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CRONACA

Acqua, dopo aumenti tariffari l’Otuc chiede chiarimenti alla Conferenza dei sindaci e al gestore

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LATINA  – L’Otuc chiede chiarimenti sugli aumenti tariffari approvati a maggioranza nell’ultima Conferenza dei Sindaci dell’EGATO 4  Lazio sud tenutasi il 27 giugno, soprattutto sulle motivazioni che hanno determinato l’aumento in un momento di particolare gravità economica per le utenze e di crisi idrica rilevando che sono stati causati da:

1) Morosità: la Segreteria Tecnica ha riconosciuto al Gestore 9 milioni di morosità  da recuperare in bolletta a carico dell’utenza.

2) Consorzi di Bonifica: con sentenza del Tar Acqualatina  è stata condannata a pagare 2,2 milioni l’anno ai Consorzi  di Bonifica per le acque depurate che vengono scaricate nei canali e non 700mila euro come fino ad oggi ha fatto. Inoltre Acqualatina dovrà restituire la somma di 13 milioni a conguaglio per gli anni pregressi a partire dal 2012. Gli enormi costi di questo contenzioso vengono spalmati sulle fatture di tutti  gli incolpevoli utenti.

3) Situazione di Ponza: costo di 6 milioni di euro l’anno per rifornimento di acqua tramite nave.

4) Elettricità: raddoppio dei costi di energia non prevedibile rispetto agli  anni precedenti.

“Riteniamo  – scrive l’Otuc in una nota – che l’utente debba essere informato in modo corretto e più chiaramente possibile al fine di poter esprimere valutazioni, conoscendo effettivamente i contenuti e l’operato di chi ci rappresenta sia a livello politico come soci di maggioranza del Gestore, e sia da parte del Gestore stesso per quanto riguarda gli interventi e la gestione complessiva della risorsa idrica che, è bene ricordarlo, vede il nostro territorio tra quelli in cui la dispersione del prezioso bene è tuttora superiore al 70%,

Ecco allora gli interrogativi delle associazioni dei consumatori aderenti all’organismo, punto per punto:

1.   Morosità:  Visto l’anomalo valore raggiunto dalla morosità, chiediamo quali interventi/iniziative siano stati presi dai sindaci, in qualità di “soci di maggioranza”, al fine di ridurre lil fenomeno che negli ultimi anni addirittura risulta in forte aumento. Le associazioni dei consumatori da più di un anno hanno avanzato una proposta di regolarizzazione con una moratoria a favore degli utenti  cercando cosi di andare incontro alle famiglie più svantaggiate e alle attività che, anche a causa della pandemia, hanno visto ridurre drasticamente il loro fatturato.   Ancora oggi aspettiamo di ricevere risposta.

2.    Consorzio di Bonifica. L’Otuc chiede con quale criterio sia stato determinato il pagamento annuo di euro 700mila al consorzio rispetto ai 2,2 milioni annui deciso con sentenza .

3.   Questione Ponza e Ventotene.  Più volte è stato chiesto al Dirigente della Sto che i costi extra sopportati da Acqualatina, a seguito di reiterate prese di posizione giudiziarie di Amministrazioni locali, non venissero spalmati su tutti gli utenti  perché il Gestore dovrebbe agire legalmente direttamente nei confronti dei singoli comuni. Vedasi il caso di Ventotene, dove l’allora sindaco ha emesso ben 4 ordinanze di blocco dei lavori per la costruzione del dissalatore, con 4 ricorsi al Tar tutti persi. Il ritardo del fine lavori di alcuni mesi é costato  circa 1 milione di euro in più  rispetto alla spesa preventivata.

Azione ancor più grave è stata quella messa in campo dal comune di Ponza che a distanza di cinque anni, a causa di resistenze locali, ancora non è autonoma con la risorsa idrica. Pertanto i costi del trasporto dell’acqua via nave (circa 14 euro e 50 a mc), per un totale annuo di circa 6ml di euro, vengono inseriti nei costi di gestione e caricati sugli incolpevoli ed ignari utenti dell’intero Ato4. Ci chiediamo se la presidenza dell’Ato 4 e le varie conferenze dei sindaci che si sono succedute negli anni, abbiano mai preso una posizione a tutela dei consumatori dell’intero Ato.

