AMBIENTE
A San Felice Circeo grazie alla campagna Marevivo dimezzati i mozziconi di sigaretta nell’ambiente
SAN FELICE CIRCEO – A San Felice Circeo in estate si è osservata una riduzione media di abbandono dei mozziconi di sigaretta nell’ambiente del 53%. Lo spiega Marevivo rendendo noti i risultati di “Piccoli gesti, grandi crimini”, la campagna realizzata in estate in collaborazione con British American Tobacco Italia e con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica e dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), per contribuire a combattere il fenomeno del littering, in questo caso dovuto all’abbandono dei mozziconi di sigarette nell’ambiente.
In occasione della campagna, lo scorso agosto al Circeo è stata istallata in Piazza Vittorio Veneto una vera e propria “scena del crimine”, in cui, accanto alle sagome delle vittime – tartarughe, pesci e altri animali marini – è stata posta la riproduzione di un mozzicone gigante come simbolica “arma del delitto”. Alle locandine informative affisse nelle strade di San Felice, si sono affiancati i volontari di Marevivo che hanno distribuito più di 1.000 posacenere tascabili e riutilizzabili, in plastica riciclata.
“Abbiamo partecipato con entusiasmo a questa iniziativa – ha commentato Giuseppe Schiboni, sindaco di San Felice Circeo – che si è inserita perfettamente in una serie di attività green che, negli ultimi anni, abbiamo sviluppato sul nostro territorio. Dal report presentato da Marevivo e British American Tobacco Italia è emerso che studi in corso all’Università Politecnica delle Marche evidenziano che le sostanze rilasciate dopo 24 ore da 5 mozziconi in un litro d’acqua inibiscono del 50% la crescita di microalghe. È stato anche visto che 4 mozziconi in un litro possono inibire la bioluminescenza dei batteri marini del 50%, mentre ne bastano ancora meno per causare malformazioni evidenti nello sviluppo embrionale dell’ostrica o alterazioni cellulari nei tessuti dei mitili. Questi dati confermano l’importanza dell’attività svolta a San Felice, un paese di mare incastonato nel Parco Nazionale del Circeo: abbiamo chiesto a Marevivo e BAT Italia di ripetere l’iniziativa nel nostro territorio anche nei prossimi anni.”
“Se non smaltiti correttamente i mozziconi di sigaretta rappresentano un danno enorme per l’ambiente: sono i rifiuti più frequenti sulle spiagge, rilasciano sostanze nocive nel mare, il loro filtro non è biodegradabile, si sminuzza in microplastiche e rimane in mare per sempre – ha dichiarato Raffaella Giugni, Responsabile Relazioni Istituzionali di Marevivo – Durante la campagna abbiamo registrato una significativa riduzione media dei mozziconi abbandonati nell’ambiente pari al 53%, dimostrando, così, quanto sia importante informare e sensibilizzare i cittadini per migliorare la consapevolezza sul problema, stimolando abitudini e comportamenti corretti. Alle amministrazioni chiediamo, infine, di essere al nostro fianco, aiutandoci a contrastare questa minaccia gravissima per l’ambiente e il mare. Una cosa è certa: ciascuno di noi può fare la differenza.”
UN DOMANI MIGLIORE – “Piccoli gesti, grandi crimini’ è uno dei nostri progetti di punta per il raggiungimento di ‘A Better Tomorrow’, il proposito aziendale che in BAT seguiamo per ridurre l’impatto del nostro business sulla salute dei consumatori e sull’ambiente – dice Roberta Palazzetti, Presidente e AD BAT Italia, Area Director Sud Europa – Il progetto ha dimostrato che è possibile ridurre il fenomeno del littering, ma anche raccogliere informazioni scientifiche per consentire ad Istituzioni e stakeholders di attuare al meglio la nuova direttiva SUP-Single Use Plastics. Il gruppo BAT a livello globale è consapevole della necessità di percorrere nuove strade che consentano di prevenire efficacemente il problema dello smaltimento delle plastiche presenti nei filtri delle sigarette, e sta investendo in ricerca e sviluppo per implementare soluzioni sostenibili per l’eliminazione della plastica monouso dal filtro delle sigarette, interpretando alla lettera lo spirito della direttiva. È però importante costruire uno schema di responsabilità estesa bilanciato, basato sulla condivisione di dati e best practice, ispirato a criteri di efficienza economica e in grado di produrre concretamente effetti positivi per l’ambiente.”
