Lunanotizie.it

AMBIENTE

I 186 alberi di Ninfa in un libro stampato su carta ecologica

Pubblicato

LATINA –  Nel Giardino di Ninfa vivono 186 specie di alberi, appartenenti a 54 generi diversi. Antonella Ponsillo, naturalista e docente di Scienze naturali presso il Liceo Scientifico “E. Majorana” di Latina, racconta in un volume edito dalla Fondazione Roffredo Caetani, e rigorosamente stampato su carta ecologica certificata, tutta la prorompente bellezza e le caratteristiche dei maestosi testimoni e custodi dell’oasi naturalistica, cresciuti tra le rovine di una città medievale. Un’analisi del patrimonio verde realizzata per la prima volta e resa disponibile agli appassionati, nel libro che è corredato anche di una cartina, perché chiunque voglia, possa individuare gli alberi passo dopo passo.

“Non si tratta di una guida soltanto naturalistica – spiegano dalla Fondazione –  perché sono riportati anche aneddoti e riferimenti sulle scelte operate dai membri della Famiglia Caetani che hanno creato e curato il Giardino, da Gelasio Caetani, che piantò i primi alberi, alla madre Ada Wilbraham, alla cognata Marguerite Chapin, alla nipote Lelia, figlia di Roffredo Caetani e ultima giardiniera di Ninfa. Fu Gelasio a volere gli imponenti cedri dell’Atlante che danno il benvenuto a chi entra nel giardino e che ancora oggi lo dominano. Poi vennero il “colle dei meli ornamentali” voluto da Donna Lelia Caetani presso i ruderi della chiesa di San Giovanni che in primavera stupiscono per le delicate tinte rosa dei fiori”. L’autrice ha infatti condotto ricerche negli archivi storici Caetani per poter meglio comprendere le scelte fatte

L’AUTRICE – Antonella Ponsillo conosce e frequenta il Giardino di Ninfa come amante della Natura e come studiosa della sua materia professionale dal 1978, quando lo visitò per la prima volta – dicono dalla Fondazione – Da allora un amore che dura sino ad oggi e che ha visto finalmente il suo compimento nell’edizione di questo volume pratico che descrive gli alberi di Ninfa attraverso schede che ne individuano origine, aspetto, foglie, fiori, e che sono corredate da foto a colori e da aneddoti, come l’origine geografica, gli utilizzi pratici, la mitologia.

IL PRIMO DI TRE – Il volume, che sarà messo in vendita sia nel Giardino alla sua riapertura, sia presso gli Uffici della Fondazione a Tor Tre Ponti, è il primo di tre pubblicazioni: “Seguiranno  nei prossimi due anni  – annunciano dalla Fondazione – gli altri volumi dedicati alle rose e agli altri arbusti da fiore”.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

AMBIENTE

Nido di tartaruga marina sulla spiaggia di Latina messo in protezione dagli operatori del Parco del Circeo

Pubblicato

LATINA – Il personale dell’Ente parco Nazionale del Circeo ha recintato e segnalato il nido di Tartaruga marina Caretta caretta rinvenuto nei giorni scorsi dagli esperti della rete Tartalazio sulla spiaggia di Latina  sul lato B del Lungomare. “La recinzione  – spiegano dall’Ente, che aderisce alla rete regionale del Lazio per il recupero, il soccorso, l’affidamento e la gestione delle tartarughe marine ai sensi delle linee guida del Ministero dell’Ambiente – è finalizzata a proteggere le uova da predatori e calpestio, fino alla schiusa delle uova, prevista tra 55 giorni circa”.

Lo scopo di Tartalazio è  salvare gli animali in difficoltà, tutelarne la riproduzione e restituirli alla vita selvatica in mare una volta curati.

Leggi l’articolo completo

AMBIENTE

Ambiente, la Provincia finanzia i progetti delle associazioni: contributi per tutela delle coste, biodiversità e sostenibilità

Pubblicato

La Provincia di Latina ha approvato la graduatoria definitiva del bando dedicato alle associazioni e agli enti del terzo settore impegnati nella tutela e nella valorizzazione dell’ambiente. L’iniziativa prevede contributi a fondo perduto per sostenere progetti destinati alla salvaguardia del patrimonio naturale e alla promozione della sostenibilità sul territorio provinciale. Il bando, promosso dal Settore Tutela del Territorio e Sviluppo Sostenibile, ha messo a disposizione finanziamenti fino a 2.500 euro per ciascun progetto, coprendo fino al 100% delle spese ammissibili.

