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Folgorato a Borgo Sabotino, il prefetto Falco: “Tanti incidenti sul lavoro nel range tra impreparazione ed eccesso di confidenza”

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LATINA – “Oggi a Latina durante il Tavolo regionale su Salute e Sicurezza abbiamo voluto dare come Regione un segnale importante dopo l’ennesima morte sul lavoro avvenuta proprio ieri a Latina. Quella che vogliamo mettere in moto è una risposta di sistema”.  Lo ha detto l’assessore al lavoro della Regione Lazio Claudio Di Berardino, dopo aver espresso il suo cordoglio alla famiglia del lavoratore morto in un impianto fotovoltaico a Borgo Sabotino, al termine dell’incontro alla presenza del Prefetto Maurizio Falco, di parti sindacali e datoriali.

“Una giornata triste per noi – ha detto il Prefetto Maurizio Falco – abbiamo condiviso la necessità di fare di più, vogliamo tutti convergere verso un unico modello. Ma dico una cosa: per la mia esperienza tanti  incidenti sono nel grande range tra l’impreparazione, porta d’accesso allo sfruttamento, all’eccesso di confidenza”.

“Cinque le azioni condivise”, ha spiegato l’assessore al microfono di Francesca Balestrieri

LE CINQUE AZIONI – “Oggi  – ha aggiunto l’assessore regionale – abbiamo compiuto un passo in avanti cercando di sottolineare l’importanza di agire subito e di puntare sulla prevenzione. Il nostro obiettivo è intervenire prima che l’incidente accada. Come Regione Lazio qualche giorno fa durante la Task Force sul coordinamento della vigilanza in materia di Salute e Sicurezza sul lavoro abbiamo espresso la nostra disponibilità a realizzare una piattaforma informatica finalizzata all’incrocio dei tutti i dati di competenza dei vari soggetti coinvolti. Dopo l’appello fatto agli organi ispettivi ora bisogna compiere atti concreti. Penso al Piano strategico su salute e sicurezza, pensato con le parti sociali e oggi in discussione in Consiglio regionale nell’ambito della proposta di legge che abbiamo scritto sul tema, e che prima dell’estate mi auguro sarà approvata dal legislatore regionale. Nei giorni scorsi abbiamo avviato una grande campagna di comunicazione regionale per sensibilizzare i cittadini, i lavoratori, i giovani, i datori di lavoro sull’importanza di lavorare in sicurezza. E’ in corso  – ha poi ricordato Di Berardino –  il bando regionale per un importo di 5 milioni di euro in materia di formazione sulla sicurezza sul lavoro, rivolto a piccole e medie imprese, lavoratrici e lavoratori. Per poter parlare di sicurezza infatti bisogna che sia il datore di lavoro sia i lavoratori siano informati, formati e assistiti; ciò per uno sviluppo sano del mercato del lavoro e dei servizi che mettiamo in campo nel Lazio. Bisogna mettere in moto in maniera preventiva una discussione sulla sicurezza all’interno dei processi produttivi, è un elemento essenziale quando si parla di lavoro. Allora dobbiamo lavorare per avviare un cambiamento culturale: quando partono i cantieri, quando inizia un’attività lavorativa bisogna parlare di sicurezza e mettere in atto tutte le azioni necessarie per permettere ai lavoratori di lavorare in sicurezza. Vogliamo arrivare a tutte le aziende e ringrazio UPI, ANCI e Unioncamere Lazio per la disponibilità data dai loro presidenti. Questo è un segnale della volontà di lavorare insieme, associazione per associazione, sindacato per sindacato, impresa per impresa per lavorare in sicurezza e nel rispetto dei diritti sul nostro territorio”.

FONDO DI GARANZIA ABITATIVA – In occasione della sua venuta a Latina l’assessore Di Berardino ha anche presentato il Fondo di Garanzia Abitativa istituito dalla Giunta Zingaretti. “Un fondo da oltre 500 mila euro per incentivare i proprietari a concedere in locazione gli alloggi ai lavoratori del settore agricolo, per favorire così condizioni abitative dignitose. Sosteniamo in questo modo l’uscita dalle situazioni d’irregolarità e per il contrasto al Caporalato con l’avvio della sperimentazione nel territorio della Provincia di Latina. Vogliamo aiutare i lavoratori , con un contratto di lavoro regolare, ad avere delle soluzioni abitative dignitose e stabili nel medio-lungo periodo, offrendo un supporto nella contrattazione e stipula di un contratto di affitto. Inoltre, in caso difficoltà per ragioni legate alla precarietà della condizione occupazionale o per eventuali danni cagionati all’immobile, interveniamo anche attraverso uno specifico fondo regionale che consenta di migliorare le condizioni abitative e sociali dei lavoratori a rischio, attraverso un contratto di affitto regolare che vede la collaborazione di associazioni di proprietari e di inquilini. Questa iniziativa  – ha spiegato – si inserisce in un percorso già avviato dalla Regione Lazio nella tutela dei lavoratori agricoli. Proprio a Latina abbiamo siglato il Protocollo ‘Per un lavoro di qualità in agricoltura’ sottoscritto con le parti Sociali. Le 10 azioni previste dal Protocollo sono state tutte avviate, tra queste: misure per favorire l’incontro domanda-offerta di lavoro, gli incentivi all’assunzione, le misure di trasporto gratuito e quelle a sostegno dell’accoglienza abitativa. Al Protocollo è seguita la Legge regionale sul contrasto al caporalato e l’emersione del lavoro non regolare in agricoltura finanziata con circa 2,5 milioni di euro, inoltre abbiamo avviato uno studio sugli «Indici di Congruità» ossia l’individuazione di criteri oggettivi che definiscono il fabbisogno in base al rapporto tra quantità e qualità dei beni/servizi offerti dai datori di lavoro e la quantità di ore lavorate. Stiamo lavorando per estendere questi interventi anche a tutto il territorio regionale”.