IL MONITORAGGIO E I DATI – Il progetto ha anche previsto una fase di monitoraggio, sia qualitativo che quantitativo, per verificare l’efficacia della campagna e per la raccolta di dati oggettivi da mettere a disposizione delle Istituzioni allo scopo di identificare best practice utili a prevenire in modo più efficace questa grave minaccia per la salute dell’ecosistema marino e dell’ambiente. Queste attività sono state affidate alla startup italiana JustOnEarth, specializzata in analisi dei dati e sostenibilità ambientale, e a Utilitalia, la Federazione delle imprese operanti nei servizi pubblici dell’Acqua, dell’Ambiente, dell’Energia Elettrica e del Gas.
Secondo l’indagine sui comportamenti dei fumatori condotta da JustOnEarth durante la campagna a Bari, Fermo, Catania e San Felice Circeo, più di metà delle sigarette sono fumate fuori casa. E dove finiscono? Il 30% dei mozziconi viene smaltito nei cestini mentre ben il 70% viene, invece, gettato a terra. Uno dei problemi alla base di questo comportamento è la generale sottostima legata al problema e al meccanismo causa-effetto. Impietoso è anche il confronto con gli altri rifiuti. Se per altre tipologie di rifiuti, la percentuale di comportamento corretto riscontrata nei cittadini è superiore all’80%, nel caso delle sigarette questo valore scende drasticamente raggiungendo un picco negativo del 39,5%.
Post campagna, è stata registrata nelle 4 località una forte riduzione del fenomeno del littering per un valore medio complessivo di -53%. Per valutare l’impatto della campagna, JustOnEarth ha effettuato il confronto tra il numero di mozziconi di sigarette prima del lancio della campagna e dopo la sua conclusione, suddividendo il territorio urbano di ciascuna località in tre categorie, corrispondenti ad altrettante fasce di rischio (“alto”, “medio” e “basso”). Per la realizzazione di questa analisi JustOnEarth si è avvalsa di una tecnologia particolarmente avanzata di monitoraggio satellitare e intelligenza artificiale che ha permesso di interpretare e trasformare le immagini fornite dai satelliti del progetto “Copernicus” dell’Agenzia Spaziale Europea, con un livello di precisione del 98,3%.
Ogni anno, solo in Italia, sono 14 miliardi i mozziconi di sigaretta che finiscono nell’ambiente, confermandosi il rifiuto più diffuso sulle nostre spiagge. Secondo l’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente), i mozziconi rappresentano il 40% dei rifiuti complessivi presenti nel Mediterraneo, davanti a bottiglie, sacchetti di plastica e lattine. I mozziconi arrivano in mare attraverso un “piccolo” gesto fatto automaticamente, con disattenzione, e che non viene considerato grave da chi lo compie: vengono gettati in strada, nei tombini, nelle aree verdi, lungo le spiagge e gli argini dei fiumi, facendosi così strada nelle fogne e finendo poi nei fiumi e nei nostri mari, dove rilasciano centinaia di sostanze nocive dannose per gli organismi acquatici.
AMBIENTE
Dopo la prima pioggia, crolla un pezzo di asfalto sul lungomare di Latina e la duna si spacca in due
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- STRADA FRANATA
LATINA – Peggiorano ulteriormente le condizioni della strada lungomare al Lido di Latina, nell’area più bella, preziosa e fragile, quella del Parco Nazionale del Circeo, tra Capoportiere e Rio Martino. Dopo la pioggia di giovedì, in uno dei punti più critici già segnalato in passato con delle reti di protezione, la presenza di un manufatto in cemento, una sorta di caditoia che dalla strada convoglia l’acqua verso la spiaggia, ha causato la completa spaccatura della duna.
Un altro pezzetto di asfalto è franato e la ferita nella linea dunale è ormai ampia e netta. Sulla spiaggia, si nota la scia tracciata dall’acqua e dai detriti arrivati dalla strada.
A parte la traballante rete arancione di protezione, che segnala il pericolo, non è stato ancora realizzato alcun intervento di protezione o ripristino. Analoghi crolli, da alcuni anni, si sono verificati anche sul tratto di lungomare ricadente nel Comune di Sabaudia.
