ECONOMIA
“Parità di genere: perché la certificazione?” L’impegno della Camera di Commercio per le donne
LATINA – Ridurre il divario di genere sul lavoro, questo l’obiettivo principale del seminario informativo dal titolo “Parità di genere: perché la certificazione?” tenutosi mercoledì 18 ottobre 2023, presso la sede pontina della Camera di Commercio Frosinone Latina. Un evento organizzato dall’Azienda Speciale Informare, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri- Dipartimento per la Pari Opportunità – Italiadomani e Unioncamere.
Il Sistema di certificazione della parità di genere rientra nella Missione 5, Componente 1 “Politiche attive del lavoro e sostegno all’occupazione” del PNRR (Investimento 1.3), che mira a promuovere una maggiore presenza delle donne nel mercato del lavoro, per migliorare la coesione sociale e territoriale e per la crescita economica del Paese. Un Sistema volto ad incentivare le imprese nell’adozione di policy adeguate a ridurre il gender gap ed il gender pay gap.
Ad aprire i lavori, Sua Eccellenza il Prefetto di Latina, Maurizio Falco: ““Tra le parti che si fanno carico del benessere della comunità c’è bisogno di lavorare in sinergia. Il rapporto tra pubblico e privato è fondamentale per mettere in campo le azioni rivolte alla collettività. Occorre, però, cambiare la narrazione, facendo parlare le dirette interessate: le donne. Non a caso, il mio discorso di oggi l’ha scritto una donna. Una giovane donna, un futuro Prefetto, che spiega come, in nome della parità di genere, in superficie sia stato detto molto ma, a livello pratico, ancora c’è diffidenza nel concepire che il ruolo delle donne nei luoghi dove si assumono le decisioni sia in crescita. Per superare questa diffidenza, si deve cominciare a guardare al ruolo delle donne come ad un qualcosa che garantisca crescita alla società e un progresso più sostenibile. È necessario, però, offrire anche garanzie lungo i percorsi di carriera delle donne. Il tutto senza dimenticare che sono ancora molti gli stereotipi da abbattere. Abbiamo un presidente del Consiglio donna, qui a Latina un Sindaco donna. Le politiche stanno cambiando in favore dell’ingresso delle donne nei ruoli apicali ma mancano supporti che garantiscano alle donne la possibilità di conciliare la loro crescita professionale con la possibilità di creare anche una loro vita affettiva è familiare. Su questo dobbiamo lavorare insieme”.
A fare gli onori di casa, il Presidente della CCIAA, Giovanni Acampora, che, nel ringraziare tutti i presenti per il loro contributo al dibattito, ha affermato: Il Sistema di certificazione della parità di genere rientra nella Missione 5, Componente 1 “Politiche attive del lavoro e sostegno all’occupazione” del PNRR, che mira a promuovere una maggiore presenza delle donne nel mercato del lavoro, per migliorare la coesione sociale e territoriale e per la crescita economica del Paese. In qualità di Presidente anche di SiCamera sento la responsabilità di promuovere quanto più possibile una progettualità dell’intero sistema camerale, che rappresenta un obiettivo corale, che per essere raggiunto richiede una importante condivisione sul territorio. È stato ampiamente dimostrato che riconoscere il giusto ruolo economico e sociale alle donne sia un fattore chiave per la crescita: l’Istituto Europeo per la Parità di Genere (EIGE) stima che una maggiore uguaglianza di genere per l’Italia può portare ad un incremento di circa il 12% del PIL entro il 2050. Ma, ancora oggi, le misure del gender gap dimostrano l’urgenza di intervenire per superare i ritardi rispetto ai nostri competitors. Infatti, nella graduatoria annuale riferita al divario di genere del World Economic Forum (Global Gender Gap 2023), l’Italia si colloca al 79° posto (su 146 Paesi) e ha perso 13 posizioni rispetto all’anno precedente. Ecco perché siamo chiamati ad un cambio di passo, ad una sfida che prima di tutto è culturale. Questa è una partita che si gioca sul campo al fianco delle imprese alle quali dobbiamo far comprendere che valorizzare il ruolo sociale ed economico delle donne ha un impatto positivo sull’azienda e sull’intera collettività”.
