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CRONACA

Dimensionamento scolastico, il chiassoso corteo di Piazza Dante va in Comune e in Provincia. Genitori ricevuti dal sindaco

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LATINA – Genitori, insegnanti e i bambini delle due classi di scuola secondaria (media) e della primaria di Piazza Dante interessati al nuovo e avversato piano di dimensionamento scolastico approvato dal Comune di Latina sono partiti questa mattina da Piazza Dante, scortati dalle forze dell’ordine e sfidando la pioggia, per raggiungere il Comune e la Provincia dove oggi l’Assise discute l’argomento.

Un nutrito corteo che è la reazione dell’istituto comprensivo Giovanni Cena alle novità che il Comune ha introdotto: l’IC Cena perderebbe a vantaggio della Volta, lo storico plesso Montiani (primaria e infanzia) all’interno del quale ha avviato anche due classi di scuola media. Manterrebbe, Via Legnano, Col Di Latina e prenderebbe Gionchetto e Pantanaccio. I genitori contano sull’appoggio della Provincia e chiedono che il piano sia respinto. Ieri pomeriggio segnali a favore di questa tesi sono arrivati  dalla commissione consiliare scuola della Provincia la cui maggioranza avrebbe già detto no alle modifiche stralciando la proposta del Comune. Per sapere come andrà a finire bisognerà attendere la fine della mattinata.

Intanto i genitori e i bambini si sono radunati sotto i portici del Comune dove sono stati ricevuti dal sindaco e dall’assessora alla scuola Antonella Di Muro ai quali hanno consegnato la raccolta delle firme, mentre la presidente del Consiglio d’Istituto Patrizia Liotta assisterà alla seduta del consiglio provinciale.

Una sola nota:  chiunque abbia ragione –  se di ragione si tratta – resta la tristezza da parte degli adulti di aver ridotto una protesta sentita, una questione che interessa una grossa fetta dell’utenza scolastica della Cena e della Volta, e soprattutto un servizio primario per gli studenti e le famiglie, ad una stupida e diseducativa guerra tra due scuole con i bambini invitati a gridare “Chi non salta della Volta è”.

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2 Comments

2 Comments

  1. Pina Borzillo

    14 Novembre 2017 at 17:17

    Evidentemente la signora Sottoriva non ha abbastanza spirito d’osservazione né capacità di analisi; che pena leggere articoli di tale superficialità e disinformazione.

  2. Maria Grazia Trevisan

    14 Novembre 2017 at 19:43

    Chiassoso?

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CRONACA

Latina, inseguimento nella notte, Volante della polizia speronata e colpita da oggetti pesanti

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LATINA – Inseguimento nella notte nella zona di Borgo Sabotino.  Secondo le primissime informazioni, una Volante della polizia di Stato che aveva intercettato un’auto rubata ha cercato di fermarla, ma la reazione è stata aggressiva.  Su Strada Acque Alte, la Volante è stata speronata, poi nel corso dell’inseguimento, dalla vettura in fuga sono stati lanciati oggetti pesanti che hanno colpito l’auto della Questura di Latina con danni rilevanti e il ferimento, fortunatamente lieve, degli agenti che sono stati poi controllati e medicati in ospedale. In questo modo i fuggiaschi sono riusciti a far perdere le proprie tracce imboccando la strada in direzione Roma e sono ora attivamente ricercati. Preoccupazione tra i residenti della zona.

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CRONACA

Aprilia, a dicembre bruciò l’auto di un pregiudicato, in carcere un 31enne

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APRILIA – E’ stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Latina e del Commissariato di P.S. di Aprilia, il 31enne romano accusato di aver dato alle fiamme, dopo averla cosparsa di benzina, l’autovettura di un pregiudicato residente in via Ugo La Malfa, con l’intento di minacciarlo. L’azione era stata rapida: il giovane si era fermato a un distributore, aveva riempito una bottiglia di plastica di benzina, poi aveva raggiunto l’obiettivo , aveva cosparso l’auto di liquido infiammabile e aveva appiccato il rogo poi propagatosi a un’altra auto e al solaio di un appartamento dell’Ater al primo piano di una palazzina, quello in cui vive l’uomo bersaglio dell’intimidazione.

I fatti risalgono al 14 dicembre scorso e le indagini sono state condotte dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina, coordinati dalla Procura.  Nel corso delle indagini, l’indagato si sarebbe addirittura “vantato” delle sue gesta – un probabile atto di ritorsione per un’aggressione subita. Si considerava l’ispiratore anche di altri recenti attentati incendiari avvenuti ad Aprilia.

Nel corso dell’interrogatorio preventivo, l’indagato, pur ammettendo gli addebiti, ha riferito che la sua era stata una “bravata”, non avendo peraltro intenzione di colpire anche la struttura dell’immobile, ma solo l’autovettura della vittima. Motivazioni che, tuttavia, non hanno convinto il Giudice, che ne ha ravvisato la pericolosità sociale ed il conseguente concreto pericolo di recidiva. Dopo essere stato rintracciato nella città di Aprilia, il trentenne, a cui stata anche contestata e riconosciuta la recidiva (posto che è già stato condannato in via definitiva per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali) è stato arrestato e condotto nel carcere di Latina.

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CRONACA

Fermato per un controllo fece resistenza insultando i carabinieri, Cha Cha ai domiciliari

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LATINA – Fermato per un controllo, pronunciò parole offensive e minacciose nei confronti dei carabinieri che gli stavano sequestrando la macchina  – la guidava con patente revocata  -,  venerdì sera i militari dell’Arma hanno eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dal Gip del Tribunale di Latina nei confronti Costantino Di Silvio detto Cha Cha di 58 anni accusato di resistenza a Pubblico Ufficiale. Il provvedimento è stato emesso su richiesta della Procura dopo i fatti avvenuti lo scorso 21 febbraio quando, dopo reiterate violazioni della sorveglianza speciale cui è sottoposto, tra cui appunto la revoca del permesso di guida, l’esponente del clan si rivolse a un militare insultandolo, perché si era appostato in Via Umberto I nei pressi di Piazza San Marco, in pieno centro,  per fermarlo e inviò nella stessa occasione anche minacce al comandante della Stazione: “E’ un poveraccio, non diventerà mai capitano, ditegli che si sta alla larga da me”. Il gip ha deciso per i domiciliari mentre la Procura chiedeva l’arresto, mentre una precedente richiesta di arresto, sempre per violazioni della sorveglianza speciale, era stata respinta.

 

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