ECONOMIA
Guerra del latte: dossier sui prezzi esaminato dall’Antitrust
LATINA – Il dossier sullo squilibrio contrattuale nella filiera del latte tra produttori e industrie della trasformazione, corredato da una sintesi dei costi di produzione e dei prezzi al consumo, è stato consegnato alla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcom). I vertici dell’Antitrust hanno assicurato il rapido esame della pratica, impegnandosi a concludere la verifica entro i primi giorni di dicembre.
Questo il risultato del presidio cui hanno partecipato centinaia di allevatori (partiti da Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti) andato in scena a Roma, in piazza Verdi, davanti la sede di Agcom.
La protesta è stata indetta da Coldiretti dopo il fallimento del tavolo della trattativa presso il Ministero delle Politiche Agricole dove gli industriali avevano offerto 1 centesimo di aumento per il latte alla stalla, provocando la dura reazione dei rappresentanti degli allevatori. “La proposta di 1 centesimo – si legge nella nota della Coldiretti – è stata considerata come provocazione frutto dello strapotere della multinazionale francese Lactalis che, dopo aver acquisito i popolari marchi Parmalat, Invernizzi, Galbani, Locatelli, Cademartori è diventata il primo gruppo sul mercato italiano e mondiale nei prodotti lattiero-caseari. Lactalis detiene nel nostro paese il 33% del latte a lunga conservazione, il 34% del mercato della mozzarella, il 37% del mercato dei formaggi freschi (con un volume di fatturato italiano di 1,4 miliardi di euro). Il primo obiettivo della guerra del latte dichiarata dalla Coldiretti è il riconoscimento di un adeguato valore al latte munto nelle nostre stalle, che è in assoluto il più controllato, il primo per qualità, ma anche il più sottopagato rispetto ai costi di produzione”.
“Non meno importante l’ottenimento della legge che introduca l’obbligo di indicare in etichetta, sulle confezioni di latte, mozzarelle e formaggi la provenienza della materia prima. Ai consumatori vengono venduti prodotti spacciati per italiani, ma che italiani non sono al 100%. A fronte di una produzione nazionale di 110 milioni di quintali di latte, sono 85 i milioni di quintali importati. Indicare obbligatoriamente l’origine del latte in etichetta significa tutelare il prodotto italiano e consentire ai consumatori di scegliere e acquistare in un regime di totale trasparenza e piena consapevolezza”.
ECONOMIA
Colture colpite da Xylella, Tripodi (Fi): “Dalla Regione Lazio aiuti concreti alle imprese agricole”
LATINA – La Regione Lazio stanzia 200mila euro a sostegno delle imprese agricole colpite dalla Xylella fastidiosa, costrette ad abbattere e distruggere le piante infette o a rischio. Il provvedimento va incontro alle aziende che, per rispettare le prescrizioni del Servizio Fitosanitario, hanno dovuto eliminare colture in produzione – in particolare mandorleti – “subendo un danno economico diretto e immediato”. Il contributo, in regime “de minimis”, potrà arrivare fino a 50mila euro per impresa nell’arco di tre anni.
“Di fronte alla Xylella non possiamo lasciare soli i nostri agricoltori – dichiara Orlando Angelo Tripodi –. Se lo Stato impone l’abbattimento delle piante per tutelare l’interesse collettivo, è giusto che la Regione intervenga per sostenere chi paga il prezzo più alto. Questo è un atto di responsabilità verso le imprese e verso l’economia agricola del Lazio”.
La gestione del bando sarà affidata ad ARSIAL, che curerà l’erogazione degli indennizzi alle aziende ammesse.
