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Stati generali del Turismo e del Mare, Celentano: “Ci risvegliamo dalla miopia che ha messo in serio pericolo il futuro del pianeta che ci ospita”
LATINA – Un minuto di silenzio in memoria di Nicoletta Zomparelli e Reneé Amato ha aperto questa mattina al Teatro D’Annunzio di Latina, il convegno Sorella Acqua, organizzato dal Comune di Latina. Dopo aver espresso solidarietà in una nota pubblicata nelle ore successive al duplice femminicidio di Cisterna, la sindaca Matilde Celentano ha voluto sottolineare nuovamente la partecipazione di Latina invitando il pubblico presente in sala ad alzarsi in piedi e a commemorare le due donne uccise dal finanziere Christian Sodano.
Sono iniziati così gli Stati Generali del Turismo e del Mare che vedranno l’arrivo a Latina del Ministro per le Politiche del Mare Nello Musumeci – parlerà alle 17 in chiusura -. Il programma coinvolge tutti i livelli di governo del territorio e le rappresentanze istituzionali e politiche.
“Siamo qui – ha detto in apertura Celentano – a parlare di sviluppo, di prospettiva di crescita, di piani e di idee capaci di mettere in rete le risorse di cui disponiamo da un angolo all’altro della nostra provincia, per trarne benefici comuni e vantaggi per l’intera comunità pontina. E’ un disegno ambizioso, nel quale credo e per il quale intendo spendermi senza risparmio di energie con la convinzione che anche i miei colleghi degli altri 32 comuni siano dello stesso avviso, anche loro convinti di intraprendere un nuovo percorso fatto di reciproca attenzione e di reciproco rispetto”.
Elisabetta De Falco ha intervistato la sindaca Celentano per Gr Latina prima dell’inizio del convegno sui temi che esso mette al centro
L’INTERVENTO INTEGRALE DI CELENTANO – “Tra le diverse ipotesi di titolo che mi sono state presentate per questo convegno, ho immediatamente scelto questo, “Sorella acqua”, e non soltanto perché lo ritenevo aderente al mio modo di sentire, ma soprattutto perché in quel richiamo familiare ho avvertito in maniera prepotente il senso autentico della relazione che deve esserci tra l’essere umano e l’acqua, un bene che la natura ci ha consegnato, forse il più prezioso, certamente necessario per il nostro esistere.
Il richiamo al Cantico delle creature di Francesco d’Assisi è evidente e immediato, e benché scritto circa 800 anni fa, nel 1226, quel testo è oggi probabilmente più attuale di quando fu scritto. Un’attualità che gli deriva dalla capacità di riassumere in un testo di poche righe l’essenza di una relazione, quella tra uomo e natura, che nel tempo è andata purtroppo assumendo una connotazione distorta, di strumentale dipendenza e a tratti di cieco sfruttamento, anziché mantenersi sulla linea del naturale rispetto e della mutua considerazione.
Oggi ci stiamo riscuotendo dalla miopia che in pochi decenni, in nome di una distorta visione del progresso, ha messo in serio pericolo il futuro del pianeta che ci ospita, ma non basta la consapevolezza, è necessario agire. Agire bene.
Noi siamo qui, adesso, in questo teatro, per parlare di acqua, del nostro mare, e confrontarci per tentare di indovinare quale debba essere la strada giusta per coniugare il nostro interesse per il futuro del nostro territorio con la risorsa che il mare rappresenta. Siamo qui a parlare di sviluppo, di prospettive di crescita, di piani e idee capaci di mettere in rete le risorse di cui disponiamo da un angolo all’altro di questa provincia per trarne benefici comuni e vantaggi per l’intera comunità pontina.
E’ un disegno ambizioso, nel quale personalmente credo e per il quale, nella mia veste di sindaco della città capoluogo di provincia, intendo spendermi senza risparmio di energie, con la convinzione che tutti i miei colleghi degli altri 32 comuni pontini siano dello stesso avviso, anche loro convinti della necessità di dover intraprendere un nuovo percorso fatto di reciproca attenzione e reciproco rispetto, di sana collaborazione e di mutua assistenza, con l’obiettivo comune e condiviso di costruire un domani migliore per le generazioni che ci sostituiranno.
