AMBIENTE
Partito il progetto BlueSeed Ponza: l’Università della Tuscia rilascia mille giovani astici nei fondali dell’isola pontina
PONZA – Mille esemplari giovani di astice europeo (Homarus gammarus) sono stati rilasciati nelle acque di Ponza. Ha preso così ufficialmente il via il Progetto BlueSeed Ponza, con una prima importante azione di ripopolamento dei fondali coordinata dal Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche (DEB) dell’Università degli Studi della Tuscia con il duplice obiettivo di contribuire alla ricostituzione di popolazioni naturali stabili e vitali in habitat storicamente favorevoli, e di generare ricadute positive per la comunità ponzese, in termini sia economici per la pesca sia di sostenibilità a lungo termine dei modelli di sfruttamento della risorsa.
“E’ il primo passo di un programma di lungo periodo dedicato al ripopolamento e al monitoraggio scientifico della specie nei fondali pontini”, spiegano gli esperti.

«Con BlueSeed Ponza compiamo un passo fondamentale e concreto per la tutela della biodiversità marina dell’arcipelago», dichiara Daniele Canestrelli, professore dell’Università degli Studi della Tuscia e responsabile scientifico del progetto «vedere oggi questi giovani astici tornare in mare, insieme alla partecipazione delle istituzioni, degli operatori locali e dei bambini dell’isola, è il simbolo di un investimento sul futuro sia del mare di Ponza sia delle nuove generazioni di ponzesi che saranno chiamate a custodirlo». «Il progetto Blueseed Ponza testimonia come la ricerca sia un fattore fondamentale per lo sviluppo e la competitività del nostro Paese a livello europeo e internazionale e quindi occorra investire sempre più su di essa», afferma il Generale C.A. (r) della della Gdf Edoardo Valente «progetti come questo aiutano infatti a preservare le risorse e la qualità del nostro ecosistema e quindi rafforzano il sistema paese Italia in termini non solo scientifici ma anche e soprattutto economici e sociali; in tale ottica la cooperazione tra l’Università, le Istituzioni e le comunità che ne costituisco il prezioso tessuto socio economico sono fondamentali. È stato pertanto per me un onore ed un immenso piacere poter dare un mio contributo al progetto». «La Guardia di Finanza ha aderito con entusiasmo al progetto, mettendo a disposizione i propri mezzi e la professionalità dei propri equipaggi per garantirne il successo» sottolinea il Generale di Divisione Mariano La Malfa, Comandante Regionale Lazio della Guardia di Finanza e aggiunge «questo intervento non è solo un atto di rispetto per la biodiversità, ma rappresenta un impegno concreto del Corpo nella tutela attiva del nostro patrimonio marino che peraltro trova più ampio riscontro nel protocollo di collaborazione recentemente stipulato con l’Università degli Studi della Tuscia per attività di formazione a favore del personale del servizio aeronavale del Comando Regionale Lazio».
Le operazioni in mare si sono svolte grazie al prezioso supporto del Comune di Ponza, della Guardia di Finanza, che ha partecipato anche con il nucleo sommozzatori della stazione navale di Civitavecchia, della Capitaneria di Porto di Ponza, dei diving locali Odysea Diving e Ponza Diving. Proprio quest’ultimo ha accolto a bordo alcuni bambini dell’isola, offrendo loro l’opportunità di assistere da vicino e partecipare attivamente alle operazioni di rilascio.
“Con il ritorno in mare di questi primi mille giovani astici prende così avvio un percorso che guarda lontano: alla conservazione della biodiversità, alla valorizzazione delle risorse marine e al futuro dell’arcipelago pontino. Un investimento che nasce dalla ricerca scientifica ma che trova la sua forza nella partecipazione delle istituzioni, degli operatori del mare e della comunità locale”, conclude Armando Macali responsabile della stazione biologica avanzata di Ponza per l’Università della Tuscia (in foto con i bambini).
AMBIENTE
Ancora un nido di Caretta caretta a Sperlonga: intervento del Parco Riviera di Ulisse per mettere in sicurezza le uova
Le tartarughe continuano a scegliere il nostro litorale per nidificare. Nella tarda serata di domenica 12 luglio, una tartaruga marina Caretta caretta è risalita sulla Spiaggia di Levante di Sperlonga per deporre le proprie uova, regalando al territorio un evento di straordinario valore naturalistico. E’ stato cittadino che, intorno alle 22.15, ha notato l’esemplare emergere dal mare e raggiungere la spiaggia. La chiamata alla Capitaneria di Porto ha immediatamente attivato la macchina organizzativa dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, che, insieme alla rete TartaLazio, è l’unico tra i Parchi regionali del Lazio autorizzato a intervenire direttamente sulla manipolazione delle tartarughe marine e delle loro nidiate.
