CRONACA
Indagine di In Migrazione sullo sfruttamento dei braccianti nell’agro pontino
LATINA – Lavoro nero, buste paga contraffatte, ricatti e intimidazioni: In Migrazione presenta “Sfruttati a tempo indeterminato”, l’indagine sul collaudato sistema di sfruttamento del bracciantato agricolo nell’agro pontino. Storie che restituiscono un quadro dalle tinte foschissime, uno sfruttamento – talvolta grave – diffuso sul territorio e da moltissimi anni con caratteristiche sempre comuni: salari miseri, modalità di reclutamento a chiamata e segregazione occupazionale da parte dei migranti indiani. Tutto ciò in un territorio dove l’agricoltura è di importanza strategica.
Una situazione grave esaminata sotto diversi aspetti di cui si parlerà lunedì 20 ottobre prossimo a Borgo Piave, nell’incontro organizzato da In Migrazione e l’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio. Il convegno, in programma alle ore 17,00, è organizzato con la collaborazione di Arsial e Casa dell’Agricoltura, presso l’Istituto San Benedetto. Insieme al presidente di In Migrazione, Simone Andreotti, sarà presente il presidente dell’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio, Giampiero Cioffredi. Interverranno gli assessori all’Agricoltura, caccia e pesca e delle Politiche sociali della Regione Lazio, Sara Ricci e Rita Visini; il sindaco di Latina, Giovanni di Giorgi; il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Sesa Amici; il vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, Claudio Fava; il rappresentante della comunità Sikh, Dhillon Singh; il presidente di Confagricoltura Lazio, Sergio Ricotta e il segretario generale della Cgil per Cigl, Cisl e Uil, Anselmo Briganti.
L’indagine di In Migrazione svela un rodato sistema per impiegare manodopera a bassissimo costo relegando di fatto la modalità di sfruttamento a una zona grigia: non si realizza pienamente nell’illegalità, bensì tra le pieghe della legge stessa – come spiega Marco Omizzolo, responsabile scientifico di In Migrazione – “che seguendo il filo dei rapporti di forza non normati, consentono ancora ad alcuni padroni di praticare l’illegalità, quasi impunemente, sebbene amministrativamente tutto risulti in regola. È indispensabile per scardinare questo sistema che insieme ai controlli amministrativi si rafforzino, con investimento puntuali, i controlli direttamente nelle aziende agricole e nei campi coltivati, dove il fenomeno è più manifesto e evidente”. Molti lavoratori ricevono una busta paga con 4-5-6 giorni di lavoro segnati a fronte dei 28-29-30 in realtà lavorati. O degli stipendi corretti solo sulla busta paga salvo poi accorgersi che quanto arriva materialmente nelle mani del lavoratore indiano è un terzo, qualche volta un quarto, di quanto previsto.
“In molti casi – continua Omizzolo – sono stati registrati episodi allarmanti di lavoratori che devono ricevere arretrati di 20mila/30mila euro, nonostante gli siano state già consegnate le relative buste paga. Non si tratta solo di evasione contributiva o salariale, sebbene altamente grave nel danno allo Stato, ma della violazione sistematica dei diritti dei lavoratori e della manifestazione di un sistema volto allo sfruttamento. Uno stato delle cose in essere da almeno trenta anni, a dimostrazione dell’organizzazione informale ma efficiente che si è potuta costituire e del relativo consenso sia locale che indiano che troppo spesso ha consentito allo stesso di svilupparsi poco disturbato”.
“L’auspicio – dichiara Simone Andreotti, presidente di In Migrazione – è che la politica si muova in fretta per produrre leggi più stringenti contro la tratta, il caporalato, lo sfruttamento, le truffe e la corruzione. Le norme e le nuove politiche che si dovrebbero promulgare andrebbero a vantaggio della collettività, non solo dei lavoratori indiani”. Fino al luglio 2012, per esempio, il sistema dei permessi di soggiorno per Articolo 18 è stato il principale meccanismo di protezione per i lavoratori migranti vittime di sfruttamento sul lavoro, “ma è ancora inadeguato – continua Andreotti – a proteggere i lavoratori che ambiscono ad uscire da condizioni para-schiavistiche come quelle denunciate. Non solo, la segregazione sociale degli indiani non agevola la denuncia, mentre le minacce, le violenze subite, i ricatti pesano come macigni. La scarsissima conoscenza della lingua italiana e la sfiducia nei riguardi delle istituzioni, troppe volte latitanti, non consente sempre lotte diffuse per il riconoscimento dei propri diritti”. Una delle conseguenze più gravi di questo sistema di sfruttamento è proprio la segregazione sociale in cui si trovano i lavoratori stranieri.
