CRONACA
Degrado in Via Don Morosini, documento unanime del Consiglio comunale di Latina
- Daniela Fiore
- Maria Grazia Ciolfi
- La sindaca Celentano
- Valeria Campagna e Leonardo Majocchi
LATINA – E’ stato approvato oggi all’unanimità, dal Consiglio comunale, un documento unitario che prevede un piano di interventi per il decoro urbano, la manutenzione, la sicurezza, la riqualificazione e il rilancio dell’area di via Don Morosini. L’argomento del degrado della zona era stato portato all’attenzione dell’assise con una seduta straordinaria chiesta dalle minoranze che ha visto il confronto anche aspro tra maggioranza e opposizione. Soddisfatta la sindaca Matilde Celentano.
“Si tratta di un ordine del giorno, condiviso da tutte le forze politiche presenti in aula, che prevede azioni concrete – ha spiegato la prima cittadina – che vadano ad ampliare la portata degli interventi illustrati, ieri in Consiglio comunale, dagli assessori della mia giunta. Il documento chiede il mio impegno, in qualità di Sindaco, e l’impegno della giunta nel suo complesso, a valutare l’adozione di piani di pulizia e decoro, a proseguire con il programma straordinario di manutenzione delle aree verdi pubbliche, a rafforzare la collaborazione con Abc per le campagne informative sul corretto conferimento dei rifiuti. Prevede, inoltre, specifiche azioni di valorizzazione dell’area di via Don Morosini e del centro storico attraverso la promozione di mercatini tematici, agroalimentari a chilometro zero, iniziative commerciali temporanee, eventi periodici, culturali e ricreativi, ma anche la valutazione di progetti di mediazione sociale. Sono molto soddisfatta della condivisione unanime di questo documento che rafforza la volontà di proseguire verso la rinascita del quartiere di via Don Morosini, dove va precisato che sono in corso progetti di riqualificazione delle aree verdi della passeggiata Pertini, la cui conclusione è prevista entro la fine dell’estate, e dove gli operatori dei servizi sociali, della Polizia Locale e dell’azienda speciale Abc sono particolarmente impegnati, tutti i giorni. Tutto ciò dimostra – prosegue Celentano – che via Don Morosini è al centro dell’agenda politica di questa amministrazione comunale nel senso più allargato, includendo la volontà di chi è maggioranza di questa assise e di chi appartiene alle minoranze consiliari”.
Soddisfazione è stata espressa anche dai consiglieri del Pd Valeria Campagna e Leonardo Majocchi che si erano fatti promotori della richiesta di Consiglio: “Ringraziamo il Consiglio per il confronto che si è sviluppato e per aver condiviso la necessità di intervenire su una delle aree più delicate della città. Abbiamo voluto portare in aula un documento molto concreto. Dalla pulizia e dal decoro urbano alla manutenzione di strade, marciapiedi e tombini, dall’attenzione ai rifiuti ingombranti fino alla cura delle alberature che oggi, in diversi punti, compromettono persino l’illuminazione pubblica. Impegni precisi da realizzare con la massima urgenza. Riteniamo particolarmente importante l’accoglimento delle proposte relative all’ex Mercato Annonario, per il quale chiediamo un’accelerazione delle procedure e una comunicazione costante alla cittadinanza sullo stato di avanzamento degli interventi. Allo stesso modo riteniamo fondamentale aprire una riflessione sul rilancio commerciale dell’area, oggi segnata da numerosi locali sfitti e da una progressiva perdita di attrattività. Un altro punto qualificante riguarda l’ex Palazzo Pennacchi. Abbiamo chiesto controlli e verifiche, per quanto di competenza degli enti preposti, sulle condizioni amministrative, tributarie e abitative degli immobili…. Apprezziamo anche la sensibilità mostrata dall’aula, in particolare dalle forze di opposizione, rispetto al ruolo delle iniziative culturali, della mediazione sociale e delle attività aggregative. Chi conosce quella zona sa bene che non bastano manutenzioni e controlli: servono anche occasioni di socialità, presenza e animazione degli spazi pubblici. Ora però viene la parte più importante. Gli interventi devono accelerare e gli impegni assunti devono essere rispettati. Vigileremo”.
