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La Raggi vuole una nuova discarica ad Aprilia per i rifiuti di Roma: corale secco no

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APRILIA – Dopo le dichiarazioni del sindaco di Roma Virginia Raggi, che nella trasmissione Porta a Porta, ha invitato la Regione Lazio a sbloccare l’autorizzazione per la società Rida Ambiente che da 10 mesi chiede una discarica in zona La Cogna ad Aprilia, impianto che risolverebbe i problemi di Roma, la provincia di Latina si allinea su un fermo no e in poche ore arrivano le dichiarazioni di contrarietà della presidente della Provincia, del sindaco di Aprilia Terra e del senatore pontino Moscardelli.

Contrari persino i Grillini Apriliani che in “si dissociano da quanto menzionato dal Sindaco di Roma durante la trasmissione Porta a Porta relativamente allo sblocco delle autorizzazioni e in particolare quella citata della Società Rida di Aprilia. Noi meetup siamo stati contrari alla realizzazione della discarica fin dall’inizio, lo siamo tutt’ora e continueremo ad esserlo”, scrivono in una nota aggiungendo di aver chiesto di essere ricevuti dalla Raggi.

Per il sindaco di Aprilia, Antonio Terra, “la collega romana mostra di voler agire non per l’interesse e per la salute della collettività, ma solo per spostare il problema di qualche chilometro, comunque al di fuori dei suoi confini di competenza. Aprilia sta portando a termine il suo percorso di chiusura del ciclo dei rifiuti all’interno del proprio territorio senza necessità di nuove discariche o nuovi impianti (tantomeno di incenerimento), grazie agli eccellenti risultati della raccolta differenziata porta a porta, che si attesta ad Aprilia oltre il 70%”.

La presidente Della Penna sottolinea che Roma vuole risolvere i suoi problemi scaricandoli sulla provincia di Latina che invece è una risorsa per il Lazio e che “attivando l’ennesimo, inaccettabile, iter emergenziale che ha già causato danni incalcolabili. Noi non staremo a guardare”, conclude Della Penna.

Del problema si è discusso anche in Consiglio regionale dove è emersa chiara la posizione della maggioranza: “L’autosufficienza è stata indicata come un dovere imposto a livello comunitario sin dal 1991, un’autonomia nel ciclo dei rifiuti di cui godono Parigi, Berlino e Londra. La solidarietà di comuni e province, che stanno aiutando la Capitale a evitare l’abisso, non può essere eterna”.

GLI INTERVENTI

DELLA PENNA – La Presidente della Provincia, Eleonora Della Penna non ci sta: “Il sindaco di Roma Virginia Raggi, interpretando al meglio un certo tipo di politica che pensa di scaricare sulle province del Lazio i gravi problemi della Capitale, ritiene di doversi servire del nostro territorio per risolvere l’emergenza rifiuti di Roma. E’ del tutto evidente che questa presa di posizione è inaccettabile e che faremo quanto in nostro potere per scongiurare ogni atto che vada in questa direzione. La Provincia di Latina, questo la Raggi deve tenerlo bene a mente, è una risorsa così come lo sono le altre province del Lazio. Voglio ripeterlo con toni molto chiari perché qualcuno tende a dimenticarlo troppo spesso e perché Latina insieme a Rieti, Frosinone e Viterbo, sono una risorsa sul piano turistico, economico e rappresentano un volano per lo sviluppo della regione Lazio. La nostra ambizione, il sindaco Raggi non deve mai dimenticarlo, non è certo quella di diventare la discarica di Roma. La Regione sa bene quale è la posizione della Provincia di Latina sul piano dei rifiuti e conosce il documento approvato dal Consiglio provinciale che punta a definire il ciclo sul nostro territorio aumentando considerevolmente i livelli di raccolta differenziata. Per quanto riguarda la discarica di Aprilia anche gli uffici della Provincia si sono già pronunciati esprimendo parere negativo. Mi sembra evidente che la Provincia di Latina e, sono certa, anche i sindaci del territorio, si opporranno a qualsiasi tentativo di risolvere la questione rifiuti della Capitale attivando l’ennesimo, inaccettabile, iter emergenziale che ha già causato danni incalcolabili. Noi non staremo a guardare”.

