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Latina, degrado in Via Don Morosini, le richieste dei residenti per il consiglio comunale straordinario

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LATINA – Lunedì prossimo 8 giugno si terrà a Latina un Consiglio Comunale straordinario per discutere della situazione di Viale Don Morosini. Dopo le pressioni del “Comitato Basta Degrado Centro Storico Latina”, la seduta chiesta dal Pd e ottenuta anche grazie alle firme raccolte dalla minoranza, servirà a un confronto aperto sui problemi che i cittadini lamentano da tempo.

In una lettera inviata alla sindaca Celentano e al Presidente del Consiglio comunale Raimondo Tiero spiegano che il degrado “si sta riversando sulla salute e sull’equilibrio psicofisico degli abitanti che vivono, di fatto, in ostaggio nei loro appartamenti. Famiglie con anziani e/o bambini evitano di uscire di casa se non strettamente necessario e hanno sviluppato la consapevolezza di non avere alternative visto che gli immobili, anche se messi in vendita al di sotto dei minimi di mercato, non ricevono offerte di acquisto tranne che da alcune famiglie di immigrati extraeuropei portando il centro di Latina, in prospettiva, ad essere popolato da numerose etnie in sostituzione dei residenti storici molti dei quali nati proprio in questa città”. Si dicono inoltre poco fiduciosi che i due progetti di restyling delle piazzole verdi di Viale Don Morosini (uno di Sport Illumina e l’altro del Comune con i fondi FESR) raggiungano lo scopo: “Rischiano di non apportare benefici alle problematiche di bivacchi, incuria, insicurezza e scarsa salubrità degli spazi pubblici, invasi da cumuli di sporcizia, deiezioni canine e piccioni alimentati da diversi residenti di varie etnie, vanificando di fatto tutte le opere stesse, che risulterebbero in contrasto con le opere appena realizzate”.

Quanto alla  convocazione del Consiglio Comunale straordinario che apprezzano, si indicano una serie di richieste e di zioni che andrebbero intraprese per poter restituire dignità, decoro e sicurezza a Viale don Morosini e alle vie limitrofe:

1.      rimozione quotidiana dei bivacchi presenti prima su Viale Don Morosini ed ora su Piazzale Pordenone ed eventuale Daspo Urbano per coloro che nonostante i divieti continuano a occupare abusivamente con le loro masserizie gli spazi pubblici creando cumuli maleodoranti e fonte di infezioni varie;

2.      presa in carico dei due soggetti nordafricani che stazionano nel quartiere tutto il giorno in preda a deliri, e che spesso con le loro grida spaventano anziani e madri con bambini oltre ad importunare i passanti con la richiesta di denaro per acquistare alcool da bere sin dal mattino;

3.      predisporre il trasferimento dei centri di assistenza ubicati su Viale Don Morosini e su Corso Matteotti gestiti dalle cooperative Astrolabio e il Quadrifoglio;

4.      disporre un controllo per il sospetto sovraffollamento degli alloggi dei palazzi Pennacchi da parte di cittadini extraeuropei con conseguenti ricadute sulla sicurezza e decoro dell’intera zona (scoppio di bombole, schiamazzi, occupazione di scale e pianerottoli con materassi e oggetti vari);

5.      far rispettare le ordinanze comunali in particolare sul divieto dell’uso di bevande alcoliche in luoghi pubblici e sull’obbligo di raccolta delle deiezioni dei cani da parte dei padroni;

6.      estendere l’ordinanza della chiusura dei locali etnici, del tipo alimentari con vendita di alcolici, alle ore 20,00, come già introdotta nella zona del Nicolosi;

7.      predisporre telecamere per un maggiore controllo sulla raccolta dei rifiuti vista l’abitudine di molti cittadini di altre zone a portare in centro i loro rifiuti di ogni genere;

8.      pensare con l’aiuto delle cooperative sociali e di associazioni di volontariato ad una azione mirata di informazione e formazione sui temi del rispetto della legalità e della crescita del senso civico tra tutti i residenti delle varie etnie, compresi gli italiani.

“Tali indicazioni  – dichiara il Presidente del Comitato Basta Degrado in centro, Giancarlo Caianiello – sono state avanzate dai componenti del Comitato, sia durante le assemblee del Comitato che nella partecipazione a diverse commissioni consiliari sui servizi sociali, che durante colloqui e scambi avuti nel tempo con i vari Assessori preposti senza mai ottenere soluzioni di alcun tipo. I cittadini del Comitato auspicano in questo momento uno sforzo congiunto e determinato per risolvere le problematiche sopra esposte in via definitiva, al fine di evitare che la situazione possa ulteriormente peggiorare, cosi da restituire dignità, vivibilità e decoro ad un’area, tra l’altro in pieno centro e a pochi metri dalle principali istituzioni come Comune, Questura, Carabinieri, ASL.”

