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SANITA'

L’infettivologa in conferenza con il sindaco di Latina: “I nonni un patrimonio da preservare””

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LATINA   – “Ci tengo a portare la mia testimonianza che è quella non solo degli infettivologi, ma di tutti i medici dell’ospedale. Quello che la Asl sta facendo è cercare di ridurre il carico ospedaliero perché stiamo saturando tutti gli spazi. Se contiamo quanti malati arrivano in pronto soccorso e quanti hanno bisogno di ricovero per salvarli dall’evoluzione più infausta, capiamo che è un’azione che può essere paragonabile a svuotare il mare con un cucchiaino”.

L’infettivologa del Goretti Miriam Lichter ha illustrato la situazione sul fronte Covid in una videoconferenza con il sindaco di Latina Damiano Coletta tratteggiando luci e ombre, aspetti positivi e negativi dell’attuale emergenza sanitaria.

“L’emersione di molti asintomatici o pauci sintomatici porta a sottovalutare la malattia. Queste persone c’erano anche a marzo ma noi non lo sapevamo perché facevamo pochi tamponi e li facevamo solo a chi stava male. Ma oggi  i nostri ospedali sono pieni più che a marzo, e i pazienti che arrivano stanno male. Abbiamo 186 pazienti ricoverati al Goretti, ambulanze parcheggiate in attesa di scaricarne altri, e non perché  non sappiamo organizzare, perché il virus è molto diffuso”.

DEGENZA MEDIA PIU’ BREVE – Al momento abbiamo un numero sostenuto di pazienti infettati tra i 40 e i 60 anni. Tre pazienti intubati in rianimazione e più di 25 pazienti in ventilazione non invasiva con il casco Cpap, strategia che si è dimostrata anche a marzo una delle più efficaci a disposizione dei medici per superare gli effetti del Covid-19. Abbiamo ora anche a disposizione al Goretti un  farmaco antivirale in quantità superiore perché è stato approvato in Europa e dall’Aifa e che ordiniamo giornalmente  per i pazienti che hanno un deficit respiratorio in fase iniziale e che ci sta dando buoni risultati se usato precocemente. Rispetto alla prima ondata si stanno riducendo i tempi di degenza che attualmente è intorno ai 6 sette giorni in una situazione di danno medio. Quando l’infezione è diffusa a tutti i lobi polmonari invece è diverso e serve più tempo. E’ importante fare diagnosi rapide e il nostro laboratorio lo fa in maniera sempre più precisa e diffusa”, ha aggiunto Lichtner che rimarca: “Non ci sogniamo di tenere le persone in ospedale se non ce n’è bisogno, perché i posti ci servono per curare chi sta male. Nelle ambulanze non abbiamo gente che urla o che starnutisce, abbiamo pazienti che stanno male”.

Sul fronte delle diagnosi anche la nuova Tac Force donata al Goretti dalla Fondazione sanità e Ricerca sta facendo la sua parte, consentendo di avere a disposizione velocemente le immagini polmonari.

L’APPELLO AI GIOVANI – “I genitori non devono preoccuparsi dei giovani che stanno bene, devono preoccuparsi di loro stessi e dei loro genitori. Gli anziani, i nostri nonni – ha detto Lichtner – sono un patrimonio da preservare. Su di loro il virus causa una serie di complicanze che èsitano nella morte del paziente. Dobbiamo poi proteggere la fascia media della popolazione con la diagnosi precoce e agire sui giovani, per cercare di farci aiutare a diffondere il meno possibile il virus e dobbiamo poi farci aiutare dai giovani medici che più di altri riescono ad entrare in contatto con i  ragazzi”.

 

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SANITA'

Donazioni di organi, muore donna di Sezze di 69 anni muore, prelevato il fegato

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LATINA –  Un prelievo di fegato è stato effettuato oggi all’Ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina. La donatrice è una donna di 69 anni di Sezze, deceduta per emorragia cerebrale, che aveva espresso il consenso in vita, al rinnovo della carta di identità.

“Una scelta di estrema generosità e grande altruismo che merita sincero apprezzamento e profonda gratitudine – sottolinea una nota della Asl di Latina – , anche perché presa consapevolmente dalla donna quando era ancora in vita, non lasciando che fossero i suoi parenti a prendere la decisione in un momento doloroso. Un gesto di amore per il prossimo che servirà a ridare speranza e aspettative di vita ad un’altra persona”.

L’organo è stato inviato al Policlinico “Gemelli” di Roma.

Al “Goretti” dall’inizio del 2026, sono stati effettuati già tre prelievi multiorgano: i primi due a gennaio, da un uomo di 62 anni di Pontinia e da un uomo di 71 anni di Terracina; il terzo nei primi giorni di aprile da un uomo di 78 anni di Fondi.

