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Stati generali del Turismo e del Mare, Celentano: “Ci risvegliamo dalla miopia che ha messo in serio pericolo il futuro del pianeta che ci ospita”

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LATINA – Un minuto di silenzio in memoria di Nicoletta Zomparelli e Reneé Amato ha aperto questa mattina al Teatro D’Annunzio di Latina, il convegno Sorella Acqua, organizzato dal Comune di Latina. Dopo aver espresso solidarietà in una nota pubblicata nelle ore successive al duplice femminicidio di Cisterna, la sindaca Matilde Celentano ha voluto sottolineare nuovamente la partecipazione di Latina invitando il pubblico presente in sala ad alzarsi in piedi e a commemorare le due donne uccise dal finanziere Christian Sodano.

Sono iniziati così gli Stati Generali del Turismo e del Mare che vedranno l’arrivo a Latina del Ministro per le Politiche del Mare Nello Musumeci  – parlerà alle 17 in chiusura  -. Il programma  coinvolge tutti i livelli di governo del territorio e le rappresentanze istituzionali e politiche.

“Siamo qui – ha detto in apertura Celentano – a parlare di sviluppo, di prospettiva di crescita, di piani e di idee capaci di mettere in rete le risorse di cui disponiamo da un angolo all’altro della nostra provincia, per trarne benefici comuni e vantaggi per l’intera comunità pontina. E’ un disegno ambizioso, nel quale credo e per il quale intendo spendermi senza risparmio di energie con la convinzione che anche i miei colleghi degli altri 32 comuni  siano dello stesso avviso, anche loro convinti di intraprendere un nuovo percorso fatto di reciproca attenzione e di reciproco rispetto”.

Elisabetta De Falco ha intervistato la sindaca Celentano per Gr Latina prima dell’inizio del convegno sui temi che esso mette al centro

L’INTERVENTO  INTEGRALE DI CELENTANO –  “Tra le diverse ipotesi di titolo che mi sono state presentate per questo convegno, ho immediatamente scelto questo, “Sorella acqua”, e non soltanto perché lo ritenevo aderente al mio modo di sentire, ma soprattutto perché in quel richiamo familiare ho avvertito in maniera prepotente il senso autentico della relazione che deve esserci tra l’essere umano e l’acqua, un bene che la natura ci ha consegnato, forse il più prezioso, certamente necessario per il nostro esistere.

Il richiamo al Cantico delle creature di Francesco d’Assisi è evidente e immediato, e benché scritto circa 800 anni fa, nel 1226, quel testo è oggi probabilmente più attuale di quando fu scritto. Un’attualità che gli deriva dalla capacità di riassumere in un testo di poche righe l’essenza di una relazione, quella tra uomo e natura, che nel tempo è andata purtroppo assumendo una connotazione distorta, di strumentale dipendenza e a tratti di cieco sfruttamento, anziché mantenersi sulla linea del naturale rispetto e della mutua considerazione.

Oggi ci stiamo riscuotendo dalla miopia che in pochi decenni, in nome di una distorta visione del progresso, ha messo in serio pericolo il futuro del pianeta che ci ospita, ma non basta la consapevolezza, è necessario agire. Agire bene.

Noi siamo qui, adesso, in questo teatro, per parlare di acqua, del nostro mare, e confrontarci per tentare di indovinare quale debba essere la strada giusta per coniugare il nostro interesse per il futuro del nostro territorio con la risorsa che il mare rappresenta. Siamo qui a parlare di sviluppo, di prospettive di crescita, di piani e idee capaci di mettere in rete le risorse di cui disponiamo da un angolo all’altro di questa provincia per trarne benefici comuni e vantaggi per l’intera comunità pontina.

E’ un disegno ambizioso, nel quale personalmente credo e per il quale, nella mia veste di sindaco della città capoluogo di provincia, intendo spendermi senza risparmio di energie, con la convinzione che tutti i miei colleghi degli altri 32 comuni pontini siano dello stesso avviso, anche loro convinti della necessità di dover intraprendere un nuovo percorso fatto di reciproca attenzione e reciproco rispetto, di sana collaborazione e di mutua assistenza, con l’obiettivo comune e condiviso di costruire un domani migliore per le generazioni che ci sostituiranno.

