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Migranti, le buone pratiche di Latina. Il prefetto Faloni: “Azioni senza colore politico nel segno della solidarietà”

la firma del protocollo da parte dei Comuni di Latina, Aprilia, Terracina, Pontina, Minturno, Sermoneta, Priverno, Lenola e Maenza
LATINA – “Roccasecca dei Volsci per me è il paese più bello del mondo, perché la gente è bella. Ci sarò sempre per loro”. Ousmane, anche detto “il calciatore” è già un mito nel torneo dei Rioni. In Senagal giocava in serie A. Qui, invece, è un migrante, un richiedente asilo, un ultimo. E, invece di correre sul rettangolo verde, spazza il cimitero, rivernicia una ringhiera, e si dà da fare come può nella cittadina che lo ha ospitato. Accanto a lui nella Sala Cambellotti c’è Sidi, il cuoco. Da quando è arrivato ha imparato le ricette della tradizione e cucinato nelle Sagre di paese, in giro per i Lepini. Cercano di rendersi utili.
La loro testimonianza conclude due ore e mezza di focus sul sistema di accoglienza curato dalla Prefettura di Latina (e realizzato in collaborazione con Comuni e associazioni del terzo settore), in cui si raccontano le buone pratiche pontine in fatto di gestione dei migranti: “Non vogliamo dare agli ospiti un posto in cui dormire, ma un posto in cui vivere”, spiega il prefetto Pierluigi Faloni che prima illustra i dati, poi, affida alla giornalista Marina Testa il compito di far raccontare a sindaci, associazioni e cooperative l’esperienza che si sta facendo sul territorio.
I SINDACI – Storie cominciate con una diffusa diffidenza verso gli stranieri, giovani che arrivano dal mare, con quali intenzioni e portando quali pericoli? Per concludere che sono ragazzi come i nostri, e che le loro storie fanno commuovere. Lo raccontano con parole diverse, ma dicendo esattamente la stessa cosa i sindaci di Roccasecca dei Volsci, Roccamassima, Cori, Norma e anche quello che l’assessore regionale Rita Visini definisce scherzosamente il “convertito” sindaco di SS Cosma e Damiano. “Un’esperienza positiva che ha dato un valore aggiunto al nostro Paese”, assicura Barbara Petroni, primo cittadino di Roccasecca dei Volsci
ASCOLTA PETRONI
Un problema di tipo educativo – come ha tenuto a specificare il vescovo di Latina, Mariano Crociata – in cui la difficoltà maggiore è capire “il valore dell’incontro”, come arricchimento. Si tratta di un passo in avanti nella qualità dell’accoglienza – ha aggiunto Crociata – perché il tempo di permanenza dei migranti nel nostro Paese non sia un tempo vuoto, ma di impegno per migliorare la propria vita”.
IL NUOVO PROTOCOLLO – E da oggi altri comuni entrano nel giro virtuoso, dove accoglienza è anche ospitalità nel senso pieno. Hanno firmato il protocollo d’intesa Latina, Aprilia, Terracina, Pontina, Minturno, Sermoneta, Priverno, Lenola e Maenza. Per tutti ha parlato il sindaco di Latina Damiano Coletta
ASCOLTA COLETTA
Il protocollo firmato oggi prevede l’organizzazione di percorsi che consentano ai migranti ospitati nelle varie comunità di socializzare e rendersi utili, nell’ottica dell’acquisizione di una coscienza della partecipazione da parte dei migranti, spiegano dalla Prefettura. Si tratta di servizi alla collettività che potranno coinvolgere i migranti su base esclusivamente volontaria anche per testare il livello e la qualità dei rapporti tra ospitato e ospitante.
LA FANDONIA DEI 35 EURO – In arrivo per i Comuni ci sono anche fondi regionali, 900 mila euro, come ha spiegato l’assessore regionale Rita Visini, intervenuta all’incontro anche per chiarire i numeri dell’accoglienza nel Lazio: “Un migrante ogni 327 abitati, non certo un’invasione.. E non è vero che prendono 35 euro al giorno, ciascuno. Questa cosa mi indigna”, ha detto l’assessore sottolinando che “si tratta di un’iniziativa che fa bene a tutti, alle comunità ospitanti, perché beneficiano dell’attività di volontariato dei migranti, fa bene alle persone accolte, che hanno un’occasione di integrazione in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato, e fa bene all’opinione pubblica, perché aiuta a ristabilire la verità sull’accoglienza dei migranti al di là degli stereotipi e delle fake news xenofobe che avvelenano il dibattito su questo tema”.
.ASCOLTA VISINI
APPUNTAMENTI
Il Premio Letterario Sportivo Invictus va a Emanuele Atturo per “Il mito dei bomber di provincia”
Cisterna di Latina ha decretato oggi il vincitore del Premio Letterario Sportivo Invictus che, giunto alla 7^ edizione, è diventato ormai un punto di riferimento per autori e case editrici che investono tempo e risorse per promuovere la cultura sportiva nel nostro paese. In pochi anni, infatti, il Premio si è affermato come uno dei principali riconoscimenti italiani dedicato alla letteratura sportiva, tanto da essere stato selezionato due anni fa, insieme al Premio Strega e a Lucca Comics, per rappresentare i premi letterari italiani alla Fiera Internazionale del Libro di Francoforte.
