CULTURA
Si chiude a Itri il primo Festival “Regina Viarum”: studenti lungo il tracciato
ITRI – Si è chiuso il primo Festival “Regina Viarum”, cinque giorni lungo la Via Appia tra storia, cultura e territorio. L’evento conclusivo del progetto promosso dalla Regione Lazio e dedicato alla Via Appia antica, simbolo della grandezza dell’Impero e della straordinaria capacità ingegneristica dell’antica Roma, si è concluso lunedì a Itri.
La manifestazione, iniziata il 21 maggio nel Parco dell’Appia Antica a Roma, ha attraversato in questi giorni diversi comuni della provincia pontina toccati proprio dal percorso della Regina Viarum, facendo tappa a Latina, Terracina, Fondi, Formia e Minturno, prima dell’appuntamento conclusivo ospitato questa mattina a Itri.
Nel corso delle cinque giornate il festival si è concretizzato in concerti, incontri, visite guidate, cammini, laboratori e degustazioni, tutti ad ingresso gratuito. Un programma articolato e partecipato, particolarmente apprezzato dal pubblico che, in tutte le tappe, ha risposto con una presenza numerosa e convinta agli appuntamenti proposti.
La giornata finale si è aperta con una visita riservata alle scuole lungo il tracciato dell’Appia, accompagnata da un incontro didattico e da una mostra espositiva dedicata alla storia e al valore della celebre strada romana.
A seguire si è svolto il convegno conclusivo, aperto dagli interventi istituzionali dell’assessore al Turismo, Ambiente e Sport della Regione Lazio Elena Palazzo, del sindaco di Itri Andrea Di Biase e dell’assessore al Turismo del Comune di Itri Maria Cardogna.
Nel corso dell’incontro sono poi intervenuti il direttore del Parco Naturale dei Monti Aurunci, Giorgio De Marchis, che ha approfondito il rapporto tra gli Aurunci e la Regina Viarum, soffermandosi sul tema del paesaggio e della tutela del territorio, e la dirigente scolastica dell’Istituto Omnicomprensivo di Itri, Maria Laura Cecere, che ha invece relazionato sul tema “Semi di domani lungo la Regina Viarum: esperienze, visioni e impegno”.
Ancora una volta il festival ha posto al centro la Via Appia non soltanto come straordinaria testimonianza storica, ma anche come elemento capace di unire cultura, ambiente, scuola e promozione del territorio lungo tutto il percorso che collega Roma al Sud Italia..
La manifestazione, iniziata il 21 maggio nel Parco dell’Appia Antica a Roma, ha attraversato in questi giorni diversi comuni della provincia pontina toccati proprio dal percorso della Regina Viarum, facendo tappa a Latina, Terracina, Fondi, Formia e Minturno, prima dell’appuntamento conclusivo ospitato questa mattina a Itri.
Nel corso delle cinque giornate il festival si è concretizzato in concerti, incontri, visite guidate, cammini, laboratori e degustazioni, tutti ad ingresso gratuito. Un programma articolato e partecipato, particolarmente apprezzato dal pubblico che, in tutte le tappe, ha risposto con una presenza numerosa e convinta agli appuntamenti proposti.
La giornata finale si è aperta con una visita riservata alle scuole lungo il tracciato dell’Appia, accompagnata da un incontro didattico e da una mostra espositiva dedicata alla storia e al valore della celebre strada romana.
A seguire si è svolto il convegno conclusivo, aperto dagli interventi istituzionali dell’assessore al Turismo, Ambiente e Sport della Regione Lazio Elena Palazzo, del sindaco di Itri Andrea Di Biaso e dell’assessore al Turismo del Comune di Itri Maria Cardogna.
Nel corso dell’incontro sono poi intervenuti il direttore del Parco Naturale dei Monti Aurunci, Giorgio De Marchis, che ha approfondito il rapporto tra gli Aurunci e la Regina Viarum, soffermandosi sul tema del paesaggio e della tutela del territorio, e la dirigente scolastica dell’Istituto Omnicomprensivo di Itri, Maria Laura Cecere, che ha invece relazionato sul tema “Semi di domani lungo la Regina Viarum: esperienze, visioni e impegno”.
Ancora una volta il festival ha posto al centro la Via Appia non soltanto come straordinaria testimonianza storica, ma anche come elemento capace di unire cultura, ambiente, scuola e promozione del territorio lungo tutto il percorso che collega Roma al Sud Italia.
