Lunanotizie.it

ATTUALITA'

90 anni dalla Dedicazione della cattedrale di San Marco di Latina

Pubblicato

LATINA – Oggi la chiesa diocesana di Latina festeggia il 90° anniversario della Dedicazione della chiesa cattedrale di San Marco in Latina. Nella stessa data si festeggia anche il Natale di Latina (91 anni), motivo per cui alla celebrazione è presente per tradizione una delegazione ufficiale del Comune di Latina, guidata dal Sindaco Matilde Celentano, insieme alle altre autorità politiche e istituzionali del luogo.

In occasione dell’anniversario della Dedicazione della Cattedrale, la Diocesi di Latina ha realizzato un Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento) con il Liceo Artistico “M. Buonarroti”, sempre di Latina. Gli studenti hanno realizzato la locandina per promuovere questa festa diocesana e un videoclip sulla chiesa di San Marco, visibile sul canale You Tube della Diocesi. A questi progetti hanno lavorato gli studenti delle classi 3a E “Grafica” e 4a A “Audiovisivo e Multimediale”, guidate rispettivamente dai professori Pietro Rossi e Massimiliano Lanzidei.

L’OMELIA DEL VESCOVO

Quella di oggi è la tipica celebrazione che induce spontaneamente un meccanismo mentale di riduzione sacrale. Intendo dire che all’idea di chiesa materiale si associa meccanicamente quella della funzione dell’edificio sacro e quindi di tutto quanto si svolge entro il suo perimetro, riti e atti formali di tipo religioso. Il pericolo di questa riduzione sacrale è che la vita reale resti estranea a ciò di cui si occupano gli addetti al sacro, e le cose sacre non abbiano niente a che vedere con le occupazioni di ogni giorno.  

Dobbiamo tornare a ripetere che davvero la funzione che una chiesa svolge è a servizio dell’assemblea dei credenti in Gesù, preti o laici che siano, di quanti si sentono e sono Chiesa, e hanno la necessità di radunarsi per pregare, celebrare, incontrarsi, crescere nella fede e nella fraternità, nel senso di comunità. Siamo qui, oggi come ogni volta, sempre per questo. 

La dedicazione è il rito con il quale si ufficializza la destinazione di una chiesa, di un edificio, appunto all’uso della comunità dei credenti. Si tratta di una forma di consacrazione e di benedizione, che chiede di considerare e trattare in maniera speciale il tempio di pietra proprio perché riservato a un uso sacro. Attenzione però a non fermarsi al luogo dell’assemblea cristiana perdendo di vista o mettendo al secondo posto l’assemblea stessa.  

Le chiese sono subordinate alle persone e al motivo del loro radunarsi in assemblea. Anche storicamente le chiese sono state costruite dopo che la Chiesa, intesa come comunità dei cristiani, già da secoli viveva e si radunava soprattutto nelle case delle famiglie cristiane. La prima dedicazione – nel senso di consacrazione, di atto con cui si viene riservati a Qualcuno con Q maiuscola – è quella che i cristiani ricevono con il battesimo. Questa conta veramente e più di ogni altra.

Nel battesimo una persona riceve il dono più grande che possa esserci al mondo: l’essere messa in una relazione personale con Dio come da figlio al padre. È nella comunità dei cristiani che una persona scopre e comincia a conoscere chi è Dio e chi è Gesù e che cosa fa lo Spirito Santo, così che quando sente come suo ciò che ha incontrato nei fratelli e nelle sorelle di fede, chiede, perché lo desidera, di essere ammessa anch’essa alla medesima fede, di partecipare della stessa comunione. Ora il battesimo è queste due cose insieme, ammissione e partecipazione alla medesima comunione. Con il battesimo è Dio stesso, tramite il gesto sacramentale con l’acqua, che riserva a sé, lega a sé e si impegna totalmente e per sempre a favore di colui che ha purificato e trasformato in proprio figlio o figlia personale. In questo senso la prima, anzi la piena, perché sacramentale, dedicazione è il battesimo, perché costituisca una consacrazione, un diventare sacri – santi – per Dio, grazie e dinanzi a Dio. 

Ciò che ciascuno di noi dovrebbe richiamare e coltivare, ogni volta che entra in chiesa, è proprio questa memoria del proprio battesimo, della propria identità e della propria destinazione. Il Signore è con me e io sono con Lui, e così voglio vivere, per sempre. Allora, la dedicazione della cattedrale ci dice innanzitutto che noi siamo dedicati, i veri dedicati, perché apparteniamo al Signore; Egli ci ha fatto suoi, ci ha acquistati con il suo sangue e ora formiamo il suo corpo, la vera Chiesa fatta di pietre vive, di persone che credono e amano e sperano nel Signore senza stancarsi. 

