scusi ognuno ha le sue opinioni , io sono a casa che sono positivo e non mi ha cercato nessuno e non c’è cura
Antonio Di Lenola
3 Novembre 2020 at 18:58
Rino Polverino bisogna rispettare il virus come stiamo facendo tutti ,ma questo non può bloccare tutto .inoltre le scelte di questo governo fanno solo ridere .
Rino Polverino
3 Novembre 2020 at 18:59
Claudia Saba Due l’ho preso anche io e sono a casa da 13 giorni
Alessandra Tripodi
3 Novembre 2020 at 19:02
Rino Polverino c’è scritto con patologie pregresse
Elisabetta Compagno
3 Novembre 2020 at 19:16
Paolo Prearo https://www.fanpage.it/attualita/ricoverato-per-covid-a-new-york-conto-di-100mila-dollari-per-vicesindaco-di-azzano/
Elisabetta Compagno
3 Novembre 2020 at 19:17
Paolo Prearo pensa, in italia solo 2000 €.. pensa se lo scoprono gli americani , vengono tutti qui
Rino Polverino
3 Novembre 2020 at 19:20
Roberta Balzotti mi scusi ma con chi ce l’ha lei , non è stato detto nulla di drammatico , visto che c’è tanta confusione
Rino Polverino
3 Novembre 2020 at 19:29
Alessandra Tripodi hai ragione e chiedo scusa a chi ha scritto l’articolo , non sono riuscito ad aprirlo che c’era una Publicita che non si toglieva , e ho risposto solo al titolo di testata chiedo Scusa
Marco Dalisera
3 Novembre 2020 at 19:39
Terrorismo mediatico….il titolo è da denuncia.
Siete come le previsioni del tempo, anzi peggio, poco attendibili.
Gaetano Longhitano
3 Novembre 2020 at 19:48
Rino Polverino il fatto di avere una patologia pregressa o di essere anziani o vecchietti, non significa che sarebbero morti o che stavano x morire, il covid li ha portati alla morte. Rino è questo che la gente deve capire che ancora non capisce. Ti faccio un esempio personale, ho mio padre che ha avuto tre ischemie, sta malissimo, non si muove più dalla poltrona, ha il catetere, non si fa più capire quando parla, pieno di dolori, ma è vigile, mangia, beve, riconosce, parla barbucchiando, potrebbe campare un mese, una settimana, un anno o magari due o tre, non si sa, ma se prende il covid, domani gli faccio il funerale. Questo vorrei far capire alla gente, quando dice aveva le patologie pregresse o era anziano. Non vuol dire nulla, e normale che loro sono più a rischio. Ma siamo noi che lo portiamo a loro soprattutto se siamo asintomatici e non sappiamo di averlo. Un abbraccio Rino.
Roberto Stabellini
3 Novembre 2020 at 19:57
Gaetano Longhitano scusami, in franchezza: credi che tuo padre non sarebbe comunque a rischio con una influenza di stagione, o con una brochite presa dopo una sudata? Credi davvero che solo il covid sia così letale per persone già con tanti problemi?
Tuo padre lo tieni lontano solo dal covid?
Sandro Tartaglia
3 Novembre 2020 at 20:06
Rino Polverino in parte hai ragione ma lo posso dire ?? Che due cogliooniii… l’hanno capito pure i sassi …non è un attacco verso di te sia chiaro ma a sta smania che vive dentro la gente …
Mariachiara Ciocca
3 Novembre 2020 at 20:08
Si continua a parlare di patologie pregresse, età..ricordiamoci che dietro a tutto questo ci sono persone,vite..i nostri nonni
Sandro Tartaglia
3 Novembre 2020 at 20:14
Paolo Prearo invece di scrive qua sotto vaglielo a dire a chi oggi magari ha perso una persona cara
Dott Romeo Romei
3 Novembre 2020 at 20:15
Il covid è un business
Gaetano Longhitano
3 Novembre 2020 at 20:18
Roberto Stabellini come fa a prendere l’influenza di stagione o la bronchite dopo una sudata se sta a casa e non si muove dalla poltrona che e come se stesse allettato? Certo che lo tengo solo lontano dal covid in questo momento. Sta in casa…non capisco come potrebbe prendere quello che dici tu…dai Robe’ non scherziamo su…
Natalia Leopardi
3 Novembre 2020 at 20:25
Fatela finita di terrorizzare le persone…. Diteci quanta gente sta morendo di tumore e cancro e d’infarto.. VENDUTI!!!
Alessandra Tripodi
3 Novembre 2020 at 20:26
Diffondiamo tutti più amore non odio ❤️
Roberto Stabellini
3 Novembre 2020 at 20:41
Gaetano Longhitano se sta in casa non prende il covid come non prende la normale influenza…sono della stessa famiglia di virus
Gaetano Longhitano
3 Novembre 2020 at 20:41
Rino Polverino ma infatti si, concordo…non serve a nulla…purtroppo il sistema è fracico.
Gaetano Longhitano
3 Novembre 2020 at 20:43
Roberto Stabellini assolutamente no…non sono d’accordo, se il covid lo portiamo noi figli oppure i nipoti lo prende e come…la normale influenza è altra cosa.