 

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CRONACA

Sonnino, bruciano in un campo materassi, cuscini e coperte: scatta la denuncia

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SONNINO – Hanno dato fuoco a una quantità di materassi, cuscini, lenzuola e coperte, in Via SP 73 Capocroce – Via delle Vigne a Sonnino. I materiali incendiati erano su terreno in uso a una ditta individuale. Denunciato per combustione illecita di rifiuti e  getto pericoloso di cose a causa delle emissioni in atmosfera sprigionate dalla combustione dei suddetti rifiuti, il titolare dell’area.

“La combustione illecita di rifiuti rappresenta una notevole fonte di inquinamento aereo in quanto vengono liberate in atmosfera numerose sostanze tossiche che invece all’interno degli inceneritori vengono bloccate da appositi filtri: le sostanze si disperdono nell’aria (oltre che nel suolo) e possono venire respirate inconsapevolmente da persone (o anche animali) che si trovano nelle vicinanze oppure dove le correnti d’aria le trasportano”, spiegano i carabinieri forestali.

 

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Latina Lido, sigilli a una parte degli ombrelloni dell’Hotel Miramare

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LATINA – Fatti alzare educatamente dal lettino mentre prendevano il sole, si sono ritrovati senza ombrellone numerosi utenti della spiaggia dell’Hotel Miramare. La scena, questa mattina, nel noto stabilimento di Capoportiere al Lido di Latina dove militari della Guardia di Finanza hanno messo i sigilli a un centinaio di ombrelloni, sul lato a ridosso del pontile. Non sono invece state sequestrate le cabine. All’origine del provvedimento, problemi relativi alla concessione demaniale del tratto di arenile un tempo della Provincia.

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CRONACA

Traffico di droga e falso, in carcere cinque poliziotti in servizio al commissariato di Anzio-Nettuno

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Cinque poliziotti in servizio presso il Commissariato di Anzio-Nettuno sono stati sottoposti a custodia cautelare disposta dal Gip di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma.  Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, concorso esterno in associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, peculato, falso, concorso nella cessione di droga e accesso abusivo a sistemi informatici in uso alle forze di polizia.

Le indagini sono state condotte dalla Dda della Procura di Roma e delegate alla Sezione investigativa dello Sco (Sisco), con il supporto della Squadra mobile capitolina. Gli accertamenti hanno ricostruito presunte attività illecite che si sarebbero verificate tra il 2024 e il 2025, coinvolgendo pubblici ufficiali che, attraverso condotte attive e omissive e anche mediante una gestione ritenuta illecita di alcune fonti confidenziali, avrebbero concorso in diversi episodi legati alla cessione di sostanze stupefacenti.

I fatti sono emersi mentre erano in corso indagini su un sodalizio dedito al traffico di droga attivo tra Anzio e Nettuno, composto da cittadini italiani e albanesi, portando ala luce l’attività di  alcuni operatori di polizia che, in accordo con esponenti del gruppo criminale, avrebbero organizzato una “consegna controllata” e un “ritardato sequestro” di 25 chili di cocaina, senza che fossero presenti gli adeguati presupposti previsti dalla legge. Gli stessi operatori avrebbero inoltre omesso il successivo sequestro di un’intera partita di 50 chili di cocaina.

Nel corso di quella operazione, dopo un inseguimento terminato con un incidente stradale nelle campagne di Anzio-Nettuno, è morto un cittadino albanese che, secondo la ricostruzione investigativa, era addetto al trasporto dell’ingente quantitativo di cocaina. Gli accertamenti hanno inoltre consentito di acquisire elementi probatori sull’appropriazione di somme di denaro sottratte a persone arrestate per spaccio di stupefacenti.

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