IL SINDACO DI APRILIA – Con riferimento al progetto di realizzazione di una discarica controllata sul territorio comunale di Aprilia in Via Savuto, località Cogna, ed in particolare alle dichiarazioni rese ieri sera in diretta su Rai Uno dal Sindaco di Roma nel corso della popolare trasmissione di approfondimento politico “Porta a Porta”.

Nel ribadire la contrarietà al progetto del Comune di Aprilia che questa Amministrazione ha formalizzato alla Regione Lazio nel corso della Conferenza di Servizi dello scorso 20 aprile, l’Amministrazione Comunale di Aprilia accoglie con particolare incredulità le dichiarazioni del Sindaco di Roma, ampiamente già riprese da tutti i media nazionali e locali.

Non entrando nel merito del dibattito tra lo stesso Sindaco di Roma e il Presidente della Regione Lazio sulle responsabilità politiche pregresse che hanno causato l’attuale crisi dei rifiuti nella capitale, stigmatizzo tuttavia l’atteggiamento espresso dalla collega romana che dimostra di non voler agire per l’interesse e per la salute della collettività, ma solo per spostare il problema di qualche chilometro, comunque al di fuori dei suoi confini di competenza.

Questo è inaccettabile, specie perché il Sindaco di Roma, con la quale non c’è stato alcun confronto sul tema, dimostra di non conoscere l’attuale situazione apriliana, sul cui territorio già sono insediati siti industriali che trattano rifiuti, anche provenienti da Roma e dai Comuni della Città Metropolitana.

L’Amministrazione Comunale di Aprilia sta portando a termine il suo percorso di chiusura del ciclo dei rifiuti all’interno del proprio territorio senza necessità di nuove discariche o nuovi impianti (tantomeno di incenerimento), grazie agli eccellenti risultati della raccolta differenziata porta a porta, che si attesta ad Aprilia oltre il 70%

Tutte le province del Lazio hanno fatto grandi sforzi ottenendo grandi risultati in termini di raccolta differenziata, mentre lo stesso non può dirsi nella Città di Roma, dove le percentuali risultano ancora basse. Sicuramente però i danni della politica romana non vanno distribuiti sugli altri territori. Il Sindaco della Città Metropolitana ha il dovere di trovare una soluzione per chiudere il ciclo dei rifiuti sul suo territorio e, fin d’ora, la invitiamo ad un confronto pubblico che potrebbe esserle utile per conoscere la realtà apriliana.

GRILLINI APRILIANI – “Meetup Grillini Apriliani e Cittadini Pentastellati, si dissociano da quanto menzionato dal Sindaco di Roma durante la trasmissione Porta a Porta del giorno 09 maggio, relativamente allo sblocco delle autorizzazioni e in particolare quella citata della Società Rida di Aprilia. Noi meetup siamo stati contrari alla realizzazione della discarica fin dall’inizio, lo siamo tutt’ora e continueremo ad esserlo!

Non a caso, abbiamo cominciato a collaborare con altri cittadini, al di là del colore politico, già durante la scorsa estate, proprio per la stesura di quelle osservazioni, e delle integrazioni al progetto della società, che abbiamo depositato e discusso alla conferenza dei servizi del 3 novembre 2016. Il lavoro è continuato anche dopo che la Società ha inviato, alla Regione Lazio, i propri approfondimenti alle osservazioni, presentando le controdeduzioni a confutazione del nuovo documento presentato dalla stessa; queste ultime portate e discusse convintamente alla seconda conferenza dei servizi del 20 aprile scorso. Ricordiamo a tutti che siamo attivisti del movimento (semplici cittadini che operano nei principi del Movimento 5 Stelle), che ci autofinanziamo e che tutto il nostro lavoro è stato fatto nel pieno spirito del volontariato. A riprova del nostro impegno per l’ambiente abbiamo anche presentato un esposto cofirmato dalla Senatrice Elena Fattori, per segnalare la presenza sul nostro territorio, di discariche ancora in attesa di bonifica da quasi trent’anni. Facciamo presente ai cittadini e a tutto il Consiglio Comunale, che nel nostro territorio continuano impunemente gli abbandoni di rifiuti e nuove mirabolanti scoperte di “isole ecologiche abusive ed eco insostenibili”.