 

 

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Un convincente Latina batte 2-0 il Forlì, Volpe: “Giusto premio alla serietà dei ragazzi”

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(foto Alessio Privato)

LATINA – Una rassicurante vittoria per il Latina, che sabato pomeriggio allo stadio Francioni  ha battuto per 2-0 il Forlì con  i goal di Marenco (10’) e di Tomaselli (38′). Unanime il giudizio positivo sulla prestazione dei nerazzurri che hanno segnato nel primo tempo e poi difeso il risultato. Mister Volpe al termine della gara ha fatto i complimenti ai suoi, “volevamo la vittoria ce la siamo presa”, ma ha anche sottolineato che cosa è mancato.

“Sicuramente vincere dà fiducia, dà entusiasmo – ha commentato il tecnico nerazzurro – Faccio complimenti ai ragazzi perché hanno fatto una partita sotto il profilo della voglia, dell’atteggiamento, una partita giusta. La cosa che mi fa arrabbiare è che possiamo fare cose migliori con la palla e anche senza. Perché noi non dobbiamo mai accontentarci del risultato, ma bisogna sempre pretendere il massimo dal nostro valore. Ripartiamo da una vittoria che era importantissima, perché la volevamo, la cercavamo tutti. L’abbiamo fatto nel modo giusto. Oggi era importante vincere e l’abbiamo fatto in maniera convincente. Poi sicuramente queste partite vanno chiuse, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per farlo e non l’abbiamo fatto. A volte un episodio o una palla messa su può compromettere un risultato, una prestazione che ci avrebbe tolto qualcosa. Sicuramente l’espulsione ci ha agevolato, ma nulla toglie a quello che poi hanno prodotto i ragazzi. E’ un premio soprattutto per la loro serietà, per la loro abnegazione durante la settimana”.

IL TABELLINO – Latina Calcio 1932 2 – 0 Forlì

Latina: Mastrantonio, Ercolano, Porro (77’ Calabrese), De Cristofaro, Baez (85′ Di Giovannantonio), Marenco, D’Angelo (60’ De Ciancio), Plescia (60’ Cioffi), Carillo, Lipani, Tomaselli (60’ Keita). A disp: Basti, Giora, Bruscagin, Castorri, Sylla, Riccardi, Sussi, De Marchi. Allenatore: Gennaro Volpe.

Forlì: Theiner, De Risio (66’ Rosetti), Petrelli (73’ Tordiglione), Coveri (45’ Gabellini), Macri, Farinelli, Mattioli (85′ Perini), Scaccabarozzi (73’ Perretta) Palomba, Onofri, Munaretti. A disp: Tagliaferri, Veliaj, Mandrelli, Valentini Fi, Gaiola, Valentini Fe, Attasi, Diop. Allenatore: Nicola Campedelli.

Arbitro: Mattia Maresca di Napoli.

Assistenti: Matteo Bertelli di Prato e Vito Mattia Losapio di Siena.

IV Uomo: Alessandro Silvestri di Roma 1.

Operatore FVS: Giuseppe Scarpati di Formia.

Marcatori: 10’ Marenco (L), 38’ Tomaselli (L)

Ammoniti: 53’ D’Angelo (L), 63’ De Risio (F), 76’ Carillo (L), 82’ De Ciancio (L)

Espulsi: 31’ Palomba (F)

Angoli: Latina 6 – 5 Forlì

Recuperi: 4’ pt / 5′ st

Note: spettatori totali 1219 di cui 768 abbonati e 9 ospiti

 

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ExtraInvictus 2026: calcio e resilienza in “Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato

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“Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato è un romanzo di formazione che mette al centro il percorso di un ragazzo e il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il libro riceverà una delle otto menzioni ExtraInvictus della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus, riconoscimento dedicato alle opere capaci di raccontare lo sport attraverso storie che ne valorizzano anche la dimensione umana e sociale. La menzione sarà consegnata l’8 settembre alle 18.30, al Castello Caetani di Sermoneta, durante la serata ExtraInvictus.

