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CRONACA

Incendio a Latina Scalo, in fumo i carrellati del “porta a porta” di Abc

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LATINA – Un violento incendio si è sviluppato nel primo pomeriggio di oggi nell’area esterna al sito industriale LogUp in Via Gloria a Latina Scalo. Dal punto si è levata una gigantesca nuvola di fumo nero rimasta a lungo visibile a distanza.

Da quanto si apprende, le fiamme hanno distrutto alcuni bidoni carrellati in plastica per la raccolta differenziata porta a porta che si trovavano stoccati nel piazzale dell’azienda logistica, in attesa di essere presi in consegna dalla Seden che si occupa della distribuzione dei contenitori per conto di Abc Latina. I bidoni dovevano essere consegnati alle utenze cui il servizio deve essere progressivamente esteso. Il rogo non ha invece intaccato le buste per la raccolta che erano stoccate all’interno dei capannoni.

Per domare le fiamme sono intervenuti i vigili del fuoco. Non si conoscono al momento le cause del rogo né la quantità di materiale che è andato distrutto. Sul posto per verificare di persona l’accaduto sono arrivati l’assessore comunale Dario Bellini che ha la delega all’Azienda per i Beni Comuni e il direttore dell’Azienda Silvio Ascoli.

Secondo la prima ricognizione effettuata  – trapela da Abc – i danni non sembrano tali da rallentare l’attività di Abc sul fronte del porta a porta, così come programmata. Non ci dovrebbero dunque essere ritardi nell’estensione del servizio.

Da verificare ancora l’eventuale presenza di sostanze tossiche nell’aria prodotte dalla combustione di materiale plastico.

Le puntualizzazioni dell’azienda in una nota.

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CRONACA

Lavoratori esposti al caldo, il Lazio proroga il divieto di lavoro dalle 12,30 alle 16

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E’ stata prorogata l’ordinanza regionale che vieta il lavoro in alcune fasce orarie nelle giornate di caldo estremo per proteggere la salute di lavoratrici e lavoratori. Il provvedimento, in vigore da giugno prevedeva il termine del  15 settembre mentre resterà in vigore fino al prossimo 30 settembre. L’ordinanza prevede il divieto, su tutto il territorio regionale, di svolgere attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata alla luce solare nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.

Le disposizioni interessano diversi comparti particolarmente esposti al rischio caldo. Tra questi figurano l’agricoltura e il florovivaismo, compresi gli interventi di manutenzione del verde, oltre al settore edile, con riferimento anche ai cantieri stradali, allo sfalcio dell’erba e alle attività di controllo e verifica sui ponti. Lo stop riguarda inoltre le attività estrattive, come quelle svolte nelle cave, la logistica di piazzale e la consegna delle merci in ambito urbano. Quest’ultima categoria comprende anche le consegne effettuate utilizzando biciclette o veicoli a motore a due ruote.

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CRONACA

Sabaudia, via libera agli interventi per il controllo dei cinghiali nelle aree urbane

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Il Parco Nazionale del Circeo ha autorizzato il Parco Regionale dei Monti Aurunci a intervenire con proprio personale tecnico per il controllo e la cattura dei cinghiali presenti nelle aree urbane di Sabaudia.

Il provvedimento arriva dopo le attività di coordinamento avviate nelle scorse settimane tra il Comune di Sabaudia, la Regione Lazio, il Parco Nazionale del Circeo, il Parco dei Monti Aurunci e gli altri enti coinvolti nella gestione della presenza degli animali sul territorio.

Con l’autorizzazione, il Parco dei Monti Aurunci potrà mettere a disposizione personale, mezzi e attrezzature, oltre alle proprie competenze tecniche, per effettuare gli interventi necessari.

Si entra quindi nella fase operativa, con l’obiettivo di verificare e gestire la presenza dei cinghiali nelle zone urbanizzate di Sabaudia. Gli interventi saranno effettuati secondo le modalità previste dalle autorità competenti.

La decisione rappresenta un ulteriore passo nel percorso avviato dagli enti per affrontare il problema della presenza dei cinghiali nelle aree frequentate dalla popolazione e garantire una gestione più efficace del fenomeno.

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CRONACA

Incendio a Norma, completata la bonifica, il sindaco: “Termina un incubo, ripartiamo da chi ha a cuore questo paese”

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NORMA – E’ un paesaggio desolante quello offerto da Norma dopo l’incendio dell’altra notte che ha impegnato vigili del fuoco, protezione civile e mezzi aerei che hanno poi lavorato per 40 ore circa ininterrottamete. Oggi si sono concluse le operazioni di bonifica.
“Possiamo finalmente dire che termina un incubo che ci ha tenuti impegnati per tre giorni e che, purtroppo, lascia un danno enorme al nostro patrimonio boschivo – commenta in un lungo post il sindaco Andrea dell’Omo che ha seguito anche di notte da vicino le operazioni  – . È un incendio che si aggiunge a quelli che, nelle scorse settimane e anche in questi giorni, hanno interessato diversi comuni del nostro territorio e che ci obbliga ancora una volta a confrontarci con quanto sia fragile il patrimonio ambientale che abbiamo il dovere di proteggere”.
Dell’Omo si sofferma anche sulle possibili cause: “Un’autocombustione non può spiegare un incendio che si sviluppa in piena notte, in un’area archeologica chiusa ai mezzi e in un punto non raggiungibile se non a piedi. Sono elementi sui quali è giusto riflettere. Chi ha le competenze sta facendo le proprie valutazioni e le proprie verifiche e sarà il lavoro degli organi preposti a stabilire cosa sia accaduto. Noi dobbiamo avere fiducia in questo lavoro e lasciare che siano i fatti, e non le supposizioni, a parlare. Ma quello che rimane di questi tre giorni non è soltanto l’odore del fumo sulla nostra pelle, che purtroppo non andrà via velocemente. Rimangono soprattutto le persone. Rimangono i vigili del fuoco e quei volontari che hanno trascorso ore sul fronte dell’incendio, rimangono le tante persone che in modi diversi hanno dato il proprio contributo, anche semplicemente condividendo una bottiglietta d’acqua. Rimangono i colleghi sindaci che ci hanno chiamato per sapere come stavamo e se avevamo bisogno di qualcosa, tutte le persone impegnate nella valorizzazione del Parco Archeologico che da subito hanno dato la loro disponibilità per un ritorno alla normalità. E credo che sia proprio questo l’aspetto più importante da cui ripartire.
Il nostro compito  – conclude – è proteggere Norma, il suo patrimonio ambientale, il suo bosco, la sua storia. E per farlo dobbiamo continuare a lavorare, insieme a tutte quelle persone che in questi giorni hanno dimostrato, con i fatti e non con le parole, di avere davvero a cuore questo paese. Ripartiamo da loro. Ripartiamo dalle persone”.

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