Infine informiamo tutti che i due meetup hanno chiesto di essere ricevuti dalla sindaca Raggi, per avere un confronto diretto sulla questione. Ricordiamo che la situazione attuale di Roma, ereditata dalle precedenti amministrazioni, è la conseguenza di una gestione non conforme alle normative europee e di un piano rifiuti obsoleto e sottodimensionato.

La visione della Sindaca è ben chiara, no alle discariche e agli inceneritori e noi ne condividiamo pienamente gli obbiettivi che si raggiungeranno entro circa 2 anni”.

IL SINDACO COLETTA – Il Sindaco di Latina Damiano Coletta esprime solidarietà all’Amministrazione comunale di Aprilia e al Primo cittadino Antonio Terra condividendo la contrarietà alla realizzazione di nuove discariche o impianti di incenerimento su un territorio già provato per la presenza di diversi siti industriali compresi quelli che trattano rifiuti, che dunque ha già dato in termini di servitù. “Questo territorio – sottolinea Coletta – non è in grado di tollerare un incremento di strutture che trattino rifiuti provenienti dalla Capitale, con la scusa della solita emergenza. Una scusa che invece di portare alla “normalità” la gestione dell’intero ciclo dei rifiuti, con un servizio efficiente e bollette eque per i cittadini, conduce sempre ed immancabilmente ad altre emergenze. L’ambiente, i prodotti alimentari, le popolazioni sono già oggi fortemente condizionati dalla presenza di questi impianti che hanno un impatto importante per lo sviluppo economico complessivo delle zone interessate. Penso anche ai residenti delle aree limitrofe alla discarica di Borgo Montello, per cui confermo l’impegno a fare il necessario per opporci all’eventuale riapertura, anche solo parziale, degli invasi ormai esauriti. Analogo impegno è confermato per trovare una forma di compensazione economica, oltre che morale, per i residenti intorno alla discarica. E’ intenzione di questa Amministrazione – ribadisce Coletta – raggiungere il traguardo del 65% di raccolta differenziata, così come indicato dalla normativa vigente in materia, non appena sarà operativa l’Azienda Speciale. L’auspicio è che anche il Sindaco di Roma possa presto condividere questa impostazione. La salvaguardia della salute dei cittadini e della salubrità ambientale è un obiettivo che tutti gli Enti devono perseguire con fermezza”.

IL SENATORE MOSCARDELLI – Raggi inadeguata  – twitta –  pensi a Roma senza scaricare rifiuti sulle province.
“Inaccettabile  – scrive Moscardelli -i l tentativo del Sindaco 5 stelle Virginia Raggi di scaricare le sue responsabilità e l’assenza di scelte in materia di rifiuti a Roma sui cittadini della provincia di Latina. È semplicemente vergognoso tentare di imporre servitù nei territori provinciali per i rifiuti di Roma e lo è ancor di più tentare di favorire siti di privati non aventi i requisiti di legge o non previsti nella pianificazione provinciale. La Raggi ha avuto tutto il tempo per risolvere il problema e non l’ha fatto: un anno perso dietro a continue giravolte con un’incompetenza imbarazzante. La Raggi non può decidere in provincia di Latina e l’Amministrazione Provinciale di Latina ha adottato tempestivamente gli atti che escludono per esempio il territorio di La Cogna (Aprilia) dai luoghi idonei per ospitare il sito.
La Raggi faccia proposte di impianti a Roma che è di sua competenza e chieda l’autorizzazione alla Regione. Ad oggi non ha fatto nulla.
Sen. Claudio Moscarde

LA POSIZIONE REGIONE – Del problema si è discusso oggi in Consiglio regionale. La posizione della giunta è che i rifiuti urbani residui di Roma debbano essere smaltiti nel territorio metropolitano, il più vasto d’Italia. L’autosufficienza è stata indicata come un dovere imposto a livello comunitario sin dal 1991, un’autonomia nel ciclo dei rifiuti di cui godono Parigi, Berlino e Londra. È stato ribadito che la solidarietà di comuni e province, che stanno aiutando la Capitale a evitare l’abisso, non può essere eterna. È necessario pertanto, secondo la Regione, che il Campidoglio avvii una programmazione per chiudere il ciclo nel territorio comunale, come previsto dalla legge. Ma non sono ancora arrivate alla Regione le risposte, attese da tempo, di Roma e della Città metropolitana sui siti idonei per collocare i rifiuti non riciclabili e non combustibili. La Regione, per legge, non può decidere da sola dove posizionare le discariche di servizio. Né risultano all’assessorato presentate le annunciate richieste del Campidoglio per ottenere l’autorizzazione a tre nuovi impianti per il compostaggio.  A Roma la Regione chiede una doppia programmazione. Una a più lungo respiro, e condivisa dal governo regionale, per portare la differenziata al 70 per cento nel 2021. L’altra una rete impiantistica che sia in grado di far uscire Roma dai rischi di emergenza.

