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ECONOMIA

Pnrr, diminuiscono i progetti e Latina perde finanziamenti per insediamenti abusivi, ciclovie e edilizia scolastica

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LATINA –  Il Pnrr finanzia la provincia di Latina con 290 milioni di euro, ma Latina ne perde quasi sei. Lo dice in estrema sintesi lo studio condotto dalla Uil Latina elaborato per monitorare lo stato di attuazione del Piano . I dati riportati sono aggiornati all’8 settembre 2023.

“Quasi un trimestre – spiega Luigi Garullo e Francesca Toselli, rispettivamente Segretario Generale della Uil di Latina e responsabile contrattazione comuni  – nel quale complessivamente riscontriamo un incremento di risorse pari a 14 milioni di euro, ma all’interno del quale alcune misure sono state accorpate, alcune cancellate e altre aggiunte”. Il numero totale dei progetti è sceso così a 264, contro gli oltre trecento di fine maggio. In questo scenario alcuni Comuni hanno ottenuto più fondi, altri ne hanno persi. “E’ il caso di Latina  – aggiungono – che perde finanziamenti per il superamento degli insediamenti abusivi (-4,6 mln €) – misura studiata per contrastare il fenomeno del caporalato – per le ciclovie urbane (-0,17 mln €) e per la riqualificazione dell’edilizia scolastica (-1,64 mln €). Mentre ottiene più fondi per la digitalizzazione e innovazione (+ 0,20 mln €)”.

“Al netto di accorpamento e tagli – spiegano Garullo e Toselli – il nostro capoluogo potrà contare su oltre 48milioni spalmati su 13 progetti, con una perdita economica però di quasi sei milioni di euro. E’ il taglio più sostanzioso che abbiamo registrato in tutta la provincia e che colpisce proprio il Capoluogo e proprio nei settori critici come la sicurezza delle scuole e la lotta al caporalato”.

Nella classifica elaborata dallo studio, che tiene conto delle dieci maggiori variazioni negative e positive di risorse assegnate dal PNRR, oltre alla performance negativa di Latina, se ne registrano altre due: Ponza e San Felice Circeo, che insieme vedono andare in fumo quasi tre milioni di euro. Ma se c’è chi piange e si morde le mani, c’è anche chi sorride. E’ il caso di Itri che potrà contare su altri sette milioni rispetto alla precedente rilevazione UIL, Formia che si ritrova sei milioni in più. Segno positivo anche per Monte San Biagio, Gaeta e Cisterna di Latina, che insieme totalizzano oltre sei milioni di euro. Più contenute le risorse aggiuntive di Sezze e Sabaudia, quasi tre milioni complessivi.

Interessante anche la classifica dei Comuni con maggiori opere assegnate dopo la revisione e gli accorpamenti. In testa troviamo Aprila con 17 progetti, segue Gaeta con 14. Terza posizione per Latina (13 progetti). Nelle posizioni di rincalzo troviamo con dieci progetti Priverno e Santi Cosma e Damiano. Fanalino di coda Prossedi con tre progetti, che però ha visto lievitare i finanziamenti superando abbondantemente il milione di euro.

“Digitalizzazione, transizione ecologica, istruzione, coesione sociale, efficienza energetica, rigenerazione urbana, mitigazione del rischio idrogeologico: i campi di intervento sono molti – aggiungono Garullo e Toselli – E’ necessario quindi stabilire un cronoprogramma per monitorare l’avanzamento delle opere, anche in riferimento alle ricadute derivanti dalle modifiche al PNRR approvate dall’unione europea su richiesta del governo. Gestire insieme queste fasi di attuazione è l’unico modo per attuare i progetti, non perdere i finanziamenti, guardare al futuro e tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che contribuiranno alla realizzazione di queste opere.  Non coinvolgere i sindacati confederali nel rispetto delle misure necessarie per garantire la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, nel rispetto del Contratto collettivo nazionale e nel monitoraggio del sistema degli appalti e dei subappalti è un errore grossolano, per questo c- concludono Garullo e Toselli le amministrazioni comunali dovranno necessariamente attivare il confronto con le parti sociali”.

