LA SFIDA VINTA DELLA MANCOOP
52 ex-Evotape raccontano il rilancio

Lo stabilimento Evotape

Lo stabilimento Evotape

SS COSMA E DAMIANO – Racconteranno la loro esperienza, dalla disperazione per l’azienda in fallimento e per la perdita del posto di lavoro, alla decisione di ricominciare, riavviando la produzione e rilanciando la ex Evotape di Santi Cosma e Damiano. L’appuntamento è  per martedì 18 febbraio alle  11.00 presso la sede della cooperativa Mancoop anche con il presidente di Legacoop, Giuliano Poletti, il responsabile della Legacoop Servizi Lazio, Andrea Laguardia, e il presidente del Comitato provinciale di Latina, Emiliano Scinicariello.

LA STORIA – In seguito al fallimento della multinazionale Evotape packaging, 137 lavoratori  sono rimasti disoccupati. Di loro, 52 ex-dipendenti hanno deciso di non gettare le armi e lanciarsi nell’impresa di salvare una parte della produzione e dar vita alla cooperativa Mancoop.

“Piuttosto che stare ad aspettare un Godot che non sarebbe mai arrivato, vale a dire un intervento dello Stato o un altro compratore, abbiamo deciso di rimetterci in gioco” ha dettoErasmo Olivella– oggi presidente della cooperativa”. E’ così che dal disastro della multinazionale nasceva Mancoop, fondata il 4 giugno 2012. “Più della metà dei lavoratori della ex Evotape hanno deciso di accontentarsi del sussidio statale e di non impegnarsi in questa avventura”- ha confessato Olivella-, Molti non hanno voluto rischiare”. Mancoop, però, ce l’ha fatta.

“La società  – ricorda Legacoop – era nata nel 1957 dal genio del siciliano Dardanio Manuli– riuscito in poco più di un ventennio a creare un gruppo industriale presente in 15 Paesi, capace di offrire lavoro a tremila dipendenti. Nel dopoguerra, con i finanziamenti  della Cassa del Mezzogiorno, la produzione di nastri adesivi venne spostata a Santi Cosma e Damiano, nella provincia di Latina. Alla morte del fondatore, però, la Manuli cedette l’azienda ad una multinazionale americana, la Tyco. Travolta dallo scandalo per aver pagato con denaro dell’azienda una megafesta in maschera per i dipendenti, la multinazionale fallì. Dalle casse della Tyco mancavano ben 600 milioni di dollari, spesi in maniera irregolare. Le conseguenze del crac si fanno sentire immediatamente oltreoceano, in provincia di Latina, dove la società che opera nel settore della produzione di nastri adesivi finisce prima nelle mani di un fondo lussemburghese e poi in quelle di una multinazionale messicana, la Evotape. Dopo una via crucis interminabile fatta di cassa integrazione, crisi e precarietà, ben 137 lavoratori rischiano di cadere nel baratro della disoccupazione, quando la multinazionale chiude per mancanza di liquidità. Gli ex dipendenti, però, decidono di autogestirsi. Dopo essere riusciti ad ottenere in affitto 20 mila metri quadri dello stabilimento al prezzo di 180 mila euro l’anno, nasce la cooperativa Mancoop”.

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