L’assetto impiantistico della Capitale è stato definito fragile. La capacità di trattamento corrisponde, infatti, esattamente alla produzione di rifiuti. La crisi degli ultimi giorni, ad esempio, sarebbe conseguita proprio a un rallentamento, legato a una serie di vicende giudiziarie, della quantità accettata dagli impianti di trattamento meccanico biologico (Tmb) di Colari a Malagrotta. Il che avrebbe costretto Ama a stressare i Tmb di Rocca Cencia e Salario, ai quali si è sommata la chiusura dell’inceneritore di Colleferro, bisognoso di un’urgente ristrutturazione.

Il piano rifiuti regionale esistente, secondo la relazione di questa mattina, va aggiornato al nuovo fabbisogno. Fabbisogno la cui redazione si trova oggi sotto procedura di Vas (valutazione ambientale strategica) e che, una volta completato l’iter, tornerà in commissione e Consiglio. Serve però conoscere dalle Province le aree dove si potranno posizionare gli impianti, risposte – come è stato ribadito più volte – che non sono arrivate da tutti.
Diverse le posizioni emerse nel dibattito che è seguito alla relazione dell’assessore. Parte dell’opposizione ha puntato l’indice sui ritardi del governo regionale, proprio per il piano rifiuti, e sull’aver scaricato, in questa vicenda, le responsabilità solo a Roma Capitale, anziché prospettare soluzioni. Chiesto, a questo proposito, che la Regione prenda l’iniziativa, convocando un tavolo (che l’assessore, nella replica, ha precisato esistere già) o una conferenza dei servizi per affrontare l’emergenza.
L’indicazione dei siti, è stato detto, andrebbe preceduta da criteri definiti a livello regionale. Se pure poi l’amministrazione comunale capitolina individuasse gli impianti, i tempi di realizzazione – tre anni – la costringerebbero, secondo altri, a rivolgersi ai privati. Per non dire di discariche di servizio che rischierebbero di trovarsi a 500 metri dagli abitati, finendo per esser bloccate paradossalmente dalla stessa Regione. Se si puntasse poi a collocare gli impianti di smaltimento dei rifiuti in provincia c’è chi, in Aula, ha preannunciato iniziative di “resistenza fisica”. Né è mancato chi ha proposto uno smaltimento su base regionale, con un “trattamento” a livello provinciale, e chi ha suggerito impianti di proprietà pubblica e raccolta affidata alla concorrenza. Frattanto, è stato comunicato all’Aula che il testo unificato della proposta di legge sugli ambiti territoriali ottimali è stato trasmesso alla commissione Ambiente. Il testo prevede un ambito unico regionale, dei bacini autosufficienti e un’autorità d’ambito.
Quanto al Campidoglio è stato sottolineato, da alcuni consiglieri, che esiste un piano rifiuti comunale (con i tre impianti di compostaggio), che punta a portare la differenziata al 70 per cento. A questo proposito è stato chiesto alla Regione di sostenerlo. Si è osservato, inoltre, che anche altre province non hanno autosufficienza, come Rieti che smaltisce a Viterbo al pari di alcuni comuni romani. Di fronte infine alle polemiche di questi giorni non è mancato chi ha ipotizzato che o l’amministrazione capitolina o la stessa Regione puntino al commissariamento per evitare di affrontare il problema.
La seduta si è conclusa con la bocciatura con 34 voti contrari e quattro a favore di una risoluzione di censura presentata da una parte dell’opposizione nei confronti dell’assessore Buschini. I lavori del Consiglio, che hanno all’ordine del giorno la proposta di legge per l’istituzione del servizio civile regionale, sono stati aggiornati a mercoledì 17 alle ore 10.