ECONOMIA
Pontinia, continuano i lavori per l’istituzione del distretto bufalino
PONTINIA – Continuano i lavori per l’istituzione del Distretto bufalino, l’organizzazione intercomunale che avrà come obiettivo la promozione e la tutela dei prodotti derivati dal latte e dalla carne di bufala dell’agro pontino, attraverso un sistema unitario che sia in grado coinvolgere i diversi attori del settore. Dopo un incontro avuto con alcuni amministratori di diversi Comuni aderenti presso l’aula consiliare del Comune di Pontinia, sono iniziate le procedure per la condivisione e la firma dello statuto del Distretto bufalino. Il documento è stato prima di tutto concordato con gli allevatori e, domani 13 dicembre, la commissione agricoltura del Comune di Pontinia ne certificherà la presa d’atto. Continua bene il percorso per l’istituzione del distretto, un progetto che ha come capofila la città di Pontinia, con l’impegno in prima fila del sindaco Eligio Tombolillo e l’assessore all’agricoltura Giovanni Bottoni, e che vede il coinvolgimento di ben 11 Comuni, allevatori, istituti di credito e associazioni di categoria, così come centri di ricerca e di formazione. Sempre sullo statuto, entro il 31 gennaio gli altri Comuni ne daranno il via libera.
Infine, il percorso per l’istituzione del distretto prevederà altri passi importanti, così come illustrato dall’assessore Bottoni: “Una volta completato l’iter convocheremo un’assemblea generale per comporre il Consiglio di Amministrazione, formato dai Comuni e da una larga rappresentanza degli allevatori. Inseriremo inoltre la Camera di Commercio, la Provincia di Latina, gli istituti di credito e gli istituti di ricerca: a tal proposito l’Università della Tuscia ha già manifestato la volontà di investire in maniera considerevole sull’iniziativa. Nell’incontro del 9 dicembre abbiamo stabilito di allargare ulteriormente il numero di componenti del consiglio direttivo e di adottare misure che rafforzino la tutela delle aziende e consentano al distretto di farsi portavoce delle problematiche del settore attraverso le segnalazioni al Ministero competente. Siamo molto soddisfatti dei passi compiuti, la validità del progetto è testimoniata dalle tante adesioni e dal fatto che siamo stati contattati da numerose aziende locali e dei centri limitrofi. La Commissione di martedì segnerà un ulteriore decisivo passo a Pontinia ma anche negli altri Comuni c’è la ferma volontà di stringere i tempi per diventare subito operativi”.
ECONOMIA
“Risorse in Comune”, Sezze riceverà un finanziamento di 100 mila euro
SEZZE – Il Comune di Sezze è uno dei comuni finanziati dall’avviso pubblico “Risorse in Comune”, e riceverà un finanziamento pari a 100.756,39 euro. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica, si inserisce nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e mira a potenziare la capacità amministrativa degli enti locali. Il progetto è stato concepito per sostenere i Comuni italiani nel loro percorso di modernizzazione, incentivando la trasformazione organizzativa e digitale. E’ intenzione dell’amministrazione impiegare il finanziamento per acquisire una serie di beni e servizi finalizzati a: migliorare l’organizzazione degli uffici e la gestione dei flussi di lavoro, rendere più funzionali e moderni gli spazi di lavoro per il personale comunale, potenziare l’efficienza informatica dell’ente, con l’acquisto di nuove tecnologie e software, valorizzare il capitale umano, attraverso percorsi di formazione e aggiornamento professionale. “Investire sulla capacità amministrativa – spiega l’Assessore Attività Produttive, Politiche del Lavoro, Innovazione e Finanziamenti Pubblici Lola Fernandez – significa investire direttamente sul benessere dei nostri cittadini. Grazie a queste risorse, potremo rendere il nostro Comune più moderno ed efficiente, capace di rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze della comunità. Continuiamo a lavorare per cogliere tutte le opportunità offerte dal PNRR, consolidando il percorso di crescita e sviluppo del nostro territorio, che ha già visto importanti risultati su altri fronti, come le politiche giovanili, l’innovazione, il lavoro e la valorizzazione del nostro patrimonio enogastronomico e culturale”.
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