AMBIENTE
Gaeta è Spiga Verde
GAETA – Gaeta conquista per il secondo anno consecutivo la “Spiga Verde”, il riconoscimento FEE ai Comuni che intendono valorizzare e investire sul proprio patrimonio rurale, migliorando le buone pratiche ambientali. Considerato l’alter ego della “Bandiera Blu”, conferita sempre dalla FEE di cui si fregia da anni il Comune di Gaeta, il riconoscimento “Spighe Verdi” quest’anno è andato a 31 località rurali in 12 regioni d’Italia, una in più rispetto all’edizione 2017. Solo due le località del Lazio a conquistare quest’anno la “Spiga Verde”. Gaeta, unica città di mare e Canale Monterano (Roma).
Dopo la Bandiera Blu e la Bandiera Verde, riconfermate anche nel 2018, la città di Gaeta conquista nuovamente la “Spiga Verde”. Se il primo vessillo premia i migliori tratti di mare in base ad una rilevante serie di parametri ambientali ed il secondo le spiagge a misura di bambino, la “Spiga Verde” è un segnale dell’attenzione al territorio, alla qualità della vita, all’ambiente rurale anche quando vengono assegnate a località marittime.
“Spighe Verdi – dichiara il Sindaco Cosmo Mitrano – rappresenta un efficace strumento di valorizzazione del patrimonio rurale della città, ricco di risorse naturali e culturali, anche in un’ottica di occupazione”. “Siamo soddisfatti – prosegue il primo cittadino – del conferimento degli ambiti riconoscimenti internazionali Bandiera Blu, Verde e la Spiga Verde, che per diversi anni consecutivi attestano e certificano il nostro impegno amministrativo e le azioni politiche adottate in questi anni per una tutela, valorizzazione e promozione del nostro patrimonio ambientale di Gaeta”.
Grande soddisfazione, per l’importante riconoscimento ottenuto, è espressa anche dal Vice Sindaco Angelo Magliozzi presente alla cerimonia di consegna del vessillo “Spighe Verdi” da parte di Fee Italia e Confagricoltura avvenuta il 23 luglio u.s. presso la sede romana del Ministero dell’Ambiente. “Come per le Bandiere Blu, l’iter è piuttosto impegnativo e segue lo schema Uni-En Iso 9001-2008 – spiega Magliozzi – nel programma Spighe Verdi infatti è centrale il ruolo che ha l’agricoltura nella difesa del paesaggio, nella tutela della biodiversità e nella produzione di alimenti di qualità”. “Per tale motivo – prosegue Magliozzi – intendo ringraziare in particolar modo per il lavoro svolto di raccolta ed elaborazione dati l’Ufficio Suap nella persona della Dott.ssa Sciarra che ha coordinato i lavori congiuntamente all’Ing. Valente”. “Il Comune di Gaeta – conclude il Vice Sindaco – anche quest’anno ha ottenuto il marchio di qualità avendo risposto a tutti i requisiti richiesti dal protocollo in cui è prevista la rispondenza a criteri contenuti in diverse aree tematiche acqua, energia, agricoltura, rifiuti, assetto urbanistico, tutela del paesaggio”.
AMBIENTE
Dopo la prima pioggia, crolla un pezzo di asfalto sul lungomare di Latina e la duna si spacca in due
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- STRADA FRANATA
LATINA – Peggiorano ulteriormente le condizioni della strada lungomare al Lido di Latina, nell’area più bella, preziosa e fragile, quella del Parco Nazionale del Circeo, tra Capoportiere e Rio Martino. Dopo la pioggia di giovedì, in uno dei punti più critici già segnalato in passato con delle reti di protezione, la presenza di un manufatto in cemento, una sorta di caditoia che dalla strada convoglia l’acqua verso la spiaggia, ha causato la completa spaccatura della duna.
Un altro pezzetto di asfalto è franato e la ferita nella linea dunale è ormai ampia e netta. Sulla spiaggia, si nota la scia tracciata dall’acqua e dai detriti arrivati dalla strada.
A parte la traballante rete arancione di protezione, che segnala il pericolo, non è stato ancora realizzato alcun intervento di protezione o ripristino. Analoghi crolli, da alcuni anni, si sono verificati anche sul tratto di lungomare ricadente nel Comune di Sabaudia.