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ECONOMIA

Voucher doppia transizione ecologica, Confesercenti Latina supporta gli imprenditori locali

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LATINA – Dal prossimo 25 settembre sarà possibile presentare le richieste di contributo a fondo perduto previste dal “Bando Voucher Doppia Transizione Digitale ed Ecologica – Anno 2026”, promosso dalla Camera di Commercio Frosinone-Latina. “Si tratta di un’importante opportunità per micro, piccole e medie imprese delle province di Frosinone e Latina, che potranno beneficiare di un sostegno concreto per investimenti destinati alla digitalizzazione, all’innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale – sottolinea in una nota Confesercenti Latina, mettendo a disposizione delle imprese il proprio supporto nella predisposizione delle domande e nelle successive attività di rendicontazione. L’Associazione mette inoltre a disposizione soggetti qualificati e certificati per le attività di formazione, in conformità con quanto previsto dal Bando.

“È una misura di particolare interesse per il tessuto imprenditoriale del nostro territorio – sottolinea Ivan Simeone di Confesercenti Latina – perché consente alle imprese di affrontare investimenti importanti nei processi di innovazione e di sostenibilità, attraverso un contributo a fondo perduto che può arrivare fino a 10.000 euro per impresa. Il Voucher può coprire fino al 70% delle spese ammissibili e prevede una possibile premialità aggiuntiva di 250 euro per le imprese in possesso del Rating di legalità o della Certificazione della parità di genere. Tra i requisiti previsti per l’accesso alla misura, le imprese devono essere in regola, tra gli altri aspetti, con il pagamento del diritto annuale camerale e con il DURC. L’obiettivo del Bando è sostenere la realizzazione di interventi tecnologicamente avanzati e processi di sostenibilità aziendale. I contributi sono destinati alle imprese che intendono investire nell’acquisto di tecnologie, oltre che in servizi di consulenza e formazione, secondo le modalità e i requisiti indicati nel Bando. L’erogazione del contributo avverrà successivamente alla realizzazione delle attività e alla presentazione della rendicontazione da parte dell’impresa beneficiaria”.

Per approfondire requisiti, spese ammissibili e modalità di partecipazione è possibile consultare la pagina ufficiale della Camera di Commercio Frosinone-Latina, dedicata al “Bando Voucher Doppia Transizione Digitale ed Ecologica – Anno 2026.

“Particolare attenzione va posta anche alle attività di consulenza e formazione – prosegue Ivan Simeone – per le quali il Bando individua precise categorie di soggetti qualificati. Si tratta, tra gli altri, di Competence Center, parchi scientifici e tecnologici, centri di ricerca e trasferimento tecnologico, centri per l’innovazione, Tecnopoli, European Digital Innovation Hub (EDIH), cluster tecnologici e altre strutture per il trasferimento tecnologico accreditate o riconosciute dalle normative o dagli atti amministrativi regionali, nazionali o europei.

Tra i soggetti qualificati rientrano inoltre incubatori certificati e incubatori regionali accreditati, FABLAB conformi ai requisiti internazionali della FabLab Charter, start-up innovative e PMI innovative, enti di formazione accreditati dalle Regioni, Università, Scuole di Alta Formazione e Istituti Tecnici Superiori.

Sono ammessi anche altri organismi certificati ISO 9001, oltre agli EGE – Esperti in Gestione dell’Energia e agli Innovation Manager certificati e/o iscritti nell’elenco dei manager tenuto da Unioncamere.

Il nostro obiettivo – conclude Simeone – è accompagnare le imprese in tutte le fasi, dalla verifica dei requisiti alla predisposizione della domanda, fino alla rendicontazione finale, offrendo anche un supporto nell’individuazione dei soggetti qualificati per le attività di formazione e consulenza previste dal Bando”.

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Economia, Rocca: “Il Lazio cresce più dell’Italia, premiato il lavoro di un’intera Regione”

