CRONACA
Il mare visto con gli occhi dei bambini Saharawi
FORMIA – Sapevano cosa fosse ma non lo avevano mai visto. Quando per la prima volta hanno visto il mare i bambini ospiti del progetto “Formia-Saharawi” hanno sbarrato gli occhi e tirato il fiato. “Da allora – spiega Marcello Lucciola, presidente della onlus che da dodici anni offre ospitalità e cure ai bambini provenienti da questa porzione oppressa di Sahara – il difficile è convincerli a venir fuori dall’acqua”.
Sono a Formia dal 29 giugno e vi resteranno fino al 22 agosto. Pernottano al Centro di Preparazione Olimpica “Bruno Zauli” e, ogni giorno, costruiscono il loro personale rapporto con il mare. La spiaggia è quella del Lido Santo Janni che da molti anni li ospita a titolo completamente gratuito.
“C’è un episodio – ricorda Marcello Lucciola – che spiega la condizione di queste persone e l’importanza del progetto che dal 2003 portiamo avanti in collaborazione con il Comune. Alcuni anni fa la delegazione di bambini fu accompagnata da un’anziana donna Saharawi. Viveva a Dakhla da ragazza, una città del Sahara occidentale posta lungo la costa atlantica. L’invasione marocchina la costrinse a fuggire e, come il resto del suo popolo, si ritrovò a vivere nei campi profughi allestiti nel deserto dell’Hammada, in territorio algerino, uno dei posti più inospitali della Terra. ‘Il giardino del diavolo’, è così che lo chiamano. Oltre 50 gradi l’estate e un’escursione termica che la notte, d’inverno, fa scendere la colonnina di mercurio a – 5 gradi. Questa donna non vedeva il mare da trent’anni. Quando la accompagnammo a Santo Janni fece una cosa che mai ti aspetteresti da un’anziana signora araba. Si tolse l’abito e, vestita della sola biancheria intima, corse verso il bagnasciuga e si tuffò. Emozione, energia. Quello era il suo modo per riprendersi ciò che la guerra le aveva tolto e spero sia così per ogni bambino che riusciamo ad ospitare. Nella speranza – conclude – che si trovi una soluzione internazionale alla tragedia del popolo Saharawi e che presto tutta questa gente possa tornare ad avere una patria e una vita degna di un essere umano”.
CRONACA
Latina, anziana investita sulle strisce pedonali in Corso della Repubblica
LATINA – Una donna è stata travolta da un’auto mentre attraversava sulle strisce pedonali in Corso della Repubblica a Latina, in pieno centro città. L’incidente è avvenuto poco dopo le 18 all’altezza di Via Cairoli dove la signora che – secondo quanto si apprende ha 90 anni – appoggiata a un deambulatore, provava a spostarsi sul marciapiede opposto. Il conducente dell’auto, un ragazzo, si è fermato a prestare soccorso. L’anziana all’arrivo del 118 è stata portata in codice rosso all’ospedale Santa Maria Goretti. Sul posto la polizia locale ha chiuso il tratto per effettuare i rilievi.
CRONACA
Latina, getta lastre di amianto in un fosso, le telecamere lo riprendono: denunciato
LATINA – Ha abbandonato lastre di onduline contenenti fibra di amianto nel fosso Acqua Bianca in Strada Il Bastione alla periferia di Latina, ma le telecamere della zona lo hanno ripreso. Un uomo è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi. Proprio grazie alle immagini riprese dalla videosorveglianza l’uomo è stato immortalato nel momento esatto in cui arrivava con un furgone, si fermava e gettava un quantitativo pari a circa 1 metro cubo del materiale classificato come rifiuto speciale.
“L’abbandono in ambienti naturali di manufatti contenenti amianto costituisce un potenziale grave pericolo per l’ambiente, nonché per la salute delle persone”, ricordano i carabinieri forestali.
CRONACA
Nuovo piano di rifiuti per la Regione Lazio, ad Aprilia una discarica per rifiuti non pericolosi
Il Lazio cambia passo nella gestione dei rifiuti e punta, per la prima volta, alla chiusura completa del ciclo all’interno del territorio regionale. È questo l’obiettivo del nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti 2026-2031, approvato dalla Giunta e ora atteso in Consiglio per l’iter definitivo.
Un cambio di rotta significativo, che arriva a oltre dieci anni dalla chiusura della discarica di Malagrotta e dopo una lunga fase caratterizzata dalla dipendenza da impianti fuori regione. Oggi, infatti, circa un milione di tonnellate di rifiuti prodotti nel Lazio viene ancora smaltito o trattato altrove.
Il piano fissa obiettivi precisi: raccolta differenziata al 72,3% entro il 2031, riduzione del 6% dei rifiuti e un ricorso sempre più limitato alla discarica, che dovrà scendere sotto il 6% del totale. Parallelamente cambia anche l’assetto organizzativo, con il passaggio da cinque ambiti territoriali a due: uno dedicato a Roma Capitale e uno al resto della regione, con l’obiettivo di rendere più efficiente la gestione.
In questo nuovo scenario emerge con forza il ruolo del territorio pontino e, in particolare, di Aprilia, individuata come uno dei nodi strategici del sistema impiantistico regionale.
È qui che il piano prevede la realizzazione di una nuova discarica per rifiuti non pericolosi in località Sant’Apollonia, con una capacità di oltre 940mila metri cubi. L’impianto rientrerà tra i principali poli dell’ATO 1, che comprende il Lazio senza Roma.
Sempre ad Aprilia è previsto anche un importante intervento sul fronte del trattamento: nel 2025 è stato autorizzato un nuovo impianto meccanico da circa 495mila tonnellate annue, destinato anche alla produzione di combustibile da rifiuti (css-c), utilizzabile nei cicli industriali. Un tassello che rafforza la strategia regionale orientata al recupero energetico e alla valorizzazione dei materiali.
Il piano, infatti, punta a superare l’attuale modello basato su trasferimenti e carenze impiantistiche, costruendo un sistema autosufficiente e più equilibrato tra riciclo, trattamento e recupero.
A supporto di questa trasformazione sono previsti anche investimenti per 60 milioni di euro, destinati al potenziamento della raccolta differenziata, alla realizzazione di nuovi centri di raccolta e all’ammodernamento degli impianti.
Una rivoluzione strutturale che ridisegna la gestione dei rifiuti nel Lazio e che assegna ad Aprilia un ruolo centrale nella nuova geografia regionale del settore.
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