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Scaricato davanti casa con il braccio amputato, Celentano: “Scossa e addolorata”

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LATINA –  “Sono profondamente scossa e addolorata nell’aver appreso della vicenda accaduta ad un giovane lavoratore di un’azienda agricola di Borgo Santa Maria che, secondo quanto riportato dalla stampa, dopo aver subito un grave infortunio sul lavoro che gli ha causato la perdita del braccio sarebbe stato abbandonato davanti alla propria abitazione anziché ricevere immediata assistenza medica”.

È quanto dichiara il Sindaco Matilde Celentano in merito ai fatti avvenuti nella giornata di ieri e denunciati dal sindacato Flai Cgil.

“Questo episodio – continua la prima cittadina – rappresenta una violazione dei diritti umani fondamentali, della dignità umana e delle norme inerenti la sicurezza dei lavoratori. È inaccettabile che si verifichino situazioni del genere: il luogo di lavoro deve essere un ambiente sicuro e rispettoso delle norme, dove i diritti dei lavoratori sono tutelati e la salute e la sicurezza sono la priorità. Esprimo la mia più sincera solidarietà e vicinanza alla vittima e alla sua famiglia in questo momento difficile e li invito a confidare nell’operato dei Carabinieri, immediatamente intervenuti per ricostruire quanto accaduto e stabilire le responsabilità di ognuno”.

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POLITICA

Sabaudia, nuovo bando per i chioschi sul lungomare: il Comune replica alle critiche del Pd

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Il Comune di Sabaudia interviene sulla vicenda del nuovo bando per l’assegnazione dei chioschi sul lungomare, dopo le critiche sollevate dal Partito Democratico cittadino, e difende la correttezza dell’iter seguito dall’amministrazione. Il nuovo bando riguarda sei lotti destinati alla realizzazione di altrettanti chioschi di supporto alla balneazione sulla Strada Lungomare. Si tratta delle sei postazioni rimaste non aggiudicate nella precedente gara, che aveva portato all’assegnazione di tre lotti.

L’amministrazione sostiene che la procedura sia pienamente conforme alla deliberazione del Consiglio comunale numero 19 del 2026, approvata il 7 maggio con il voto contrario delle minoranze. La delibera autorizzava il Comune a procedere con una gara per nove lotti e aveva come allegati il Piano Economico Finanziario, la relazione al PEF e due planimetrie del lungomare con l’individuazione delle nove postazioni. Secondo il Comune, la deliberazione non conteneva invece disciplinare e capitolato di gara, in quanto criteri e requisiti rientrano nelle competenze degli uffici tecnici e vengono definiti nell’ambito della procedura di gara. Per questo l’amministrazione respinge l’accusa del Pd secondo cui il nuovo bando avrebbe disatteso la volontà del Consiglio comunale. La posizione del Comune è che la delibera sia stata rispettata e che il nuovo bando mantenga invariati il Piano Economico Finanziario, la relativa relazione e le planimetrie approvate dal Consiglio.

L’amministrazione interviene anche sul richiamo alla direttiva Bolkestein, ritenuto non pertinente alla procedura in corso. Le concessioni demaniali, spiega il Comune, saranno infatti oggetto di uno specifico bando entro la fine del 2026, nel rispetto della normativa e della giurisprudenza europea e nazionale.

Nel frattempo, sul lungomare di Sabaudia risultano attualmente sette chioschi assegnati e 17 stabilimenti. A questi si aggiungono i tre chioschi assegnati con la gara dello scorso giugno, al termine di un iter che era stato condizionato anche da diversi ricorsi. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è arrivare all’estate 2027 con 33 operatori balneari attivi: 17 titolari di concessioni demaniali e 16 operatori sulle spiagge libere attrezzate. A questi si aggiungerebbero 40 postazioni di salvamento.