Non so cosa potremo fare né cosa riusciremo a fare per trarre dal nostro rapporto con il mare nuovi benefici e nuove prospettive di sviluppo, ma so di certo che questa nuova sfida che vogliamo e dobbiamo intraprendere, dovrà essere giocata sul registro del rispetto dell’ambiente, della tutela della natura e dei suoi elementi, della valorizzazione di ciò che abbiamo.
E per questo sento di poter dire che stavolta, prima ancora del risultato che riusciremo a portare a casa, sarà importante il modo in cui sapremo giocare questa partita.
E in questa direzione, il fischio d’inizio abbiamo voluto darlo coinvolgendo tecnici, esperti, istituzioni, imprenditori, sindaci, la Regione Lazio in tutte le sue espressioni, dai consiglieri agli assessori, fino al Presidente Francesco Rocca, i parlamentari pontini ed anche il Governo nella persona del Ministro delle Politiche del Mare, Nello Musumeci.
Il nostro impegno di amministratori è fare, e lo stiamo dimostrando, ma siamo consapevoli che per costruire e per offrire alla città una nuova prospettiva di sviluppo, c’è bisogno del concorso corale di tutti, di tutte le forze in campo. Se siamo qui, oggi, è perché noi ci crediamo.
Latina vuole entrare nel ruolo che le spetta di diritto, quello di città capoluogo della provincia di Latina, per promuovere un nuovo corso di sviluppo dell’intero territorio pontino.
Vogliamo farlo partendo dall’acqua, perché è quello l’elemento che più di ogni altro e meglio di ogni altro ci rappresenta: questa terra è stata sottratta alla palude e oggi può vivere grazie ad un complesso sistema idraulico che ci protegge; Latina ha il mare, ed è da qui che dobbiamo partire per reinventare una prospettiva di sviluppo turistico, ambientale e culturale.
Uno sviluppo che sia circolare per l’intera provincia e che veda coinvolti tutti gli attori del territorio, istituzionali e non.
Un nuovo corso da affiancare alla blue economy che da qualche anno la Camera di Commercio di Frosinone e Latina va opportunamente proponendo per restituire a questa nostra provincia la posizione che merita in ambito turistico e dunque sul fronte dell’imprenditoria che cresce e si sviluppa lungo le direttrici dell’uso sostenibile del mare, nel segno del rispetto e della tutela di uno dei beni più importanti che abbiamo a disposizione, la risorsa acqua.
E’ dal mare che Latina e la sua provincia debbono
prendere il largo per raggiungere in maniera definitiva e compiuta l’Europa. Proprio quell’Europa che nel mare delle isole pontine, a Ventotene, ha trovato la propria origine.
Dunque, si tratta semplicemente di tornare a casa dopo tanto peregrinare, come ha fatto Ulisse, che in queste nostre acque e in queste nostre terre si era a lungo perso rincorrendo sogni e sete di conoscenza.
Prima di concludere voglio dirvi che questa giornata dovrà avere un seguito, e lo avrà con la predisposizione di un documento, un manifesto che diventerà lo strumento di bordo della condivisione di intenti tra tutte le realtà istituzionali del territorio pontino.
Sarà il manifesto del blue deal pontino, che a partire dalla città del capoluogo dovrà coinvolgere l’intera provincia di Latina intorno all’idea di fare della governance, della sostenibilità, della tutela e della valorizzazione di tutti i beni di cui questa provincia dispone, e sono tantissimi, i pilastri del nostro agire per lo sviluppo e la crescita di tutte le nostre comunità.
Sottoporremo e condivideremo questo documento con tutti, nessuno escluso, per diventare più coesi, più forti e più concreti nella nostra azione di governo del territorio”.
