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Branzino The Challenge, al via a maggio l’8ᵃ edizione. Ultimi giorni per iscriversi
Ci si può iscrivere fino a lunedì 31 marzo all’8ᵃ edizione della manifestazione Internazionale Branzino The Challenge che si svolgerà ad Orbetello da venerdì 1° a domenica 4 maggio 2025. Branzino The Challenge, il più prestigioso evento di pesca sportiva da kayak in tutta Europa, è organizzato dall’Associazione Sportiva Insidefishing, gode del patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Orbetello e si svolge presso l’area del Circolo Canottieri di Orbetello, dove è allestita una struttura di accoglienza che consente lo svolgimento di tutte le attività legate all’evento.
La tre giorni prevede workshop e attività dimostrative per educare all’avvicinamento alla pesca sportiva e alla navigazione in kayak in piena sicurezza. Trasmissioni in diretta streaming con interviste agli atleti e contributi sulle novità legate alla pesca sportiva, portate ad Orbetello da aziende e partner che affiancano la manifestazione. Branzino The Challenge è la più importante manifestazione a livello europeo di pesca da kayak, si disputa il primo weekend di maggio ad Orbetello ed è il perfetto connubio fra il kayak e la pesca sportiva ricreativa nel pieno rispetto dell’ambiente. Praticando la tecnica dello spinning, Branzino The Challenge prevede solo la pesca da kayak utilizzando le esche artificiali e la modalità del Catch and Release che favorisce il rilascio del pesce dopo averlo catturato. L’area preposta, a ridosso della laguna, gode di un funzionale punto d’accoglienza, il Branzino Center, che fornisce indicazioni ai turisti volte a scoprire le bellezze del territorio, anche con percorsi enogastronomici.
Branzino The Challenge ha un format organizzativo che si basa su due giornate di competizione, della durata di sette ore di pesca ciascuna, e una doppia classifica, la prima individuale per singolo partecipante e la seconda per team composto da due pescatori. La vocazione no-kill dell’evento, che richiede il rilascio del pesce, ha imposto un sistema di certificazione delle catture, tramite la misurazione della lunghezza delle spigole con l’immagine fotografica scattata direttamente dal partecipante che, munito di telefono, trasmette tramite applicazione l’immagine della cattura, in tempo reale, direttamente al recapito di riferimento degli organizzatori. Branzino the Challenge si svolge nella laguna di Orbetello, una location incredibile per la pesca della spigola e un ambiente unico dove la generosa presenza di questa specie è garantita da un’attenta gestione in stile reservoir.
Anche grazie alla sinergia con i prestigiosi partner dell’evento, Branzino the Challenge conferma un’alta posta in gioco con un montepremi del valore economico complessivo che oltrepassa i 20.000 euro e un importante payout destinato ai primi tre classificati. La competizione, individuale o in team, è aperta a tutti, unico limite aver compiuto 14 anni e, chi è sprovvisto di kayak, ha la possibilità di noleggiarlo direttamente in loco. La passata edizione ha visto concorrenti provenienti da 8 nazioni: Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Isole Canarie, Bulgaria, Svizzera e Grecia.
«Questa disciplina sportiva, in continua ascesa in tutto il mondo, richiama in Italia e più precisamente nella città di Orbetello appassionati provenienti da diversi Paesi che si trovano a competere nello straordinario contesto ambientale della laguna di Orbetello – ha affermato Silvio Smania Presidente Insidefishing a.s.d. – Branzino the Challenge non è solo agonismo ai massimi livelli, ma rappresenta anche un’autentica esperienza emozionale che si integra fortemente col territorio allo scopo di regalare ai partecipanti e ai loro accompagnatori una vera e propria vacanza».