Non so cosa potremo fare né cosa riusciremo a fare per trarre dal nostro rapporto con il mare nuovi benefici e nuove prospettive di sviluppo, ma so di certo che questa nuova sfida che vogliamo e dobbiamo intraprendere, dovrà essere giocata sul registro del rispetto dell’ambiente, della tutela della natura e dei suoi elementi, della valorizzazione di ciò che abbiamo.

E per questo sento di poter dire che stavolta, prima ancora del risultato che riusciremo a portare a casa, sarà importante il modo in cui sapremo giocare questa partita.

E in questa direzione, il fischio d’inizio abbiamo voluto darlo coinvolgendo tecnici, esperti, istituzioni, imprenditori, sindaci, la Regione Lazio in tutte le sue espressioni, dai consiglieri agli assessori, fino al Presidente Francesco Rocca, i parlamentari pontini ed anche il Governo nella persona del Ministro delle Politiche del Mare, Nello Musumeci.
Il nostro impegno di amministratori è fare, e lo stiamo dimostrando, ma siamo consapevoli che per costruire e per offrire alla città una nuova prospettiva di sviluppo, c’è bisogno del concorso corale di tutti, di tutte le forze in campo. Se siamo qui, oggi, è perché noi ci crediamo.

Latina vuole entrare nel ruolo che le spetta di diritto, quello di città capoluogo della provincia di Latina, per promuovere un nuovo corso di sviluppo dell’intero territorio pontino.

Vogliamo farlo partendo dall’acqua, perché è quello l’elemento che più di ogni altro e meglio di ogni altro ci rappresenta: questa terra è stata sottratta alla palude e oggi può vivere grazie ad un complesso sistema idraulico che ci protegge; Latina ha il mare, ed è da qui che dobbiamo partire per reinventare una prospettiva di sviluppo turistico, ambientale e culturale.

Uno sviluppo che sia circolare per l’intera provincia e che veda coinvolti tutti gli attori del territorio, istituzionali e non.
Un nuovo corso da affiancare alla blue economy che da qualche anno la Camera di Commercio di Frosinone e Latina va opportunamente proponendo per restituire a questa nostra provincia la posizione che merita in ambito turistico e dunque sul fronte dell’imprenditoria che cresce e si sviluppa lungo le direttrici dell’uso sostenibile del mare, nel segno del rispetto e della tutela di uno dei beni più importanti che abbiamo a disposizione, la risorsa acqua.

E’ dal mare che Latina e la sua provincia debbono
prendere il largo per raggiungere in maniera definitiva e compiuta l’Europa. Proprio quell’Europa che nel mare delle isole pontine, a Ventotene, ha trovato la propria origine.
Dunque, si tratta semplicemente di tornare a casa dopo tanto peregrinare, come ha fatto Ulisse, che in queste nostre acque e in queste nostre terre si era a lungo perso rincorrendo sogni e sete di conoscenza.

Prima di concludere voglio dirvi che questa giornata dovrà avere un seguito, e lo avrà con la predisposizione di un documento, un manifesto che diventerà lo strumento di bordo della condivisione di intenti tra tutte le realtà istituzionali del territorio pontino.
Sarà il manifesto del blue deal pontino, che a partire dalla città del capoluogo dovrà coinvolgere l’intera provincia di Latina intorno all’idea di fare della governance, della sostenibilità, della tutela e della valorizzazione di tutti i beni di cui questa provincia dispone, e sono tantissimi, i pilastri del nostro agire per lo sviluppo e la crescita di tutte le nostre comunità.

Sottoporremo e condivideremo questo documento con tutti, nessuno escluso, per diventare più coesi, più forti e più concreti nella nostra azione di governo del territorio”.

L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE AL TURISMO DI COCCO – L’assessore alla Marina Gianluca Di Cocco ha sottolineato gli interventi necessari da realizzare sul territorio comunale: “Urge un riassetto urbanistico del waterfront, insieme al recupero ambientale della fascia dunale e alla valorizzazione delle aree di maggiore interesse paesaggistico attraverso la cura delle relazioni, la definizione dei collegamenti con il mare, l’entroterra, il sistema urbano policentrico e le relative previsioni di trasformazione dello spazio pubblico e della mobilità.

Dobbiamo partire dai due canali paralleli alla linea di costa, il canale Colmata e il canale Mastropietro, e dalla rete dei canali e dei fossi già esistenti, per arrivare alla definizione di una serie di “isole” separate da specchi d’acqua e canali interconnessi, collegate alla viabilità principale tramite ponti, piste ciclabili e pedonali, strutture stabili per chi voglia spostarsi dal centro della città.

