CRONACA
Il Gip: “Il corpo di Satnam ha ruotato più volte intorno al macchinario. Lovato voleva dissimulare la realtà”
LATINA – Il giorno dopo l’arresto di Antonello Lovato, il 38enne agricoltore accusato di omicidio doloso per la morte del bracciante irregolare Satnam Singh, emergono anche nuovi particolari sull’incidente avvenuto nell’azienda Lovato. Le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Latina, degli ispettori del lavoro e della Asl hanno consentito di ricostruire il quadro di quanto avvenuto il 17 giugno intorno alle 16,15 e nelle due ore successive prima dell’arrivo dell’eliambulanza in Via Genova, presso l’abitazione della vittima.
Il macchinario avvolgiplastica che ha risucchiato prima la camicia, poi lo stesso Satnam, era privo di certificazioni di idoneità e di protezioni. Il mezzo inoltre era trainato da un trattore guidato dallo stesso datore di lavoro che dava indicazioni a Singh su cosa fare. E’ quanto testimonia la moglie della vittima che era presente con altre persone al momento della tragedia. La ricostruzione di quanto accaduto è agghiacciante: la stoffa della camicia resta impigliata, si trasforma in una corda e trascina nell’attrezzo prima il braccia destro poi tutto il corpo di Satnam “facendolo ruotare più volte intorno all’attrezzo avvolgitelo”. Satnam non muore, ma l’arteria ascellare – come ha accertato l’autopsia eseguita dal medico legale Maria Cristina Setacci – viene recisa completamente e si verifica una copiosa fuoriuscita di sangue. Lovato di fronte alla scena, invece di soccorrere il lavoratore, cerca di liberarsene.
La sequenza nell’azienda tra Latina e Cisterna viene riscostruita dal Gip Molfese che ha emesso l’ordinanza di custodia in carcere per pericolo di reiterazione del reato e inquinamento delle prove, con l’accusa di omicidio volontario sostenuto da dolo eventuale. Lovato non ha soccorso Satnam ben consapevole che così sarebbe morto.
Il gip dice che ha un’indole insensibile e particolarmente sprezzante della vita umana e aggiunge: «Prescindendo da valutazioni etiche, che pure si imporrebbero a fronte di una condotta disumana e lesiva dei più basilari valori di solidarietà l’indagato si è intenzionalmente e volontariamente disinteressato delle probabili conseguenze del suo agire». Inoltre secondo il Gip, la condotta del datore di lavoro di Navi, questo il soprannome di Satman, aveva come obiettivo quello di nascondere e dissimulare la realtà.
Tanti i commenti e le reazioni dopo l’arresto, e arriva il plauso della sindaca di Latina Celentano che torna a promettere impegno. «Ringrazio, a nome della comunità che rappresento, la magistratura e le forze dell’ordine per il loro impegno e il loro lavoro incessante volto a fare luce sulla morte di Satnam Singh. Da quanto apprendo dalla stampa, la consulenza medico legale avrebbe accertato che, se fosse stato tempestivamente soccorso, si sarebbe con ogni probabilità salvato. È per questa ragione, la stessa che ha profondamente toccato tutti i cittadini di Latina, che rinnovo l’impegno dell’amministrazione comunale a seguire da vicino gli sviluppi di questa vicenda e a collaborare con le autorità competenti. Come Sindaco sono consapevole dell’importanza di garantire la sicurezza e la giustizia per tutti i cittadini e della necessità di fare rete perché i diritti di tutti i lavoratori siano sempre rispettati. È per questo che ho accolto la richiesta che nei giorni scorsi mi è arrivata dall’intero Consiglio comunale di promuovere, ove ne ricorrano i presupposti, la costituzione di parte civile del Comune di Latina al futuro procedimento giudiziario a carico del datore di lavoro di Satnam Singh. Lo stesso farò in altri procedimenti giudiziari per caporalato.»