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Stadio Francioni e campo Bondioli, Valletta: “Si faccia uno sforzo per individuare un punto di equilibrio”

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LATINA – Dopo le aspre polemiche tra Amministrazione comunale e Latina Calcio sull’assegnazione dello Stadio Francioni e del campo Bondioli, è seguita la manifestazione dei tifosi che chiedono spiegazioni al Comune, poi lo striscione con le offese alla sindaca Celentano e all’assessore Chiarato, censurato dalla prima cittadina.

Sulla vicenda oggi riceviamo e pubblichiamo (integralmente ) la lunga nota di Vincenzo Valletta, consigliere comunale e capogruppo della Lega. E voi, come la pensate?

L’INTERVENTO DI VALLETTA –   «La vicenda dello stadio Domenico Francioni e del campo Gino Bondioli non può trasformarsi in uno scontro nel quale alla fine a perdere siano il Latina Calcio, i suoi tifosi e, soprattutto, la città. La strada deve restare quella della legalità, della trasparenza e della tutela del patrimonio pubblico, principi sui quali l’Amministrazione Celentano ha correttamente impostato la propria azione. Ma proprio nel rispetto di questi principi riteniamo che oggi sia necessario compiere ogni sforzo possibile per individuare un punto di equilibrio», dichiara Valletta, spiegando che «come gruppo consiliare della Lega, riteniamo che il momento richieda responsabilità da parte di tutti. Non servono contrapposizioni, accuse o prove di forza. Serve riportare il confronto sul terreno amministrativo, economico e sportivo, distinguendo con chiarezza le diverse questioni che negli ultimi mesi si sono sovrapposte».

PRIMO NODO: FARE CHIAREZZA DEFINITIVA SUI RAPPORTI ECONOMICI
«Il primo passaggio – prosegue Valletta – dovrebbe essere quello di separare la questione dei rapporti economici pregressi dalla futura gestione ventennale degli impianti. Da una parte esistono le posizioni del Comune rispetto alle somme eventualmente dovute; dall’altra il Latina Calcio rivendica lavori e investimenti effettuati negli anni per rendere e mantenere gli impianti idonei all’attività sportiva professionistica. Non spetta alla politica stabilire chi abbia ragione. Spetta agli atti, ai documenti e ai tecnici. Per questo riteniamo utile valutare una ricognizione tecnica indipendente e asseverata di crediti, debiti e lavori effettivamente eseguiti e riconoscibili, così da arrivare, laddove ne ricorrano tutti i presupposti giuridici e contabili, a una soluzione separata attraverso gli strumenti consentiti dall’ordinamento. Bisogna chiudere il passato per poter programmare seriamente il futuro».

IL BANDO DEVE GARANTIRE L’INTERESSE PUBBLICO E LA SOSTENIBILITÀ
Per la Lega, il secondo tema riguarda il modello economico della futura gestione.

«Una procedura pubblica deve naturalmente tutelare gli interessi economici del Comune, ma la gestione di uno stadio non può essere valutata esclusivamente attraverso il canone. Il Francioni non è un locale commerciale: è un’infrastruttura sportiva pubblica che comporta costi rilevanti di manutenzione, sicurezza, adeguamento e gestione. Occorre quindi verificare che alla base della concessione ci sia un Piano Economico Finanziario realistico e sostenibile, capace di tenere insieme canone, categoria sportiva, costi di gestione e investimenti sull’impianto. Si potrebbe valutare, nel pieno rispetto della normativa e delle procedure di evidenza pubblica, un modello che contempli un canone sostenibile, eventualmente parametrato anche alla categoria professionistica, obblighi precisi di investimento sul Francioni e sul Bondioli e adeguate garanzie a tutela dell’ente. Gli investimenti realmente effettuati dal concessionario sugli impianti potrebbero inoltre essere considerati, nei limiti consentiti dalla legge, all’interno dell’equilibrio economico complessivo della concessione».