AMBIENTE
Opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino, l’intervento può procedere
TERRACINA – Può procedere l’intervento del Comune di Terracina finanziato dalla Regione Lazio per il completamento delle opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino
Il Direttore della Direzione Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, su proposta del Dirigente dell’Area Valutazione di Impatto Ambientale, con Determinazione ha disposto l’esclusione dell’opera dal procedimento di V.I.A.
Il progetto – spiegano dal Comune – si inserisce all’intero del più ampio “Lavori di difesa e ricostruzione del litorale Pontino e manutenzione ordinaria dei litorali laziali” sviluppato dalla Regione Lazio. L’area di intervento è localizzata all’interno del Comune di Terracina, nel tratto di litorale a est della città compresa tra il Fiume Sisto e Porto Badino. L’intervento complessivo consiste nell’adeguamento e prolungamento dei tre pennelli emersi compresi fra Lido Azzurro e Lido di Penelope Realizzati nel 2009 e della realizzazione di ulteriori quattro pennelli semisommersi con testa ad Y. Oltre a questo si prevede di realizzare un ripascimento mediante sversamento di materiale di dragaggio. Il materiale da adoperare per il ripascimento sarà ricavato, per quanto possibile dagli esiti della campagna di caratterizzazione, dal dragaggio della foce del Fiume Portatore. Il restante quantitativo potrà essere ricavato, sempre previa caratterizzazione, da altre aree limitrofe a quelle di intervento.
Soddisfazione del Sindaco Francesco Giannetti e della Struttura Comunale Grandi Opere “per questo importante passo in avanti”.
AMBIENTE
A Ventotene non si sono schiuse le uova del nido di tartaruga marina deposte a luglio
VENTOTENE – Nel pomeriggio di martedì sull’isola di Ventotene, il personale del servizio naturalistico dell’Ente Parco ha provveduto alle operazioni di scavo del nido di tartaruga marina Caretta caretta, completando le verifiche tecniche previste dai protocolli scientifici. Era stato deposto i primi di luglio, ma le uova non si sono schiuse: “Sfortunatamente in questo caso le uova non si sono schiuse dimostrando ancora una volta che la natura procede anche attraverso i fallimenti. Nonostante la delusione per la mancata nascita di nuove tartarughe resta il grande valore di questa nidificazione, che ancora una volta si è avuta sull’isola di Ventotene, oltre all’importanza dei numerosi dati scientifici raccolti dai nostri ricercatori che serviranno per comprendere più a fondo le dinamiche riproduttive di questa specie protetta”, si legge in una nota.
E’ stata comunque una straordinaria stagione riproduttiva lungo le coste del basso Lazio che si sono dimostrate rifugio per la nidificazione di questa specie protetta. “Da Sperlonga a Gaeta, passando per Formia e Terracina, sabbia e mare sono stati protagonisti di un monitoraggio costante e appassionato da parte dei nostri tecnici specializzati e dei numerosi volontari che collaborano con la rete regionale TartaLazio. Ogni nido scoperto e protetto è stato un piccolo grande traguardo per la biodiversità della Riviera di Ulisse”, dicono dal Parco (guardando al proprio territorio e a quello più vicino, ma schiuse si sono viste anche a San Felice Circeo, Sabaudia e Latina) rivolgendo un ringraziamento a tutti i cittadini e agli operatori balneari.
“Con le loro segnalazioni tempestive e il rispetto delle aree protette hanno fatto la loro parte per custodire questo patrimonio naturale” afferma Fabio Refini, Direttore dell’Ente Parco, che aggiunge anche “una speciale menzione la meritano le forze dell’ordine e, in particolare, il personale della Capitaneria di Porto che da sempre supporta e favorisce, con le attività di propria competenza, la salvaguardia delle tartarughe marine. Moltissime giovani tartarughe sono riuscite a raggiungere il mare questa estate ma la nostra attenzione non va in vacanza, infatti, anche durante i mesi invernali continuerà l’attività dei nostri ricercatori per l’analisi e l’elaborazione di tutti i dati raccolti sui nidi nel periodo estivo, è per questo motivo” conclude il Direttore Refini, “l’ultimo ma più grande ringraziamento lo rivolgo ai naturalisti del nostro Parco che si dedicano con grande professionalità e senza mai risparmiarsi alle attività di monitoraggio, studio e salvaguardia nel nostro meraviglioso patrimonio naturale.”
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