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Il Cisterna Volley ha scelto l’allenatore: guida tecnica a Daniele Morato

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CISTERNA DI LATINA – Il Cisterna Volley affida la guida tecnica della squadra a Daniele Morato, che sarà l’allenatore per la stagione 2025/2026 nel terzo campionato di Superlega Credem Banca del club. Classe 1989, originario di Lecco, Morato vivrà la sua prima esperienza nella massima serie nazionale dopo tre stagioni di grande solidità in Serie A2, prima a Bergamo e poi per due anni consecutivi a Porto Viro, dove ha sempre centrato gli obiettivi stagionali. La sua carriera è contraddistinta da un solido percorso nella pallavolo giovanile: con Brugherio ha conquistato numerosi titoli, tra cui spicca la vittoria della Junior League nella stagione 2021/2022. Ha inoltre ricoperto ruoli di rilievo all’interno del movimento federale italiano.

«Affronto questa opportunità con grande entusiasmo e ambizione – le prime parole di coach Morato – Questo sarà il mio quarto anno in Serie A, e l’ingresso in Superlega è arrivato in fretta. Ho avuto la fortuna di ricevere una chiamata così importante così presto, e ne sono grato, per questo ci tengo a ringraziare il Cisterna Volley per la fiducia data. L’ambizione non manca: vivo questo lavoro con passione autentica, non lo sento mai come un peso. Per me non esiste distinzione tra lunedì e domenica: ogni giorno è un’opportunità per imparare, migliorare e crescere.Sono felice di far parte di uno staff giovane e affiatato, con il quale c’è già grande sintonia, così come con il direttore sportivo. Tutti, me compreso, vogliamo fare il massimo.»

La nuova guida tecnica delinea il percorso che dovrà affrontare il collettivo pontino nel prossimo campionato di Superlega Credem Banca: «L’obiettivo è fare il meglio possibile, senza dubbio – l’analisi di Morato – Come ogni inizio di stagione, si parte con buoni propositi: di crescita, di costruzione dell’alchimia giusta nel gruppo e delle condizioni ideali per migliorare costantemente. Abbiamo un roster competitivo, formato da giovani di talento e da giocatori d’esperienza, che però conservano entusiasmo e voglia di dare ancora molto — sia in termini di gioco che di esempio per i più giovani. La sfida sarà trovare il giusto equilibrio, il mix che ci permetta di vincere il maggior numero possibile di partite. Sarà il campo a dirci se avremo meritato di vivere un’altra stagione entusiasmante come quella appena conclusa.»

«Ciò che mi piacerebbe vedere dalla squadra è uno spirito battagliero. Siamo consapevoli del livello del campionato, ci sarà da lottare e dovremo essere bravi a non tirarci mai indietro, provando a fare il massimo contro ogni avversario. Ho avuto modo di sentire l’affetto del pubblico di Cisterna. Quello che mi ha impressionato ancora di più è stata la partecipazione alle partite per il quinto posto. Anche in un contesto meno mediatico, il pubblico ha risposto con calore e presenza.Questo dimostra quanto amore e passione ci siano intorno alla squadra. La volontà sarà quella di continuare a toglierci delle soddisfazioni insieme al Palasport di Viale delle Provincie»

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CRONACA

I trecento internati di Sezze ricordati a Montecitorio, Lucidi: “Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti”

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SEZZE  – Il sindaco di Sezze Lidano Lucidi ha partecipato questa  mattina a Montecitorio alla cerimonia “Il coraggio e la consapevolezza del rifiuto: l’esempio degli italiani tra memoria, dignità e libertà”, dedicata alla Giornata nazionale degli internati militari italiani (IMI).

L’evento rende omaggio ai militari e civili italiani deportati che scelsero di rifiutare la collaborazione con la Germania nazista e la Repubblica Sociale, pagando a prezzo di immani sofferenze e spesso della vita la propria scelta.

“Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella  – racconta Lucidi – ho sentito nominare la città di Sezze e i suoi 300 internati. Quei concittadini non hanno piegato la testa, hanno detto NO ai nazisti e per questo sono stati internati nei lager di Hitler. Nelle carrozze dove si trasportavano 8 cavalli vennero ammassati 60/70 militari italiani che dissero NO. Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti, fame, freddo e lavoro disumano. A loro e ai loro familiari il ringraziamento e la stima della città che mi onoro di rappresentare”.

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CRONACA

Latina, indagini sull’omicidio vicine alla svolta: l’auto scura al Villaggio Trieste, le telecamere, i testimoni

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LATINA – Il giorno dopo l’omicidio, si stringe il cerchio intorno all’autore degli spari che hanno ucciso un 27enne del Gambia ieri sera sul marciapiede all’esterno della principale sede universitaria di Latina. In Viale XXIV Maggio resta il nastro rosso a segnalare il punto in cui il ragazzo è stato ucciso, raggiunto da proiettili all’addome. E’ qui che la polizia Scientifica ieri si è soffermata a lungo ad analizzare la scena e sono emersi sin da subito particolari che hanno indirizzato gli investigatori della squadra mobile della Questura di Latina in una direzione ben precisa.