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«Il Lazio cresce a una velocità doppia rispetto al resto del Paese e registra risultati di grande rilievo sull’export, sul turismo e sull’occupazione». Lo afferma il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca sui dati pubblicati dal Corriere della Sera. “Nel 2025 le esportazioni sono aumentate del 9,7 per cento, contro il 3,3 per cento della media nazionale; nei primi cinque mesi del 2026 gli arrivi turistici sono cresciuti del 2,6 per cento, sfiorando gli 11 milioni, con circa 25 milioni di pernottamenti e un impatto economico stimato in 15 miliardi di euro. Anche l’occupazione segna un incremento del 5,5 per cento – riporta il Governatore – . Sono risultati che ci rendono orgogliosi e che testimoniano, prima di tutto, la straordinaria vitalità della nostra Regione. Il mio ringraziamento va agli imprenditori, ai lavoratori e a tutto il tessuto produttivo, economico e sociale del Lazio: una realtà dinamica, innovativa, capace di competere sui mercati internazionali e di generare sviluppo e occupazione. Accanto a loro c’è stato il lavoro della Regione e di tutta la nostra squadra di governo, che fin dall’inizio ha scelto di sostenere chi investe, produce e crea lavoro. Voglio ringraziare tutti i colleghi di Giunta per l’impegno e la determinazione con cui stanno contribuendo a questa stagione di crescita. Questi dati ci dicono che il Lazio è tornato a correre e che la strada intrapresa è quella giusta. Ora dobbiamo consolidare questo primato e trasformare sempre di più la crescita in investimenti duraturi, buona occupazione e nuove opportunità per tutti i territori della nostra Regione», conclude Rocca.

 

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Ibi Lorenzini, lo storico Istituto Biochimico passa al gruppo italiano Acs Dobfar Spa

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APRILIA – E’ stata ufficializzata nelle scorse ore la notizia del passaggio di proprietà dell’Istituto Biochimico Italiano G. Lorenzini (IBI) al gruppo ACS Dobfar S.p.A. dopo 108 anni di attività. La sede di Aprilia era stata di recente al centro dell’attenzione per lunghi mesi a causa della decisione di chiudere il reparto Sintesi, una crisi gestita dall’ufficio aziendale del personale, in accordo con i sindacati, con grande attenzione,  conclusasi con il ricollocamento in altre realtà lavorative di tutti i lavoratori che hanno accettato il trasferimento. Ora, il passaggio successivo.

“Un momento di svolta  – secondo la Cisl – fondamentale per la storia industriale del sito e dunque per il futuro dei suoi lavoratori”. Grande soddisfazione è stata espressa anche da Giuseppe Biazzo Presidente di Unindustria: “Il passaggio di proprietà rientra in un piano di sviluppo e di crescita in un settore, come quello farmaceutico, di grande importanza per l’economia della regione Lazio, dimostratasi come ecosistema favorevole a questo settore; ma più in generale di tutto il Paese”.

“Solo dodici mesi fa eravamo seduti attorno a un tavolo delle trattative complesso e drammatico per affrontare una seria crisi aziendale che aveva avuto come conseguenza la gestione del ridimensionamento dell’organico – commenta Gianluca Farina Segreterio della Femca CISL di Latina – in quella fase critica la fermezza del sindacato, l’unione dei lavoratori e il senso di responsabilità di tutte le parti coinvolte hanno permesso di raggiungere un primissimo e fondamentale obiettivo che era la salvaguardia dei posti di lavoro. Oggi, ad un anno da quei momenti di forte preoccupazione – continua il segretario – raccogliamo i frutti di quell’impegno. L’ingresso di un player globale come ACS Dobfar rappresenta non solo una vittoria della tenacia sindacale e delle maestranze, ma apre una concreta opportunità di rilancio industriale.”
L’acquirente, l’ACS Dobfar S.p.A., è una realtà multinazionale italiana d’eccellenza con 22 stabilimenti nel mondo (di cui 13 sul territorio nazionale). “Parliamo di un futuro con prospettive concrete e non dell’ennesima chiusura industriale”, aggiunge Farina.

“Come Unindustria  – sottolinea Biazzo – abbiamo accolto con favore che ACSDOBAFR – con oltre 50 anni di storia alle spalle – e IBI Lorenzini – con più di 100 anni di storia alle spalle – società entrambe fiore all’occhiello dell’imprenditoria italiana si siano avvicendate nella produzione e commercializzazione di prodotti che richiedono altissima qualità, grande responsabilità e investimenti costanti per mantenere gli standard regolatori richiesti. Siamo stati vicini ad Ibi ieri e continueremo a sostenere oggi ACS Dobfar affinché prosegua in Aprilia questa importante strategia di rafforzamento della catena produttiva di farmaci e continui ad essere un punto di riferimento per l’industria farmaceutica della regione e nazionale, con ricadute positive per il territorio sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista sociale”.

 

 

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