L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE AL TURISMO DI COCCO – L’assessore alla Marina Gianluca Di Cocco ha sottolineato gli interventi necessari da realizzare sul territorio comunale: “Urge un riassetto urbanistico del waterfront, insieme al recupero ambientale della fascia dunale e alla valorizzazione delle aree di maggiore interesse paesaggistico attraverso la cura delle relazioni, la definizione dei collegamenti con il mare, l’entroterra, il sistema urbano policentrico e le relative previsioni di trasformazione dello spazio pubblico e della mobilità.
Dobbiamo partire dai due canali paralleli alla linea di costa, il canale Colmata e il canale Mastropietro, e dalla rete dei canali e dei fossi già esistenti, per arrivare alla definizione di una serie di “isole” separate da specchi d’acqua e canali interconnessi, collegate alla viabilità principale tramite ponti, piste ciclabili e pedonali, strutture stabili per chi voglia spostarsi dal centro della città.
Una scelta questa che dovrà servire a finalizzare e risolvere il problema dello sviluppo urbanistico spontaneo, in gran parte abusivo, nella zona a nord – elemento di maggiore criticità della nostra Marina.
Il tema della portualità deve essere assolutamente affrontato senza timori. Un capoluogo di provincia non può e non deve esimersi nel puntare ad avere una propria area portuale, in posizione autonoma e decentrata a quelle già presenti in provincia. La darsena di Rio Martino, per la nautica minore da diporto in diretto collegamento con l’espansione di Borgo Grappa, è oggi in sofferenza più totale. Ma sarebbe da miopi volersi limitare solo a “ristrutturare” una darsena.
L’attuale situazione di Rio Martino non permette sicuramente uno sviluppo importante. Per questo urge un impegno per fare sì che tale infrastruttura possa trasformarsi in qualcosa di più imponente e in totale sicurezza e fruibilità, dove si pensi in maniera imprescindibile ad ormeggi che possono creare anche collegamenti veloci con le Isole Ponziane.
È un investimento importante, questo è certo, ma il nostro capoluogo deve assolutamente avere questa grande opportunità. Per troppo tempo abbiamo lasciato che Latina stesse a guardare mentre le altre città della provincia, evidentemente più brave di noi, hanno saputo giocare meglio la loro partita e oggi sono punto di riferimento per i collegamenti da e per le isole ponzane, altra risorsa inestimabile di questo territorio. Ebbene, Latina da oggi non starà più a guardare e sognare, per Latina è arrivato il momento di progettare in grande, non da sola, perché certi oneri, dalla realizzazione alla manutenzione, non possono essere a carico dell’amministrazione comunale.
Ma sarebbe inutile parlare solo di porto e non creare dei collegamenti. Certamente non vogliamo “cattedrali nel deserto”.
Nell’ambito del miglioramento della intermodalità urbana ed extraurbana, il progetto previsto della Mare-Monti deve assolutamente trovare concretezza, come un trasporto di massa importante, a ridosso della fascia costiera che deve completarsi con un anello infrastrutturale che collega duna e spiaggia.
Avere un tale sistema di collegamenti, lo dico senza timore di smentita, sarebbe un volano per lo sviluppo del territorio. Nuovi poli turistici alberghi potranno trovare finalmente attrattivo questo territorio e portare qui investimenti importanti. Oggi dobbiamo dire grazie a quegli imprenditori coraggiosi che hanno avuto l’audacia di avviare le loro attività, anche con successo, su un’area dall’altissimo potenziale inespresso, mai valorizzata come doveva.
Ma se invece dotassimo la Marina delle infrastrutture che merita, io non ho dubbi che non avremo più imprenditori coraggiosi ma aziende lungimiranti. Sulla fascia costiera, dobbiamo ambire e creare le condizioni per uno sviluppo di progetti destinati ad alberghi diffusi, attività commerciali, di ristoro e ludico-sportive di riconnessione fra duna, lungomare e parco.