Le iscrizioni si chiuderanno lunedì 31 marzo, sul sito www.branzinothechallenge.com si potrà accedere direttamente alla scheda dell’iscrizione ed avere tutte le informazioni della gara. Info ed iscrizioni: www.branzinothechallenge.com oppure pagina Fb: Branzino the Challenge
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A Sermoneta omaggio a Franco Califano con “La Porta Aperta”
Sarà il Belvedere del centro storico di Sermoneta a ospitare venerdì 28 agosto, alle 20.45, “La Porta Aperta”, serata dedicata a Franco Califano, tra i protagonisti più riconoscibili della musica e della poesia italiana. L’evento è organizzato dalla Pro Loco di Sermoneta in collaborazione con l’amministrazione comunale, con il Presidente del Consiglio comunale delegato alla Cultura Pierluigi Torelli, nell’ambito del cartellone di “Eventi d’Estate a Sermoneta”. L’ingresso è libero. La serata sarà costruita intorno al repertorio del “Califfo”. Sul palco saranno presenti Frank Onorati, Sara Frediani, Gianluca Masracchio e Mattia Sibilia. Alla serata parteciperanno inoltre Raffaele Esposito, Luciano Bonanni e Moira Chiarello. Gli artisti proporranno una selezione di brani che hanno segnato la carriera di Califano, alternando musica e parole. “La Porta Aperta” richiama così una delle caratteristiche più note dell’artista romano: una scrittura diretta, legata alla quotidianità, ai rapporti personali e alle contraddizioni della vita. Franco Califano, morto nel 2013 a 74 anni e seploto ad Ardea, è stato cantautore, poeta e autore di testi per alcuni tra i più importanti interpreti della musica italiana. Nel corso della sua carriera ha scritto per artisti come Mina, Ornella Vanoni e Mia Martini. Tra le sue canzoni più conosciute ci sono “La musica è finita”, “Minuetto”, “Tutto il resto è noia” e “Avventura con un travestito”.
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Terracina presenta l’VIII Palio delle Contrade Giovedì: dal 4 al 6 settembre il Centro Storico Alto torna a vivere tra cortei, sbandieratori, teatro popolare e sapori della tradizione.
Sarà presentata giovedì 27 agosto alle ore 19:30, presso il Centro Anziani Terracina in Via dei Volsci, ex sede del Tribunale, l’VIII edizione del Palio delle Contrade di Terracina. Nel corso della conferenza stampa saranno illustrati il programma, le attività e i protagonisti della manifestazione, in calendario il 4, 5 e 6 settembre nel Centro Storico Alto. Il Palio è una rievocazione storica di eventi liberamente tratti dalla documentazione d’archivio della città relativa al periodo medievale.
Le otto contrade – San Giovanni, La Palma, Santi Quattro, Posterula, Mura San Paolo, Castello, Campo dei Fiori e Cipollata – torneranno a incontrarsi in una manifestazione che unisce ricerca storica, partecipazione popolare e valorizzazione del patrimonio culturale di Terracina. I momenti rievocativi principali saranno il Bando Cittadino, il Giuramento delle Contrade, il Corteo Storico e la Disfida degli Arcieri.
Alle cerimonie si affiancheranno le esibizioni degli Sbandieratori di Cori, arcieri, cantastorie, giocolieri e giullari, insieme a musica, artigianato, antichi mestieri, canti e balli popolari nelle vie e nelle piazze del Centro Storico Alto. Tornerà anche All’Osteria delle Otto Contrade, a Piazza Portanova, con pietanze ispirate alla cucina medievale e prodotti tipici.
Tra gli appuntamenti serali figura il Teatro Popolare con San Tommaso e il Miracolo delle aringhe… e del vino, ovvero La Grande Disputa delle Aringhe di San Tommaso: una commedia brillante liberamente ispirata al Miracolo delle Aringhe attribuito a San Tommaso d’Aquino, scritta da Mimmo De Rosa da un’idea di Venceslao Grossi e messa in scena dal gruppo teatrale I Terracinesi.
Il momento centrale arriverà domenica 6 settembre: il Corteo Storico attraverserà il centro da Piazza Cipollata a Porta Albina, con epicentro a Piazza Municipio, davanti alla Cattedrale, al Palazzo Vescovile e al Palazzo Comunale.
Qui si svolgeranno la Disfida degli Arcieri, la premiazione della contrada vincitrice e l’esibizione degli Sbandieratori di Cori. La festa proseguirà fino a tarda sera con degustazioni, spettacoli e intrattenimento. L’VIII edizione è realizzata con il patrocinio della Regione Lazio e della Provincia di Latina e con il contributo del Comune di Terracina. La manifestazione è promossa e organizzata dalla Associazione Socio Culturale Anziani Centro Storico APS Terracina, presieduta da Achille Masci, con la collaborazione delle associazioni e delle realtà culturali indicate nel programma ufficiale
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Polisportiva Carso, sessant’anni di sport per crescere: «Prima dei campioni, vogliamo formare uomini»
Dalle origini della Lazio Carso al nuovo campo di Sermoneta, Alberto Spelda racconta la storia di una società che ha fatto della formazione dei ragazzi la propria missione. E guarda al futuro con nuovi progetti, dall’attività femminile allo sport inclusivo per bambini con disabilità.