 

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Fondazione Latina 2032, completati gli organi. Il presidente Zaccheo: “E’ l’inizio di una nuova stagione per Latina”

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LATINA –  Si è riunito oggi, presso il Palazzo Comunale di Latina, il Collegio dei Fondatori della Fondazione Latina 2032, chiamato a completare il percorso di costituzione della Fondazione istituita dalla Legge 6 settembre 2024, n. 130, con il compito di promuovere e coordinare le iniziative connesse alle celebrazioni del Centenario della città di Latina. Nel corso della riunione sono stati formalmente nominati il Comitato Tecnico Scientifico e il Collegio dei Revisori dei Conti, è stato preso atto del Regolamento di organizzazione e funzionamento approvato dal Consiglio di Amministrazione e sono stati approvati gli indirizzi strategici per la predisposizione del primo Documento Programmatico Pluriennale e Annuale e del primo Bilancio di previsione della Fondazione, che saranno predisposti dal Consiglio di Amministrazione, sottoposti al parere del Collegio dei Revisori dei Conti e successivamente approvati dal Collegio dei Fondatori. Sono state inoltre affrontate le principali questioni organizzative connesse all’avvio della struttura amministrativa e alla definizione della sede operativa della Fondazione.

«Oggi non abbiamo semplicemente completato la composizione degli organi della Fondazione. Oggi abbiamo compiuto il primo vero passo verso la costruzione del progetto Latina 2032. Questa Fondazione nasce per guardare al futuro, ma lo fa partendo dalle proprie radici. Latina è stata costruita grazie al coraggio, alla determinazione e allo spirito di sacrificio di donne e uomini che arrivarono in questa terra con il desiderio di costruire una città e una comunità. Quella dei pionieri rappresenta una delle pagine più straordinarie del Novecento italiano e costituisce ancora oggi un patrimonio di valori, di identità e di memoria che abbiamo il dovere di custodire e valorizzare. Con lo stesso spirito di servizio, con la stessa capacità di guardare lontano e con la medesima determinazione, la Fondazione è chiamata oggi a costruire un nuovo percorso. Non celebriamo soltanto un anniversario: vogliamo lasciare alla future generazioni  un’eredità fatta di cultura, ricerca, valorizzazione del patrimonio, innovazione, partecipazione e sviluppo. Il Centenario dovrà rappresentare non un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova stagione per Latina, capace di rafforzarne l’identità e di proiettarla in una dimensione nazionale e internazionale. Questo sarà possibile solo attraverso una grande alleanza tra istituzioni, mondo della cultura, università, imprese, associazioni e cittadini. La Fondazione nasce proprio per costruire questa rete e per trasformare una ricorrenza storica in un’opportunità concreta di crescita per l’intero territorio.»

Il Presidente ha inoltre rivolto un particolare ringraziamento a nome del Collegio dei Fondatori e del Cda  all’Avv. Elena Lusena, che ha seguito tutte le fasi tecnico-amministrative della costituzione della Fondazione, dalla predisposizione degli atti costitutivi fino agli adempimenti necessari per il completamento della governance e l’avvio della piena operatività dell’Ente.

«La giornata di oggi  – ha commentato la sindaca Matilde Celentano -rappresenta un traguardo importante per la città di Latina e per tutti gli Enti che hanno creduto nella nascita della Fondazione Latina 2032. Il completamento della governance consente finalmente alla Fondazione di entrare nella fase operativa e di iniziare a lavorare concretamente ai progetti che accompagneranno il percorso verso il Centenario della città. Come Amministrazione comunale siamo orgogliosi di aver raggiunto questo primo obiettivo strategico, frutto di un intenso lavoro istituzionale condiviso con il Ministero della Cultura, la Regione Lazio, la Provincia e la Camera di Commercio. Da oggi disponiamo di uno strumento stabile che dovrà diventare il motore della valorizzazione culturale, storica e identitaria di Latina e un punto di riferimento per costruire nuove opportunità di sviluppo per l’intero territorio.»

Nelle prossime settimane il Consiglio di Amministrazione sarà chiamato a predisporre il primo Documento Programmatico Pluriennale, il Bilancio di previsione e ad avviare la procedura pubblica per la selezione del Direttore Generale, completando così il percorso di avvio della Fondazione e ponendo le basi per la realizzazione dei progetti strategici che accompagneranno la città verso il Centenario del 2032.