Una scelta questa che dovrà servire a finalizzare e risolvere il problema dello sviluppo urbanistico spontaneo, in gran parte abusivo, nella zona a nord – elemento di maggiore criticità della nostra Marina.

Il tema della portualità deve essere assolutamente affrontato senza timori. Un capoluogo di provincia non può e non deve esimersi nel puntare ad avere una propria area portuale, in posizione autonoma e decentrata a quelle già presenti in provincia. La darsena di Rio Martino, per la nautica minore da diporto in diretto collegamento con l’espansione di Borgo Grappa, è oggi in sofferenza più totale. Ma sarebbe da miopi volersi limitare solo a “ristrutturare” una darsena.

L’attuale situazione di Rio Martino non permette sicuramente uno sviluppo importante. Per questo urge un impegno per fare sì che tale infrastruttura possa trasformarsi in qualcosa di più imponente e in totale sicurezza e fruibilità, dove si pensi in maniera imprescindibile ad ormeggi che possono creare anche collegamenti veloci con le Isole Ponziane.

È un investimento importante, questo è certo, ma il nostro capoluogo deve assolutamente avere questa grande opportunità. Per troppo tempo abbiamo lasciato che Latina stesse a guardare mentre le altre città della provincia, evidentemente più brave di noi, hanno saputo giocare meglio la loro partita e oggi sono punto di riferimento per i collegamenti da e per le isole ponzane, altra risorsa inestimabile di questo territorio. Ebbene, Latina da oggi non starà più a guardare e sognare, per Latina è arrivato il momento di progettare in grande, non da sola, perché certi oneri, dalla realizzazione alla manutenzione, non possono essere a carico dell’amministrazione comunale.

Ma sarebbe inutile parlare solo di porto e non creare dei collegamenti. Certamente non vogliamo “cattedrali nel deserto”.

Nell’ambito del miglioramento della intermodalità urbana ed extraurbana, il progetto previsto della Mare-Monti deve assolutamente trovare concretezza, come un trasporto di massa importante, a ridosso della fascia costiera che deve completarsi con un anello infrastrutturale che collega duna e spiaggia.
Avere un tale sistema di collegamenti, lo dico senza timore di smentita, sarebbe un volano per lo sviluppo del territorio. Nuovi poli turistici alberghi potranno trovare finalmente attrattivo questo territorio e portare qui investimenti importanti. Oggi dobbiamo dire grazie a quegli imprenditori coraggiosi che hanno avuto l’audacia di avviare le loro attività, anche con successo, su un’area dall’altissimo potenziale inespresso, mai valorizzata come doveva.

Ma se invece dotassimo la Marina delle infrastrutture che merita, io non ho dubbi che non avremo più imprenditori coraggiosi ma aziende lungimiranti. Sulla fascia costiera, dobbiamo ambire e creare le condizioni per uno sviluppo di progetti destinati ad alberghi diffusi, attività commerciali, di ristoro e ludico-sportive di riconnessione fra duna, lungomare e parco.

Le risorse non ci mancano e non si limitano solo al mare. Abbiamo i terreni da recuperare delle Terme di Fogliano con l’idea di un grande Parco centrale attrezzato estendibile oltre i limiti del Parco Nazionale del Circeo.

Potremmo realizzare un recupero sostenibile ed originale di “natura urbanizzata” ricca di memorie antiche, di nuove attrattive ricettive, culturali e ludiche.

Dobbiamo ripensare gli spazi e crearne di nuovi. Come? Penso ad un alleggerimento, là dove possibile, delle opere edili sulla duna, previo trasferimento delle cubature incongrue nella zona edificabile a ridosso della Litoranea.

Penso all’apertura di spazi destinati, sì a verde, ma anche a parcheggi – camping, di ultima generazione.
Su tutto questo è imprescindibile un approccio sensibile alla sostenibilità e al problema del risparmio energetico.

A livello di definizione architettonica, tecnologica ed impiantistica, saranno fondamentali sistemi di tipo “attivo” per l’eco-efficienza energetica del costruito: dobbiamo pensare e progettare impianti solari termici, fotovoltaici, microeolici; così come non possiamo escludere sistemi di tipo “passivo” per l’eco-efficienza energetica del costruito: dispositivi per la ventilazione naturale; dispositivi per il riscaldamento passivo; dispositivi per l’illuminazione e l’ombreggiamento naturali.