Sulla stessa linea, Latina Bene Comune che ha contribuito al documento di sintesi proponendo alcuni emendamenti in cui si dà valore e importanza ad alcuni interventi che riguardano la mediazione sociale e i servizi sociali, la partecipazione dei cittadini attraverso lo strumento del patto di collaborazione, interventi di riqualificazione anche mediante iniziative culturali (come quello la visione di film), e anche l’istituzione di un mercatino locale. Il gruppo consiliare di Latina Bene Comune ha inoltre chiesto che la prefettura, attraverso i servizi sociali, effettui un controllo sul numero degli inquilini all’interno degli appartamenti del palazzo Pennacchi che ospitano cittadini migranti. “Rimane sempre valido il nostro punto di vista sulla sicurezza che chiaramente non può prescindere dal controllo – spiegano i consiglieri di Lbc, Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton, insieme alla segretaria Elettra Ortu La Barbera – Ma il controllo assume un valore sempre relativo dovuto all’esiguità delle risorse. La sicurezza è infatti un obiettivo prioritario che si raggiunge soprattutto attraverso la riqualificazione, la vivibilità e il presidio dei cittadini”.
“Portare in Aula il tema di Via Don Morosini significava dare finalmente voce a cittadini che per troppo tempo hanno chiesto ascolto senza ricevere risposte adeguate – commenta Maria Grazia Ciolfi, capogruppo del M5S – . Oggi raggiungiamo un risultato importante per la città perché, al di là delle diverse sensibilità politiche, siamo riusciti ad approvare all’unanimità un documento che contiene impegni concreti, urgenti e immediatamente attuabili per restituire dignità, sicurezza e decoro a una delle aree più significative del nostro centro storico. Nel corso della discussione il Movimento 5 Stelle ha presentato sei emendamenti all’ordine del giorno. “Tra quelli accolti, il più importante riguarda l’istituzione di un confronto diretto, costante e strutturato con residenti, comitati di quartiere e realtà associative. Era il punto centrale del mio intervento e delle richieste avanzate dai cittadini. Ritengo infatti che l’assenza di un ascolto continuo e organizzato sia una delle principali ragioni per cui oggi Via Don Morosini versa in queste condizioni.
«Positivo il documento unitario, ora avanti con il progetto “Serrande aperte”», commenta la consigliera del Gruppo Misto Daniela Fiore. «L’approvazione unanime di un documento condiviso rappresenta un segnale positivo e un risultato importante per la città. Di fronte a problematiche complesse come quelle che interessano il centro storico e via Don Morosini era necessario costruire una risposta unitaria e superare le contrapposizioni. Ora però occorre trasformare gli impegni assunti in azioni concrete e continuative».Secondo la consigliera, la questione di via Don Morosini non può essere ridotta esclusivamente a un problema di sicurezza od ordine pubblico. «La sicurezza è una parte del problema, ma non la sua causa profonda. Il vero nodo è la progressiva perdita di funzioni urbane: attività commerciali che chiudono, servizi che scompaiono, locali che restano vuoti, spazi pubblici che perdono vitalità. Quando una città perde presenza quotidiana, relazioni e presidi sociali, il degrado trova terreno fertile». Per questo Fiore ha proposto che via Don Morosini e l’area limitrofa del centro storico vengano individuate come area pilota per un progetto di rigenerazione urbana fondato sulla riattivazione del commercio di prossimità, sul recupero dei locali sfitti, sul sostegno a nuove attività economiche e culturali e su una programmazione stabile degli interventi di decoro urbano.
Unico punto in cui Pd e M5S e Lbc si dicono critici riguarda la collocazione del Play Ground in Via Don Morosini. La consigliera Ciolfi rivolge quindi un appello alla Sindaca e agli assessori competenti Muzio, Chiarato e Carnevale: “Chiedo che ciascuno, per le proprie competenze, avvii immediatamente le interlocuzioni necessarie con l’ente finanziatore per verificare il trasferimento dell’intervento in una sede più idonea”.