Le risorse non ci mancano e non si limitano solo al mare. Abbiamo i terreni da recuperare delle Terme di Fogliano con l’idea di un grande Parco centrale attrezzato estendibile oltre i limiti del Parco Nazionale del Circeo.
Potremmo realizzare un recupero sostenibile ed originale di “natura urbanizzata” ricca di memorie antiche, di nuove attrattive ricettive, culturali e ludiche.
Dobbiamo ripensare gli spazi e crearne di nuovi. Come? Penso ad un alleggerimento, là dove possibile, delle opere edili sulla duna, previo trasferimento delle cubature incongrue nella zona edificabile a ridosso della Litoranea.
Penso all’apertura di spazi destinati, sì a verde, ma anche a parcheggi – camping, di ultima generazione.
Su tutto questo è imprescindibile un approccio sensibile alla sostenibilità e al problema del risparmio energetico.
A livello di definizione architettonica, tecnologica ed impiantistica, saranno fondamentali sistemi di tipo “attivo” per l’eco-efficienza energetica del costruito: dobbiamo pensare e progettare impianti solari termici, fotovoltaici, microeolici; così come non possiamo escludere sistemi di tipo “passivo” per l’eco-efficienza energetica del costruito: dispositivi per la ventilazione naturale; dispositivi per il riscaldamento passivo; dispositivi per l’illuminazione e l’ombreggiamento naturali.
Divisioni per aree
Sarà una riqualificazione proiettata in una dimensione di sviluppo dinamico che dovremmo realizzare pianificando una serie di interventi (o ambiti longitudinali), in coerenza con l’attuale assetto del territorio, a partire dall’individuazione di una “prima fascia litoranea”, che potremmo definire una “area critica”; una seconda fascia delimitata superiormente dal Canale Mastropietro e da una terza fascia relativa all’ambito più esterno di confine dell’area di intervento, delimitata dal Canale che affianca la Via Litoranea.
Oggi il mio augurio che vuole anche dare una mission a questi stati generali, è che questo sia il giorno di un reale e concreto inizio, per definire i dettagli e le disponibilità dei presenti, istituzioni, categorie, parti sociali e associazioni, nel riscrivere questa enorme risorsa che abbiamo e che chiamiamo Marina di Latina.
Ognuno dovrà fare la sua parte per un progetto unico destinato a ridisegnare il lungomare della nostra città, affinché diventi finalmente il cuore pulsante turistico ed economico del capoluogo di provincia”.
IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO – Nel corso della giornata sarà fornita una visione sull’inquadramento storico, ambientale e sociale circa le risorse acqua e mare, per poi affrontare le prospettive in termini di blue economy, sostenibilità e difesa della costa che apriranno il dibattito con i sindaci di Aprilia, Terracina e Gaeta e le associazioni d’impresa.

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Un convincente Latina batte 2-0 il Forlì, Volpe: “Giusto premio alla serietà dei ragazzi”
(foto Alessio Privato)
LATINA – Una rassicurante vittoria per il Latina, che sabato pomeriggio allo stadio Francioni ha battuto per 2-0 il Forlì con i goal di Marenco (10’) e di Tomaselli (38′). Unanime il giudizio positivo sulla prestazione dei nerazzurri che hanno segnato nel primo tempo e poi difeso il risultato. Mister Volpe al termine della gara ha fatto i complimenti ai suoi, “volevamo la vittoria ce la siamo presa”, ma ha anche sottolineato che cosa è mancato.