Dalle coste alla biodiversità

Le proposte finanziate riguardano quattro aree strategiche: la tutela delle aree costiere, la protezione naturalistica e la forestazione, la salvaguardia della biodiversità e dei beni paesaggistici, oltre alle iniziative per migliorare la qualità dell’aria e contrastare l’inquinamento atmosferico.

Tra i progetti ammessi figurano iniziative dedicate al monitoraggio delle microplastiche, alla protezione delle tartarughe marine, alla tutela delle api, alla valorizzazione dei percorsi naturalistici e alla conservazione di specie vegetali di particolare interesse ambientale.

Tra questi spiccano “Guardiani del Mare”, “MICROMAR”, “L’Aula Verde”, “Tarta Latina”, “In Cammino con i Custodi del Cibo”, “L’Oasi delle Api” e il progetto per la tutela dell’orchidea Anacamptis Papilionacea nel Parco Susetta Guerrini di Latina.

Il sostegno al volontariato ambientale

L’istruttoria del bando è stata curata dal Settore Tutela del Territorio e Sviluppo Sostenibile della Provincia, che ha seguito tutte le fasi del procedimento, dalla pubblicazione dell’avviso alla definizione della graduatoria finale.

“Con questo bando abbiamo voluto rafforzare il ruolo delle associazioni che rappresentano un presidio fondamentale per la tutela dell’ambiente e per la crescita della coscienza civica nelle nostre comunità”, ha dichiarato il presidente della Provincia di Latina, Federico Carnevale.

Secondo l’amministrazione provinciale, l’obiettivo è sostenere iniziative capaci di coniugare educazione ambientale, partecipazione e sviluppo sostenibile, coinvolgendo attivamente cittadini e volontari nella tutela del territorio.

Leggi l’articolo completo

AMBIENTE

Boom di visite a Pantanello per le lucciole, Gaiba (Lipu): “Grandi e piccoli entusiasti, c’è una generazione che non le conosce”

Pubblicato

CISTERNA – Si è conclusa a Pantanello un’altra stagione di visite notturne alla scoperta delle lucciole. L’insetto bioluminescente, infatti, in questo periodo lascia l’area rinaturalizzata che si trova a Doganella, e con il caldo preferisce spostarsi in collina dove sarà ancora visibile nelle aree boschive. Il calendario di ingressi ha attraversato maggio e la prima metà di giugno e la Lipu che organizza le visite guidate nell’area parte del Monumento Naturale Giardino di Ninfa, è soddisfatta.

“E’ andata non bene, direi più che bene, oltre le più rosee aspettative – racconta il responsabile Gastone Gaiba -. Abbiamo fatto quattordici date, aggiungendone anche in corso d’opera per la richiesta infinita, ospitando circa 1800 visitatori, più i bambini. La cosa meravigliosa è che sono arrivati quasi 450-500 bambini a vedere le lucciole, accompagnati da genitori entusiasti quanto i bambini, perché ho scoperto che c’è una generazione che le lucciole non le conosce, quella che va dai 30 ai 40 anni non sa di che animali stavamo parlando, quindi è stata proprio una cosa magica. E con le lucciole hanno scoperto Pantanello”, dice soddisfatto l’educatore e divulgatore ambientale referente della Lipu per l’area di Pantanello.

le lucciole hanno trovato una condizione ottimale, con i prati che vengono lasciati incolti, e l’acqua che per fortuna quest’anno non manca: “Gli stagni di Pantanello hanno tutta l’acqua a regime e questo influenza tantissimo tutte le microcreature che vivono qui dentro”

I visitatori a Pantanello, grazie alle politiche della Fondazione Roffredo Caetani, a iniziative mirate e grazie anche a un generoso passaparola, sono aumentati negli ultimi anni e la platea si è fatta più variegata e ha varcato i confini nazionali: “Tante scuole  – aggiunge Gaiba – durante il periodo delle visite scolastiche, ma anche tanta richiesta di visitatori stranieri quest’anno, tanto è vero che abbiamo avviato dei progetti di collaborazione con le scuole superiori per fare formazione scuola lavoro nelle quattro principali lingue, inglese, francese, tedesco e spagnolo. Ci sono capitati tantissimi turisti e quindi abbiamo offerto un servizio pratico, sul campo, proponendo di mettersi alla prova su un terreno che secondo me può offrire potenzialità di lavoro anche per i ragazzi nel futuro”.

Leggi l’articolo completo

Più Letti