CRONACA
Sabaudia, la Ferrari prende fuoco dopo un fuoristrada: illeso il conducente, auto distrutta
SABAUDIA – Una Ferrari Portofino è andata completamente distrutta nella notte dopo essere uscita di strada all’altezza della rotatoria di Sabaudia. Secondo una prima ricostruzione, il conducente ha perso il controllo della sportiva in maniera autonoma, finendo fuori strada e ribaltandosi nello sterrato laterale. Il tempo di abbandonare l’abitacolo da solo e la vettura ha preso fuoco. Miracolosamente illeso un 50enne. Sul posto Vigili del Fuoco, 118 e carabinieri.
CRONACA
Trasporto pubblico, restano validi gli abbonamenti metrebus sulle linee ex Cotral oggi gestite dai nuovi operatori delle Unità di Rete
Buone notizie per i pendolari del Lazio: con una nota la Regione Lazio ufficializza che resteranno validi fino al 31 dicembre 2026 tutti gli abbonamenti Metrebus Lazio, ordinari e agevolati, sulle tratte prima gestite da Cotral e oggi passate alle nuove Unità di Rete (UdR). In pratica, il provvedimento consente ai titolari di un abbonamento di continuare a utilizzare i propri titoli di viaggio senza interruzioni e alle medesime condizioni economiche, sulle tratte (storicamente gestite da Cotral) oggi affidate ai nuovi operatori delle Unità di Rete.
STUDENTI – Restano invece esclusi dalla misura gli abbonamenti Metrebus Lazio Studenti: i servizi scolastici gestiti da Cotral proseguiranno infatti regolarmente per l’intero anno, senza subire il passaggio alle UdR previsto per le altre linee.
OVER 70 – A questa misura si affianca un ulteriore intervento dedicato alla mobilità dei cittadini residenti nel Lazio con più di settant’anni. La Regione ha previsto la libera circolazione gratuita per gli ultrasettantenni sulle linee regionali di trasporto pubblico su gomma, in analogia con quanto già attivo da tempo sui servizi Cotral.
«Con questi provvedimenti favoriamo da un lato la fase di transizione verso le nuove Unità di Rete, garantendo la continuità degli abbonamenti Metrebus e dall’altro adeguiamo per tutto il Tpl regionale la gratuità per gli ultrasettantenni che viaggiano su gomma», dichiara l’assessore ai Trasporti della Regione Lazio, Fabrizio Ghera.
CRONACA
Zalà attirato in trappola da un conoscente, poi gli spari in Viale XXIV Maggio a Latina
LATINA – Sarebbero almeno tre le persone coinvolte nell’omicidio del 27enne Ibrahim Dibba, detto Zalà, ucciso a Latina la sera di mercoledì. Gli agenti della squadra mobile, guidati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, hanno ascoltato nelle scorse ore la compagna del giovane gambiano: i due insieme aspettavano un figlio. La ragazza era con lui, sulle scalette del villaggio Trieste, la sera dell’omicidio e ha riferito che un suo vecchio conoscente, una persona che Zalà che non vedeva da tempo, lo ha attirato in viale XXIV Maggio ed è qui che sono spuntati gli assassini uno dei quali dalla Kia Picanto nera presa a noleggio ha sparato contro il ragazzo causandone la morte avvenuta poco dopo all’ospedale di Latina dove era arrivato in condizioni disperate dopo essere stato rianimato sul posto dagli operatori del 118. Sembrano ormai arrivate ad un punto decisivo e all’identificazione dei partecipanti all’agguato le indagini che si svolgono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.
E riprende corpo l’ipotesi, in un primo tempo smentita, che anche gli spari di Via Pionieri della Bonifica uditi la sera prima da testimoni che hanno chiamato il 112, fossero in realtà legati alla stessa vicenda. La vittima che – secondo quanto riferito dalla sua compagna – aveva svolto un lavoro per esponenti del clan Di Silvio, pretendeva di essere pagato. Una motivazione che appare insufficiente per un delitto tanto eclatante, con il quale probabilmente chi ha agito voleva dare una lezione al giovane gambiano e anche un messaggio più generale a tutto l’ambiente.
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