Gli operatori del Parco hanno raggiunto il sito dopo la segnalazione. Sebbene la tartaruga fosse già tornata in mare, l’analisi delle immagini e dei video realizzati dal cittadino, unita alla lettura delle tracce lasciate sulla sabbia, ha consentito di individuare con precisione il punto in cui erano state deposte le uova.
Una volta verificata la posizione del nido, gli esperti hanno valutato come la vicinanza alla battigia potesse rappresentare un rischio concreto per la loro sopravvivenza, esposte sia alle mareggiate che al passaggio di persone durante la stagione balneare.
Per questo motivo si è deciso di procedere al trasferimento della nidificazione. Gli operatori hanno ricreato manualmente una nuova camera di deposizione, mantenendo le stesse caratteristiche dimensionali e morfologiche di quella originaria, ma collocandola circa tredici metri più all’interno, in una posizione ritenuta più sicura per consentire il corretto sviluppo delle uova.
L’area è stata immediatamente delimitata e messa in sicurezza nel tratto di spiaggia della Grotta di Tiberio compreso tra il Lido La Casetta e il Lido Altamarea, dove rimarrà costantemente monitorata fino alla schiusa, prevista orientativamente nei primi giorni di settembre.
«Ogni nido di Caretta caretta rappresenta un patrimonio prezioso per la biodiversità del nostro territorio e una responsabilità che sentiamo profondamente» dichiara il presidente dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli. «Siamo orgogliosi che ogni estate queste straordinarie creature scelgano le nostre spiagge per dare vita a una nuova generazione. Il nostro compito è fare tutto il possibile affinché questo processo naturale possa compiersi nelle migliori condizioni. Per questo rivolgo un sincero ringraziamento ai cittadini che, con le loro segnalazioni, diventano parte attiva della tutela ambientale. Chiunque noti le tracce di una tartaruga o assista a una nidificazione deve contattare immediatamente gli enti competenti: una telefonata può fare la differenza e contribuire a proteggere uno degli spettacoli più affascinanti che la natura possa regalarci.»

AMBIENTE
Nel Parco nazionale del Circeo sono nati tre pulli di Cavaliere d’Italia
SABAUDIA – Tre pulli di Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), sono nati nel Parco nazionale del Circeo. Ne dà notizia oggi l’Ente, postando la foto dell’uccello dalle inconfondibili zampe rosate lunghissime, con il corpo bianco brillante e le ali nere. Si tratta di una specie protetta e di un’icona per gli ecosistemi umidi, specie protetta.
“La disponibilità di habitat idonei, la qualità delle acque e la presenza di adeguate risorse trofiche influenzano in modo determinante il successo riproduttivo della specie” e dunque “la sua presenza è considerata un indicatore importante della qualità degli habitat e della funzionalità ecologica delle zone umide”, spiegano dal Parco del Circeo. “La nidificazione conferma il valore naturalistico di questi ambienti, fondamentali per la conservazione dell’avifauna acquatica e per la tutela della biodiversità lungo le rotte migratorie del Mediterraneo”.
AMBIENTE
Latina, scatta il piano di Comune a ABC contro l’abbandono dei rifiuti: controlli nelle aree più colpite
È partita questa mattina alle 5 una nuova operazione straordinaria promossa dal Comune di Latina e da ABC, l’azienda che gestisce il servizio di igiene urbana, per contrastare il fenomeno dell’abbandono illecito dei rifiuti, con particolare attenzione agli ingombranti.
All’avvio delle attività erano presenti la sindaca Matilde Celentano e l’assessore all’Ambiente Michele Nasso, che hanno ribadito la linea dell’amministrazione: tolleranza zero nei confronti di chi non rispetta le regole e continua a trasformare alcune aree della città in discariche abusive.
L’intervento si concentra soprattutto nelle zone considerate più sensibili, tra cui via Romagnoli, via Piattella e viale Kennedy, dove negli ultimi mesi sono stati segnalati numerosi episodi di abbandono di rifiuti, spesso anche da parte di persone provenienti da fuori città. I mezzi di ABC effettueranno controlli e sopralluoghi nelle aree interessate, estendendo le verifiche anche ad altri punti critici del territorio comunale. L’amministrazione comunale rinnova inoltre l’appello ai cittadini affinché collaborino segnalando situazioni di degrado e comportamenti illeciti, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno e tutelare il decoro urbano.
*Interviste e immagini a cura di Roberta Sottoriva
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