CRONACA
Malati oncologici, via breve per l’assegno di invalidità
LATINA – I malati di tumore potranno attivare la pratica Inps per l’invalidità direttamente nel momento in cui l’oncologo fa la diagnosi, senza dove fare complicati e ulteriori esami o giri. Insomma per semplificare il percorso di un paziente fragile come quello oncologico. E’ la via breve decisa da un protocollo d’intesa firmato dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, con il Presidente dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), Tito Boeri, e il Presidente degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri (IFO), Francesco Ripa di Meana, un progetto sperimentale “per la tutela della disabilità da patologie oncologiche”.
L’accordo permetterà – spiegano dalla Regione – l’attivazione tempestiva della pratica di invalidità presso l’INPS fatta dallo specialista oncologo al momento della diagnosi. Questo Protocollo, di durata 18 mesi, permetterà ai medici di utilizzare il “certificato oncologico introduttivo”, grazie al quale sarà possibile acquisire fin da subito – durante il ricovero o cura presso le Strutture sanitarie – tutti gli elementi necessari alla valutazione medico legale, evitando al malato eventuali ulteriori esami e accertamenti.
La procedura così messa a punto sarà poi estesa a tutto il Lazio e su tutto il territorio nazionale.
La regolare compilazione del certificato oncologico introduttivo da parte degli oncologi permette indubbi vantaggi in termini di appropriatezza, equità, omogeneità delle valutazioni e adeguatezza delle previsioni di revisione sull’intero territorio nazionale, nonché di celerità dell’accertamento, fornendo alla Commissione tutti gli elementi necessari per la propria valutazione, escludendo quindi ulteriori accertamenti specialistici o richieste di documentazione integrativa (cartelle cliniche, esami istologici o strumentali).
CRONACA
Allenatore accusato di violenza sessuale su minore, arrestato un 74enne di Aprilia
APRILIA – E’ accusato di violenza sessuale su minore, nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di un uomo di 74 anni residente ad Aprilia.
L’attività è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina che avevano indagato dopo la denuncia sporta dai familiari della vittima.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo era l’allenatore del minore e “avrebbe progressivamente oltrepassato i limiti del rapporto educativo e sportivo, ponendo in essere comportamenti inappropriati e instaurando con la vittima, tuttora minorenne, una relazione caratterizzata da attenzioni particolari, frequenti contatti personali e momenti di isolamento dal contesto ordinario”.
In pratica l’anziano avrebbe approfittato del suo ruolo per creare un rapporto di dipendenza emotiva e soggezione psicologica nei confronti della vittima mettendo in atto quelle che l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto essere condotte lesive della libertà e dell’integrità personale del minore.
L’uomo, rintracciato presso la sua abitazione di Aprilia dagli operatori della Squadra Mobile, si trova ora nella Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
CRONACA
Botti sul retro del Tribunale, la polizia sequestra le immagini di videosorveglianza del Palazzo di Giustizia
LATINA – Il Tribunale di Latina è stato costretto a interrompere l’attività giudiziaria questa mattina dopo che, al termine della prima udienza del processo a Mattia Spinelli e Aurelio Silvestrini, accusati di tentata estorsione, lesioni e stalking nei confronti di un giovane noleggiatore di auto, una batteria di fuochi d’artificio è stata piazzata e accesa al centro di via Triboniano, alle spalle del Palazzo di Giustizia. Un sistema non nuovo alla criminalità locale, come testimoniano le frequenti esplosioni di petardi serali e notturne fuori dal carcere di Latina. A destare preoccupazione prima di capire di che cosa si trattasse, è stato il forte rumore prodotto dalle esplosioni.
La polizia arrivata sul posto dopo l’allarme, ha già sequestrato le immagini del sistema di videosorveglianza del Tribunale e avrebbe già individuato gli autori.
CRONACA
Sarah e Alicya, trovato un fermaglio rosso
LATINA – Un fermaglio rosso che dovrebbe essere di Sarah è stato trovato su un sentiero vicino alla casa famiglia di Civitella Alfedena dove le due sorelline scomparse vivevano. la notizia è stata data da Alessia Natali, referente per l’Abruzzo di Penelope Odv, l’associazione che si occupa di dare supporto alle famiglie di persone scomparse. Al 12mo giorno di ricerche, è il primo indizio. L’attenzione è rivolta anche ai due telefoni cellulari di cui si è parlato tanto nelle ultime 48 ore, telefoni che le ragazzine non avrebbero dovuto avere e che apparterrebbero uno a un familiare, l’altro a un amico. Le due schede sim per quattro giorni dalla scomparsa, fino a mercoledì, hanno agganciato la cella telefonica della zona tra Civitella Alfedena e Villetta Barrea, poi si sarebbero spenti.
Ascoltato nuovamente dai carabinieri nella stazione di Villetta Barrea, il ragazzo della più grande, Youssef, 18 anni. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sostiene che le due si troverebbero in “un luogo segreto” insieme ad un loro parente.
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Germano Buonamano Mancaniello
8 Maggio 2018 at 17:53
No perché c’è anche da discutere su il problema, vero?, specie se una Mamma ed un Papà devono vedere i loro figli e figlie piccoli bruciati da un tumore preso per colpa dei fusti tossici e rifiuti speciali seppelliti in ogni angolo D’Italia.
Germano Buonamano Mancaniello
8 Maggio 2018 at 17:57
Vero, si deve cercare la via breve quando un processo per disastro ambientale mi cade in prescrizione, magari c’è anche Giudice che dentro un palazzo di giustizia dice:
Quel politico è corrotto e colluso per tanto è condannato ma non più imputabile per via del processo che è andato in prescrizione, intanto però, chi ci rimette la pelle siamo noi come Mamme, come Papà e soprattutto come Bimbi e Bimbe appena nati con il tumore curarsi di medicine pagate di tasca propria nati per soffrire e morire chi vive ad oggi negli ospedali riesce nell intento di lottare per non morire. Supportati solo dai Genitori santi Genitori. Vergogna.