Il focus è poi entrato nel vivo con l’intervento di Gianluca Puliga, Dirigente Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità, che ha parlato di “Certificazione e promozione della parità di genere”: “Siamo davanti ad una necessaria riforma culturale del nostro Paese. L’idea della certificazione della parità di genere nasce ancor prima dell’avvio del Pnrr ma grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza siamo riusciti ad attivarla rendendola concreta. Parliamo di una certificazione che mira a ridurre il divario di genere in tutte quelle aree maggiormente a rischio sul mercato del lavoro. Si è deciso di introdurre questo sistema su base volontaria e non obbligatoria, mirando ad incentivare le imprese ad adottare policy per ridurre il divario di genere con un rilevante sistema di agevolazioni e contributi”.
Ad illustrare l’impegno del sistema camerale per la parità di genere Tiziana Pompei, Vice Segretario Unioncamere e Direttore generale Si.Camera: “Se si incentiva il lavoro delle donne, come mostrano i dati dei quali disponiamo, si arriva ad un reale sviluppo. Quegli stessi dati, però, certificano una distanza culturale da parte delle imprese verso queste tematiche. Ed è proprio su questo che dobbiamo lavorare per dare il via ad un necessario cambio di passo culturale. Quello presentato oggi è un progetto innovativo, guardato con attenzione a livello europeo come una best practice e una concreta opportunità di crescita delle aziende, poiché la parità è essa stessa un valore che genera crescita. L’impresa certificata, inoltre, è più affidabile e competitiva e questo può essere un vantaggio per le PMI stesse, anche in tema di accesso al credito. Una recente indagine su 300 imprese certificate mette in luce come ci sia stata un’innovazione dei modelli organizzativi che ha generato un miglioramento complessivo del benessere delle imprese. Dove c’è presenza equilibrata di uomini e donne, è ormai chiaro, le performance migliorano. Come sistema camerale lavoriamo al fianco delle imprese per centrare questi obiettivi”.
Antonio Romeo, direttore Dintect, ha parlato di sistema di certificazione della parità di genere in riferimento alla struttura degli incentivi nazionali: “L’Italia è il primo paese al mondo ad aver definito uno standard che consenta alle imprese di certificarsi sulla base di indicatori definiti in una norma. Gli ultimi dati ISTAT mettono in luce quello che è il gender gap da un punto di vista occupazionale e retributivo. Per questo è stato necessario seguire questa prassi di riferimento per raggiungere la certificazione della parità. Una prassi che ha un approccio modulare in relazione agli indicatori richiesti alle imprese, in base alla categoria di grandezza alla quale appartengono. Uno strumento che così non diventa complesso, in particolar modo per le PMI. E questo è fondamentale per agevolare tutte le aziende ad aderire al sistema di certificazione della parità di genere, così come lo è il sostegno economico e pratico per il rilascio della certificazione stessa. Tra qualche giorno sarà pubblicato l’avviso per le imprese gestito da Unioncamere – sulla base dell’accordo di collaborazione siglato con il Dipartimento delle Pari Opportunità- per l’erogazione di servizi di assistenza tecnica alle imprese e accompagnamento alla certificazione per il rilascio della stessa”.
Strategie e principi per l’empowerment femminile sono stati analizzati da Valentina Picca Bianchi, Presidente Comitato Impresa Donna MIMIT: “Essere qui a Latina, nella mia città, e parlare di questi temi con grande competenza e capacità, non è affatto scontato. Oggi siamo tutti consapevoli, donne e uomini, che l’economia di genere sia l’unica chiave di lettura per una crescita del Paese. Anche nelle piccole imprese c’è consapevolezza di quanto sia necessario lavorare con competenza e formazione senza più distinzione di genere. Il Fondo impresa femminile ha rappresentato e rappresenta un punto di forza per le realtà imprenditoriali gestite da donne. Al 30 settembre, 954 imprese femminili hanno ottenuto finanziamenti per 134 milioni di euro. Per il 34% sono imprese localizzate nel sud. Sono numeri che continuano a crescere e mi permetto di definire questo processo come attento e non lento. Un processo che ha dietro progettualità moderne e sostenibili. Il Fondo prevede anche azioni di cultura d’impresa per rafforzare le competenze delle donne. Un’avanguardia di pensiero è oggi necessaria per continuare a generare consapevolezza, promuovendo riflessioni per crescere, come quelle che oggi stiamo proponendo in questo incontro”.