Le indagini sono partite da alcune testimonianze e dagli accertamenti sull’auto usata per l’agguato, una macchina di piccole dimensioni scura vista girare al Villaggio Trieste.  Gli investigatori hanno acquisito e visionato nell’immediatezza anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire il percorso compiuto dall’auto dopo l’esplosione dei colpi.

Ibrahim, conosciuto da tutti con il soprannome di Zalà, faceva saltuariamente il bracciante agricolo, non aveva permesso di soggiorno e prima di morire sarebbe stato chiamato da un conoscente che lo ha invitato a seguirlo.  Poi, si sono sentiti gli spari.

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CULTURA

Il vescovo Mariano Crociata presenta la Lettera Pastorale: l’umano al centro della riflessione e del cammino diocesano

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LATINA – Una visione dell’uomo che non sia però astratta. Con questo criterio – in verità molto più complesso – il vescovo di Latina Mariano Crociata ha consegnato la sua Lettera Pastorale 2026/2027 dal titolo “Per la gioia che è venuto al mondo un uomo… – Essere, diventare, rimanere umani”, che fa riferimento al versetto 16,21 del Vangelo di Giovanni. L’occasione è stata l’assemblea Pastorale diocesana, tenuta ieri sera, presso la curia vescovile di Latina, e moderata dal Vicario generale don Enrico Scaccia. A presentare il nuovo orientamento pastorale è stata la professoressa Maria Forte, che  ha voluto mettere in evidenza alcuni tratti particolari della Lettera. Al termine, è seguito un momento di confronto sul posto tra i gruppi formati da cui sono scaturite delle domande dei presenti cui ha risposto direttamente il vescovo Crociata.

L’intera Lettera è disponibile sul sito della Diocesi pontina (diocesi.latina.it).

«Quelli della lettera sono pensieri che vengono dal sentire della Chiesa in tutti questi anni», ha spiegato il vescovo Mariano Crociata a margine dell’assemblea. Infatti, i riferimenti diretti da cui è partita la riflessione del vescovo Crociata sono quelli del Magistero, come l’enciclica Magnifica humanitas di papa Leone XIV, oltre a recenti documenti del Dicastero per la Dottrina della Fede, della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione teologica internazionale.

Perché una lettera pastorale dovrebbe occuparsi dell’umano? Una domanda che potrebbe venire spontanea a molti e cui Crociata risponde all’inizio della Lettera: «Ci si aspetterebbe che essa si occupi di temi di genere religioso, spirituale, pastorale. Se lo facciamo è per due ragioni. La prima, secondo cui in realtà la fede cristiana e l’esperienza ecclesiale toccano, eccome!, la condizione umana, e anzi intendono comprenderla sempre meglio e darle attuazione e pienezza. La seconda, perché viene sempre più in evidenza un senso di timore, e in alcuni casi una sorta di allarme, per la deriva che sembra prendere la nostra umanità, sia nel grande mondo delle guerre e dei disastri climatici, naturali e umanitari di ogni genere, sia nel piccolo delle fatiche e dei drammi che si consumano per effetto di una serie innumerevole di cause e di circostanze».

D’altronde la fede cristiana trova un suo fondamento proprio nel mistero dell’Incarnazione, con Gesù, Figlio di Dio, che assume la natura umana. Poi, tutti i Vangeli mostrano Cristo sempre attento alla condizione umana.

Nella prima parte, monsignor Crociata inizia la sua riflessione dal tema della nascita per dire che «la nascita biologica è un inizio, ma diventare umani è un processo». Si tratta della sfida che riguarda tutti: diventare umani.

Il percorso successivo della Lettera assume una direzione che porta alla definizione delle domande fondamentali della vita, tra cui «Che cosa fare della mia vita? Chi è l’altro? Quale responsabilità verso gli altri? Quale ruolo hanno gli adulti? Che cosa significa educare? Che cosa significa costruire il bene comune?». Sono domande diverse ma hanno tutte un denominatore comune, o meglio un interrogativo implicito che è «cosa significhi vivere da esseri umani.

Proprio nella presentazione della Lettera, è stato sottolineato che nel suo documento il Vescovo non offre semplicemente una definizione dell’uomo. Non dice: «L’uomo è questo». Propone piuttosto un percorso che parte dalla nascita e attraversa: la scelta, la coscienza, la tecnologia, l’altro, l’educazione, la società, la libertà. E poi ritorna a Cristo per rileggere l’umano guardando sempre a Cristo. E infine apre uno spazio: quello della speranza.

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