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Un Meridiano per Antonio Pennacchi, il figlio Gianni: “Riconoscimento anche per la comunità di Latina”

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LATINA – Un omaggio sentito quello dei tanti che oggi pomeriggio si sono ritrovati nel foyer del teatro D’Annunzio di Latina per la presentazione del Meridiano Mondadori Opere Scelte di Antonio Pennacchi dedicato all’opera dello scrittore di Latina. Il volume, curato da Giuseppe Iannaccone, consacra l’autore e non solo: trascina Latina per sempre nei luoghi iconici della narrazione.

Dissacrante, volutamente anticonformista, voleva a tutti i costi l’immagine dell’uomo controcorrente, eppure, al riconoscimento dell’Accademia teneva molto. Lo ha raccontato in apertura il figlio, Gianni Pennacchi, presente con la madre Ivana e la sorella Marta, spiegando che lo scrittore aveva a cuore anche a un’altra cosa: il riconoscimento da parte della  sua comunità, Latina.

Introdotta da Maria Antonietta Garullo, ha raccontato il “suo” Pennacchi, il Pennacchi paziente da redarguire, anche la sindaca di Latina Matilde Celentano: è stata per anni la sua fisiatra e lui non la ascoltava mai. Le regalò però tutti i suoi libri e in uno di questi scrisse una dedica speciale: “Alla futura sindaca di Latina”. Oggi, lei promette di farlo conoscere nelle scuole della città con un progetto a lui dedicato in occasione del Centenario della città.

Ad accogliere la platea, il saluto del presidente dell‘Associazione Amici di Antonio Pennacchi, Roberto Cerisano, mentre si prepara il prossimo evento letterario, una nuova Maratona di Lettura che accompagnerà le celebrazioni per il quinto anniversario dalla scomparsa, il prossimo 3 agosto.

“Latina e l’Agro Pontino diventano un luogo letterario a tutti gli effetti. Antonio entra dentro la tradizione letteraria italiana, ma insieme con lui entrano tutte le comunità che lui ha conosciuto, ha raccontato, ha attraversato e che hanno contribuito alla costruzione dell’opera pennacchiana, perché ovviamente, come diceva lui, se non avesse conosciuto quelle persone, ne avesse conosciute altre, sarebbero nati altri romanzi e quindi un’intera comunità entra dentro la tradizione letteraria, questa è la più grande cosa che ci ha regalato”, ha sottolineato Graziano Lanidei, tra i fondatori dell’Associazione Amici di Antonio Pennacchi.

“Abbiamo provato a mettere in evidenza, pur nella compattezza e nella coerenza dell’ispirazione dello scrittore, la sua capacità di cimentarsi con contesti e anche con generi diversi,  partendo dal romanzo di fabbrica, arrivando al romanzo di formazione, fino al romanzo storico, al racconto, proprio per mostrare una caratteristica di Antonio, peculiare, la capacità di raccontare – ci ha spiegato Iannaccone – . Antonio è uno scrittore, in primo luogo, tutte le polemiche, le riduzioni semplicistiche, quelle oramai sono conservate e, diciamo, come dire, sono un po’ destinate all’oblio, quello che rimane è il suo ruolo di classico nella letteratura italiana. Ed è per questo che ha avuto accesso a una collana così prestigiosa: il fatto che ci sia Antonio Pennacchi, credo che sia un premio alla sua, come dire, non solo capacità, ma alla sua strenua volontà di essere riconosciuto all’interno della tradizione italiana, un aspetto a cui lui teneva molto. Nonostante il suo anticonformismo che è uno dei tanti aspetti, se vogliamo, un po’ paradossali e anche un po’ ossimorici della sua personalità. A prima vista un istrione, a prima vista un intemperante istintivo, e invece un intellettuale, uno scrittore capace di lavorare, di correggere, di rivedere, con una ossessione quasi maniacale per la forma. Questo è un aspetto importante che non tutti sono in grado di cogliere alla prima lettura”.

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ExtraInvictus 2026, “ULTRAS”: Lamberto Ciabatti racconta l’altra faccia delle curve

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Il mondo degli ultras viene quasi sempre raccontato attraverso le parole “violenza”, “scontri”, “disordini”. Ma cosa succede se, per una volta, si prova ad ascoltare direttamente chi quelle curve le vive e le anima È la prospettiva scelta da Lamberto Ciabatti in ULTRAS, pubblicato da SEM, uno degli otto libri che riceveranno una menzione ExtraInvictus nell’ambito della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus. Il riconoscimento sarà consegnato l’8 settembre, alle 18.30, durante la serata ospitata dal Castello Caetani di Sermoneta, dedicata alle otto opere selezionate dai media partner del Premio per il loro stile narrativo e per il valore delle storie raccontate.

Nel suo libro Ciabatti prova a ribaltare la prospettiva più consueta e a dare voce a chi per decenni ha animato le curve più calde d’Italia. Attraverso testimonianze raccolte da Milano a Roma, da Torino a Bari, da Bergamo a Palermo, emerge una storia alternativa del nostro Paese, dagli anni Settanta fino agli anni Duemila: una storia fatta di appartenenza, rituali, rivalità, trasferte e identità, ma anche di violenza, droga, criminalità e vite segnate da scelte estreme.