Divisioni per aree

Sarà una riqualificazione proiettata in una dimensione di sviluppo dinamico che dovremmo realizzare pianificando una serie di interventi (o ambiti longitudinali), in coerenza con l’attuale assetto del territorio, a partire dall’individuazione di una “prima fascia litoranea”, che potremmo definire una “area critica”; una seconda fascia delimitata superiormente dal Canale Mastropietro e da una terza fascia relativa all’ambito più esterno di confine dell’area di intervento, delimitata dal Canale che affianca la Via Litoranea.

Oggi il mio augurio che vuole anche dare una mission a questi stati generali, è che questo sia il giorno di un reale e concreto inizio, per definire i dettagli e le disponibilità dei presenti, istituzioni, categorie, parti sociali e associazioni, nel riscrivere questa enorme risorsa che abbiamo e che chiamiamo Marina di Latina.
Ognuno dovrà fare la sua parte per un progetto unico destinato a ridisegnare il lungomare della nostra città, affinché diventi finalmente il cuore pulsante turistico ed economico del capoluogo di provincia”.

 

IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO – Nel corso della giornata sarà fornita una visione sull’inquadramento storico, ambientale e sociale circa le risorse acqua e mare, per poi affrontare le prospettive in termini di blue economy, sostenibilità e difesa della costa che apriranno il dibattito con i sindaci di Aprilia, Terracina e Gaeta e le associazioni d’impresa.

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ATTUALITA'

La Famiglia Zamboni dona lo storico locale della Gbc di Via Neghelli alla Diaphorà: “Sogno che si avvera”

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LATINA – “Un sogno che diventa realtà”. L’Associazione Diaphorà di Latina ha ricevuto, grazie a un gesto di grande generosità della famiglia Zamboni, lo storico locale commerciale in Via Neghelli dove Ferruccio e Maria Teresa Zamboni aprirono uno dei primi negozi di elettronica della città. L’associazione era da tempo alla ricerca di uno spazio in cui far crescere nuovi progetti e questa donazione inattesa ha già aperto nuovi scenari.

«Siamo felici e profondamente emozionate di potere, con questa donazione contribuire alla realizzazione di un progetto della Diaphorà e allo stesso tempo ricordare i nostri genitori con lo spirito che li ha animati nella loro vita”, dicono Cristina e Stefania Zamboni che sono andate dal notaio con il presidente di Diaphorà Paolo Maria Magli dando concretezza alla loro idea. «Ricevere questo dono  – commenta Magli – significa sentire tutta la responsabilità di custodire una storia importante e trasformarla in un bene per l’intera comunità».

Con la firma dell’atto, lo scorso 16 luglio, prende così vita un progetto che va ben oltre il trasferimento di un immobile. “Quel luogo – dicono dall’Associazione in una nota – continuerà a essere un
punto di riferimento per la città, ma con una nuova missione: diventare uno spazio di lavoro, crescita, formazione e inclusione per giovani con disabilità”. Il nuovo locale rappresenterà un tassello fondamentale nel percorso già avviato con l’impresa sociale Etikey, nata dall’incontro tra Diaphorà e Centro Donna Lilith per creare opportunità lavorative concrete e percorsi di autonomia per persone che affrontano percorsi di riscatto e vulnerabilità. Qui nascerà un progetto innovativo dedicato proprio all’inclusione lavorativa, pensato per offrire ai giovani con disabilità un luogo in cui sviluppare competenze, costruire autonomia e mettere in valore i propri talenti.

«Cristina e Stefania non hanno donato semplicemente un immobile: hanno affidato alla nostra associazione un luogo che custodisce la memoria della loro famiglia e di tanti cittadini di Latina. Questa scelta ci emoziona profondamente perché rappresenta anche un riconoscimento del lavoro che Diaphorà porta avanti da oltre vent’anni insieme alle famiglie, costruendo ogni giorno percorsi di autonomia, inclusione e dignità. Qui nascerà un progetto innovativo: sarà un luogo di lavoro, di crescita e di opportunità, ma soprattutto uno spazio aperto alla città. L’inclusione non è un compito che riguarda soltanto chi opera nel sociale: è una responsabilità collettiva e una ricchezza che appartiene a tutta la comunità. Questo straordinario gesto ci ricorda che quando un bene privato diventa un bene comune nascono opportunità capaci di cambiare davvero la vita delle persone», commenta Paolo Magli.