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Nasce la “Rete Nazionale delle Città di Fondazione – Città del Novecento”, firmato ad Alghero il protocollo d’intesa con Latina capofila

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LATINA –  Con la firma ufficiale del protocollo d’intesa avvenuta questa mattina ad Alghero, presso Villa Maria Pia, è nata formalmente la “Rete Nazionale delle Città di Fondazione – Città del Novecento”. Un accordo storico che unisce comuni di tutta Italia per la promozione, tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico e urbano del XX secolo, e che vede il Comune di Latina nel ruolo di città capofila.

La cerimonia si è svolta nel contesto delle celebrazioni per il 90° anniversario della fondazione di Fertilia, alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone, della referente della Struttura di Missione per gli Anniversari Nazionali Elena Guerri Dall’Oro, del sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto e degli altri primi cittadini e amministratori delegati delle città fondatrici della Rete, Latina, Tresignana, Pontinia, Sabaudia, Predappio, Arborea, Carbonia, Torviscosa, e Guidonia Montecelio, alle quali si aggiunge Pomezia che ha comunicato l’adesione al progetto. L’intesa segna la nascita di una piattaforma nazionale di collaborazione istituzionale, culturale e scientifica che consentirà di coordinare progetti di rigenerazione urbana, promuovere studi e attività didattiche, avviare il percorso verso la candidatura dell’architettura razionalista a patrimonio mondiale dell’umanità Unesco e lanciare il primo “Festival delle Città del Novecento”.

Particolarmente significativo il messaggio lanciato dal sindaco di Latina Matilde Celentano, che ha sottolineato il valore profondo dell’iniziativa: “Oggi diamo vita a qualcosa di grande: una rete che unisce le nostre storie per proiettarle nel futuro. Se da soli si va più veloci, insieme si va più lontano. Sanciamo un’alleanza strategica tra Comuni che oggi conta 11 enti coinvolti (numero destinato a crescere poiché la Rete è un organismo aperto a nuovi innesti) per il futuro e lo sviluppo dei nostri territori”.

La prima cittadina ha poi ricordato il legame profondo e identitario tra Latina e la terra sarda: “Essere qui per il 90° anniversario di Fertilia – ha affermato il sindaco Celentano – mi fa sentire a casa, non solo per le mie origini sarde, ma per l’anima comune che unisce Fertilia e Latina. Entrambe le nostre comunità condividono una vocazione all’accoglienza e al riscatto, segnata nel secondo dopoguerra dall’arrivo degli esuli di Istria e Dalmazia. Il percorso che ci porta qui oggi nasce dalla candidatura di Latina a Capitale Italiana della Cultura 2026, dal lavoro fatto con Cantiere Città e dal Festival dell’Architettura del Novecento. Dimostreremo che la nostra memoria non è cenere da custodire, ma un fuoco da far ardere per costruire il domani.”

La stesura tecnica del protocollo, condivisa con tutti i Comuni aderenti la Rete, è stata curata da un punto di vista legale e amministrativo dall’assessore all’Urbanistica Annalisa Muzio con il Dipartimento Territorio e Rigenerazione Urbana del Comune di Latina.

“La firma di oggi – ha dichiarato l’assessore Muzio – è il coronamento di un lavoro giuridico e amministrativo complesso e certosino, che ha ottenuto l’approvazione delle Amministrazioni comunali coinvolte senza alcun onere immediato per i bilanci degli enti. Con la nascita del Comitato di Coordinamento, le Città di Fondazione smettono di essere considerate musei a cielo aperto statici e diventano laboratori vivi di urbanistica contemporanea. Da oggi siamo pronti a lavorare uniti per intercettare bandi di finanziamento regionali, nazionali ed europei, promuovere il restauro conservativo del nostro patrimonio razionalista e organizzare la prima edizione del Festival delle Città del Novecento”.

La prima cittadina di Latina Celentano e l’assessore Muzio hanno ringraziato il sindaco Cacciotto e Mauro Manca, direttore dell’Ecomuseo Egea Fertilia per l’ospitalità e per l’organizzazione dell’evento, che ha richiamato anche la presenza dell’Unione italiana che ad oggi rappresenta gli italiani autoctoni di Slovenia e Croazia. A margine della sottoscrizione istituzionale, la delegazione del Comune di Latina prenderà parte agli eventi culturali e celebrativi in programma per il 90° di Fertilia, tra cui la presentazione del libro commemorativo, le mostre storiche e la proiezione del film “Rotta 230° – Ritorno alla Terra dei Padri”.