Il Premio è organizzato dalla casa editrice Lab DFG, con il contributo del Ministro per lo Sport e i Giovani e della Regione Lazio, il sostegno in qualità di main partner del Gruppo FS Ferrovie dello Stato italiane, e gode della media partnership di Rai Radio 1 Sport.
A Palazzo Caetani, durante la serata finale condotta dal giornalista RAI Sport e volto della Nazionale Alessandro Antinelli, è andato in scena un vero e proprio spettacolo sportivo prima dell’assegnazione dei premi ai cinque finalisti, decretati dalla giuria presieduta da quest’anno dal più grande atleta e dirigente paralimpico della storia, Luca Pancalli.
L’ex Presidente del CIP, ha raccolto il testimone di Davide Tizzano, bicampione olimpico di canottaggio e dirigente sportivo, scomparso nel dicembre 2025, alla cui memoria è stato dedicato uno dei momenti più significativi della serata con l’istituzione del Premio Speciale “Davide Tizzano – L’ottimismo della volontà”, assegnato a Giovanni Malagò, che lo ha ritirato dalle mani della famiglia Tizzano:
Un altro momento emozionante è stato quello della consegna dei premi speciali, a trenta anni dalle loro imprese olimpiche e paralimpiche di Atlanta, a due leggende dello sport azzurro: Valentina Vezzali e Paola Fantato. Infine, un riconoscimento speciale è stato assegnato anche al Cisterna Volley, rappresentato dai dirigenti, dall’intera squadra e dallo staff tecnico.
IL VINCITORE
La giuria del Premio, composta da giornalisti sportivi, atleti olimpici e dal gruppo dei grandi lettori, ha raggiunto un verdetto unanime. È “Il mito dei bomber di provincia” di Emanuele Atturo (ed. Einaudi), a trionfare nella 7^ edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus. Questa la motivazione: “Per aver celebrato con straordinaria sensibilità e arguzia letteraria il calcio romantico della provincia italiana. Un’opera che è anche una pagina di costume del nostro Paese, le cui radici affondano in quegli anni che hanno rappresentato l’età dell’oro del calcio italiano, ricordandoci il valore poetico e identitario dello sport più amato dagli italiani”.
Le parole di Atturo dopo la vittoria:
Così gli altri premi: premio Grandi Lettori “La colpa è di chi muore” di Marco Bellinazzo (ed. Fandango Libri); premio Enel “Il destino di un bomber” di Andrea Carnevale e Giuseppe Sansonna (ed. 66thand2nd); premio Terna “Ghedo” di Kristian Ghedina e Lorenzo Fabiano (ed. Minerva); premio Blu Banca “Ago. Una vita da campione” di Giacomo Agostini con Raffaele Sala (ed. Rizzoli).
LE DICHIARAZIONI
«Anche quest’anno Invictus conferma la sua missione: raccontare lo sport attraverso la letteratura, restituendogli quella profondità fatta di sacrificio, resilienza e riscatto che va oltre il campo e la classifica» – le parole di Giovanni Di Giorgi, ideatore e organizzatore del premio:
«E’ con grande orgoglio – hanno sottolineato il sindaco di Cisterna Valentino Mantini e l’assessore alla Cultura Maria Innamorato – che abbiamo accolto anche quest’anno il Premio Invictus, giunto ormai alla sua settima edizione a dimostrazione che il legame tra questa iniziativa targata Lab DFG e la città di Cisterna è ormai consolidato nel tempo e ci ha consentito e ci consente, di promuovere lo sport e i valori che esso racchiude».
«Lo sport è più che mai cultura, sociale, educazione, e diventa un patrimonio di valori che vogliamo trasferire alle nuove generazioni. Il Premio Letterario Sportivo Invictus è ormai un punto di riferimento a livello nazionale» il commento dell’assessore regionale allo Sport Elena Palazzo:
ALBO D’ORO PREMIO INVICTUS
2020 ‘La via perfetta’ di Daniele Nardi, con Alessandra Carati (Einaudi)
2021 ex-aequo ‘La cena degli dei di Marino Bartoletti’ (Gallucci) e ‘Le Canaglie’, di Angelo Carotenuto (Sellerio)
2022 ‘Il diamante è per sempre’, di Mario Salvini (Terre di Mezzo)
2023 ‘Pantani per sempre’, di Davide De Zan (Libreria Pienogiorno)
2024 ‘La forma dei sogni’, Andrej Longo (Sellerio)
2025 ‘Provaci ancora, mister Cascione’ di Marco Marsullo (Feltrinelli)
2026 ‘Il mito dei bomber di provincia’ di Emanuele Atturo (ed. Einaudi)
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Un convincente Latina batte 2-0 il Forlì, Volpe: “Giusto premio alla serietà dei ragazzi”
(foto Alessio Privato)
LATINA – Una rassicurante vittoria per il Latina, che sabato pomeriggio allo stadio Francioni ha battuto per 2-0 il Forlì con i goal di Marenco (10’) e di Tomaselli (38′). Unanime il giudizio positivo sulla prestazione dei nerazzurri che hanno segnato nel primo tempo e poi difeso il risultato. Mister Volpe al termine della gara ha fatto i complimenti ai suoi, “volevamo la vittoria ce la siamo presa”, ma ha anche sottolineato che cosa è mancato.
