CRONACA
Concessioni demaniali, il TAR respinge i ricorsi, l’Amministrazione: “Abbiamo agito correttamente”
TERRACINA – Il Tar del Lazio, sezione staccata di Latina, ha respinto le tre istanze presentate da gruppi di operatori balneari che chiedevano, tra l’altro, l’annullamento previa sospensione dell’efficacia della Determinazione Dirigenziale n. 1160 del 05/06/2026 e dell’avviso pubblico per l’affidamento di n. 86 concessioni di beni demaniali marittimi del litorale di Terracina per finalità turistiche e ricreative. Ne dà notizia il Comune.
“Con le tre ordinanze – si legge in una nota dell’Amministrazione – viene dunque attestata la correttezza e la legittimità dell’operato dell’Amministrazione Comunale, nelle more delle nuove procedure. Come spiegato dal TAR, infatti, è proprio la sospensione richiesta dagli operatori balneari che li avrebbe invece esposti al rischio di un’occupazione abusiva del demanio. Una sospensione che, viene ancora sottolineato dai Giudici Amministrativi, paralizzerebbe l’intera procedura per 86 concessioni, con grave pregiudizio per l’interesse pubblico alla tempestiva assegnazione delle concessioni in tempo per la programmazione della prossima stagione balneare, in un settore in cui la giurisprudenza impone di procedere alle gare senza indugio.
La Determinazione Dirigenziale n. 1160 dispone di procedere all’indizione delle procedure comparative per tutte le concessioni demaniali per finalità turistico ricreative per l’accesso al mercato libero degli operatori economici, e determina l’approvazione dell’avviso pubblico per l’affidamento di n. 86 concessioni di beni demaniali e marittimi del litorale di Terracina per finalità turistiche e ricreative.
Nelle prime due distinte ordinanze con le quali vengono respinti i ricorsi n. 616/2026 e 617/2026 presentati da un gruppo di operatori balneari, da un consorzio e da due società, il TAR rileva che nell’Avviso è presente una griglia analitica di criteri e sub-criteri, e quanto al PUA, è in fase avanzata e conoscibile e la giurisprudenza ammette gare in assenza di PUA definitivo. La gara prevede poi il recesso senza oneri e il Comune ha garantito anche la possibilità di adeguare l’offerta. Quanto alla mancata previsione dell’indennizzo, il TAR ricorda che il Consiglio di Stato ha già chiarito che la mancata adozione del decreto ministeriale non blocca le gare, e comunque il Comune ha attivato la procedura peritale e fissato un tetto massimo. Priva di fumus è, prima facie, la censura con cui si lamenta l’incompetenza della Giunta, concludono le Ordinanze che vedono Presidente Estensore Ines Simona Immacolata Pisano. Con la terza e ultima ordinanza con la quale viene respinto il ricorso n. 641/2026 presentato da un gruppo di operatori balneari, tutti titolari di concessioni demaniali marittime ante 28 dicembre 2009, il TAR spiega che lo stesso Tribunale con sentenze passate in giudicato ha già rigettato i ricorsi proposti e dichiarato legittima la revoca (disposta dal Comune) della proroga automatica al 2033, e che il titolo concessorio non può restare insensibile alla normativa sopravvenuta grazie alla mera estensione della validità temporale con proroghe violative del diritto europeo. Nell’ordinanza si ravvisa poi la carenza di periculum in mora in virtù del fatto che sarebbe la sospensione degli atti impugnati ad esporre i ricorrenti ai paventati rischi di qualificazione “abusiva” dell’occupazione del suolo demaniale incidendo sull’efficacia del quadro regolatorio. Il TAR conclude che in termini di comparazione degli interessi, deve annettersi prevalenza all’interesse pubblico alla legittima e corretta gestione del demanio marittimo, presidiato dagli atti impugnati”.
CRONACA
Infortuni sul lavoro, lo studio Uil: “Latina tra i territori a più alto rischio”
LATINA – La provincia di Latina si conferma tra i territori a più alto rischio per lavoratrici e lavoratori con un dato nettamente superiore sia alla media regionale (3,7) sia a quella nazionale (4,5). L’analisi, su dati Eures, è della Uil Latina.
Il segretario provinciale Luigi Garullo spiega che “con un indice di 6 infortuni mortali ogni 100mila occupati, il territorio pontino si è posizionato subito dopo Frosinone (6,3) e prima di Rieti (5,1), Viterbo (4) e Roma (3,1)”.