Al centro della storia c’è Paolino, un giovane talento del calcio che sogna di trasformare la propria passione in una professione, ma che si trova improvvisamente costretto ad affrontare una tragedia destinata a cambiare radicalmente la sua vita. Il calcio diventa così molto più di una semplice ambientazione. È il terreno sul quale Paolino impara a misurarsi con la fatica, le responsabilità, le sconfitte e la necessità di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando il percorso sembra interrompersi. Accanto a lui ci sono persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo, dimostrando come la crescita di un ragazzo non sia mai soltanto un percorso individuale.

Il romanzo nasce dall’incontro tra due sguardi ed esperienze diverse, quelli degli autori, capaci di utilizzare lo sport per parlare di qualcosa di più universale: il modo in cui una persona costruisce se stessa quando la vita la costringe a crescere, e quanto siano importanti le persone che decidono di restarle accanto.

Su Radio Immagine, Antonio Barracato ci ha parlato della costruzione del personaggio di Paolino e del significato di raccontare, attraverso la storia di un giovane calciatore, la forza necessaria per continuare a inseguire i propri sogni:

 

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Il Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, col. Angellillo, dirigerà il Centro Operativo della Dia di Roma. Il saluto

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LATINA – Andrà a dirigere il Centro Operativo della Dia di Roma, spogliandosi temporaneamente dell’uniforme, il colonnello Christian Angelillo, fino a oggi Comandante provinciale dei carabinieri di Latina,  in partenza per il nuovo prestigioso incarico. A tre anni dal suo arrivo nel capoluogo pontino, sono i giorni dei saluti, una lunga sequenza per l’alto militare che sul territorio provinciale di Latina ha costruito relazioni anche umane profonde. Questa mattina, l’incontro con i giornalisti che si è tenuto nella rinnovata sala stampa della caserma Cimarrusti di Piazza della Libertà dove ha  parlato di un’esperienza umana e professionale totalizzante.

“l mio percorso qui a Latina si conclude con sentimenti di gratitudine, in primis verso i carabinieri del Comando Provinciale di Latina, a cui si devono tutti questi risultati sul piano preventivo e dell’azione di contrasto. Ho cercato in tutti i modi di rappresentare questo sforzo nel modo più etico possibile, con disciplina e onore, e soprattutto cercando di creare una stretta sinergia con tutte le istituzioni coinvolte nelle azioni di prevenzione e contrasto, mi riferisco in particolare alla Prefettura e alle procure ordinali e distrettuali. Quest’opera di unitarietà spero, credo, sia stata percepita e credo sia la premessa anche per politiche attive che valorizzino le tante meravigliose realtà, soprattutto nei corpi intermedi, che caratterizzano questo territorio”.
Con un pizzico di non celata commozione, Angelillo ha parlato di un territorio meraviglioso. “Quando lo definivo meraviglioso ovviamente si univano due fattori, quello dell’intensità del vissuto personale insieme alla mia famiglia, totalizzante, questo territorio che ci ha restituito tante amicizie, tanti legami che porteremo con noi, e dal punto di vista professionale è stata un’esperienza fantastica della quale non avevo la piena condizione. L’idea soltanto è che abbiamo dovuto affrontare minacce diverse, parliamo anche di forme di criminalità organizzate completamente diverse,  soprattutto dal carattere transnazionale e soprattutto di mafie, di matrici italiane diverse, tra loro a volte anche in interazione, questo ha necessitato di uno sforzo, di diversificazione dell’azione di prevenzione e contrasto, mirata chirurgica per ogni singola minaccia.
È in questo che ho riconosciuto il grande valore dell’arma dei Carabinieri e dei componenti del Comando Provinciale,  ma insieme a tutte le altre parti di specialità e forestali che hanno dato e danno ogni giorno un grande supporto e rappresentano veramente un presidio di sicurezza per i cittadini, così come le stazioni Carabinieri, che caratterizzano la nostra identità di forza di polizia sul territorio, di prossimità, sono loro il vero avamposto di umanità e delle istituzioni, sul territorio e sui territori. E in questo ho avuto sempre espressioni di riconoscimento e di valorizzazione dell’opera svolta dai Carabinieri e dei comandi stazioni verso la cittadinanza, verso le fragilità, le tante fragilità che oggi caratterizzano questa umanità che a volte è troppo tecnologica”.

Dal punto di vista investigativo, un’esperienza che porterà con sé a Roma nel suo nuovo incarico. “Credo che il mio trasferimento non vada lento in modo personalistico, il mio nuovo incarico con il Centro Operativo della Dia di Roma vada letto in una logica di sistema, a cui segue tra l’altro il mio trasferimento con il Comandante Nuovo Investigativo, a rivestire il delicatissimo incarico di Comandante Nuovo Investigativo di Roma. Io credo  – ha concluso Angelillo – che in questo senso sia stato premiato un modello organizzativo in cui il confronto tra le persone e idee innovative, anche sul piano del contrasto al cybercrime e all’incidenza delle tecnologie  e l’utilizzo delle tecnologie da parte della camera organizzata abbiano rappresentato una componente importante”.

 

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