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Progetto Danza a Latina, ballano anche le maestre

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LATINA – Si sono messe in gioco anche loro, il gruppo delle insegnanti dell’associazione di scuole di ballo “Progetto Danza” che giovedì e venerdì scorsi sono salite sul palcoscenico del Teatro D’Annunzio per ballare “Crazy for Dance”, lo spettacolo firmato dal grande coreografo statunitense Bill Goodson. Il progetto contemplava la messa inscena di due spettacoli molto diversi: lo “Schiaccianoci, il sogno di Clara” per il progetto “Leggere per ballare” della F.N.A.S.D (Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza) progetto che, grazie al suo valore didattico- artistico, si avvale del patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Ministero della Gioventù e delle Pari Opportunità. Sul palcoscenico (per due spettacoli serali e uno mattutino per le scuole) sono saliti 215 allievi delle scuole affiliate alla Progetto Danza ( Don Bosco di Latina, Cultura Mediterranea di Latina, Etoile di Latina, Moondancers di Latina, Isadora di Borgo S.Maria (Latina), Piedi scalzi di Priverno, Giselle di San Felice Circeo, Effetto danza di Borgo Hermada(Terracina), Matisse di Cori), selezionati dal maestro Arturo Cannistrà. Nella seconda parte della serata dal titolo “Crazy for dance” un travolgente susseguirsi di coreografie interamente ideate e coreografate dal maestro internazionale Bill Goodson, e della sua assistente Claudia Rossi. Lo spettacolo è stato preparato attraverso una serie di laboratori coreografici lavorando in sala con Goodson. In sala c’eranoi  ballerini professionisti del teatro dell’Opera di Roma Damiano Mongelli, Giornano Cagnin, Erika Gaudenzi, Claudio Cocino.

Il corpo di ballo al completo. Al centro Arturo Cannistrà coreografo de Lo Schiaccianoci

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Stadio Francioni, concessioni in corso. Chiarato: «Il Latina Calcio continuerà a giocare qui»

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Le procedure per l’affidamento dello stadio Francioni e del campo Bondioli non sono ancora concluse, ma il Latina Calcio continuerà a disputare le proprie gare interne nello storico impianto cittadino. A fare chiarezza è l’assessore allo Sport Andrea Chiarato, intervenuto sulla concessione “ponte” e sul bando europeo ventennale per la gestione delle due strutture.

Per la concessione temporanea sono attualmente in corso le verifiche sull’unica offerta presentata, mentre per la procedura ventennale si attende la nomina della commissione che dovrà proseguire le operazioni di gara. L’amministrazione comunale precisa quindi che, allo stato attuale, nessuna delle due procedure è stata definitivamente aggiudicata.

«Il Latina Calcio gioca e giocherà sempre al Francioni», ribadisce Chiarato, ricordando che il club potrà utilizzare lo stadio grazie ai tre nulla osta firmati dal sindaco Matilde Celentano, necessari anche ai fini dell’iscrizione al campionato di Lega Pro. Inoltre, sia il bando ventennale sia l’avviso per la concessione “ponte” prevedono espressamente l’obbligo per il concessionario di consentire al Latina Calcio lo svolgimento delle gare e degli allenamenti, rispettivamente al Francioni e al Bondioli.

L’assessore difende anche la scelta dell’amministrazione di procedere attraverso gare pubbliche, sottolineando come l’obiettivo sia stato quello di garantire trasparenza e imparzialità. Per entrambe le strutture è stato previsto un canone annuo a base di gara di 75.524 euro, che Chiarato considera competitivo rispetto agli importi applicati per altri stadi italiani.

Nel dettaglio, vengono citati i casi dello Stadio Euganeo di Padova, con un canone lordo di 416mila euro l’anno, del Barbera di Palermo, con una base d’asta superiore a 352mila euro, e di altri impianti come quelli di Brescia, Pescara, Avellino, Trieste e Modena, caratterizzati da canoni o costi di gestione superiori.

La questione, dunque, resta ancora in una fase procedurale. Per la gara ventennale è stata presentata una sola offerta, così come per la concessione “ponte”, ma entrambe devono completare gli accertamenti previsti prima dell’eventuale aggiudicazione. Nel frattempo, l’amministrazione ribadisce che il Latina Calcio potrà continuare a giocare al Francioni e ad allenarsi al Bondioli, secondo quanto previsto dagli atti di gara.

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Allerta amianto in un giocattolo: il Ministero della Salute invita a verificare la presenza del prodotto

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Anche il comune di Sabaudia, così come molti altri comuni italiani, ha lanciato l’allerta per un giocattolo nel cui materiale di riempimento è stata rilevata la presenza di tremolite, una forma di amianto. La segnalazione è contenuta nella notifica europea resa nota oggi dallo Sportello Amianto sulla base di una comunicazione del Ministero della Salute. Il prodotto in questione è un giocattolo elastico a forma di carota, arancione, riempito di sabbia, che potrebbe rompersi provocando la fuoriuscita della sabbia contaminata. Le autorità europee lo hanno classificato come prodotto a “rischio serio” e non conforme alla normativa sulla sicurezza dei giocattoli. Il Ministero richiama l’attenzione non solo delle famiglie, ma anche di scuole, asili nido, ludoteche, centri educativi e altre strutture frequentate da bambini, dove il prodotto potrebbe essere stato acquistato. L’invito è a verificare la presenza del giocattolo e, nel caso venga individuato, a non utilizzarlo.

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Vini, il Nettare di Circe Medaglia d’Oro al Berliner Wein Trophy 2026

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SABAUDIA – Il Passito Nettare di Circe della Cantina Tre Terre di Sabaudia ha ottenuto la Medaglia d’Oro al Berliner Wein Trophy 2026, uno dei più prestigiosi concorsi vinicoli al mondo. Il riconoscimento premia la qualità, l’equilibrio e la complessità aromatica di un vino che nasce dalla sapiente appassitura delle uve e dal profondo legame con il nostro territorio.

“Nettare di Circe  è il vino che più racconta la nostra identità, ed è una grande soddisfazione vederlo premiato su un palcoscenico così importante”, sottolinea Fortunato Maccotta, titolare della Cantina Tre Terre  spiegando che “è prodotto da uve Moscato bianco in purezza, coltivato nei vigneti aziendali separati dal Parco del Circeo dalla striscia di asfalto dalla Migliara 49, nel territorio di Sabaudia” e che “al raggiungimento delle giuste concentrazioni zuccherine, i grappoli di Moscato sono diraspati a mano, e gli acini appassiti sono pigiati con un piccolo torchio manuale”.

Il mosto che si ottiene inizia una lenta fermentazione in un serbatoio di acciaio inox. A fine fermentazione vino matura per 6 mesi in caratelli di rovere di Allier da 56 litri, a cui segue un affinamento in bottiglia di almeno 8 mesi.

Il Berliner Wein Trophy è considerato il più grande concorso vinicolo al mondo sotto il patrocinio dell’OIV (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) e dell’UIOE (Unione Internazionale degli Enologi). Ogni anno il concorso raccoglie circa 14.000 campioni provenienti da decine di Paesi, valutati alla cieca da una giuria di oltre 80 esperti internazionali, sotto la supervisione di un notaio a garanzia della massima trasparenza. In linea con il regolamento OIV, solo il 30% circa dei vini in gara riceve una medaglia.

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