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ExtraInvictus 2026, dall’incidente all’Ironman: la storia di sport e rinascita di Luca Sinopoli scritta con Franco Bonera

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Il Premio Letterario Sportivo Invictus torna dall’8 al 10 settembre 2026 con la sua settima edizione. Ad aprire la manifestazione, l’8 settembre alle 18.30 nella cornice del Castello Caetani di Sermoneta, sarà la serata dedicata alle menzioni ExtraInvictus, il riconoscimento assegnato a otto libri che si sono distinti per il loro stile narrativo e per l’importanza delle storie raccontate, in linea con i valori dello sport, dell’inclusione e della determinazione.

Tra i libri che riceveranno la menzione c’è Iron Man, scritto da Luca Sinopoli con il giornalista Franco Bonera. È la storia di una vita improvvisamente cambiata da un incidente stradale e della straordinaria determinazione con cui Luca Sinopoli ha scelto di ricominciare.

Dopo aver perso la gamba sinistra nel 2007, Sinopoli è tornato al lavoro nel suo salone di parrucchiere a Milano e ha trovato nello sport la strada per costruire un nuovo futuro. Senza aver mai nuotato, senza una particolare esperienza nella corsa e senza nemmeno possedere una bicicletta, ha iniziato ad allenarsi fino a diventare un triatleta, arrivando ad affrontare l’Ironman 70.3 come unico concorrente amputato in mezzo a migliaia di atleti normodotati.

Una storia di dolore e rinascita, ma anche di ironia, sacrifici, cadute e nuovi traguardi, nata dalle conversazioni tra Luca e Franco Bonera, giornalista che per decenni ha raccontato alcuni dei più grandi protagonisti dello sport italiano e internazionale.

Su Radio Immagine Luca Sinopoli ci ha raccontato il rapporto con Franco e il momento in cui ha capito che lo sport poteva aiutarlo a costruire una nuova vita:

Il giornalista Franco Bonera ha spiegato cosa lo ha spinto a raccontare la storia di Luca e la soddisfazione di ricevere il premio Extrainvictus:

 

 

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ExtraInvictus 2026, tra i premiati Marco Ballestracci e la storia di Nakano

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Il Premio Letterario Sportivo Invictus torna dall’8 al 10 settembre 2026 con la sua settima edizione e, anche quest’anno, accanto ai cinque libri finalisti in gara per la vittoria, ci sarà spazio per le menzioni ExtraInvictus. Otto libri dedicati allo sport, selezionati per il loro stile narrativo e per l’importanza delle storie raccontate, riceveranno infatti una menzione d’onore assegnata dai media partner del Premio: un riconoscimento pensato per valorizzare opere capaci di raccontare lo sport attraverso i suoi valori più profondi, dall’inclusione alla determinazione, fino alla forza di atlete e atleti che non si sono mai arresi.

La serata dedicata alle menzioni ExtraInvictus si terrà l’8 settembre, alle 18.30, nella suggestiva cornice del Castello Caetani di Sermoneta. Tra gli otto autori premiati ci sarà anche Marco Ballestracci con Nakano. L’impero del keirin, pubblicato da Alvento.

Il libro racconta la storia di Koichi Nakano, leggenda del ciclismo su pista e dominatore internazionale della velocità tra gli anni Settanta e Ottanta, capace di conquistare dieci titoli mondiali consecutivi, un record ancora oggi ineguagliato. Attraverso la sua vicenda sportiva e familiare, Ballestracci accompagna il lettore alla scoperta del keirin e del Giappone di quegli anni, tra modernizzazione, tradizioni millenarie e una dimensione dello sport che va ben oltre la semplice competizione.

Su Radio Immagine, l’autore ci ha spiegato qualcosa di più sulla figura di Nakano e cosa lo ha spinto a scrivere il libro:

 

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ATTUALITA'

Damme Du Lame e Levate: Kikò Nalli si racconta dalla Sabaudia degli anni ’70 alla carriera internazionale

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Dalla Sabaudia degli anni ’70 ai palcoscenici internazionali dell’hairstyling, passando per Milano, Roma e New York. Quella di Kikò Nalli è una storia fatta di talento, sacrifici, cadute e ripartenze, ma soprattutto di una continua voglia di mettersi alla prova. L’hairstylist ha scelto di raccontare il suo percorso in Damme du lame e levate, il libro edito da Lab DFG, già ai vertici delle classifiche tra le novità più vendute su Amazon. Un racconto che parte dalle sue radici, da quella Sabaudia che è rimasta una presenza importante nella sua vita, e arriva alla costruzione di un’identità professionale e artistica riconosciuta anche a livello internazionale.

Su Radio Immagine abbiamo avuto il piacere di parlare con lui del libro, della sua terra, del suo percorso e, soprattutto, di quello che sta costruendo oggi:

 

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Rosa Cirone presenta a Formia “Quel visionario di Eugenio Perucatti”

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FORMIA – Venerdì 31 luglio, alle ore 18.00, la Sala Sicurezza del Palazzo Comunale di Formia ospiterà la presentazione del libro “Quel visionario di Eugenio Perucatti”, scritto da Rosa Cirone, ex funzionaria dell’Amministrazione penitenziaria e originaria di Ventotene.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Formia, offrirà l’occasione per approfondire la figura di Eugenio Perucatti, direttore del carcere di Santo Stefano dal 1952 al 1960 e considerato uno dei precursori della riforma dell’ordinamento penitenziario del 1975.

L’autrice dialogherà con il giornalista de Il Messaggero Sandro Gionti. A moderare l’incontro sarà Pietro Evangelista.

Rosa Cirone ha prestato servizio per molti anni nell’Amministrazione penitenziaria, concludendo la propria carriera come funzionaria presso la casa circondariale di Pistoia. Originaria di Ventotene, è profondamente legata alla storia dell’isola e del carcere di Santo Stefano: suo nonno e suo padre vi lavorarono, un legame che ha alimentato il desiderio di approfondire la figura di Eugenio Perucatti attraverso una rigorosa ricerca storico-archivistica durata quasi due anni. Nel corso del lavoro ha esaminato circa duemila documenti conservati negli Archivi di Stato di Roma, Latina, Napoli e Bari, oltre al prezioso archivio privato della famiglia Perucatti, riportando alla luce testimonianze e materiali inediti che consentono di ricostruire con maggiore completezza il profilo umano e professionale del direttore. Saranno presenti anche la figlia ed un nipote di Eugenio Perucatti.

Il volume ripercorre la vita di Perucatti dagli esordi come istitutore per minori, avvocato e commissario di Pubblica Sicurezza, fino agli anni trascorsi alla direzione del carcere di Santo Stefano e successivamente dell’istituto di Turi. Attraverso documenti, testimonianze e fonti d’archivio, il libro restituisce il ritratto di un uomo che, con il suo approccio innovativo e profondamente umano, anticipò i principi della riforma penitenziaria del 1975, contribuendo a cambiare il modo di concepire il trattamento delle persone detenute.

L’ingresso è libero.

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