AMBIENTE
Opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino, l’intervento può procedere
TERRACINA – Può procedere l’intervento del Comune di Terracina finanziato dalla Regione Lazio per il completamento delle opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino
Il Direttore della Direzione Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, su proposta del Dirigente dell’Area Valutazione di Impatto Ambientale, con Determinazione ha disposto l’esclusione dell’opera dal procedimento di V.I.A.
Il progetto – spiegano dal Comune – si inserisce all’intero del più ampio “Lavori di difesa e ricostruzione del litorale Pontino e manutenzione ordinaria dei litorali laziali” sviluppato dalla Regione Lazio. L’area di intervento è localizzata all’interno del Comune di Terracina, nel tratto di litorale a est della città compresa tra il Fiume Sisto e Porto Badino. L’intervento complessivo consiste nell’adeguamento e prolungamento dei tre pennelli emersi compresi fra Lido Azzurro e Lido di Penelope Realizzati nel 2009 e della realizzazione di ulteriori quattro pennelli semisommersi con testa ad Y. Oltre a questo si prevede di realizzare un ripascimento mediante sversamento di materiale di dragaggio. Il materiale da adoperare per il ripascimento sarà ricavato, per quanto possibile dagli esiti della campagna di caratterizzazione, dal dragaggio della foce del Fiume Portatore. Il restante quantitativo potrà essere ricavato, sempre previa caratterizzazione, da altre aree limitrofe a quelle di intervento.
Soddisfazione del Sindaco Francesco Giannetti e della Struttura Comunale Grandi Opere “per questo importante passo in avanti”.
AMBIENTE
A Ventotene non si sono schiuse le uova del nido di tartaruga marina deposte a luglio
VENTOTENE – Nel pomeriggio di martedì sull’isola di Ventotene, il personale del servizio naturalistico dell’Ente Parco ha provveduto alle operazioni di scavo del nido di tartaruga marina Caretta caretta, completando le verifiche tecniche previste dai protocolli scientifici. Era stato deposto i primi di luglio, ma le uova non si sono schiuse: “Sfortunatamente in questo caso le uova non si sono schiuse dimostrando ancora una volta che la natura procede anche attraverso i fallimenti. Nonostante la delusione per la mancata nascita di nuove tartarughe resta il grande valore di questa nidificazione, che ancora una volta si è avuta sull’isola di Ventotene, oltre all’importanza dei numerosi dati scientifici raccolti dai nostri ricercatori che serviranno per comprendere più a fondo le dinamiche riproduttive di questa specie protetta”, si legge in una nota.
E’ stata comunque una straordinaria stagione riproduttiva lungo le coste del basso Lazio che si sono dimostrate rifugio per la nidificazione di questa specie protetta. “Da Sperlonga a Gaeta, passando per Formia e Terracina, sabbia e mare sono stati protagonisti di un monitoraggio costante e appassionato da parte dei nostri tecnici specializzati e dei numerosi volontari che collaborano con la rete regionale TartaLazio. Ogni nido scoperto e protetto è stato un piccolo grande traguardo per la biodiversità della Riviera di Ulisse”, dicono dal Parco (guardando al proprio territorio e a quello più vicino, ma schiuse si sono viste anche a San Felice Circeo, Sabaudia e Latina) rivolgendo un ringraziamento a tutti i cittadini e agli operatori balneari.
“Con le loro segnalazioni tempestive e il rispetto delle aree protette hanno fatto la loro parte per custodire questo patrimonio naturale” afferma Fabio Refini, Direttore dell’Ente Parco, che aggiunge anche “una speciale menzione la meritano le forze dell’ordine e, in particolare, il personale della Capitaneria di Porto che da sempre supporta e favorisce, con le attività di propria competenza, la salvaguardia delle tartarughe marine. Moltissime giovani tartarughe sono riuscite a raggiungere il mare questa estate ma la nostra attenzione non va in vacanza, infatti, anche durante i mesi invernali continuerà l’attività dei nostri ricercatori per l’analisi e l’elaborazione di tutti i dati raccolti sui nidi nel periodo estivo, è per questo motivo” conclude il Direttore Refini, “l’ultimo ma più grande ringraziamento lo rivolgo ai naturalisti del nostro Parco che si dedicano con grande professionalità e senza mai risparmiarsi alle attività di monitoraggio, studio e salvaguardia nel nostro meraviglioso patrimonio naturale.”
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