Finora nel 2026 nel territorio della Asl di Latina sono stati donati un cuore, un polmone, quattro fegati e quattro reni, oltre a quattro tessuti corneali. Cifre di tutto riguardo se si considera che bisogna anche sommare i due trapianti di tessuto osseo da vivente realizzati per la prima volta nella provincia pontina all’ospedale “Dono Svizzero” di Formia.

“Il prelievo odierno rafforza ulteriormente il trend positivo che vede i dati sulle donazioni di organi nel primo quadrimestre del 2026 in netto miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025. Un segnale incoraggiante per la sanità del territorio pontino. La conferma che la cultura della donazione sta mettendo radici profonde anche grazie all’incessante lavoro di promozione della Asl di Latina in collaborazione con l’AIDO”, conclude la Asl .

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SANITA'

Asl Latina, crescono le donazioni di organi: “Segnali positivi in vista della Giornata nazionale del 19 aprile”

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LATINA – La Asl di Latina si prepara alla Giornata nazionale per la donazione di organi e tessuti, in programma il 19 aprile, con dati incoraggianti. Sino ad ora, nel primo quadrimestre del 2026, le donazioni nel territorio pontino hanno infatti registrato un significativo aumento rispetto allo stesso periodo del 2025.

Da gennaio ad aprile sono stati effettuati tre prelievi multiorgano all’ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina: donati un cuore, un polmone, tre fegati e quattro reni, oltre a quattro tessuti corneali. Un risultato che segna un netto miglioramento rispetto al 2025, quando nello stesso arco temporale era stato donato un solo fegato.

Tra le novità più rilevanti della prima parte del 2026, anche i primi interventi di prelievo di tessuto osseo da donatore vivente, realizzati per la prima volta nell’area della Asl di Latina all’ospedale “Dono Svizzero” di Formia. Un ulteriore passo avanti nello sviluppo delle attività di procurement, donazione e trapianto, da tempo al centro dell’impegno delle strutture aziendali, considerata anche la recente nomina dei due nuovi coordinatori locali di Latina e Formia, sempre sulla donazione di organi e tessuti.

I progressi sono frutto anche di un’intensa attività di informazione e sensibilizzazione, portata avanti dalla Asl di Latina in collaborazione con l’AIDO, con particolare attenzione alle scuole, dove si lavora per trasmettere ai più giovani l’importanza di una scelta consapevole.

“Vogliamo condividere questi ottimi risultati con tutta la popolazione e in particolare con chi decide di compiere lo straordinario gesto solidale e altruista della donazione, un atto di civiltà e amore che trasforma il dolore della perdita nella gioia per una vita che rifiorisce. A loro va il nostro sentito e caloroso ringraziamento”, ha dichiarato la Direttrice Generale della Asl di Latina, Dott.ssa Sabrina Cenciarelli.

Ad oggi nella provincia pontina i consensi rilasciati ai Comuni sono 137.340 con una media del 61,2%. In Italia ci sono circa 8.000 persone in attesa di un trapianto. Per molti di loro, la donazione è l’unica terapia possibile.

Esprimere la propria volontà è semplice, gratuito e modificabile in qualsiasi momento. È possibile farlo:

all’Ufficio anagrafe del proprio Comune, al momento del rilascio o rinnovo della carta d’identità;
agli sportelli della Asl, compilando l’apposito modulo;
online, iscrivendosi all’AIDO tramite SPID o firma digitale.
Per informazioni si può contattare il Coordinamento per la donazione di organi e tessuti della Asl di Latina al numero 0773.6556221 o all’indirizzo e-mail coordinamentodonazione.organitessuti@ausl.latina.it.

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SANITA'

Colesterolo cattivo, nel Lazio gli inibitori si possono ritirare nelle farmacie di comunità

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Nel Lazio, dal 1° aprile, gli inibitori di PCSK9, efficaci nel ridurre i livelli di colesterolo LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo”, si possono ritirare presso le farmacie di comunità.

“Il passaggio dal canale ospedaliero a quello territoriale è il risultato di un percorso programmatorio avviato già nel 2025 attraverso il potenziamento della distribuzione per conto dei farmaci per la sclerosi multipla e degli ipolipemizzanti orali alternativi alle statine, che ha posto le basi per una gestione territoriale più efficiente, nella quale si inseriscono oggi anche gli anticorpi monoclonali ipolipemizzanti anti-PSCK9 – spiegano dalla Regione Lazio – con l’obiettivo di garantire che l’innovazione biotecnologica raggiunga il paziente in modo capillare e uniforme, valorizzando un sistema logistico in grado di assicurare la massima tracciabilità e, al contempo, di non gravare sulle risorse delle strutture centrali”.

La misura riguarda, allo stato attuale, oltre 11.000 assistiti e si inserisce in un percorso già consolidato che nel 2025 ha coinvolto ulteriori 15.000 assisiti rappresentando un passo concreto verso il consolidamento della continuità assistenziale sul territorio.

 

 

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