CRONACA
A Latina allarme per il Blue Whale, il gioco che spinge gli adolescenti al suicidio
LATINA – Da qualche giorno nelle case i ragazzi ne parlano animatamente, da quando è andato in onda il servizio de Le Iene, è arrivato (purtroppo) anche a Latina il terribile gioco del suicidio, il Blue Whale, che ha indotto nei mesi scorsi 156 ragazzini russi a togliersi la vita per adempiere alle prove assurde richieste dalla guida. L’allarme è stato lanciato ufficialmente anche nel capoluogo da assistenti sociali e associazioni dei consumatori alle forze dell’ordine. E ci sarebbero già alcuni casi.
Secondo quanto riporta oggi il quotidiano il Messaggero, due bambine che frequentano la quinta elementare sono state inserite in un gruppo whatsapp anonimo, in cui un tutor dettava loro le indicazioni per partecipare alla Balena Blu, ma fortunatamente hanno subito avvertito i genitori, rimasti agghiacciati dalle parole ascoltate nel messaggio vocale.
Il gioco – che gioco non è – consiste in una serie di azioni da compiere che mettono a dura prova il fisico e la psiche degli adolescenti fino alla prova finale che è appunto il suicidio. le regole vengono dettate da adulti che manipolano la mente dei ragazzi adolescenti. Si tratta per lo più di gesti autolesionistici che devono procurare dolore. Dopo circa un mese il tutor comunica all’adolescente il giorno in cui dovrà morire.
CRONACA
Operaio di Cisterna morto sul lavoro, Diego Piccoli (Fillea Cgil Roma e Lazio): “Cantiere gravemente carente”
LATINA – “È successo di nuovo. Un lavoratore è morto in un cantiere nel quale, secondo quanto constatato dalla Fillea CGIL di Roma e Lazio, mancherebbero le condizioni essenziali per garantire la sicurezza di chi vi operava”. E’ quanto dichiara il sindacato dopo la tragedia avvenuta nel pomeriggio di ieri a Ostia, in via Antonio Forni nella quale è rimasto ucciso Daniele Bellisari, operaio di 46 anni di Cisterna e un suo collega è rimasto ferito.
Mentre Carabinieri e Spresal stanno accertando dinamica e cause dell’incidente, la Fillea che ieri si è recata immediatamente sul posto – si legge in una nota – ha trovato un cantiere privato, allestito presso un palazzo anch’esso di proprietà privata, con lavori affidati in subappalto. Dal sopralluogo effettuato dai rappresentanti sindacali è emerso un quadro che fa pensare ad alcune carenze importanti: il cantiere sarebbe risultato privo degli accorgimenti necessari a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.
“Quello che abbiamo visto è inaccettabile. La sicurezza continua a mancare e nei cantieri si continua a morire”, dichiara Diego Piccoli, segretario generale della Fillea CGIL di Roma e Lazio. “Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio e tutta la nostra vicinanza alla famiglia della vittima e ai suoi compagni di lavoro”. Spetterà agli organi competenti accertare le responsabilità, ma quanto riscontrato dalla Fillea chiama direttamente in causa l’organizzazione del cantiere e l’impresa alla quale erano stati subappaltati i lavori. Il ricorso al subappalto non può diventare uno strumento per disperdere responsabilità, ridurre i controlli o comprimere i costi della sicurezza.
“Le cause precise saranno stabilite dalle indagini, ma una cosa è già evidente: Da quanto abbiamo potuto constatare – almeno a prima vista – il cantiere era gravemente carente, ma per ora non abbiamo certezze e chiediamo agli inquirenti di verificare tutto”, prosegue Piccoli. Da anni la Fillea chiede che i controlli non si limitino ai dispositivi di protezione individuale indossati dagli operai, ma riguardino anche macchine, gru, cestelli elevatori e ogni mezzo utilizzato. Un’imbracatura non basta se il macchinario che sostiene il lavoratore non è sicuro, verificato e sottoposto a manutenzione.
“La manutenzione costa poco, pochissimo rispetto al valore di una vita. Chiediamo che sia fatta piena luce, che vengano accertate tutte le responsabilità e che siano intensificati controlli e verifiche nei cantieri. Mettere in sicurezza il lavoro significa proteggere le persone, ma anche controllare i mezzi sui quali sono costrette a lavorare. Non possiamo continuare a intervenire dopo le tragedie: il lavoro non può continuare a uccidere”, conclude Piccoli.
CRONACA
Presa la banda di albanesi accusata di 40 furti in otto province tra cui Latina
LATINA – Erano stati in trasferta anche a Latina per mettere a segno alcuni dei 40 furti di cui sono accusati i quattro arrestati oggi dai carabinieri nell’Avellinese. Si tratta di cittadini albanesi di età compresa tra i 24 e i 38 anni. Le indagini, che si sono sviluppate attraverso intercettazioni, immagini dei sistemi di videosorveglianza, traffico telefonico, fotografie e testimonianze, hanno consentito di ricostruire ruoli e modalità dei furti messi a segno tra gennaio e aprile scorsi oltre che a Avellino, a Salerno, Latina, Frosinone, Benevento, Isernia, Campobasso e L’Aquila. Per gli spostamenti la banda utilizzava auto prese a noleggio che venivano frequentemente sostituite e, per i collegamenti tra di loro, schede telefoniche intestate fittiziamente a terze persone. Il Gip del tribunale di Avellino, su richiesta della Procura, ha disposto il loro trasferimento in carcere con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione.
CRONACA
E’ Daniele Bellisari l’operaio di Cisterna morto cadendo dal cestello della gru a Ostia
LATINA – E Daniele Bellisari, 46 anni, l’operaio di Cisterna morto ieri precipitando da un’altezza di circa 5 metri in via Antonio Forni a Ostia. Lavorava con una impresa edile incaricata del rifacimento degli esterni di una palazzina. L’uomo era molto conosciuto nella città pontina.
Al momento dell’incidente – secondo quanto ricostruito – si trovava con un collega all’interno del cestello idraulico che li aveva portati tra il secondo e il terzo piano per lavorare ai balconi, quando la struttura ha collassato. Bellisari è precipitato a terra, mentre il collega è riuscito a salvarsi aggrappandosi a una ringhiera.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri e lo Spresal (servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro), l’organo pubblico di vigilanza e controllo delle ASL preposto alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
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Germano Buonamano Mancaniello
18 Maggio 2017 at 10:35
Il giorno 4Giugno 1999, all’età di anni 25 ho visto pian, pianino Graziano sbranato dal cancro fino ad essere stato ucciso il 18.05.2001, ha avuto solo 27anni quando è morto, lui cmq ha avuto un solo desiderio quello di non buttare la vita anche se invalido al cento per cento non ha pensato che il suicidio è ad oggi addirittura un Giuoco, ha pensato che un giorno da questo cancro guariva.
P.s.) a voi generazione posso dire che La vita è un Dono di Dio non buttate la vostra vita perché è una vita straordinaria. ….
Germano Buonamano Mancaniello
18 Maggio 2017 at 10:37
Da Germano gemello di Graziano malato terminale.
P.s) non buttate la vita, amate la vostra vita come la natura l’ha creata, amate il vostro desiderio di vivere “Vivere” vi dedico questa canzone “Vivere”.
Francesca
19 Maggio 2017 at 22:26
Ecco uno degli strumenti del demonio..