Del legame tra certificazione di parità di genere e finanza ha parlato Paola Di Pietro, Consulente patrimoniale: “I 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Ue toccano molto la tematica della parità di genere. La certificazione non è un’imposizione per le aziende ma un volerle guidare verso un cambiamento che porterà ad uno sviluppo culturale, sociale ed economico. Un’azienda certificata è più appetibile e finanziariamente ritenuta più solida. Questo comporta un accesso al credito facilitato, in particolare modo per le PMI. Questi appuntamenti di informazione sono fondamentali per far comprendere quanto la certificazione sia importante per concretizzare un passaggio culturale necessario e non più prorogabile. La donna deve essere messa in condizione di potersi realizzare professionalmente senza dover rinunciare a realizzarsi anche dal punto di vista della sua privata. Il Lazio è tra le regioni d’Italia con un agglomerato di aziende più numeroso, a loro dobbiamo rivolgerci per far comprendere quanto la certificazione sia valutata positivamente anche nell’ambito finanziario. Le aziende certificate hanno una possibilità di crescita dei patrimoni molto più alta. Investire in società sostenibili – come lo è un’azienda certificata- è più appetibile”.
Maria Claudia Gerli, Presidente commissione Pink Allianzbank ha focalizzato il suo intervento sul Gender Equality quale sinonimo di valore: “Allianzbank certifica le sue dipendenti e le consulenti, intraprendendo un percorso ancora più ampio rispetto al sistema di certificazione della parità di genere. L’input nasce dal fatto che il nostro Amministratore delegato nonché Direttore generale sia una donna. Per questo ha puntato sulla necessità di cogliere i tratti distintivi delle donne nel mondo della finanza. Come donne rappresentiamo una minoranza in questo settore ma valorizzando le peculiarità al femminile si diventa più attrattivi per lo sviluppo non solo della nostra professione ma anche della società stessa. La commissione Pink ha venti consulenti sparse su tutto il territorio nazionale che offrono il loro contributo per una crescita aziendale. È operativo un welfare per le donne consulenti che le sostiene anche nei momenti importanti della loro vita privata in qualità di libere professioniste, dalla gravidanza ai momenti di difficoltà della famiglia. Con la nostra professionalità affianchiamo le nostre clienti per una loro crescita sul piano finanziario ed economico garantendo loro opportunità dall’alto valore sociale”.
A dare un rilevante contributo al dibattito la testimonianza delle imprese già certificate. Sono intervenute: Simona Lepore, Amministratore Park Hotel; Carolina Deserti, Responsabile amministrativa Aziende Deserti Carrefour ed Erika Parisella, Referente risorse umane impresa Ingegneria &Software industriale s.p.a.
Un focus, moderato dalla giornalista Giulia Abbruzzese, che ha toccato tutti i temi salienti legati alla certificazione della parità di genere. Perché, come ha affermato il Presidente Acampora in conclusione dei lavori: “Le imprese certificate sono portatrici sane di un modo diverso di fare impresa”. L’obiettivo dell’Italia è la certificazione di almeno 800 imprese (di cui almeno 450 PMI) – entro il secondo trimestre 2026 e per fare questo sono stati previsti dei contributi a copertura dei costi della certificazione. A giorni, come confermato in sede di lavori, verrà pubblicato il bando con le “istruzioni pratiche” per la presentazione delle domande da parte delle imprese. L’impegno del sistema camerale resta, però, fondamentale per accompagnarle in questo percorso.