“Sicuramente vincere dà fiducia, dà entusiasmo – ha commentato il tecnico nerazzurro – Faccio complimenti ai ragazzi perché hanno fatto una partita sotto il profilo della voglia, dell’atteggiamento, una partita giusta. La cosa che mi fa arrabbiare è che possiamo fare cose migliori con la palla e anche senza. Perché noi non dobbiamo mai accontentarci del risultato, ma bisogna sempre pretendere il massimo dal nostro valore. Ripartiamo da una vittoria che era importantissima, perché la volevamo, la cercavamo tutti. L’abbiamo fatto nel modo giusto. Oggi era importante vincere e l’abbiamo fatto in maniera convincente. Poi sicuramente queste partite vanno chiuse, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per farlo e non l’abbiamo fatto. A volte un episodio o una palla messa su può compromettere un risultato, una prestazione che ci avrebbe tolto qualcosa. Sicuramente l’espulsione ci ha agevolato, ma nulla toglie a quello che poi hanno prodotto i ragazzi. E’ un premio soprattutto per la loro serietà, per la loro abnegazione durante la settimana”.
IL TABELLINO – Latina Calcio 1932 2 – 0 Forlì
Latina: Mastrantonio, Ercolano, Porro (77’ Calabrese), De Cristofaro, Baez (85′ Di Giovannantonio), Marenco, D’Angelo (60’ De Ciancio), Plescia (60’ Cioffi), Carillo, Lipani, Tomaselli (60’ Keita). A disp: Basti, Giora, Bruscagin, Castorri, Sylla, Riccardi, Sussi, De Marchi. Allenatore: Gennaro Volpe.
Forlì: Theiner, De Risio (66’ Rosetti), Petrelli (73’ Tordiglione), Coveri (45’ Gabellini), Macri, Farinelli, Mattioli (85′ Perini), Scaccabarozzi (73’ Perretta) Palomba, Onofri, Munaretti. A disp: Tagliaferri, Veliaj, Mandrelli, Valentini Fi, Gaiola, Valentini Fe, Attasi, Diop. Allenatore: Nicola Campedelli.
Arbitro: Mattia Maresca di Napoli.
Assistenti: Matteo Bertelli di Prato e Vito Mattia Losapio di Siena.
IV Uomo: Alessandro Silvestri di Roma 1.
Operatore FVS: Giuseppe Scarpati di Formia.
Marcatori: 10’ Marenco (L), 38’ Tomaselli (L)
Ammoniti: 53’ D’Angelo (L), 63’ De Risio (F), 76’ Carillo (L), 82’ De Ciancio (L)
Espulsi: 31’ Palomba (F)
Angoli: Latina 6 – 5 Forlì
Recuperi: 4’ pt / 5′ st
Note: spettatori totali 1219 di cui 768 abbonati e 9 ospiti
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ExtraInvictus 2026: calcio e resilienza in “Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato
“Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato è un romanzo di formazione che mette al centro il percorso di un ragazzo e il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il libro riceverà una delle otto menzioni ExtraInvictus della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus, riconoscimento dedicato alle opere capaci di raccontare lo sport attraverso storie che ne valorizzano anche la dimensione umana e sociale. La menzione sarà consegnata l’8 settembre alle 18.30, al Castello Caetani di Sermoneta, durante la serata ExtraInvictus.
Al centro della storia c’è Paolino, un giovane talento del calcio che sogna di trasformare la propria passione in una professione, ma che si trova improvvisamente costretto ad affrontare una tragedia destinata a cambiare radicalmente la sua vita. Il calcio diventa così molto più di una semplice ambientazione. È il terreno sul quale Paolino impara a misurarsi con la fatica, le responsabilità, le sconfitte e la necessità di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando il percorso sembra interrompersi. Accanto a lui ci sono persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo, dimostrando come la crescita di un ragazzo non sia mai soltanto un percorso individuale.
Il romanzo nasce dall’incontro tra due sguardi ed esperienze diverse, quelli degli autori, capaci di utilizzare lo sport per parlare di qualcosa di più universale: il modo in cui una persona costruisce se stessa quando la vita la costringe a crescere, e quanto siano importanti le persone che decidono di restarle accanto.