Perciò dovremmo imparare ad associare indissolubilmente alla parola dedicazione un’altra parola, dedizione. La chiesa di muratura è dedicata perché ci ricordiamo e viviamo la nostra personale e comunitaria dedicazione, cioè la nostra appartenenza al Signore e alla sua comunità. Ma noi ricordiamo e viviamo la nostra dedicazione quando ci dedichiamo, siamo dediti, cioè doniamo noi stessi al Signore e ai fratelli, nella comunità ecclesiale e aperti a tutti. 

Due cose dobbiamo allora aggiungere a quanto fin qui detto. La chiesa cattedrale ha un aspetto particolare rispetto a tutte le altre chiese; essa, infatti, è la sede del vescovo, ospita la cattedra del vescovo, dalla quale egli predica e ammaestra, oltre che presiedere la comunità. Questa distinzione non è semplicemente di onore, di dignità, ma custodisce un’altra ragione. La cattedra del vescovo, infatti, ricorda che la Chiesa di Cristo c’è dove c’è il vescovo in quanto successore degli apostoli e, perciò, essa richiama non solo il battesimo ma l’essere parte di una unità più grande, la Chiesa, che grazie all’Eucaristia permette a ciascuno di vivere autenticamente la fede personale e comune in Gesù. La fede è personale, ma personale non vuol dire privata, individualistica, isolata; essa è allo stesso tempo ecclesiale. Ed è tale non perché alcuni, come i dodici, hanno deciso di mettersi insieme, ma perché Gesù li ha chiamati e li ha mandati, soprattutto donando loro lo Spirito Santo. Prima esiste la Chiesa, quindi, poi i singoli che entrano a farne parte. In questo modo la cattedrale ci aiuta a scoprire e a vivere la nostra fede in pienezza, come dono personale e identità ecclesiale. E non può esserci identità ecclesiale senza unità, quella unità che si fa attorno al vescovo in quanto successore degli apostoli. 

La dedizione che l’appartenenza ecclesiale ci chiede, poi, ha anche una dimensione costitutivamente sociale e civile, poiché si viene in chiesa per imparare a stare da credenti nel mondo. In questo modo il nostro essere cristiani si incrocia spontaneamente e necessariamente con il nostro essere cittadini, cittadini di questa città nella quale e insieme alla quale è nata questa cattedrale. In questa ricorrenza dobbiamo tenere presente che la chiesa di san Marco è la prima chiesa di Latina, in un certo senso la sua chiesa madre, che molti infatti ancora sentono come il proprio punto di riferimento qualunque sia il luogo di residenza, in città o nei borghi. Essa diventa cattedrale solo nel 1986, quando la città di Latina viene scelta come centro della nuova diocesi. E la continuità è naturale, nel passaggio da chiesa madre a chiesa cattedrale. 

Buoni cristiani e buoni cittadini vanno insieme, poiché non possono dirsi veri cristiani quelli che non sono anche buoni cittadini. Quale dovrebbe essere l’impegno di cristiani buoni cittadini? Vale anche qui ciò che dicevamo sull’essere credenti, poiché anche nella società civile il cristiano si distingue per la dedizione con cui lavora per il bene di tutti e di ciascuno, sia da semplice cittadino sia da responsabile nei più disparati ambiti sociali. Il problema che abbiamo in questa nostra città, anche se non soltanto in essa, è che la visibilità pubblica della Chiesa è quella istituzionale, quando il vescovo o qualche sacerdote svolge un servizio religioso di benedizione o altro in qualche occasione più o meno ufficiale, pubblica o privata. Quella che dovrebbe emergere è invece una visibilità che non nasce da etichette, vesti o riti, ma da scelte, atteggiamenti, comportamenti. A questo livello sembra a volte che tutto si stemperi in una mediocrità diffusa e indifferenziata, quando non peggio. Non si tratta solo di avere attenzione alle esigenze della comunità ecclesiale da parte delle istituzioni – cosa necessaria – ma anche di correttezza e di coerenza in ambienti di vita e di lavoro da cui non sembra emergere alcuna “differenza” che dica l’originalità degli atteggiamenti e dei comportamenti di quelli che ispirano i loro pensieri e la loro vita alla fede della Chiesa e quindi al vangelo. 

Questo novantesimo anniversario ce lo ricordi e risvegli l’impegno a viverlo con rinnovata vigilanza e coerenza

Leggi l’articolo completo
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ATTUALITA'

Passione di Cristo di Sezze, la Penna (Pd): “Nessun sostegno finanziario dalla Regione Lazio alla Sacra Rappresentazione”

Pubblicato

LATINA – “Quest’anno la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo di Sezze non riceverà alcun sostegno finanziario da parte di Regione Lazio”. Lo dichiara proprio nel giorno dell’evento il consigliere regionale Salvatore La Penna rimarcando come “negli ultimi giorni la Giunta Regionale ha finanziato altre iniziative promosse da associazioni in provincia di Latina, con la finalità di “promuovere l’immagine della Regione Lazio”. Contributi legittimi ed iniziative di cui non vogliamo mettere in discussione la bontà. Ma nulla di paragonabile al valore storico, religioso e culturale della Passione di Cristo”, commenta il consigliere regionale pontino.