ECONOMIA
Voucher doppia transizione ecologica, Confesercenti Latina supporta gli imprenditori locali
LATINA – Dal prossimo 25 settembre sarà possibile presentare le richieste di contributo a fondo perduto previste dal “Bando Voucher Doppia Transizione Digitale ed Ecologica – Anno 2026”, promosso dalla Camera di Commercio Frosinone-Latina. “Si tratta di un’importante opportunità per micro, piccole e medie imprese delle province di Frosinone e Latina, che potranno beneficiare di un sostegno concreto per investimenti destinati alla digitalizzazione, all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale – sottolinea in una nota Confesercenti Latina, mettendo a disposizione delle imprese il proprio supporto nella predisposizione delle domande e nelle successive attività di rendicontazione. L’Associazione mette inoltre a disposizione soggetti qualificati e certificati per le attività di formazione, in conformità con quanto previsto dal Bando.
“È una misura di particolare interesse per il tessuto imprenditoriale del nostro territorio – sottolinea Ivan Simeone di Confesercenti Latina – perché consente alle imprese di affrontare investimenti importanti nei processi di innovazione e di sostenibilità, attraverso un contributo a fondo perduto che può arrivare fino a 10.000 euro per impresa. Il Voucher può coprire fino al 70% delle spese ammissibili e prevede una possibile premialità aggiuntiva di 250 euro per le imprese in possesso del Rating di legalità o della Certificazione della parità di genere. Tra i requisiti previsti per l’accesso alla misura, le imprese devono essere in regola, tra gli altri aspetti, con il pagamento del diritto annuale camerale e con il DURC. L’obiettivo del Bando è sostenere la realizzazione di interventi tecnologicamente avanzati e processi di sostenibilità aziendale. I contributi sono destinati alle imprese che intendono investire nell’acquisto di tecnologie, oltre che in servizi di consulenza e formazione, secondo le modalità e i requisiti indicati nel Bando. L’erogazione del contributo avverrà successivamente alla realizzazione delle attività e alla presentazione della rendicontazione da parte dell’impresa beneficiaria”.
Per approfondire requisiti, spese ammissibili e modalità di partecipazione è possibile consultare la pagina ufficiale della Camera di Commercio Frosinone-Latina, dedicata al “Bando Voucher Doppia Transizione Digitale ed Ecologica – Anno 2026.
“Particolare attenzione va posta anche alle attività di consulenza e formazione – prosegue Ivan Simeone – per le quali il Bando individua precise categorie di soggetti qualificati. Si tratta, tra gli altri, di Competence Center, parchi scientifici e tecnologici, centri di ricerca e trasferimento tecnologico, centri per l’innovazione, Tecnopoli, European Digital Innovation Hub (EDIH), cluster tecnologici e altre strutture per il trasferimento tecnologico accreditate o riconosciute dalle normative o dagli atti amministrativi regionali, nazionali o europei.
Tra i soggetti qualificati rientrano inoltre incubatori certificati e incubatori regionali accreditati, FABLAB conformi ai requisiti internazionali della FabLab Charter, start-up innovative e PMI innovative, enti di formazione accreditati dalle Regioni, Università, Scuole di Alta Formazione e Istituti Tecnici Superiori.
Sono ammessi anche altri organismi certificati ISO 9001, oltre agli EGE – Esperti in Gestione dell’Energia e agli Innovation Manager certificati e/o iscritti nell’elenco dei manager tenuto da Unioncamere.
Il nostro obiettivo – conclude Simeone – è accompagnare le imprese in tutte le fasi, dalla verifica dei requisiti alla predisposizione della domanda, fino alla rendicontazione finale, offrendo anche un supporto nell’individuazione dei soggetti qualificati per le attività di formazione e consulenza previste dal Bando”.
