POLITICA
Sulle minacce alla figlia della premier Meloni interviene il presidente della Regione Rocca: «Inaccettabili»
LAZIO – Stanno arrivando da ogni parte politica i messaggi di solidarietà alla Premier Meloni per le terribili parole rivolte alla figlia Ginevra sul web. «Augurare la morte alla figlia di Giorgia Meloni è un gesto orribile, vigliacco e miserabile. A nome mio e della Regione Lazio rivolgo totale solidarietà e vicinanza al presidente del Consiglio e alla piccola Ginevra. Tutto ciò è frutto di un inaccettabile odio sempre più crescente nel dibattito politico e che nulla ha a che fare con un sano e leale confronto tra idee diverse. Auspico che tutte le forze politiche e le Istituzioni collaborino per costruire un clima migliore nel Paese e per far sì che il dibattito democratico non lasci mai spazio ad estremismi e violenze». Lo dichiara il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
«Da donna, trovo certe parole aberranti e condivido l’auspicio che tutte le forze politiche facciano sentire la loro voce a difesa del Presidente del Consiglio. I limiti di decenza sono stati superati ed è fondamentale intervenire contro l’hate speach attraverso progetti pensati per le scuole, come abbiamo fatto con l’iniziativa “Ti Rispetto” nelle scuole del Lazio».
Queste invece le parole dell’assessore alla Cultura, alle Pari Opportunità, alle Politiche giovanili e della Famiglia, al Servizio civile della Regione Lazio, Simona Baldassarre.
“Augurare ad una bambina come Ginevra la stessa morte spaventosa che ha colpito Martina Carbonaro, la ragazza di 14 anni uccisa dal suo ex fidanzato, è un qualcosa di talmente abominevole da far restare senza fiato. Un odio immotivato, inaccettabile, che va oltre gli schieramenti politici e che ci chiama a restare fermi nel nostro operato. La mia solidarietà a Giorgia Meloni, alla sua Ginevra e certamente alla famiglia di Martina Carbonaro, nuovamente ferita dopo il grande dolore subito”, così Marco Bertucci, Presidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del Lazio.
POLITICA
Disabilità, il PD incalza Comune e Asl: «Sul contrassegno europeo Latina ha due criticità da risolvere»
LATINA – Il Partito Democratico di Latina rilancia la questione del Contrassegno Unico Disabili Europeo, il CUDE chiedendo un intervento su due criticità che riguardano direttamente il nostro territorio.
La prima, perché il Comune di Latina non risulta aderire alla Piattaforma Unica Nazionale CUDE. “Un ritardo difficilmente comprensibile per un capoluogo di provincia e per la seconda città del Lazio per popolazione. L’adesione consentirebbe alle persone con disabilità di spostarsi tra i Comuni aderenti senza essere costrette a comunicare preventivamente la targa ai diversi comandi di Polizia Locale, riducendo burocrazia, disagi e il rischio di sanzioni che poi devono essere contestate”, sottolineano dal Pd Latina.
La seconda criticità, invece, riguarda le persone con gravi disabilità cognitive, intellettive o psichiche. “La capacità di camminare non coincide necessariamente con la possibilità di muoversi autonomamente e in sicurezza. Una persona affetta da autismo severo, Alzheimer o altre forme gravi di disabilità cognitiva può avere una capacità motoria integra e, allo stesso tempo, essere impossibilitata a orientarsi, percepire un pericolo o muoversi senza l’assistenza continua di un accompagnatore. Su questo punto occorre superare ogni interpretazione meramente “motoria” della disabilità. Chiediamo pertanto alla ASL di Latina di adottare linee guida operative uniformi per le Commissioni medico-legali, affinché nella valutazione dei requisiti per il CUDE siano considerate anche queste condizioni e le loro conseguenze concrete sulla mobilità e sull’autonomia della persona”, sottolinea Serena Cangero, responsabile Pari Opportunità della Segreteria del Partito Democratico di Latina.
“Due interventi diversi, ma che rispondono alla stessa idea di società: le istituzioni devono rimuovere gli ostacoli, non aggiungerne di nuovi. Come Partito Democratico continueremo a incalzare Comune e ASL perché si arrivi a risposte concrete. Le pari opportunità non si realizzano dichiarandole: si costruiscono attraverso servizi accessibili, procedure giuste e diritti realmente esercitabili. Latina può e deve fare un passo avanti. E su un tema che riguarda la dignità delle persone e la quotidianità di tante famiglie non esistono ragioni accettabili per restare indietro”, conclude Cangero.
POLITICA
Lascia il coordinatore di Noi Moderati a Sabaudia: “Non riusciamo a essere incisivi”
LATINA – Il coordinatore comunale di Noi Moderati a Sabaudia, Mimmo D’Amico, ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico, rimettendo il mandato al coordinatore provinciale, avv. Alessandro Paletta. “Una decisione personale, maturata nel tempo, che riguarda esclusivamente il ruolo di coordinamento locale e che, come lo stesso D’Amico sottolinea nella sua lettera di dimissioni, non rappresenta un giudizio sull’operato dei vertici provinciali e regionali del partito”, si legge in una nota del partito.