«I nostri genitori, Ferruccio e Maria Teresa, hanno sempre amato profondamente Latina e vissuto il loro lavoro come un servizio alle persone e alla città – spiegano le sorelle Zamboni – Siamo felici e profondamente emozionate di poter contribuire alla realizzazione di questo progetto. Dopo la loro scomparsa, avvenuta a pochi mesi di distanza l’uno dall’altra, abbiamo sentito il desiderio che questo luogo continuasse a vivere, restando fedele ai valori che ci hanno trasmesso. Quando abbiamo conosciuto l’Associazione Diaphorà abbiamo capito che quello spazio avrebbe potuto avere una nuova vita. Donarlo significa affidarlo a chi saprà trasformarlo in un luogo di opportunità, crescita e futuro per tanti giovani. Nostro padre ha sempre creduto nei ragazzi: nei loro occhi ritrovava l’entusiasmo, la curiosità e la voglia di costruire il domani che hanno accompagnato tutta la sua vita. Sapere che proprio qui altri giovani potranno trovare un’occasione di lavoro, autonomia e realizzazione personale è il modo più bello che conosciamo per custodire la memoria dei nostri genitori. È il nostro contributo per una comunità sempre più inclusiva.»

Determinante è stato il ruolo di Franco Martin Scaldaferri dell’agenzia immobiliare Tecnocasa Latina Ovest, che, conoscendo le esigenze di Diaphorà e offrendo la propria disponibilità a titolo gratuito, ha accompagnato con sensibilità e convinzione il percorso che ha reso possibile questo incontro. E c’è poi una suggestiva coincidenza che lega ancora di più la famiglia Zamboni a Diaphorà: la sede dell’associazione sorge infatti alle porte del Lago di Fogliano, lo stesso luogo al quale era profondamente legata Maria Teresa Zamboni, che proprio lì aveva studiato e dove suo padre lavorava come pescatore.
“Ci sono gesti che non fanno rumore, ma cambiano il destino delle persone. Gesti compiuti con naturalezza, quasi in punta di piedi, che raccontano il significato più autentico della parola comunità”, dicono da Diaphorà che è già in moto per costruire una nuova opportunità per i più fragili.

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Latina, riapre il Parco Falcone e Borsellino: inaugurazione il 25 luglio con eventi e attività

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Sabato 25 luglio riaprirà ufficialmente il Parco Falcone e Borsellino di Latina, al termine degli interventi di riqualificazione finanziati con fondi PNRR. L’evento è stato presentato questa mattina nella sala De Pasquale del Comune dal sindaco Matilde Celentano, dal vicesindaco Massimiliano Carnevale e dalla dirigente Micol Ayuso.

Nel corso della conferenza sono stati illustrati i lavori eseguiti, che hanno interessato la sicurezza e la riqualificazione dell’area, con l’installazione di un sistema di videosorveglianza, la definizione di un regolamento per l’utilizzo del parco e l’organizzazione di servizi dedicati alla gestione degli spazi.

Il parco sarà aperto dal 1° aprile al 31 ottobre dalle 7.30 alle 23 e dal 1° novembre al 31 marzo dalle 7.30 alle 20. Saranno garantiti il servizio di apertura e chiusura, la sorveglianza durante gli orari di accesso, anche con il supporto delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, e la manutenzione ordinaria del verde e degli arredi.

“Restituiamo alla città un luogo di incontro, sicurezza e socialità”, ha dichiarato il sindaco Matilde Celentano, sottolineando come il parco fosse diventato negli anni un’area poco frequentata dalle famiglie a causa delle criticità legate alla sicurezza:

Il vicesindaco Massimiliano Carnevale ha evidenziato come l’obiettivo dell’amministrazione non fosse soltanto riaprire il parco, ma garantirne una gestione stabile e una piena fruibilità nel tempo:

L’inaugurazione prenderà il via alle 19, con ingresso da Largo Silvestri. Ospite della serata sarà lo speaker Renzo Di Falco, che condurrà l’evento. Il programma prevede il taglio del nastro, la cerimonia dell’alzabandiera, la deposizione di una corona d’alloro, gli interventi istituzionali, l’intitolazione del largo centrale del parco a Fernando Bassoli, primo sindaco di Latina, il volo delle farfalle e un concerto del Conservatorio “Ottorino Respighi”.