CULTURA
Pontinia, la nuova stagione del Teatro Fellini: spettacoli, formazione e iniziative per tutta la comunità
Una stagione pensata non soltanto per portare spettacoli sul palcoscenico, ma per trasformare il Teatro Fellini in un luogo di cultura e partecipazione da vivere durante tutto l’anno. È questo l’obiettivo della programmazione 2026/2027 presentata a Pontinia dal sindaco Eligio Tombolillo, dall’assessore alla Cultura Maria Rita D’Alessio, dal direttore artistico Pierluigi Polisena e dal presidente dell’Associazione Culturale La Macchia e direttore tecnico Gianluca Panecaldo.
Per il secondo anno consecutivo la gestione organizzativa è affidata alla Cooperativa Sociale Spazio Comune, in collaborazione con l’Associazione Culturale La Macchia. Il progetto affianca al tradizionale cartellone teatrale una serie di attività formative, appuntamenti per bambini e famiglie, eventi stagionali e collaborazioni con le associazioni del territorio.
«Il Fellini è un patrimonio della nostra città e un luogo di cultura e partecipazione», ha sottolineato il sindaco Eligio Tombolillo, evidenziando la volontà dell’Amministrazione di sostenere un progetto capace di rafforzare il rapporto tra teatro, territorio e comunità. Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Maria Rita D’Alessio, secondo cui la nuova stagione punta a coniugare qualità dell’offerta e maggiore coinvolgimento dei cittadini.
Tra le novità e le conferme più importanti c’è la Teatro Fellini Academy, con corsi di musica e recitazione rivolti sia agli adulti sia ai bambini, insieme alla nascita della Compagnia Teatrale Teatro Fellini. Il programma prevede inoltre campus, podcast dedicati alla cultura e alla vita del teatro, eventi legati alle diverse stagioni dell’anno e nuove collaborazioni con realtà associative locali.
Il cartellone teatrale prenderà ufficialmente il via il 18 ottobre con Matteo Cirillo e “Ce l’ho, ce l’ho, mi manca”, spettacolo ambientato nel mondo delle edicole italiane e dei “giornalai”, tra memoria, figurine, giornali e grandi avvenimenti che hanno accompagnato generazioni di italiani.
Tra gli appuntamenti della stagione anche “Mi hanno rimasto solo” di Michele La Ginestra, in programma il 5 dicembre, e “Er berretto coi sonarelli”, adattamento in romanesco de “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, atteso il 31 gennaio. Il 14 novembre sarà invece la volta di “Genitori vs Figli” di Antonio Pisu, mentre il 22 novembre Alessandro Blasioli porterà in scena “Sciaboletta, la fuga del Re”, dedicato alla fuga di Vittorio Emanuele III dopo l’8 settembre 1943.
A marzo spazio a “La moglie perfetta” di Giulia Trippetta, il 7, e a “Dante. L’uomo dietro il poeta” di Marco Arbau, il 20 marzo. Ad aprile, il 4, arriverà “Ma che bell’Ikea” di Gianni Clementi.
Non mancheranno gli appuntamenti dedicati alle famiglie e alle diverse fasce d’età. Dal 10 al 16 ottobre è in programma il Teen Dance Festival, mentre il 31 ottobre e il primo novembre il teatro ospiterà iniziative per Halloween. A febbraio sarà invece protagonista il Carnevale, con attività pensate per il pubblico più giovane.
La programmazione comprende anche una serie di produzioni e saggi legati alle attività formative. A dicembre è previsto lo Spettacolo di Natale prodotto dal Teatro Fellini, mentre nella parte finale della stagione aumenteranno gli appuntamenti dedicati alla formazione, con gli spettacoli della TF Academy Senior, le attività della TF Academy e i saggi di recitazione e musica di Spazio33.
«La nuova stagione nasce con l’obiettivo di rendere il Teatro Fellini sempre più parte della vita della città», ha spiegato il direttore artistico Pierluigi Polisena. Un’impostazione condivisa anche da Gianluca Panecaldo, che ha sottolineato il ruolo delle attività collaterali e delle collaborazioni con le realtà locali.
Sul palco e nella programmazione della nuova stagione ci saranno anche artisti particolarmente legati al teatro pontino, tra cui Martufello e Michele La Ginestra, quest’ultimo intervenuto alla presentazione con un videomessaggio.
Il direttore artistico Polisena:
Il programma 2026/2027 punta dunque a tenere insieme spettacolo, formazione e partecipazione, con l’ambizione di fare del Fellini non soltanto un luogo in cui assistere agli spettacoli, ma un vero presidio culturale per Pontinia, aperto a diverse generazioni e alle realtà del territorio.