ECONOMIA
Economia, Rocca: “Il Lazio cresce più dell’Italia, premiato il lavoro di un’intera Regione”
«Il Lazio cresce a una velocità doppia rispetto al resto del Paese e registra risultati di grande rilievo sull’export, sul turismo e sull’occupazione». Lo afferma il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca sui dati pubblicati dal Corriere della Sera. “Nel 2025 le esportazioni sono aumentate del 9,7 per cento, contro il 3,3 per cento della media nazionale; nei primi cinque mesi del 2026 gli arrivi turistici sono cresciuti del 2,6 per cento, sfiorando gli 11 milioni, con circa 25 milioni di pernottamenti e un impatto economico stimato in 15 miliardi di euro. Anche l’occupazione segna un incremento del 5,5 per cento – riporta il Governatore – . Sono risultati che ci rendono orgogliosi e che testimoniano, prima di tutto, la straordinaria vitalità della nostra Regione. Il mio ringraziamento va agli imprenditori, ai lavoratori e a tutto il tessuto produttivo, economico e sociale del Lazio: una realtà dinamica, innovativa, capace di competere sui mercati internazionali e di generare sviluppo e occupazione. Accanto a loro c’è stato il lavoro della Regione e di tutta la nostra squadra di governo, che fin dall’inizio ha scelto di sostenere chi investe, produce e crea lavoro. Voglio ringraziare tutti i colleghi di Giunta per l’impegno e la determinazione con cui stanno contribuendo a questa stagione di crescita. Questi dati ci dicono che il Lazio è tornato a correre e che la strada intrapresa è quella giusta. Ora dobbiamo consolidare questo primato e trasformare sempre di più la crescita in investimenti duraturi, buona occupazione e nuove opportunità per tutti i territori della nostra Regione», conclude Rocca.
ECONOMIA
Ibi Lorenzini, lo storico Istituto Biochimico passa al gruppo italiano Acs Dobfar Spa
APRILIA – E’ stata ufficializzata nelle scorse ore la notizia del passaggio di proprietà dell’Istituto Biochimico Italiano G. Lorenzini (IBI) al gruppo ACS Dobfar S.p.A. dopo 108 anni di attività. La sede di Aprilia era stata di recente al centro dell’attenzione per lunghi mesi a causa della decisione di chiudere il reparto Sintesi, una crisi gestita dall’ufficio aziendale del personale, in accordo con i sindacati, con grande attenzione, conclusasi con il ricollocamento in altre realtà lavorative di tutti i lavoratori che hanno accettato il trasferimento. Ora, il passaggio successivo.
“Un momento di svolta – secondo la Cisl – fondamentale per la storia industriale del sito e dunque per il futuro dei suoi lavoratori”. Grande soddisfazione è stata espressa anche da Giuseppe Biazzo Presidente di Unindustria: “Il passaggio di proprietà rientra in un piano di sviluppo e di crescita in un settore, come quello farmaceutico, di grande importanza per l’economia della regione Lazio, dimostratasi come ecosistema favorevole a questo settore; ma più in generale di tutto il Paese”.
“Solo dodici mesi fa eravamo seduti attorno a un tavolo delle trattative complesso e drammatico per affrontare una seria crisi aziendale che aveva avuto come conseguenza la gestione del ridimensionamento dell’organico – commenta Gianluca Farina Segreterio della Femca CISL di Latina – in quella fase critica la fermezza del sindacato, l’unione dei lavoratori e il senso di responsabilità di tutte le parti coinvolte hanno permesso di raggiungere un primissimo e fondamentale obiettivo che era la salvaguardia dei posti di lavoro. Oggi, ad un anno da quei momenti di forte preoccupazione – continua il segretario – raccogliamo i frutti di quell’impegno. L’ingresso di un player globale come ACS Dobfar rappresenta non solo una vittoria della tenacia sindacale e delle maestranze, ma apre una concreta opportunità di rilancio industriale.”
L’acquirente, l’ACS Dobfar S.p.A., è una realtà multinazionale italiana d’eccellenza con 22 stabilimenti nel mondo (di cui 13 sul territorio nazionale). “Parliamo di un futuro con prospettive concrete e non dell’ennesima chiusura industriale”, aggiunge Farina.
“Come Unindustria – sottolinea Biazzo – abbiamo accolto con favore che ACSDOBAFR – con oltre 50 anni di storia alle spalle – e IBI Lorenzini – con più di 100 anni di storia alle spalle – società entrambe fiore all’occhiello dell’imprenditoria italiana si siano avvicendate nella produzione e commercializzazione di prodotti che richiedono altissima qualità, grande responsabilità e investimenti costanti per mantenere gli standard regolatori richiesti. Siamo stati vicini ad Ibi ieri e continueremo a sostenere oggi ACS Dobfar affinché prosegua in Aprilia questa importante strategia di rafforzamento della catena produttiva di farmaci e continui ad essere un punto di riferimento per l’industria farmaceutica della regione e nazionale, con ricadute positive per il territorio sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista sociale”.
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