“L’approfondimento del sindacato – spiega Garullo – sviluppa l’indicatore del rischio rapportando il numero dei casi denunciati a quello degli occupati per permettere un confronto omogeneo tra i diversi territori laziali, indipendentemente dalla loro dimensione occupazionale. Sul piano dei numeri assoluti dal dossier emerge che lo scorso anno nella provincia di Latina ci sono state 3.519 denunce di infortunio sul lavoro, 13 con esito mortale. Nei primi sei mesi del 2026 le denunce hanno già raggiunto quota 1.864, quattro invece gli incidenti mortali. Un bilancio che non comprende ancora i due lavoratori morti per il caldo nel mese di luglio e che rende – ad oggi – il quadro ancora più drammatico”, conclude Garullo
CRONACA
A Ponza intere zone senza acqua, il sindaco si rivolge a Prefetto e Acqualatina: “Ora pompe di rilancio riparate e quarta nave cisterna”
PONZA – Dopo giorni di disagi, malcontento e proteste per la carenza idrica che ha interessato diverse zone di Ponza nel pieno della stagione più calda, che è anche quella turistica, il sindaco Francesco Ambrosino si aggiunge alla lista di sindaci pontini che si sono lamentati del servizio con il gestore Acqualatina, ma annuncia che sono state adottate soluzioni.
“In questi ultimi giorni – spiega in una nota – la carenza idrica è diventata un enorme problema per Ponza, con intere zone dell’isola rimaste senza servizio. Le cause, diverse tra loro, possono essere ricondotte principalmente a due criticità: il malfunzionamento delle pompe di rilancio a Cala Inferno e, soprattutto, l’insufficiente apporto garantito dall’utilizzo di tre sole navi cisterna”. Poi, puntualizza che “Ponza ha un gestore del servizio idrico e, pertanto, il Comune non aveva contezza preventiva di queste situazioni”.
Anche Ambrosino come altri suoi colleghi si è dovuto rivolgere al Prefetto di Latina, e ha avuto “interlocuzioni serrate” con l’Amministratore Delegato e il Presidente di Acqualatina, oltre che con i vari funzionari e tecnici coinvolti. “Dopo aver compreso la gravità della situazione, tutti si sono attivati per intervenire sulle disfunzioni – racconta il primo cittadino dlel’isola – Le pompe di rilancio sono state riparate e, da oggi, sulla linea abbiamo anche la quarta nave cisterna, la “Cesare”. Questo dovrebbe garantire un maggiore apporto d’acqua e, soprattutto, una pressione più costante, consentendo di raggiungere anche le zone più alte dell’isola. Continueremo a seguire la situazione con la massima attenzione, affinché il servizio torni pienamente alla normalità e affinché una criticità di questa portata non debba più ripetersi.”
CRONACA
Trasporto pubblico, le riserve di Ugl sull’accordo: “Troppo pochi gli autisti in servizio”
LATINA – L’accordo trovato tra azienda e sindacati per fare ripartire il servizio di trasporto pubblico urbano a Latina non risolve del tutto le criticità. Lo sciopero selvaggio (che non ha avuto conseguenze sul piano delle sanzioni), ha congelato fino a fine settembre la procedura di licenziamento collettivo aperta dalla Csc Mobilità, ma non ha portato alla sua revoca, con la conseguenza che il personale, soprattutto in questo periodo di ferie, è sottodimensionato e non sono garantite tutte le corse. A contestare il risultato, a pochi giorni dalle concitate riunioni che si sono susseguite in Comune martedì scorso, è Giuliano Errico di Ugl Autoferro: “Decisioni-ponte che non portano a nulla”, afferma.
“Le criticità che restano sono importanti perché c’è una carenza di personale che unita a un parco mezzi che non è più efficiente ed efficace come dovrebbe essere, non potrà garantire, secondo noi, per questa estate, un servizio eccellente. E siamo anche preoccupati per l’inizio della stagione scolastica, quando andrà garantito agli studenti il diritto alla mobilità che è sacrosanto”.
Per il sindacalista, che martedì sedeva al tavolo con altre due sigle, Cgil e Uil, ci sono due motivi fondamentali: “Se non si revoca la procedura o si chiude con un esito positivo la procedura di licenziamento collettivo, diventa un problema assumere, e qui serve assumere. Inoltre, se non si fanno interventi usando, in attesa delle risorse della Regione Lazio, i ricavi da traffico che sono in positivo e sono aumentati negli ultimi tre anni con una media importante, per ottemperare al danno economico, al gap economico che i lavoratori stanno subendo, se non si utilizzano almeno queste due strade non credo che ci sia una via d’uscita sul futuro del trasporto pubblico”, dice Errico.
Il servizio in città, intanto, prosegue tra corse si e corse no. “I disagi stanno continuando, ma non per colpa dei lavoratori, per colpa di decisioni che non portano da nessuna parte. Qui, la toppa è peggio del danno. Capiamo che sono in ritardo i contributi regionali che devono arrivare, ma stiamo parlando di un’azienda che appartiene a un gruppo importante che ha sempre investito in maniera ottimale in tutte le zone dove ha lavorato, quindi ci sorprende che a Latina si vada in controtendenza”.
Dunque nuovi scioperi in vista?
“Cercheremo in tutte le sedi di farci sentire, ma abbiamo sempre utilizzato gli strumenti di legge. È ovvio che qualora una situazione del genere dovesse continuare, aprire le procedure di raffreddamento e conciliazione sarebbe un passo ipotizzabile”.
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