APPUNTAMENTI
Beppe Servillo a Latina, successo al Nicolosi per l’appuntamento clue della rassegna sfrattata dalla piazzetta
LATINA – Un successo, peraltro ampiamente annunciato nonostante le difficoltà sull’uso della piazzetta del Nicolosi, il concerto di Beppe Servillo, venerdì sera 28 agosto, per la rassegna @Nicolosi. “Dopo le polemiche di questi giorni, la rassegna sfrattata dalla piazzetta e quasi costretta a proseguire lungo i marciapiedi adiacentiè stato liberatorio vedere lo spazio del Nicolosi pieno come mai prima d’ora”, scrive in un post uno degli organizzatori.
Niente palco e sedie portate da casa per ovviare al problema dell’occupazione dello spazio oggi formalmente appartenente al condominio che affaccia sulla storica piazzetta dove da cinque anni l’associazione Spazio Culturale Nicolosi organizza la rassegna culturale e musicale, e da quindici, si occupa di “curare” il quartiere fragile con eventi di teatro, doposcuola, laboratori e attività varie di volontariato che coinvolgono anche i residenti.
Lo storico Leader degli Avion Travel accompagnato alla chitarra da Cristiano Califano era informato sulle difficoltà organizzative e ha deciso di cantare comunque. Per lui applausi e tantissimo pubblico. Ha accolto l’invito ad esserci anche la sindaca Matilde Celentano.
Soddisfatto il presidente di Spazio Culturale Nicolosi, Beppe Valenza: “Questo Spazio deve appartenere alla città anche in vista del centenario”, ha detto
APPUNTAMENTI
A Sermoneta uno spettacolo per raccontare Leone Caetani. Amodio: “Restituiamo alla comunità una delle storie più intense della famiglia”
SERMONETA – Nell’ambito della rassegna “Alla Corte dei Caetani”, il Castello di Sermoneta ospita – sabato 29 e domenica 30 agosto – lo spettacolo “Tra l’uomo e Leone (L’intesa possibile)”, scritto da Roberto Agostini e prodotto dalla Fondazione Roffredo Caetani. Un testo che racconta gli ultimi mesi di vita di Leone Caetani, orientalista e politico, ripercorsi da lui stesso in esilio volontario in Canada, tra ricordi e riflessioni, poco prima della morte nel dicembre del 1935.
“Con questo spettacolo restituiamo alla comunità una delle storie più intense custodite nella memoria della famiglia Caetani: quella di un uomo che ha avuto il coraggio di scegliere se stesso, pagandone il prezzo fino in fondo. Raccontare la storia di un uomo così straordinario non è certamente semplice, ma sono convinto, e per questo lo ringrazio, che il regista Roberto Agostini sia riuscito a restituirci la complessità di questa figura, senza mai tradirne la statura storica”, – spiega il presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio.
Lo spettacolo si muove sul filo del conflitto tra le convenzioni e la libertà personale, prendendo la figura di Leone Caetani come simbolo di una scelta radicale di rottura. Erede di una delle famiglie più antiche e influenti dell’aristocrazia italiana, Leone rinuncia progressivamente ai propri privilegi, si schiera apertamente contro il regime fascista e finisce per essere emarginato: allontanato in parte dalla famiglia, escluso dalla politica e dal mondo accademico. “La narrazione – spiega l’autore e regista Roberto Agostini – assume il respiro di un racconto epico, quasi omerico, per restituire alla sua vicenda personale una dimensione universale, capace di parlare a chiunque si sia mai interrogato sul senso delle proprie scelte”.
Sul piano storico, Leone Caetani (1869-1935) fu uno dei maggiori orientalisti italiani, autore degli “Annali dell’Islam”, opera che si distinse per il rigore critico e scientifico con cui affrontò la storia delle origini dell’Islam, in controtendenza rispetto alle letture romantiche o religiose dell’epoca. Principe di Teano e Duca di Sermoneta, deputato di simpatie socialiste, nel 1921, a 51 anni, decise di vendere gran parte dei propri beni in Italia e di trasferirsi in Canada, a Vernon, insieme alla compagna Ofelia Fabiani e alla figlia Sveva, dopo la separazione dalla moglie Vittoria Colonna. Vi rimase in esilio volontario per gli ultimi quattordici anni della sua vita.
Biglietti: https://www.giardinodininfa.eu/collections/alla-corte-dei-caetani
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