Sono inoltre previste attività dedicate ai bambini, iniziative sportive e una serie di appuntamenti che proseguiranno nei fine settimana di luglio e agosto.

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ATTUALITA'

L’allarme di Inail a Latina, il Dg Fiori : “Con caldo estremo rischi per la salute e la sicurezza di lavoratori agricoli e edili”

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LATINA – I rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori impiegati in edilizia e in agricoltura, generati dalle temperature estreme, sono stati al centro di un evento promosso dall’Inail a Latina, nell’ambito dell’iniziativa. Dopo i saluti istituzionali della sindaca di Latina, Matilde Eleonora Celentano, e del presidente della Provincia, Federico Carnevale,  il direttore generale di Inail, Marcello Fiori, illustrando i dati provinciali su infortuni e malattie professionali, ha parlato della piattaforma sviluppata con il Cnr, Workclimate, come importante strumento di prevenzione e ha voluto sensibilizzare interlocutori istituzionali e stakeholder sulla necessità di usarla come indicatore per emettere, nei casi di necessità, ordinanze che vietino il lavoro nelle ore più calde della giornata.

Un allarme quello lanciato dai vertici dell’Istituto che ha trovato proprio nel capoluogo pontino, un immediato riscontro nella cronaca. Negli ultimi due giorni, lunedì e oggi (martedì), due lavoratori edili sono morti improvvisamente mentre lavoravano, il primo alla pavimentazione di un terrazzo in una palazzina, il secondo in un campo fotovoltaico a Borgo Santa Maria. Su entrambi i casi, la Procura della Repubblica di Latina ha aperto un’inchiesta, ma è facile collegare le condizioni climatiche di questo periodo, dopo diverse giornate contrassegnate da bollino rosso, con i due tragici eventi.

“Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali sfide emergenti per la salute e la sicurezza sul lavoro. L’aumento della frequenza, intensità e durata delle ondate di calore espone un numero crescente di lavoratori a condizioni ambientali potenzialmente pericolose, soprattutto nei settori che prevedono attività svolte all’aperto, come agricoltura ed edilizia. A Latina, in particolare c’è un livello di esposizione di migliaia di lavoratori, perché questo è un territorio di a vocazione agricola e rappresenta uno dei territori di maggior sviluppo agricolo del Paese – ha spiegato Fiori – . Noi abbiamo, insieme a CNR e altre istituzioni scientifiche, sviluppato una piattaforma che si chiama Worklimate, che consente alle istituzioni locali, in particolare alle Regioni, di emettere ordinanze per vietare che si lavori in alcune fasce orarie dove le temperature salgono troppo e espongono addirittura al rischio della vita migliaia di lavoratori”.

L’intervista di Elisabetta De Falco

L’importanza di parlarne a Latina deriva dai numeri. Nel territorio pontino  – secondo i dati forniti dall’Istituto – si contano quasi 14mila aziende agricole, per un numero di occupati (circa 32 mila) che rappresenta quasi la metà dei lavoratori in agricoltura del Lazio. L’agro pontino è il principale motore agricolo della regione, rappresentando oltre il 30% del valore aggiunto regionale di settore. Per numerosità dei primati produttivi la provincia di Latina si colloca al terzo posto nazionale, dietro soltanto al tavoliere delle Puglie (Foggia e Bari). Latina è inoltre la terza provincia in Italia per export agricolo (257 milioni di euro nel 2024).

“Per affrontare queste sfide  – ha spiegato ancora il direttore generale di Inail – è nato il progetto Worklimate 3.0 – Salute occupazionale e resilienza aziendale nell’era delle temperature estreme,
un’iniziativa multidisciplinare finalizzata allo sviluppo di strumenti e soluzioni operative per la tutela della salute dei lavoratori e per il rafforzamento della resilienza dei contesti aziendali.
Oltre a promuovere attività di ricerca epidemiologica, monitoraggio ambientale, formazione e sensibilizzazione, il progetto punta a migliorare la capacità di prevenzione e adattamento delle imprese rispetto agli effetti delle temperature estreme, sia calde sia fredde. Tra i risultati più importanti del progetto vi è lo sviluppo della piattaforma nazionale di previsione e allerta del rischio caldo Worklimate, oggi utilizzata da lavoratori, imprese, figure della prevenzione, autorità sanitarie e decisori pubblici”.

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