IL FRANCIONI RESTA DELLA CITTÀ
Valletta sottolinea un altro principio:

«La proprietà degli impianti deve naturalmente restare pubblica e il Comune deve conservarne pienamente le funzioni di indirizzo e controllo. Allo stesso tempo dobbiamo riconoscere una realtà che va oltre qualsiasi appartenenza politica: il Francioni è la casa sportiva del Latina Calcio e rappresenta un pezzo della storia e dell’identità della nostra città. Occorre quindi costruire un modello capace di garantire alla prima squadra cittadina la possibilità di disputare regolarmente le competizioni professionistiche e, contemporaneamente, salvaguardare la funzione pubblica dell’impianto. Questo significa conciliare l’attività professionistica con il settore giovanile, le scuole, le associazioni sportive, gli eventi e le iniziative della città. Gestione non può significare appropriazione esclusiva di un bene pubblico, così come proprietà pubblica non può significare ignorare le esigenze sportive della principale squadra cittadina».

NELL’IMMEDIATO VA GARANTITA LA CONTINUITÀ SPORTIVA
«C’è poi una questione che non può aspettare i tempi della politica: la stagione sportiva. Qualunque soluzione venga individuata deve avere come priorità quella di non mettere a rischio la partecipazione del Latina Calcio ai campionati professionistici e la possibilità di giocare le partite casalinghe al Francioni. Il Comune ha già dimostrato negli anni scorsi di saper individuare soluzioni temporanee per garantire la continuità sportiva. Se fosse necessario un ulteriore periodo transitorio per arrivare a un assetto definitivo, riteniamo che questa possibilità debba essere valutata dagli uffici competenti, naturalmente nel rigoroso rispetto della normativa. Non dobbiamo avere paura di prenderci il tempo necessario per costruire una soluzione solida. È molto più importante avere una concessione sostenibile per i prossimi vent’anni che chiudere rapidamente una procedura destinata a generare nuovi problemi».

UN TAVOLO TECNICO PER SUPERARE LO SCONTRO
La Lega propone quindi di valutare un confronto tecnico-istituzionale che coinvolga il Comune e il Latina Calcio e, laddove possibile, organismi sportivi e professionalità indipendenti.

«Un tavolo tecnico non significa mettere in discussione l’autonomia degli uffici, né costruire un bando su misura per qualcuno. Significa comprendere quali condizioni possano rendere la gestione economicamente sostenibile e contemporaneamente conforme alle norme sulla concorrenza e sulla gestione del patrimonio pubblico. Se necessario si possono ascoltare Lega Pro, CONI e professionalità indipendenti esperte nella gestione degli impianti sportivi, affinché Latina possa dotarsi di un modello serio e duraturo».

SOLIDARIETÀ AL SINDACO E ALL’ASSESSORE CHIARATO E FERMA CONDANNA DI OGNI OFFESA
«In questo quadro vogliamo esprimere, come gruppo consiliare Lega, la nostra piena solidarietà al Sindaco e all’Assessore Chiarato per le scritte e gli striscioni offensivi comparsi nei pressi dello stadio Francioni. Comprendiamo la passione, la preoccupazione e anche la legittima protesta dei tifosi quando è in gioco il futuro della propria squadra. Il dissenso, anche forte, è parte della vita democratica e deve sempre trovare ascolto. Ma esiste un confine che non può essere superato: quello del rispetto delle persone e delle istituzioni. Le critiche all’Amministrazione, alla maggioranza e alle scelte compiute sono legittime e possono essere anche durissime. Le offese personali e gli attacchi che travalicano il confronto civile, invece, non aiutano il dialogo e rischiano soltanto di esasperare una situazione che necessita esattamente del contrario. Per questo condividiamo la ferma condanna espressa dal Sindaco Celentano e ribadiamo la nostra vicinanza nei suoi confronti. Allo stesso tempo, proprio quanto accaduto deve convincerci ancora di più della necessità di riportare questa vicenda dentro un confronto serio, trasparente e rispettoso. Non bisogna confondere le condotte offensive di alcuni con le legittime preoccupazioni di una tifoseria e di una città che chiedono risposte sul futuro del Francioni e del Latina Calcio. La risposta migliore alle tensioni non è chiudere le porte, ma aprire un confronto nel quale ciascuno si assuma le proprie responsabilità e nel quale il rispetto reciproco rappresenti una condizione imprescindibile».