Su Radio Immagine abbiamo parlato con l’autore del suo lavoro di ricerca e di un viaggio dentro una realtà complessa e contraddittoria, che non cerca semplicemente di assolvere o condannare, ma di capire:

 

 

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Beppe Servillo a Latina, successo al Nicolosi per l’appuntamento clue della rassegna sfrattata dalla piazzetta

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LATINA –  Un successo, peraltro ampiamente annunciato nonostante le difficoltà sull’uso della piazzetta del Nicolosi,  il concerto di Beppe Servillo, venerdì sera 28 agosto, per la rassegna @Nicolosi. “Dopo le polemiche di questi giorni, la rassegna sfrattata dalla piazzetta e quasi costretta a proseguire lungo i marciapiedi adiacentiè stato liberatorio vedere lo spazio del Nicolosi pieno come mai prima d’ora”, scrive in un post uno degli organizzatori.

Niente palco e sedie portate da casa per ovviare al problema dell’occupazione dello spazio oggi formalmente appartenente al condominio che affaccia sulla storica piazzetta dove da cinque anni l’associazione Spazio Culturale Nicolosi organizza la rassegna culturale e musicale, e da quindici, si occupa di “curare” il quartiere fragile con eventi di teatro, doposcuola, laboratori e attività varie di volontariato che coinvolgono anche i residenti.

Lo storico Leader degli Avion Travel accompagnato alla chitarra da Cristiano Califano era informato sulle difficoltà organizzative e ha deciso di cantare comunque. Per lui applausi e tantissimo  pubblico. Ha accolto l’invito ad esserci anche la sindaca Matilde Celentano.

Soddisfatto il presidente di Spazio Culturale Nicolosi, Beppe Valenza: “Questo Spazio deve appartenere alla città anche in vista del centenario”, ha detto

 

E non è finita. Stasera 29 agosto ci sono Marco Poeta e la sua Band e domani 30 agosto Maurizio Vizzino e la sua Band, Marco Fino e Leonardo Angelucci. “Tre sere diverse. Tre storie che raccontano perché siamo ancora qui”, dicono gli organizzatori.
L’appuntamento alle 19.30 in  Piazzetta Nicolosi con la solita raccomandazione: “PORTATE ’NA SEDIA!”
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A Sermoneta uno spettacolo per raccontare Leone Caetani. Amodio: “Restituiamo alla comunità una delle storie più intense della famiglia”

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SERMONETA – Nell’ambito della rassegna “Alla Corte dei Caetani”, il Castello di Sermoneta ospita – sabato 29 e domenica 30 agosto – lo spettacolo “Tra l’uomo e Leone (L’intesa possibile)”, scritto da Roberto Agostini e prodotto dalla Fondazione Roffredo Caetani. Un testo che racconta gli ultimi mesi di vita di Leone Caetani, orientalista e politico, ripercorsi da lui stesso in esilio volontario in Canada, tra ricordi e riflessioni, poco prima della morte nel dicembre del 1935.

“Con questo spettacolo restituiamo alla comunità una delle storie più intense custodite nella memoria della famiglia Caetani: quella di un uomo che ha avuto il coraggio di scegliere se stesso, pagandone il prezzo fino in fondo. Raccontare la storia di un uomo così straordinario non è certamente semplice, ma sono convinto, e per questo lo ringrazio, che il regista Roberto Agostini sia riuscito a restituirci la complessità di questa figura, senza mai tradirne la statura storica”, – spiega il presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio.

Lo spettacolo si muove sul filo del conflitto tra le convenzioni e la libertà personale, prendendo la figura di Leone Caetani come simbolo di una scelta radicale di rottura. Erede di una delle famiglie più antiche e influenti dell’aristocrazia italiana, Leone rinuncia progressivamente ai propri privilegi, si schiera apertamente contro il regime fascista e finisce per essere emarginato: allontanato in parte dalla famiglia, escluso dalla politica e dal mondo accademico. “La narrazione – spiega l’autore e regista Roberto Agostini – assume il respiro di un racconto epico, quasi omerico, per restituire alla sua vicenda personale una dimensione universale, capace di parlare a chiunque si sia mai interrogato sul senso delle proprie scelte”.

Sul piano storico, Leone Caetani (1869-1935) fu uno dei maggiori orientalisti italiani, autore degli “Annali dell’Islam”, opera che si distinse per il rigore critico e scientifico con cui affrontò la storia delle origini dell’Islam, in controtendenza rispetto alle letture romantiche o religiose dell’epoca. Principe di Teano e Duca di Sermoneta, deputato di simpatie socialiste, nel 1921, a 51 anni, decise di vendere gran parte dei propri beni in Italia e di trasferirsi in Canada, a Vernon, insieme alla compagna Ofelia Fabiani e alla figlia Sveva, dopo la separazione dalla moglie Vittoria Colonna. Vi rimase in esilio volontario per gli ultimi quattordici anni della sua vita.

Biglietti: https://www.giardinodininfa.eu/collections/alla-corte-dei-caetani

 

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