Su Radio Immagine, Antonio Barracato ci ha parlato della costruzione del personaggio di Paolino e del significato di raccontare, attraverso la storia di un giovane calciatore, la forza necessaria per continuare a inseguire i propri sogni:
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Il Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, col. Angellillo, dirigerà il Centro Operativo della Dia di Roma. Il saluto
LATINA – Andrà a dirigere il Centro Operativo della Dia di Roma, spogliandosi temporaneamente dell’uniforme, il colonnello Christian Angelillo, fino a oggi Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, in partenza per il nuovo prestigioso incarico. A tre anni dal suo arrivo nel capoluogo pontino, sono i giorni dei saluti, una lunga sequenza per l’alto militare che sul territorio provinciale di Latina ha costruito relazioni anche umane profonde. Questa mattina, l’incontro con i giornalisti che si è tenuto nella rinnovata sala stampa della caserma Cimarrusti di Piazza della Libertà dove ha parlato di un’esperienza umana e professionale totalizzante.
“l mio percorso qui a Latina si conclude con sentimenti di gratitudine, in primis verso i carabinieri del Comando Provinciale di Latina, a cui si devono tutti questi risultati sul piano preventivo e dell’azione di contrasto. Ho cercato in tutti i modi di rappresentare questo sforzo nel modo più etico possibile, con disciplina e onore, e soprattutto cercando di creare una stretta sinergia con tutte le istituzioni coinvolte nelle azioni di prevenzione e contrasto, mi riferisco in particolare alla Prefettura e alle procure ordinali e distrettuali. Quest’opera di unitarietà spero, credo, sia stata percepita e credo sia la premessa anche per politiche attive che valorizzino le tante meravigliose realtà, soprattutto nei corpi intermedi, che caratterizzano questo territorio”.
Con un pizzico di non celata commozione, Angelillo ha parlato di un territorio meraviglioso. “Quando lo definivo meraviglioso ovviamente si univano due fattori, quello dell’intensità del vissuto personale insieme alla mia famiglia, totalizzante, questo territorio che ci ha restituito tante amicizie, tanti legami che porteremo con noi, e dal punto di vista professionale è stata un’esperienza fantastica della quale non avevo la piena condizione. L’idea soltanto è che abbiamo dovuto affrontare minacce diverse, parliamo anche di forme di criminalità organizzate completamente diverse, soprattutto dal carattere transnazionale e soprattutto di mafie, di matrici italiane diverse, tra loro a volte anche in interazione, questo ha necessitato di uno sforzo, di diversificazione dell’azione di prevenzione e contrasto, mirata chirurgica per ogni singola minaccia.
È in questo che ho riconosciuto il grande valore dell’arma dei Carabinieri e dei componenti del Comando Provinciale, ma insieme a tutte le altre parti di specialità e forestali che hanno dato e danno ogni giorno un grande supporto e rappresentano veramente un presidio di sicurezza per i cittadini, così come le stazioni Carabinieri, che caratterizzano la nostra identità di forza di polizia sul territorio, di prossimità, sono loro il vero avamposto di umanità e delle istituzioni, sul territorio e sui territori. E in questo ho avuto sempre espressioni di riconoscimento e di valorizzazione dell’opera svolta dai Carabinieri e dei comandi stazioni verso la cittadinanza, verso le fragilità, le tante fragilità che oggi caratterizzano questa umanità che a volte è troppo tecnologica”.
Dal punto di vista investigativo, un’esperienza che porterà con sé a Roma nel suo nuovo incarico. “Credo che il mio trasferimento non vada lento in modo personalistico, il mio nuovo incarico con il Centro Operativo della Dia di Roma vada letto in una logica di sistema, a cui segue tra l’altro il mio trasferimento con il Comandante Nuovo Investigativo, a rivestire il delicatissimo incarico di Comandante Nuovo Investigativo di Roma. Io credo – ha concluso Angelillo – che in questo senso sia stato premiato un modello organizzativo in cui il confronto tra le persone e idee innovative, anche sul piano del contrasto al cybercrime e all’incidenza delle tecnologie e l’utilizzo delle tecnologie da parte della camera organizzata abbiano rappresentato una componente importante”.
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