CRONACA
Attentato a Ranucci, arrestato Valter Lavitola: sarebbe il presunto mandante
Svolta nell’inchiesta sull’attentato al giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, avvenuto il 16 ottobre dello scorso anno a Pomezia, a pochi chilometri dalla provincia di Latina. Valter Lavitola, imprenditore ed ex giornalista, è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma con l’accusa di essere il presunto mandante dell’attentato. Contestata anche l’aggravante del metodo mafioso. Il Gip di Roma ha emesso una misura cautelare anche nei confronti di un secondo indagato, ritenuto l’intermediario tra Lavitola e le quattro persone accusate di aver materialmente compiuto l’azione dinamitarda. L’uomo è irreperibile e si troverebbe in Africa. L’attentato aveva provocato l’esplosione di un ordigno davanti alla villetta di Ranucci. Il giornalista era rimasto illeso. Alla fine di giugno erano già state arrestate quattro persone ritenute gli esecutori materiali. Ora l’inchiesta della Procura di Roma punta a ricostruire la presunta catena di responsabilità che avrebbe portato alla pianificazione dell’attentato.
CRONACA
Una raccolta fondi per riportare a casa Amir, 32enne originario di Latina morto in Australia.
Il giovane, che da circa tre anni viveva a Wollongong, era chef e aveva lavorato anche in alcuni ristoranti del capoluogo pontino. Secondo quanto riportato nella raccolta fondi avviata dagli amici, la mattina del 9 agosto era uscito per allenarsi in mare lungo la costa, come faceva abitualmente, ma non ha più fatto ritorno.
L’obiettivo della raccolta è raggiungere 18mila euro per sostenere le spese del rimpatrio della salma, le pratiche per il trasferimento internazionale e i costi del funerale.
Amir viene ricordato dagli amici come una persona buona, rispettosa e generosa. Il suo motto era “Never Give Up”, diventato anche il messaggio dell’appello alla solidarietà rivolto alla comunità. Chi non può contribuire economicamente può comunque aiutare condividendo la raccolta fondi.
Il link alla raccolta fondi: https://www.gofundme.com/f/riportiamo-amir-a-casa-help-us-bring-amir-home?attribution_id=sl:e8f03309-81d3-4737-aed7-b4e14d75dfe4&lang=it_IT&ts=1786361648&utm_campaign=fp_sharesheet&utm_content=amp30-treatment-5&utm_medium=customer&utm_source=copy_link
CRONACA
Cisterna, un centro per l’autismo nell’appartamento confiscato alla criminalità
Un bene confiscato alla criminalità organizzata torna a disposizione della comunità e sarà trasformato in uno spazio dedicato alle persone con disturbo dello spettro autistico. Si tratta dell’appartamento di via Pitagora a Cisterna di Latina, dove i lavori di ristrutturazione partiranno entro la fine di agosto.
Nei giorni scorsi il dirigente comunale Vincenzo Capaldo ha firmato la determina di aggiudicazione dei lavori, per un investimento complessivo di 150mila euro interamente finanziato dalla Regione Lazio. L’intervento prevede la riqualificazione degli ambienti per consentire lo svolgimento di attività e servizi rivolti alle persone autistiche e alle loro famiglie.
All’interno dell’appartamento saranno realizzati una stanza per i colloqui, uno spazio dedicato alle diverse terapie, un ambiente destinato ad altre attività e i servizi igienici. L’immobile si trova nella stessa palazzina in cui un’altra unità immobiliare confiscata alla criminalità è stata destinata al progetto “Dopo di noi”.
L’appartamento di via Pitagora è stato confiscato definitivamente nel 2012 con un provvedimento del Tribunale di Latina. Nel 2023, con un decreto dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, è stato trasferito al patrimonio indisponibile del Comune di Cisterna.
Nel settembre 2024 l’amministrazione comunale aveva partecipato a un avviso pubblico della Regione Lazio per ottenere contributi destinati al recupero e al riutilizzo dei beni confiscati. Il progetto di fattibilità tecnica approvato dal Comune ha ottenuto il finanziamento necessario alla realizzazione dell’intervento.
Secondo il cronoprogramma, il cantiere dovrebbe aprire entro poche settimane e concludersi entro la fine di ottobre, quando l’immobile dovrebbe essere riconsegnato dopo il completamento dei lavori.
«Oggi diamo inizio a una vera rinascita: restituiamo alla comunità un bene sottratto alla criminalità per trasformarlo in un centro per l’autismo innovativo», sottolineano il sindaco di Cisterna Valentino Mantini e l’assessora al Welfare Stefania Krilic.
«Con questo progetto – aggiungono – Cisterna continua a lavorare concretamente per l’integrazione socio-sanitaria, unendo le forze delle istituzioni, della sanità e del terzo settore. Dove prima c’era illegalità, ora nascono risposte reali, diritti e sostegno concreto per le nostre famiglie».
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