“Suona come una beffa contraddittoria  – aggiunge La Penna – il fatto che lo stesso sito ufficiale del turismo della Regione Lazio, Visit Lazio, proprio l’altro ieri abbia postato un testo in cui esaltava la Sacra Rappresentazione di Sezze come “una delle massime espressioni del genere a livello italiano e internazionale”. Un valore così alto da non essere ritenuto degno di un euro di contributo”.

Leggi l’articolo completo

ATTUALITA'

Tiziano Ferro duetta con Giorgia: il nuovo pezzo è Superstar

Pubblicato

LATINA – Esce a mezzanotte Superstar, il nuovo pezzo di Tiziano Ferro e Giorgia. E’ il primo duetto tra i due, amici da tempo, ed è stato annunciato con un post dell’artista di Latina: “Era notte fonda per me, l’alba per Giorgia. Parlavamo di vita, delle nostre vite, e della necessità che tutti hanno di stare bene. Così è nata Superstar”.

Un testo nato da una telefonata tra Los Angeles e Roma che racconta gli alti e bassi del mondo della musica, “i grandi successi ma anche i momenti di difficoltà e la necessità di avere ben chiaro chi siamo al di là del palco, degli applausi e della fama”, ha detto Tiziano Ferro.  “Un brano in cui si sentiamo a nostro agio, in cui ci siamo potuti abbracciare e divertire, sperando che anche il pubblico lo faccia”, ha aggiunto Giorgia.

Il nuovo singolo da domani (3 aprile) anche su Radio Immagine, è una delle nuove tracce di “Sono un grande (Deluxe)”, in uscita il 22 maggio, dove si troveranno 7 nuove canzoni e 5 collaborazioni, tra cui quella con la grande cantante romana che sta attraversando un momento molto positivo della sua carriera artistica. Per Tiziano invece, ormai vicinissimo il ritorno negli stadi con il tour estivo che ha già venduto 400mila biglietti.

Leggi l’articolo completo

ATTUALITA'

Cisterna, Punto Digitale Facile: oltre 2000 cittadini hanno imparato ad accedere ai servizi digitali

Pubblicato

CISTERNA –  Il Punto Digitale Facile “Cisterna Digitale”  ha “formato” all’utilizzo degli strumenti di accesso ai principali servizi del Comune oltre duemila cittadini, superando il target previsto  con un mese di anticipo. Al 1° aprile 2026, secondo i dati  forniti dalla piattaforma nazionale Facilita e dal monitoraggio regionale PNRR,  erano 2187  le persone che hanno imparato ad usare i servizi digitali pubblici come SPID, CIE, pagoPA, App IO, ANPR; a presentare domande in formato digitale io aiutate a risolvere problemi pratici, partecipando a corsi e laboratori di alfabetizzazione digitale.

Il dato supera dunque le aspettative e mostra un trend di accesso a questo servizio in continua e forte crescita dal giugno 2024 – data di avvio del servizio – ad oggi. Complessivamente dal 2024 sono stati erogati 3.322 servizi nell’ottica di un approccio alla digitalizzazione che appare sempre più importante per gli utenti della pubblica amministrazione.

Cisterna è dunque tra i primi Comuni del Lazio per il risultato raggiunto nell’ambito dell’iniziativa promossa dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale e attuata dalla Regione. Il progetto – di competenza dei Servizi Informatici e Agenda Digitale del Comune in qualità di soggetto sub-attuatore nell’ambito del programma regionale, e realizzato operativamente dalla Cooperativa Progetto 2000 – rientra nella Rete dei Servizi di Facilitazione Digitale della Regione Lazio finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Missione 1 Componente 1 “Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA” – Misura 1.7.2 “Rete dei Servizi di Facilitazione Digitale”, finanziata dall’Unione Europea NextGenerationEU.

La riapertura dell’ufficio, a gennaio scorso, è stata resa possibile grazie al finanziamento premiale concesso all’ente a gennaio scorso in considerazione degli importanti risultati conseguiti con il progetto originario, che ha registrato una significativa partecipazione della cittadinanza, confermando quanto il tema dell’inclusione digitale rappresenti una priorità nell’ambito della digitalizzazione dei servizi pubblici.

«Questi risultati – sottolineano dall’amministrazione comunale – rappresentano un traguardo importante che dimostra la bontà dell’investimento in formazione e competenze digitali per rendere Cisterna un territorio sempre più connesso e innovativo».

Leggi l’articolo completo

Più Letti