CRONACA
Latina, incendio in Via Ezio, le fiamme lambiscono edifici e marciapiedi
LATINA – Un violento incendio è divampato questa mattina dopo le 11 nell’area incolta adiacente Via Ezio a Latina di fronte al Villaggio Trieste. Le fiamme hanno lambito il marciapiede e si sono pericolosamente avvicinate anche ad alcuni edifici industriali della zona. Il rogo ha raggiunto anche il nuovo ponte pedonale.
CRONACA
Latina, incendio a ridosso dell’Icot: fiamme vicino al parcheggio
Paura a Latina per un violento incendio di vegetazione che si è sviluppato a ridosso dell’ospedale ortopedico Icot. Le fiamme hanno interessato l’area vicino al parcheggio e hanno raggiunto anche il vivaio confinante. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, impegnati nelle operazioni di spegnimento e contenimento del rogo. Secondo le prime informazioni, sarebbero stati segnalati più focolai: uno nei terreni tra via Ferrazza e via Isonzo, dall’altro lato della Pontina, e un secondo, più intenso, tra il parcheggio dell’Icot e via Faggiana. Il fuoco ha distrutto parte della vegetazione della fascia frangivento e il fumo ha invaso l’area, costringendo diverse persone ad allontanarsi. Rallentamenti anche sulla Pontina. Tra le ipotesi c’è quella di un’origine dolosa, ma saranno gli accertamenti a stabilire le cause dell’incendio.
AUDIO
Il Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, col. Angellillo, dirigerà il Centro Operativo della Dia di Roma. Il saluto
LATINA – Andrà a dirigere il Centro Operativo della Dia di Roma, spogliandosi temporaneamente dell’uniforme, il colonnello Christian Angelillo, fino a oggi Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, in partenza per il nuovo prestigioso incarico. A tre anni dal suo arrivo nel capoluogo pontino, sono i giorni dei saluti, una lunga sequenza per l’alto militare che sul territorio provinciale di Latina ha costruito relazioni anche umane profonde. Questa mattina, l’incontro con i giornalisti che si è tenuto nella rinnovata sala stampa della caserma Cimarrusti di Piazza della Libertà dove ha parlato di un’esperienza umana e professionale totalizzante.
“l mio percorso qui a Latina si conclude con sentimenti di gratitudine, in primis verso i carabinieri del Comando Provinciale di Latina, a cui si devono tutti questi risultati sul piano preventivo e dell’azione di contrasto. Ho cercato in tutti i modi di rappresentare questo sforzo nel modo più etico possibile, con disciplina e onore, e soprattutto cercando di creare una stretta sinergia con tutte le istituzioni coinvolte nelle azioni di prevenzione e contrasto, mi riferisco in particolare alla Prefettura e alle procure ordinali e distrettuali. Quest’opera di unitarietà spero, credo, sia stata percepita e credo sia la premessa anche per politiche attive che valorizzino le tante meravigliose realtà, soprattutto nei corpi intermedi, che caratterizzano questo territorio”.
Con un pizzico di non celata commozione, Angelillo ha parlato di un territorio meraviglioso. “Quando lo definivo meraviglioso ovviamente si univano due fattori, quello dell’intensità del vissuto personale insieme alla mia famiglia, totalizzante, questo territorio che ci ha restituito tante amicizie, tanti legami che porteremo con noi, e dal punto di vista professionale è stata un’esperienza fantastica della quale non avevo la piena condizione. L’idea soltanto è che abbiamo dovuto affrontare minacce diverse, parliamo anche di forme di criminalità organizzate completamente diverse, soprattutto dal carattere transnazionale e soprattutto di mafie, di matrici italiane diverse, tra loro a volte anche in interazione, questo ha necessitato di uno sforzo, di diversificazione dell’azione di prevenzione e contrasto, mirata chirurgica per ogni singola minaccia.
È in questo che ho riconosciuto il grande valore dell’arma dei Carabinieri e dei componenti del Comando Provinciale, ma insieme a tutte le altre parti di specialità e forestali che hanno dato e danno ogni giorno un grande supporto e rappresentano veramente un presidio di sicurezza per i cittadini, così come le stazioni Carabinieri, che caratterizzano la nostra identità di forza di polizia sul territorio, di prossimità, sono loro il vero avamposto di umanità e delle istituzioni, sul territorio e sui territori. E in questo ho avuto sempre espressioni di riconoscimento e di valorizzazione dell’opera svolta dai Carabinieri e dei comandi stazioni verso la cittadinanza, verso le fragilità, le tante fragilità che oggi caratterizzano questa umanità che a volte è troppo tecnologica”.
Dal punto di vista investigativo, un’esperienza che porterà con sé a Roma nel suo nuovo incarico. “Credo che il mio trasferimento non vada lento in modo personalistico, il mio nuovo incarico con il Centro Operativo della Dia di Roma vada letto in una logica di sistema, a cui segue tra l’altro il mio trasferimento con il Comandante Nuovo Investigativo, a rivestire il delicatissimo incarico di Comandante Nuovo Investigativo di Roma. Io credo – ha concluso Angelillo – che in questo senso sia stato premiato un modello organizzativo in cui il confronto tra le persone e idee innovative, anche sul piano del contrasto al cybercrime e all’incidenza delle tecnologie e l’utilizzo delle tecnologie da parte della camera organizzata abbiano rappresentato una componente importante”.
CRONACA
Urla e pugni alle pareti, in trenta al pronto soccorso di Aprilia dopo la morte di un paziente. Intervengono le forze dell’ordine
APRILIA – Hanno assaltato il pronto soccorso dell’ospedale di Aprilia. Una trentina di familiari di un paziente che durante il trasporto in ospedale è deceduto a causa di un arresto cardiaco, si sono radunate davanti alla struttura sanitaria intorno alle 18,30 di ieri facendo vivere momenti di forte tensione ai sanitari e al personale tutto. Sul posto sono arrivati vari mezzi di polizia, carabinieri e polizia locale.
Secondo quanto riporta Il Messaggero, il numeroso gruppo, composto da persone di origini rom, all’arrivo in pronto soccorso voleva oltrepassare la sala d’attesa e entrare nei locali dove si assistono i pazienti, cosa che non è consentita; alcuni di loro hanno dato pugni alle porte e alle pareti, poi, è arrivata la notizia della morte del paziente, un 64enne che ha generato profondo sconforto, ma non ci sono stati ulteriori episodi di violenza.
Dopo circa un’ora, durante la quale le altre persone in sala attesa si sono allontanate spontaneamente temendo il peggio, la situazione è stata riportata alla normalità.
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