“Prendiamo atto con profondo dispiacere, anche per i rapporti personali che si erano venuti a creare, della decisione di Mimmo D’Amico di dimettersi dal suo ruolo di coordinatore comunale di Sabaudia, dichiara il coordinatore provinciale di Noi Moderati, Alessandro Paletta. A Mimmo, cui riservo la mia massima stima politica e personale, va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto e per il contributo dato in questi anni al percorso di Noi Moderati a Sabaudia. Ora guardiamo avanti con senso di responsabilità; affronteremo questa delicata fase attraverso un confronto interno cercando di individuare i prossimi passaggi per il coordinamento locale. Da oggi la sezione di Sabaudia sarà commissariata e me ne occuperò personalmente – aggiunge ancora l’avv. Paletta – con l’obiettivo di accompagnare questa fase di passaggio e garantire continuità all’attività politica sul territorio”.
“Ritengo che, oggi, la linea politica espressa dal coordinamento non riesca più a riscontrarsi pienamente nel sentimento degli iscritti e della nostra comunità politica – spiega D’Amico – . Di fronte a questa consapevolezza, credo che la scelta più responsabile sia quella di rimettere il mandato alla segreteria provinciale, evitando che una situazione di difficoltà possa finire per danneggiare tanto la politica amministrativa della nostra città quanto il percorso di crescita e di radicamento di Noi Moderati. Sabaudia ha bisogno di coraggio, di idee chiare e di scelte importanti. Ha bisogno di una politica capace di assumersi responsabilità e di incidere concretamente sulle questioni che riguardano il futuro della città. Devo riconoscere, con onestà intellettuale, che il coordinamento in questa fase politica non riesce ad incidere come dovrebbe. Per questo, senza alcuna esitazione e senza voler occupare spazi che oggi è giusto lasciare ad altri, ritengo che la cosa più logica e più utile sia fare un passo indietro e lasciare spazio a chi, con energie nuove e prospettive diverse, potrà sicuramente fare meglio”.
ATTUALITA'
Tiziano Ferro sostiene il “sì” al referendum per l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole
LATINA – Tiziano Ferro sostiene l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole e si schiera per il referendum che chiede l’abolizione della legge approvata di recente dalla maggioranza di governo e parlamentare che prevede il consenso informato in ambito scolastico, così come previsto dal disegno di legge Valditara approvato in via definitiva dal Senato il 4 giugno 2026. La norma in vigore ave va suscitato polemiche perché stabilisce che nelle scuole secondarie (medie e superiori), le attività extra o extracurricolari su questi temi richiedono l’autorizzazione scritta e preventiva dei genitori, mentre alla primaria e materna sono espressamente escluse le attività didattiche o progettuali aventi a oggetto la sessualità.
L’obiettivo del Referendum sostenuto da Ferro, è ripristinare l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole italiane, superando le attuali restrizioni normative. Le motivazioni del referendum sono sul sito del Ministero dove vengono raccolte le firme. Il cantante di Latina in una storia pubblicata oggi invita a sostenere le ragioni del Sì all’abolizione.
“Eliminando queste norme – spiegano i promotori del referendum – l’educazione sessuale e affettiva tornerà a essere un’attività scolastica inclusiva, equiparata alle altre scelte extracurriculari approvate da genitori, docenti e studenti tramite i Piani triennali dell’Offerta Formativa con didattica adeguata all’età sarà possibile promuovere la consapevolezza del corpo e dell’affettività usando linguaggi e metodi appropriati per ogni fascia d’età, inclusa quella infantile. Si eliminerà la pratica dell’esclusione dall’aula, garantendo che tutti gli studenti possano partecipare alle attività del gruppo classe senza discriminazioni. Scuole, docenti e famiglie potranno integrare stabilmente questi temi nei percorsi formativi, liberandosi da vincoli burocratici eccessivi e garantendo una continuità pedagogica”.
-
NOTIZIARI3 ore faGR Latina – 11 settembre 2026 ore 7
-
NOTIZIARI19 ore faGR Latina – 10 settembre 2026 ore 15
-
NOTIZIARI22 ore faGR Latina – 10 settembre 2026 ore 12
-
NOTIZIARI1 giorno faGR Latina – 10 settembre 2026 ore 15
-
NOTIZIARI2 giorni faGR Latina – 9 settembre 2026 ore 15
-
NOTIZIARI2 giorni faGR Latina – 9 settembre 2026 ore 7
-
NOTIZIARI3 giorni faGR Latina – 8 settembre 2026 ore 15
-
NOTIZIARI3 giorni faGR Latina – 8 settembre 2026 ore 12




