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CRONACA

Urbanistica a Latina, chiusa l’inchiesta sulla variante Malvaso

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variante malvasoLATINA – E’ stata chiusa l’inchiesta sulla cosiddetta variante Malvaso, la palazzina di Borgo Piave sequestrata nei mesi scorsi per un aumento di volumetrie che il giudice per le indagini preliminari Mara Mattioli, su richiesta della Sostituto Procuratore Gregorio Capasso, ha ritenuto illegittimo. Le indagini erano state svolte dagli investigatori del Nipaf della Forestale si erano appuntate anche sull’iter seguito per l’approvazione del piano particolareggiato di Borgo Piave. Indagate per la vicenda 14 persone: tutta la giunta comunale Di Giorgi, il dirigente del settore urbanistica e i tecnici che hanno redatto i progetti e diretto i lavori, il proprietario del lotto ed ex consigliere di Fi Vincenzo Malvaso . La notifica della fine delle indagini è l’atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio. tre i reati ipotizzati: abuso d’ufficio, falso ideologico e abuso edilizio.

IN VIA DEL LIDO – Intanto la questione che riguarda la palazzina di Via del Lido a Latina dove nei giorni scorsi non erano riusciti ad entrare i vigili urbani per un controllo disposto dal settore edilizia privata del Comune non si ferma. I locali tecnici all’ultimo piano della palazzina del costruttore Massimo Riccardo, obiettivo dell’accertamento, sono tornati tali, smantellate in due giorni le strutture che li avevano trasformati in appartamenti, un sistema molto in uso a Latina dove fino ad oggi è stato ampiamente tollerato. Il Comune è determinato ad inviare un’informativa in Procura sull’intera vicenda, mentre sono stati disposti ulteriori accertamenti sulla rampa d’accesso al garage del palazzo che sembrerebbe occupare una porzione di suolo pubblico lì dove c’è un’area verde. Una questione ulteriore che attende di essere chiarita.

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CRONACA

Allenatore accusato di violenza sessuale su minore, arrestato un 74enne di Aprilia

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APRILIA – E’ accusato di violenza sessuale su minore, nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di un uomo di 74 anni residente ad Aprilia.
L’attività è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina che avevano indagato dopo la denuncia sporta dai familiari della vittima.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo era l’allenatore del minore e “avrebbe progressivamente oltrepassato i limiti del rapporto educativo e sportivo, ponendo in essere comportamenti inappropriati e instaurando con la vittima, tuttora minorenne, una relazione caratterizzata da attenzioni particolari, frequenti contatti personali e momenti di isolamento dal contesto ordinario”.
In pratica l’anziano avrebbe approfittato del suo ruolo per creare un rapporto di dipendenza emotiva e soggezione psicologica nei confronti della vittima mettendo in atto quelle che l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto essere condotte lesive della libertà e dell’integrità personale del minore.
L’uomo, rintracciato presso la sua abitazione di Aprilia dagli operatori della Squadra Mobile, si trova ora nella Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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CRONACA

Botti sul retro del Tribunale, la polizia sequestra le immagini di videosorveglianza del Palazzo di Giustizia

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tribunale di latina

LATINA – Il Tribunale di Latina è stato costretto a interrompere l’attività giudiziaria questa mattina dopo che, al termine della prima udienza del processo a Mattia Spinelli e Aurelio Silvestrini, accusati di tentata estorsione, lesioni e stalking nei confronti di un giovane noleggiatore di auto, una batteria di  fuochi d’artificio è stata piazzata e accesa al centro di via Triboniano, alle spalle del Palazzo di Giustizia. Un sistema non nuovo alla criminalità locale, come testimoniano le frequenti esplosioni di petardi serali e notturne fuori dal carcere di Latina. A destare preoccupazione prima di capire di che cosa si trattasse, è stato il forte rumore prodotto dalle esplosioni.

La polizia arrivata sul posto dopo l’allarme, ha già sequestrato le immagini del sistema di videosorveglianza del Tribunale e avrebbe già individuato gli autori.

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Sarah e Alicya, trovato un fermaglio rosso

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LATINA – Un fermaglio rosso che dovrebbe essere di Sarah è stato trovato su un sentiero vicino alla casa famiglia di Civitella Alfedena dove le due sorelline scomparse vivevano. la notizia è stata data da Alessia Natali, referente per l’Abruzzo di Penelope Odv, l’associazione che si occupa di dare supporto alle famiglie di persone scomparse. Al 12mo giorno di ricerche, è il primo indizio. L’attenzione è rivolta anche ai due telefoni cellulari di cui si è parlato tanto nelle ultime 48 ore, telefoni che le ragazzine non avrebbero dovuto avere e che apparterrebbero uno a un familiare, l’altro a un amico. Le due schede sim per quattro giorni dalla scomparsa, fino a mercoledì, hanno agganciato la cella telefonica della zona tra Civitella Alfedena e Villetta Barrea, poi si sarebbero spenti.

Ascoltato nuovamente dai carabinieri nella stazione di Villetta Barrea, il ragazzo della più grande, Youssef,  18 anni. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sostiene che le due si troverebbero in “un luogo segreto” insieme ad un loro parente.

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