NESSUNO PUÒ PERMETTERSI IL MURO CONTRO MURO
«Su una vicenda così importante – conclude Valletta – non credo sia utile stabilire chi debba vincere e chi debba perdere. Il Comune deve tutelare un bene pubblico e garantire legalità, trasparenza e parità di trattamento. Il Latina Calcio deve poter programmare il proprio futuro sportivo assumendosi responsabilità e obblighi compatibili con una gestione seria. La tifoseria ha il diritto di chiedere certezze sul futuro della squadra e dello stadio. Sono esigenze che possono e devono convivere. Come Lega chiediamo quindi di abbassare i toni e alzare il livello del confronto. Sosteniamo l’Amministrazione Celentano nella scelta della trasparenza e delle procedure pubbliche, ma proprio perché siamo una forza di maggioranza abbiamo anche il dovere di contribuire alla ricerca delle soluzioni. Facciamo chiarezza sui rapporti economici pregressi. Verifichiamo la sostenibilità del modello gestionale. Garantiamo nell’immediato la continuità sportiva, e costruiamo una soluzione di lungo periodo che tuteli Comune, società e tifosi. Il Francioni non appartiene a una parte o all’altra. Il Francioni appartiene a Latina, ed è partendo da questo principio, che dobbiamo trovare una soluzione nell’interesse della città».
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Biogas, il Consiglio di Stato respinge il ricorso del Comune. Ciolfi: “L’Amministrazione spieghi”

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LATINA –  Va avanti il progetto per la realizzazione di una centrale a biogas a Borgo Carso. Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza depositata venerdì dalla Quarta Sezione, ha infatti respinto la nuova istanza cautelare presentata dal Comune di Latina con cui l’ente chiedeva di sospendere gli effetti della sentenza del TAR di Latina che aveva accolto il ricorso della società Retina Op Undici S.r.l. che vuole costruire l’impianto per la produzione di biometano avanzato da biogas alimentato da biomasse di origine agricola e animale.

“Si tratta del terzo stop sul piano giudiziario che il Comune deve registrare in questa vicenda e di un nuovo passaggio che rende ancora più evidente la necessità di fare finalmente chiarezza su una
storia amministrativa che si trascina da tempo”, dichiara la consigliera del M5S Maria Grazia Ciolfi che è anche presidente della Commissione Trasparenza.

I giudici hanno evidenziato che “il provvedimento impugnato non appare assistito da un’adeguata valutazione dell’interesse pubblico alla rimozione in autotutela dell’effetto abilitativo formatosi per effetto del decorso del tempo sulla PAS, né da un adeguato bilanciamento tra l’interesse pubblico e l’affidamento del privato”. “Perché  – si chiede Ciolfi – il Comune è intervenuto in autotutela a distanza di circa un anno dalla presentazione della PAS, quando il procedimento avrebbe dovuto essere verificato nei termini previsti dalla normativa?”. L’esponente pentastellata chiede che l’Amministrazione informi i cittadini in merito ai nuovi sviluppi della vicenda, e in particolare quelli di di Borgo Carso e di Strada Casal delle Palme particolarmente coinvolti: “Non bastano più le rassicurazioni. Servono spiegazioni. E serve soprattutto una ricostruzione trasparente di quello che è accaduto: dalla presentazione della PAS, ai tempi dell’intervento del Comune, fino ai successivi provvedimenti amministrativi e ai diversi passaggi giudiziari. Il Consiglio di Stato dovrà naturalmente pronunciarsi anche sul merito dell’appello e quella sentenza resta un passaggio che attendiamo. Ma una cosa è già evidente: la strategia politica e amministrativa raccontata fino ad oggi dall’Amministrazione non ha prodotto i risultati che erano stati annunciati alla comunità”, conclude Ciolfi.

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