C’è una storia che parte dal 1957 e che continua ancora oggi sui campi di calcio di Borgo Carso ed oggi anche a Sermoneta. È quella della Polisportiva Carso, nata inizialmente come Lazio Carso dall’iniziativa di un gruppo di amici del borgo, tra barbieri, artigiani, contadini e appassionati di calcio. A raccontarla è Alberto Spelda, uno dei fondatori della Polisportiva nella sua seconda fase e figlio di Vincenzo Spelda, che fu tra i promotori della società originaria.
«Era la squadra del Borgo», ricorda Spelda. «Un gruppo di ragazzi e persone che si mettevano insieme, come si faceva una volta». Nel 1969 la società cambia nome e diventa ufficialmente Polisportiva Carso, proseguendo per anni la propria attività nei campionati provinciali.
Una svolta arriva nei primi anni Duemila, quando Roberto Simonetta e Gennaro Del Prete si avvicinano alla società chiedendo la possibilità di utilizzare gli spazi per sviluppare il settore giovanile. Da quel momento prende forma un percorso che porterà la Polisportiva Carso a costruire un vivaio capace di raggiungere anche le categorie regionali ed élite, ottenendo per diversi anni risultati di rilievo nelle classifiche di merito del settore giovanile.
Oggi Gennaro Del Prete ricopre il ruolo di direttore generale tecnico ed è affiancato da allenatori e preparatori federali. «Abbiamo avuto la soddisfazione di vedere tanti nostri ragazzi arrivare nel calcio professionistico», racconta Spelda. «Alcuni sono andati a Sassuolo, Modena, Pescara, Teramo, Crotone, Catania. E la cosa più bella è che continuano a chiamarci e a ringraziarci per quello che abbiamo fatto per loro».
Uno dei capitoli più importanti del presente della Polisportiva Carso è legato però a Sermoneta. La società si è aggiudicata attraverso un bando la gestione del campo Le Prate, trovato inizialmente in condizioni non agibili. «Abbiamo lavorato per tre anni per riportarlo a essere un biliardo», spiega Spelda. «È un campo in erba vera, non sintetica, e oggi siamo molto soddisfatti del risultato». Attorno all’impianto è stata realizzata anche una pista di atletica e lo scenario naturale contribuisce a rendere la struttura particolarmente suggestiva. L’obiettivo adesso è valorizzare pienamente questa struttura e metterla al servizio dei ragazzi.
Gli open day organizzati dalla Polisportiva hanno proprio questo spirito: permettere ai bambini di avvicinarsi al calcio senza pressioni, anche a chi non è ancora convinto di volerlo praticare.
Le attività sono rivolte alle diverse fasce d’età e il progetto tecnico continua a puntare sulla preparazione dei giovani. Anche i ragazzi destinati a entrare nei settori giovanili professionistici vengono seguiti e sottoposti a una fase di preparazione prima del passaggio alle nuove società. Ma il futuro della Polisportiva Carso non riguarda soltanto il calcio maschile. Con la disponibilità di un secondo impianto, la società vuole ampliare le proprie attività, potenziando anche i progetti dedicati alle bambine e avviando nuove iniziative nel segno dell’inclusione. Tra le idee più significative c’è quella di creare allenamenti nei quali bambini con disabilità e normodotati possano giocare insieme. «Vorremmo fare gli allenamenti con ragazzini diversamente abili e normodotati, farli giocare insieme. Quelli che più si vogliono divertire, farli giocare».
Spelda, che collabora con il Comitato Italiano Paralimpico, considera questo uno degli obiettivi ai quali dedicare maggiore attenzione. Non soltanto guardando agli atleti che arrivano ai massimi livelli, ma soprattutto alle famiglie che quotidianamente devono affrontare difficoltà spesso poco visibili. «Dovremmo iniziare a seguire un po’ più da vicino il sistema paralimpico, non solo per gli atleti bravi che vincono le Paralimpiadi, ma per capire le esigenze delle famiglie».
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