CRONACA
Alba Pontina, ora collabora Agostino Riccardo braccio destro di Lallà
LATINA – Ha cominciato a collaborare con la giustizia Agostino Riccardo, arrestato nell’operazione Alba Pontina che ha tagliato la testa al clan Di Silvio, la mafia pontina. Considerato dagli investigatori il braccio destro di Armando Di Silvio detto Lallà, un lungo curriculum criminale, Riccardo, 35 anni, storicamente vicino al primo pentito, Renato Pugliese figlio di Cha Cha, dopo l’arresto seguito ad una lunga inchiesta della polizia coordinata dai giudici dell’Antimafia di Roma e dalla Procura di Latina ha reso le prime dichiarazioni agli inquirenti. La notizia è riportata dai quotidiani Il Messaggero e Latina Oggi.
Le prime dichiarazioni di Riccardo che sono andate ad integrare il fascicolo dell’inchiesta Alba Pontina serviranno agli inquirenti a ricostruire ruoli e modalità d’azione dell’organizzazione criminale e agli investigatori della Questura di proseguire le indagini che mirano ad annientare il clan. E potrebbero far luce su crimini eccellenti rimasti irrisolti.
Comincia ad acquisire un senso dunque anche la perquisizione effettuata dagli uomini della squadra mobile nei giorni scorsi a casa dell’ispettrice di polizia penitenziaria di Latina Patrizia Caschera ora in carcere, operazione nel corso della quale sono spuntate da un armadio quattro pistole di grosso calibro e con matricola abrasa; così come le altre perquisizioni eseguite negli ambienti della criminalità locale.
CRONACA
Allenatore accusato di violenza sessuale su minore, arrestato un 74enne di Aprilia
APRILIA – E’ accusato di violenza sessuale su minore, nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di un uomo di 74 anni residente ad Aprilia.
L’attività è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina che avevano indagato dopo la denuncia sporta dai familiari della vittima.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo era l’allenatore del minore e “avrebbe progressivamente oltrepassato i limiti del rapporto educativo e sportivo, ponendo in essere comportamenti inappropriati e instaurando con la vittima, tuttora minorenne, una relazione caratterizzata da attenzioni particolari, frequenti contatti personali e momenti di isolamento dal contesto ordinario”.
In pratica l’anziano avrebbe approfittato del suo ruolo per creare un rapporto di dipendenza emotiva e soggezione psicologica nei confronti della vittima mettendo in atto quelle che l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto essere condotte lesive della libertà e dell’integrità personale del minore.
L’uomo, rintracciato presso la sua abitazione di Aprilia dagli operatori della Squadra Mobile, si trova ora nella Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
CRONACA
Botti sul retro del Tribunale, la polizia sequestra le immagini di videosorveglianza del Palazzo di Giustizia
LATINA – Il Tribunale di Latina è stato costretto a interrompere l’attività giudiziaria questa mattina dopo che, al termine della prima udienza del processo a Mattia Spinelli e Aurelio Silvestrini, accusati di tentata estorsione, lesioni e stalking nei confronti di un giovane noleggiatore di auto, una batteria di fuochi d’artificio è stata piazzata e accesa al centro di via Triboniano, alle spalle del Palazzo di Giustizia. Un sistema non nuovo alla criminalità locale, come testimoniano le frequenti esplosioni di petardi serali e notturne fuori dal carcere di Latina. A destare preoccupazione prima di capire di che cosa si trattasse, è stato il forte rumore prodotto dalle esplosioni.
La polizia arrivata sul posto dopo l’allarme, ha già sequestrato le immagini del sistema di videosorveglianza del Tribunale e avrebbe già individuato gli autori.
CRONACA
Sarah e Alicya, trovato un fermaglio rosso
LATINA – Un fermaglio rosso che dovrebbe essere di Sarah è stato trovato su un sentiero vicino alla casa famiglia di Civitella Alfedena dove le due sorelline scomparse vivevano. la notizia è stata data da Alessia Natali, referente per l’Abruzzo di Penelope Odv, l’associazione che si occupa di dare supporto alle famiglie di persone scomparse. Al 12mo giorno di ricerche, è il primo indizio. L’attenzione è rivolta anche ai due telefoni cellulari di cui si è parlato tanto nelle ultime 48 ore, telefoni che le ragazzine non avrebbero dovuto avere e che apparterrebbero uno a un familiare, l’altro a un amico. Le due schede sim per quattro giorni dalla scomparsa, fino a mercoledì, hanno agganciato la cella telefonica della zona tra Civitella Alfedena e Villetta Barrea, poi si sarebbero spenti.
Ascoltato nuovamente dai carabinieri nella stazione di Villetta Barrea, il ragazzo della più grande, Youssef, 18 anni. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sostiene che le due si troverebbero in “un luogo segreto” insieme ad un loro parente.
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Germano Buonamano Mancaniello
19 Luglio 2018 at 7:13
Agostino Riccardo il Boss
Germano Buonamano Mancaniello
19 Luglio 2018 at 7:14
Agostino Riccardo il Malavitoso
Germano Buonamano Mancaniello
19 Luglio 2018 at 7:17
Agostino Riccardo quello che andava in giro per estorsioni e quanto di altro ora si è un Collaboratore di Giustizia, il Boss, il Malavitoso.
Germano Buonamano Mancaniello
19 Luglio 2018 at 11:36
Considerato di alto spessore criminale il suo passato ‘na carta de’ credito taroccata
‘na truffa singoli reati da fare schifo al suo prossimo e però, il Boss, si dice che vive di un passato ad alto livello criminale.
Agostino e Renato se ad oggi voi due siete collaboratori di giustizia è soltanto perché qualcuno che ha subito dei torti non vi si è mai dimenticato anche se è un bene essere convertiti dal tronde ne eravate consapevoli anche se il 41 bis e i vari istituti di pena in giro per L’Italia sono diversi specie quello dov’eri detenuto tu Agostino Riccardo ma vedi destino vuole che tutto ritorna.
zietto
19 Luglio 2018 at 13:02
Agostino ricordati di lasciare Volpi e Poggi le uniche due figurine stampate nell’agro pontino da quella industria malefica di isernia.
Maledetti ma te agostino Boss di alto rango sei riuscito ad averle.
Se le.consegni alla giustizia avrai almeno 7 anni di sconto sulla pena e nuovi album di figurine panini.
Ok! Ci conto laddove tu siii un uomo