“Sicuramente vincere dà fiducia, dà entusiasmo – ha commentato il tecnico nerazzurro – Faccio complimenti ai ragazzi perché hanno fatto una partita sotto il profilo della voglia, dell’atteggiamento, una partita giusta. La cosa che mi fa arrabbiare è che possiamo fare cose migliori con la palla e anche senza. Perché noi non dobbiamo mai accontentarci del risultato, ma bisogna sempre pretendere il massimo dal nostro valore. Ripartiamo da una vittoria che era importantissima, perché la volevamo, la cercavamo tutti. L’abbiamo fatto nel modo giusto. Oggi era importante vincere e l’abbiamo fatto in maniera convincente. Poi sicuramente queste partite vanno chiuse, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per farlo e non l’abbiamo fatto. A volte un episodio o una palla messa su può compromettere un risultato, una prestazione che ci avrebbe tolto qualcosa. Sicuramente l’espulsione ci ha agevolato, ma nulla toglie a quello che poi hanno prodotto i ragazzi. E’ un premio soprattutto per la loro serietà, per la loro abnegazione durante la settimana”.
IL TABELLINO – Latina Calcio 1932 2 – 0 Forlì
Latina: Mastrantonio, Ercolano, Porro (77’ Calabrese), De Cristofaro, Baez (85′ Di Giovannantonio), Marenco, D’Angelo (60’ De Ciancio), Plescia (60’ Cioffi), Carillo, Lipani, Tomaselli (60’ Keita). A disp: Basti, Giora, Bruscagin, Castorri, Sylla, Riccardi, Sussi, De Marchi. Allenatore: Gennaro Volpe.
Forlì: Theiner, De Risio (66’ Rosetti), Petrelli (73’ Tordiglione), Coveri (45’ Gabellini), Macri, Farinelli, Mattioli (85′ Perini), Scaccabarozzi (73’ Perretta) Palomba, Onofri, Munaretti. A disp: Tagliaferri, Veliaj, Mandrelli, Valentini Fi, Gaiola, Valentini Fe, Attasi, Diop. Allenatore: Nicola Campedelli.
Arbitro: Mattia Maresca di Napoli.
Assistenti: Matteo Bertelli di Prato e Vito Mattia Losapio di Siena.
IV Uomo: Alessandro Silvestri di Roma 1.
Operatore FVS: Giuseppe Scarpati di Formia.
Marcatori: 10’ Marenco (L), 38’ Tomaselli (L)
Ammoniti: 53’ D’Angelo (L), 63’ De Risio (F), 76’ Carillo (L), 82’ De Ciancio (L)
Espulsi: 31’ Palomba (F)
Angoli: Latina 6 – 5 Forlì
Recuperi: 4’ pt / 5′ st
Note: spettatori totali 1219 di cui 768 abbonati e 9 ospiti
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ExtraInvictus 2026: calcio e resilienza in “Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato
“Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato è un romanzo di formazione che mette al centro il percorso di un ragazzo e il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il libro riceverà una delle otto menzioni ExtraInvictus della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus, riconoscimento dedicato alle opere capaci di raccontare lo sport attraverso storie che ne valorizzano anche la dimensione umana e sociale. La menzione sarà consegnata l’8 settembre alle 18.30, al Castello Caetani di Sermoneta, durante la serata ExtraInvictus.
Al centro della storia c’è Paolino, un giovane talento del calcio che sogna di trasformare la propria passione in una professione, ma che si trova improvvisamente costretto ad affrontare una tragedia destinata a cambiare radicalmente la sua vita. Il calcio diventa così molto più di una semplice ambientazione. È il terreno sul quale Paolino impara a misurarsi con la fatica, le responsabilità, le sconfitte e la necessità di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando il percorso sembra interrompersi. Accanto a lui ci sono persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo, dimostrando come la crescita di un ragazzo non sia mai soltanto un percorso individuale.
Il romanzo nasce dall’incontro tra due sguardi ed esperienze diverse, quelli degli autori, capaci di utilizzare lo sport per parlare di qualcosa di più universale: il modo in cui una persona costruisce se stessa quando la vita la costringe a crescere, e quanto siano importanti le persone che decidono di restarle accanto.
Su Radio Immagine, Antonio Barracato ci ha parlato della costruzione del personaggio di Paolino e del significato di raccontare, attraverso la storia di un giovane calciatore, la forza necessaria per continuare a inseguire i propri sogni:
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rompiglio
3 Agosto 2017 at 23:09
Infatti. 35 euro al giorno non li prendono i migranti, ma vanno alle coperative che li accolgono.
E’ bello che a parlarci di politica ci siano il Papa e i vescovi.
E LBC si adegua e allinea.