 

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POLITICA

Dal Consiglio comunale si unanime alla tensostruttura della Latina Basket nell’area ex Onorati

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LATINA – E’ arrivato il via libera all’unanimità del Consiglio comunale di Latina alla realizzazione del progetto della Latina Basket di una tensostruttura sportiva polifunzionale e inclusiva dedicata alla pallacanestro che sarà il campo di casa della squadra che milita in serie B. L’intervento, ad opera e a spese della società Latina Basket, prevede nell’area ex Onorati in Via Nascosa una struttura di circa 1.588 metri quadrati con un’altezza al colmo di 10 metri, dotata di spogliatoi, servizi annessi e tribune per una capienza di 950 spettatori. Saranno inoltre riorganizzate le aree esterne proponendo 175 stalli per le auto, 20 per le moto, 3 per i pullman, oltre a una corsia perimetrale di sicurezza per i mezzi di soccorso.

“Si tratta di un atto di fondamentale importanza, non solo per il mondo dello sport di Latina, ma per l’idea stessa di città, di rigenerazione e di collaborazione virtuosa tra pubblico e privato – ha affermato il sindaco Matilde Celentano nel corso del suo intervento in aula –  Con questa deliberazione stiamo dando il via libera ad un’opera improntata al pragmatismo che risolve un bisogno urgente di impiantistica sportiva, consentendo alla Latina Basket di continuare ad allenarsi e a disputare le partite in casa. In una fase transitoria dovuta ai lavori del Palazzetto ‘Nicola Bianchini’, abbiamo scelto strade urbanistiche innovative, veloci e trasparenti. Ringrazio la famiglia Benacquista e la società Latina Basket: in un momento di difficoltà oggettiva, hanno dimostrato ancora una volta un amore viscerale per il territorio e per i nostri giovani, scegliendo di investire risorse private per donare alla comunità una casa dello sport moderna, accogliente e inclusiva.”

La proposta di deliberazione, approvata con votazione unanime dei presenti, prevede un intervento totalmente autofinanziato dal soggetto privato e una convenzione in grado di garantire al Comune giornate di utilizzo gratuito riservate al sociale e ai centri diurni.

Durante il suo intervento, la prima cittadina ha voluto ringraziare per l’impegno profuso gli assessori Antonio Cosentino, con delega alle Attività produttive, Annalisa Muzio, con delega all’Urbanistica, Andrea Chiarato, con delega allo sport, l’ingegnere Paolo Rossi, dirigente del dipartimento Attività produttive, e l’architetto Paolo Cestra, dirigente dell’Urbanistica.

Recependo le indicazioni del Dipartimento Mobilità, il soggetto privato, secondo l’atto approvato, realizzerà, a proprie spese, l’estensione per 120 metri del marciapiede e della pista ciclabile su via del Lido fino all’ingresso della struttura.

“L’opera – ha spiegato l’assessore alle Attività produttive Cosentino – dovrà essere collaudata entro il termine inderogabile di 18 mesi dalla firma della convenzione; nelle more dell’infrastruttura definitiva, la sicurezza degli accessi sarà garantita da percorsi protetti e presidiati da personale preposto. Attraverso l’azione del Dipartimento Attività Produttive e del Suap, abbiamo incardinato un iter amministrativo rigoroso ma snello, capace di cogliere appieno le opportunità offerte dalla normativa sugli usi temporanei. L’aspetto fondamentale di questa operazione sta nella concretezza: garantiamo alla Latina Basket un impianto omologato sul territorio ed evitiamo a centinaia di ragazzi trasferimenti fuori comune, fissando paletti chiarissimi a tutela della collettività. La convenzione approvata impone infatti l’adeguamento delle infrastrutture viarie a totale carico del proponente, con la realizzazione del prolungamento della pista ciclabile e del marciapiede entro il termine perentorio di 18 mesi, affiancando al valore dello sport un rigoroso controllo sulla sicurezza e sul rispetto delle prescrizioni pubbliche. L’atto deliberativo sottoposto all’esame del Consiglio comunale rappresenta un esempio concreto di come sia possibile coniugare sviluppo, rigenerazione urbana e interesse pubblico e collaborazione tra amministrazione e investitori privati”

Con l’opera approvata, inoltre, non sarà eseguita alcuna cementificazione permanente. Trattandosi di uso temporaneo, alla scadenza del contratto l’area verrà ripristinata allo stato originario a totale cura e spesa del soggetto attuatore, a garanzia del quale è prestata specifica polizza fideiussoria.