Su queste basi poggia il progetto di In Migrazione per la realizzazione di un centro polifunzionale a Bella Farnia, il centro residenziale prossimo a Sabaudia dove vive gran parte della comunità sikh della provincia di Latina. Un progetto realizzato grazie alla Regione Lazio per portare una risposta concreta alla segregazione sociale, all’esclusione, alla mancanza di strumenti culturali indispensabili all’inclusione.
CRONACA
Rafforzamento della sicurezza a San Felice Circeo, controlli straordinari anche in periferia
Controlli straordinari del territorio a San Felice Circeo per contrastare i reati predatori e rafforzare la sicurezza urbana. L’operazione, coordinata dalla Polizia di Stato nelle giornate del 18 e 19 giugno, ha coinvolto anche il Reparto Prevenzione Crimine Lazio, la Guardia di Finanza, la Polizia Provinciale e la Polizia Locale.
L’attività è stata disposta in seguito alle decisioni assunte dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocato in Prefettura a Latina, dopo l’aumento dei furti registrato sul territorio nelle ultime settimane.
Nel corso dei controlli sono state identificate 448 persone, di cui 60 con precedenti di polizia e 25 cittadini stranieri. Verificati anche 264 veicoli e contestate sei violazioni al Codice della Strada.
Particolare attenzione è stata riservata alle aree considerate più sensibili e alle zone periferiche del comune, con un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine sul territorio.
La Questura di Latina ha annunciato che i controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane con ulteriori servizi straordinari finalizzati alla prevenzione dei reati e al rafforzamento della sicurezza pubblica.
CRONACA
Aprilia, emerse irregolarità durante i controlli della Polizia nei locali
Controlli della Polizia di Stato in un locale di pubblico spettacolo ad Aprilia. Le verifiche, disposte dalla Questura di Latina nell’ambito delle attività di controllo amministrativo sugli esercizi pubblici della provincia, hanno portato all’accertamento di diverse irregolarità.
L’intervento è stato effettuato dagli agenti del Commissariato di Aprilia con il supporto della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura, a seguito di numerose segnalazioni dei residenti che lamentavano disturbi alla quiete pubblica e disagi legati alla presenza di numerosi avventori.
Durante il controllo sono state identificate oltre trenta persone, alcune delle quali con precedenti di polizia. Gli accertamenti hanno evidenziato diverse violazioni, tra cui l’attività di somministrazione di alimenti e bevande senza le necessarie autorizzazioni, irregolarità in materia di impatto acustico e gestione dell’impianto di diffusione sonora, oltre a carenze nella documentazione e nell’organizzazione del circolo privato.
Le violazioni sono state contestate ai responsabili. Gli esiti dell’ispezione saranno trasmessi al Comune di Aprilia per le valutazioni di competenza e per l’eventuale adozione di ulteriori provvedimenti amministrativi, che potrebbero arrivare fino alla sospensione o alla revoca delle autorizzazioni.
Sono in corso ulteriori approfondimenti per verificare il possesso dei requisiti necessari alla prosecuzione dell’attività.
CRONACA
Latina, tenta di forzare un garage condominiale: denunciato 46enne dai Carabinieri
Nella notte di ieri, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Latina hanno denunciato in stato di libertà un cittadino romeno di 46 anni, residente nel capoluogo pontino e già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile del reato di tentato furto aggravato. L’intervento è scattato a seguito di una segnalazione giunta al 112 NUE, che indicava la presenza sospetta di due persone all’interno dell’area garage di un condominio situato in via Tommaseo. Giunti tempestivamente sul posto, i militari hanno individuato il 46enne che, alla vista della pattuglia, ha tentato di nascondersi all’interno di una cantina. Dagli accertamenti preliminari è emerso che l’uomo avrebbe poco prima tentato di forzare la serranda di un box auto utilizzando una cesoia e una tenaglia, causando danni alla struttura.
Nel corso della perlustrazione dell’area, i Carabinieri hanno inoltre rinvenuto e sequestrato diversi strumenti ritenuti compatibili con l’attività illecita, tra cui un taglierino, una torcia e un paio di guanti. Al termine delle operazioni, l’uomo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria competente per tentato furto aggravato. Sono tuttora in corso indagini per risalire all’identità del secondo soggetto segnalato.
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