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Latina, una panchina per abbattere le barriere: in piazza Berlinguer la consegna della “Panchina Solidale”

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Una panchina può sembrare un semplice elemento di arredo urbano, qualcosa di quotidiano, quasi scontato, ma quella installata in piazza Berlinguer a Latina racconta una storia molto diversa: una storia di inclusione, solidarietà e partecipazione, costruita attraverso la collaborazione tra realtà associative, cittadini e imprese del territorio. Si è svolta a Latina ieri Giovedì 10 Settembre, la consegna ufficiale della “Panchina Solidale”, un progetto promosso dall’Associazione Borgo Sabotino 2.0 APS, Il Libro di Emiliano APS e Onda Azzurra Pontina APS, realizzato in sinergia con Meccanica Pontina.

Questa è una panchina speciale, perché la sua struttura presenta infatti una zona centrale libera, destinata alle persone in carrozzina, permettendo a chi utilizza una sedia a rotelle di poter stare accanto agli altri, senza essere costretto a rimanere ai margini. Un gesto concreto per ricordare che l’inclusione non è soltanto una parola, ma deve tradursi in scelte, spazi e comportamenti quotidiani.

Il messaggio scelto per accompagnare l’iniziativa è chiaro e diretto: “La disabilità non è un atto di carità, ma un dovere di equità sociale”.

Ed è proprio questo il significato che le associazioni hanno voluto affidare alla nuova installazione: trasformare un oggetto della quotidianità in un luogo capace di favorire la socialità e, soprattutto, di ricordare che una città davvero accogliente è una città nella quale tutti possono vivere gli stessi spazi.

A tagliare il nastro è stato Davide, protagonista di un momento particolarmente significativo della cerimonia. Il maltempo di ieri ha fatto pensare di spostare la piccola inaugurazione, ma Davide erano due notti che non dormiva per l’emozione di questa occasione e in accordo con i genitori tutto si è svolto regolarmente come da programma.

“Dietro queste associazioni, ha detto il consigliere comunale Giuseppe Coriddi promotore dell’iniziativa,  ci sono delle persone, ci sono degli esseri umani che sanno fare solidarietà, che sanno stare vicino, che sanno stare veramente insieme. Questa è la cosa più bella”

Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche al vice sindaco Carnevale, che ha contribuito mettendo a disposizione le panchine, e a Meccanica Pontina, che ha partecipato alla realizzazione e alla sistemazione delle strutture. Un ringraziamento speciale anche alla famiglia Pregnolato Antonini.

Nel corso dell’intervento poi è  annunciata la volontà di accompagnare Davide verso la partecipazione alla sua prima manifestazione sportiva in carrozzina, grazie anche alla sedia messa a disposizione da Il Libro di Emiliano.

La distanza sarà quella che Davide sceglierà: 3, 10, 20 o 40 chilometri. L’obiettivo, però, va ben oltre il numero dei chilometri.

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Latina, Premio Latina Giovani Imprenditori: otto categorie e riconoscimenti fino a mille euro

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Il Consiglio comunale di Latina ha approvato il regolamento per l’istituzione del Premio Latina Giovani Imprenditori, un’iniziativa rivolta ai giovani che hanno scelto di avviare un’attività e investire sul territorio. Il premio, nato da un emendamento presentato da Fratelli d’Italia e approvato all’unanimità, è stato successivamente definito attraverso il lavoro della Commissione Attività Produttive e il confronto con associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e rappresentanti del mondo produttivo.

Il riconoscimento interesserà otto diversi settori dell’economia cittadina, con premi fino a mille euro per ciascuna categoria. L’obiettivo, secondo quanto spiegato dalla presidente della Commissione Attività Produttive Simona Mulè, non è però soltanto quello di offrire un contributo economico, ma anche di dare visibilità alle esperienze imprenditoriali dei giovani che scelgono di rimanere a Latina, tornare in città o avviare qui un nuovo progetto.

Nel regolamento sono stati presi in considerazione diversi aspetti dell’attività d’impresa, non soltanto i risultati economici. Tra gli elementi valorizzati figurano innovazione, sostenibilità, sicurezza, qualità del lavoro, responsabilità sociale e rapporto con il territorio.

La definizione del regolamento è arrivata al termine di un percorso sviluppato in più sedute della Commissione, con il coinvolgimento delle realtà economiche e sociali della città. L’amministrazione punta a collegare il premio anche alle altre iniziative dedicate allo sviluppo economico, dalla formazione alle nuove competenze, dall’innovazione all’economia circolare e al rapporto tra imprese e nuove generazioni.

Per Mulè, il provvedimento rappresenta uno strumento per sostenere una cultura d’impresa capace di coniugare competitività e responsabilità verso lavoratori e comunità. Il regolamento, inoltre, sarà sottoposto a una verifica dopo la prima edizione, con l’obiettivo di raccogliere osservazioni e apportare eventuali modifiche sulla base dell’esperienza maturata.

Il premio si inserisce così nelle politiche dell’amministrazione comunale rivolte ai giovani e allo sviluppo economico, con l’obiettivo dichiarato di favorire le condizioni perché le nuove generazioni possano non soltanto trovare lavoro a Latina, ma anche creare nuove attività e opportunità occupazionali sul territorio.

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