“L’articolo 26 della legge regionale del Lazio 12/2025, nell’esercizio della potestà regionale di dettaglio riconosciuta dal comma 8 dell’art. 23-quater, specifica ulteriormente – ha sottolineato l’assessore all’Urbanistica Muzio – i contenuti della convenzione e le condizioni di ammissibilità, ma non deroga – né potrebbe – ai presupposti sostanziali fissati dalla norma statale. In particolare, il comma 4 della legge regionale ammette l’uso temporaneo anche su aree agricole, purché non oggetto di Pua, confermando la flessibilità dello strumento ma senza attenuare il requisito del rilevante interesse pubblico correlato alla rigenerazione. L’uso temporaneo dell’ex Area Onorati rappresenta la dimostrazione di come lo sport possa trasformarsi in un potente vettore di rigenerazione urbana ‘leggera’ e sostenibile. Con questo intervento andiamo oltre la semplice risposta all’emergenza sportiva: sottraiamo al degrado e all’abbandono un’area privata dismessa, restituendole una funzione di interesse pubblico e collettivo per il quadrante sud della città. Il tutto avviene a consumo di suolo zero, garantendo la totale reversibilità dello stato dei luoghi alla scadenza della convenzione e dotando la zona di un’opera di urbanizzazione permanente per la mobilità dolce – l’estensione del marciapiede e della ciclabile su via del Lido – che rimarrà patrimonio della collettività.”

La struttura garantirà anche la completa fruibilità per le persone con disabilità ed è idonea ad ospitare discipline come il basket in carrozzina.

“Con la deliberazione approvata oggi – ha dichiarato l’assessore allo Sport Chiarato – potrà essere realizzato un nuovo impianto sportivo che sarà la casa del Basket della nostra città. L’impianto temporaneo diventerà un vero e proprio hub inclusivo: la convenzione prevede infatti l’accessibilità totale per il basket in carrozzina e riserva al Comune giornate di utilizzo gratuito per i centri diurni e le fasce più fragili della popolazione. Lo sport a Latina ha un valore sociale ed educativo immenso per i giovani. L’opera sarà realizzata in tempi brevissimi e darà la possibilità alla Latina Basket di avere a disposizione un impianto moderno, creando un presidio sano e sicuro per far crescere i nostri giovani all’insegna dei valori della condivisione. Ringrazio il sindaco Celentano per aver posto il tema tra le priorità dell’amministrazione comunale e i colleghi di giunta, Cosentino e Muzio, per aver condiviso con il mio assessorato l’urgenza di dare una rapida risposta al bisogno di impiantistica sportiva”.

Il sindaco Celentano e gli assessori Cosentino, Muzio e Chiarato, hanno infine voluto esprimere un sentito ringraziamento ai consiglieri comunali che, grazie al loro voto favorevole, consentiranno la realizzazione di un’opera di rilevante interesse pubblico. “Oggi abbiamo dimostrato che quando la politica guida i processi con visione, il privato investe al servizio della collettività”, ha concluso la prima cittadina.

 

 

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Delitto Moro, Procaccini: “Richiesta di estradizione di Casimirri dovere morale, giuridico e istituzionale”

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TERRACINA – “La decisione del regime nicaraguense di interrompere le relazioni diplomatiche con l’Italia non deve indebolire il cammino della giustizia. La richiesta di estradizione di Alessio Casimirri, condannato a sei ergastoli per la strage di via Fani e l’assassinio di Aldo Moro, rappresenta un dovere morale, giuridico e istituzionale nei confronti dello Stato e della memoria di tutte le vittime del terrorismo”. Lo afferma l’europarlamentare di Fratelli d’Italia-Ecr, Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento europeo e già sindaco di Terracina per otto anni, sottolineando anche il legame di Moro con la città laziale.
“In questo momento il pensiero corre ad Aldo Moro, cittadino onorario di Terracina, città alla quale era profondamente legato e dove amava trascorrere le sue vacanze estive insieme alla famiglia, trovando serenità e riservatezza. Quel legame fu spezzato per sempre quando Casimirri e gli altri brigatisti delle Brigate Rosse lo rapirono e assassinarono, strappandolo ai suoi cari e alla storia della nostra democrazia”, conclude Procaccini.

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